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MARSCIANO SUL GRAPPA

La questioni Vinacce a Marsciano ha raggiunto dei picchi talmente surreali da risultare eccessivi anche per un romanzo di Kafka. Cerchiamo di imbastire una crono-storia sintetica delle principali tappe della vicenda per avere uno sguardo d’insieme:

  1. Nell’Agosto 2013 i cittadini di Papiano vengono informati, direttamente dagli uffici Comunali che avviano le procedure di esproprio per l’imponente viabilità, della imminente realizzazione di un sito di stoccaggio di 70.000 mc a due passi da un bene paesaggistico tutelato come Palazzo Tini e a tre dal centro abitato stesso. Si individua anche un sito di stoccaggio temporaneo al Cerro direttamente all’interno del centro abitato. Papiano, con una mobilitazione straordinaria e con la raccolta di 2.500 firme, fa capire che non permetterà questa follia. Si compiono anche abusi edilizi con dei lavori di sbancamento non autorizzati che impongono il sequestro del sito di Papiano. Il Sindaco Todini fa spallucce e, in vista delle elezioni, dichiara tutto superato giurando che lui non ne sapeva niente. L’assessore Provinciale Bertini assicura che la Provincia non intende autorizzare perché i Socialisti sono da sempre amici dell’ambiente in particolare i 12 mesi prima delle elezioni. La Provincia, infatti, pone delle prescrizioni proibitive per la realizzazione degli stoccaggi al Cerro.
  2. Non ci sono tracce della problematica vinacce nella campagna elettorale se non nei programmi delle opposizioni e in qualche polemica schermaglia nel confronto tra i candidati Santi e Todini al Concordia. Todini ricorda al vetero-comunista che agitare gli spettri è un comportamento irresponsabile per una opposizione che, tra l’altro, vorrebbe socializzare i mezzi di produzione e banchettare con la tenera e innocente prole piddina.
  3. Il 4 Luglio, nemmeno un mese dopo il ballottaggio, svaniscono d’incanto le prescrizioni della Provincia (confermando la minima dimestichezza ambientalista post-elettiva dei socialisti) e viene autorizzato lo stoccaggio temporaneo al Cerro in una Conferenza dei Servizi nella quale il Comune è assente ma invia una memoria fortemente dissuasiva nei confronti della possibile autorizzazione. Talmente dissuasiva che si conclude con: ‘talora, legittimamente, decideste di ignorarci almeno usate i camion con la marmitta catalitica’.
  4. Subentra, in questa fase, un lungo intervallo di tempo nel quale le opposizioni cercano, attraverso decisioni unanimi di dare forza al ricorso che l’Amministrazione Comunale promuove contro l’autorizzazione provinciale e ad alcune modifiche di regolamenti comunali tesi a rendere più salubri ed economicamente svantaggiose operazioni di stoccaggio di materie marcescibili all’aperto. Il bluff della maggioranza si concretizza quando, invece di produrre una Ordinanza contro lo stoccaggio come chiesto dalle opposizioni, il Sindaco ne emana una a favore dello stoccaggio in Silobag quale male minore. Il giorno dopo già si capisce l’andazzo quando la Di Lorenzo comincia a stoccare fuori dal piazzale asfaltato aumentando a dismisura la base di stoccaggio. I silobag sono messi direttamente sul terreno senza nessuna protezione perché tanto, come dice il nostro amato Sindaco: ‘non si romperanno mai, agitare questi spettri è un comportamento irresponsabile per una opposizione che, tra l’altro, vorrebbe la fine dello sfruttamento capitalistico dell’Uomo sulla Natura’.
  5. Lo stoccaggio avviene in un’area diversa da quella autorizzata nella quale insiste una proprietà pubblica come si dimostra nell’immagine allegata. Come sia possibile che nessuno intervenga in questo caso rimane un mistero. Non esiste agli atti nessuna servitù pubblica che consenta lo stoccaggio nel sedime catastale (diverso da quello fisico) del fosso. Probabilmente a Marsciano del Grappa esistono normative particolari di cui gli stessi cittadini non sono a conoscenza.planimetria visura
  6. Venendo agli ultimissimi sviluppi ci basterà mostrare queste immagini per dare il senso della condotta di questa azienda che è in guerra con tutte le comunità con cui è venuta a contatto e dell’ignavia dell’Amministrazione Comunale che ha permesso, con una Ordinanza del Sindaco, un sistema di stoccaggio così approssimativo. Il fosso di Vallerani presumibilmente ha portato, con gli acquazzoni di questo periodo, tutto il percolato nel Nestore e, di li a poco, nel Tevere. Poco male, negli stabilimenti dell’azienda a Pontevalleceppi più di una volta sono stati ipotizzati usi impropri del Tevere (http://tuttoggi.info/la-distilleria-di-ponte-valleceppi-ritira-il-progetto-delle-biomasse-esultano-i-cittadini/155868/). sversamenti
  7. Per chiudere in bellezza, a dimostrazione che l’appetito vien mangiando, l’azienda Di Lorenzo, ingrata fino al midollo, ha presentato ricorso contro l’Ordinanza del Sindaco (quella che gli ha concesso il discusso stoccaggio) perché, a suo parere, questo sistema di stoccaggio era di per sé consentito indipendentemente da qualunque ordinanza in quanto assolutamente privo di alcun margine di rischio ambientale. In questo modo ha evitato di produrre il Progetto definitivo richiesto dall’ordinanza stessa nel quale sarebbe emersa la mancanza di servitù sulla particella sopra indicata. L’azienda in questione ha presentato ricorso anche contro la decisione del Consigli Comunale sulla zona di Papiano di optare per una destinazione sul PRG incompatibile con l’esercizio ipotizzato. Se sommiamo a tutto ciò il fatto che la proprietà del sito di Papiano rimane in capo al gruppo in oggetto che si sta interessando anche ad altre proprietà in vendita nel marscianese, risulta evidente come l’obiettivo della Di Lorenzo è ancora più impattante di quello dichiarato.

A questo punto, se l’Amministrazione non vuole essere trattata definitivamente come complice attiva dell’azienda Di Lorenzo potrà solo, finalmente, emanare questa Ordinanza contingibile e urgente,data l’evidenza del danno ambientale, obbligando lo sgombero dello stoccaggio del Cerro e la messa in sicurezza di tutto il territorio comunale.

NON ESISTE COMPROMESSO POSSIBILE, L’AZIENDA DI LORENZO SE NE DEVE ANDARE DA MARSCIANO!

 

 

Regione, vinacce e ordinanze

La mozione approvata da Consiglio Regionale (vedi all.1) è sicuramente importante perché rende atto al nostro territorio della dimensione regionale della questione vinacce.

La mozione Stufara-Buconi (la mozione Stufara, capogruppo regionale di Rifondazione Comunista, è stata emendata nella mozione finale a differenza della mozione Buconi che è stata ritirata) dice con chiarezza una cosa che non è stata ripetuta né da Rometti né dal comunicato dei Socialisti di Marsciano (http://www.marsciano7.it/notizie/1727_PSI_sulle_vinacce__bene_l_intervento_della_Regione;_la_destra_%C3%A8_illogica.html).

Il Consiglio Regionale non solo auspica un confronto con il Comune di Marsciano e la Proprietà per giungere a soluzioni compatibili con il contesto urbanistico e infrastrutturale del territorio ma, testualmente, impegna la Giunta Regionale a ”individuare soluzioni atte a determinare una diversa ubicazione delle attività di stoccaggio e degli impianti definitivi”.

Una diversa ubicazione degli stoccaggi e di tutte le attività in atto o potenziali connesse dal comune di Marsciano; nessuno pensi di contrattare con la proprietà una ubicazione nel territorio marscianese spacciandola per male minore trattando alcuni cittadini come di serie B rispetto ad altri.

Su questo concetto spero che il centrodestra marscianese avrà la forza di dissociarsi dal voto dei propri rappresentanti regionali che hanno addirittura dichiarato che non sarà inseguendo le richieste dei comitati che si possono vincere le elezioni regionali o che il Comune non dovrebbe opporsi a queste iniziative imprenditoriali dimostrando anche scarso rispetto per il lavoro delle proprie organizzazioni politiche nel territorio.

Inoltre, dopo più di 40 giorni, non ci risulta che la Di Lorenzo abbia presentato al Comune di Marsciano il ”progetto firmato da un tecnico abilitato” alla quale era obbligata dall’ordinanza sindacale n. 323 del 17/09/2014 (vedi all.2)  ‘‘entro il termine massimo di giorni 30 dalla data di notifica” dell’ordinanza stessa.

Quella stessa ordinanza che ha permesso lo stoccaggio dei silos bag in aderenza alla strada provinciale e da un fosso demaniale (il cui sedime catastale è ben diverso da quello fisico), viene forse rispettata nelle parti che sono più convenienti e viene ignorata nei passaggi in cui obbliga l’azienda ai minimi adempimenti per regolarizzare la propria attività?

Questo atteggiamento sarebbe l’ennesima prova che non si può trattare con quei soggetti imprenditoriali che non dimostrano il minimo rispetto per le comunità nelle quali operano.

Federico Santi

mozione regionale appovata

ordinanza silosbag

Consiglio Comunale del 30 Settembre 2014

Intervento su: Bilancio Comunale (intervallo:09:28 – 31:26)

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Intervento su: Emendamento al Bilancio Comunale (intervallo: 36:18 – 47:45)

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Intervento su: Interpellanza avente oggetto: ‘Stoccaggio temporaneo vinacce in località Cerro’ (intervallo: tutto)

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Tasse e Vinacce

Nell’ambito della discussione sull’individuazione delle tariffe TASI e IMU abbiamo chiesto alla struttura Comunale di quantificare il costo di tre operazioni che avrebbero rappresentato segnali politici importanti:

  1. L’aumento delle esenzioni per reddito Isee da 6.000€ (limite sotto il quale si attesta un numero bassissimo di famiglie) a 10.000€.
  2. L’esenzione dei tributi TASI e IMU per tutte quelle attività poste nei centri storici oltre a quelle sottoposte alla problematica dei lavori del PUC. Sono infatti, per noi, degli importanti presidi sociali da difendere e incentivare prima ancora di premiare nuove aperture.
  3. L’abbassamento della TASI sulla prima abitazione.

I tempi ristretti della discussione e lo studio differito del Bilancio rispetto a queste delibere non hanno permesso una quantificazione realistica delle nostre proposte che quindi non sono state prese in considerazione. Ci riserviamo di proporre ulteriori misure di equità e giustizia tributaria nell’elaborazione delle tariffe TARI (ex TARSU) e addizionale IRPEF. Il Comune di Marsciano ha confermato una tassazione massima su quasi tutte le poste mettendo in essere una politica che è esattamente l’opposto di quello di cui aveva bisogno la nostra comunità. Da questo punto di vista il nostro convinto voto contrario è relativo sia all’operato dell’Amministrazione Comunale che all’operato dei vari governi bipartisan che si sono susseguiti in questi anni che hanno concepito una tassa come la TASI che abbassa gli esborsi per le residenze di lusso e li aumenta per le abitazioni comuni. Queste politiche confuse e recessive stanno distruggendo L’Italia attraverso un progetto lucido a servizio della Germania che ci vuole utilizzare come serbatoio di manodopera a basso costo.

Per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della questione Vinacce si è reso del tutto evidente evidente che l’intera partita era di natura prettamente politica. Politica è stato il suggerimento alla ditta di una soluzione marscianese della crisi di Ponte Valleceppi, politica è stata la reazione dell’Amministrazione Comunale spinta dalla rabbia popolare, politica la pressione sugli Enti che, subito dopo le elezioni, hanno cambiato i pareri sullo stoccaggio aperto o chiuso delle vinacce. Fino ad arrivare al compromesso che ci viene proposto oggi come la soluzione. Un compromesso politico che è arrivato fino al TAR che, con una decisione molto poco usuale, non si pronuncia pienamente sul merito e lascia due settimane di tempo alle parti per accordarsi. Un copione talmente ben scritto da risultare quasi credibile. Noi siamo assolutamente contrari a questo esito perché il tutto avverrebbe attraverso un’ordinanza sindacale che autorizza lo stoccaggio in silos bag ma che non annulla né l’autorizzazione allo stoccaggio aperto al Cerro, che potrebbe avvenire successivamente, né le mire della proprietà sui terreni di Papiano.

Federico Santi

Consiglio Comunale del 9 Settembre 2014

Intervento su secondo, terzo e quarto punto all’ordine del giorno accorpati: ALIQUOTE IMU ANNO 2014 E DETRAZIONI, REGOLAMENTO TASI, ALIQUOTE TASI ANNO 2014 E DETRAZIONI – APPROVAZIONI (intervallo 00:00 – 08:16)

 

Intervento sul sesto punto all’ordine del giorno: PROPOSTA ODG – TRASFORMAZIONE E45 IN AUTOSTRADA ESCLUSIONE PEDAGGIO PER I CITTADINI UMBRI – PRESENTATO DAI CONSIGLIERI MARINACCI LUCA, BERTINI ROBERTO E RABICA MICHELE (intervallo 05:45 – 13:28)

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Intervento sul settimo punto all’ordine del giorno: INTERPELLANZA “DEPOSITO TEMPORANEO VINACCE CERRO” PRESENTATA DAL CONSIGLIERE SANTI FEDERICO (per intero)

 

Consiglio Comunale del 26 Luglio 2014

Intervento sul primo punto all’ordine del giorno: LINEE PROGRAMMATICHE – APPROVAZIONE (intervallo 00:00 – 13:20)

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Intervento sul sesto punto all’ordine del giorno: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ INSALUBRI (intervallo 02:20 – 13:26 e, successivamente alla replica di Todini, controreplica nell’intervallo 36:25 – 45:20)

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Non ci siamo

tutto

L’Amministrazione Comunale, nonostante l’atteggiamento molto costruttivo delle minoranza che si sono prestate a sostenere all’unanimità le iniziative del Comune sul tema Vinacce, fintanto che queste impediranno l’avvio dell’attività di deposito, infila un errore dopo l’altro.

In primo luogo siamo in attesa di capire se le iniziative poste in essere dal Consiglio Comunale avranno una loro efficacia o se dovremo ricorrere all’Ordinanza sindacale per sventare la minaccia sempre più incombente. In secondo luogo notiamo che la vigilanza e la pressione sugli operatori economici coinvolti in questa operazione non accenna a manifestarsi neanche nel caso dell’immensa cava concessa quasi due anni fa in una zona esondabile in aderenza alla confluenza tra Nestore e Tevere. Da sopralluoghi effettuati personalmente abbiamo potuto riscontrare l’assoluta mancanza di segnaletica nel momento in cui si stava ampliando (abusivamente?) la carreggiata della strada per il trasporto degli inerti e la presenza di un sistema di recinzione e occultamento del cantiere assolutamente sproporzionato e di straordinario impatto ambientale. Ci batteremo perché le prescrizioni di cantiere possano perlomeno mitigare i disagi di questa attività estrattiva già autorizzata. Anche nella zona nord,mentre si attende di capire come evolve la ricostruzione e la sistemazione della piscina, al momento completamente bloccate, si investe nuovamente con soldi pubblici nel campo di Castiglione della Valle senza discuterne con le comunità interessate. Con una decisione-lampo della giunta si è deciso di rendere idoneo l’impianto agli standard tecnici della serie D con una spesa prevista di 80.000€ in due anni (il totale è 170.000€ e non si capisce bene chi dovrebbe mettere il resto). Si pongono due ordini di problemi: 1. E’ giusto spendere 80.000€ e della collettività per una Società come il Villabiagio, sicuramente molto valida e vincente, nella quale non milita neanche un Marscianese e che non ha un settore giovanile? 2. Nel momento in cui la Nestor, come tutti ci auguriamo, dovesse salire di categoria dovremmo rispendere ancora altri soldi per adeguare l’impianto del capoluogo oppure la Nestor andrebbe a giocare a Castiglione? Non sarebbe stato molto più logico, non ascoltando le richieste di alcuni campioni di preferenze della zona Nord, ristrutturare il Campo sportivo del Capoluogo per metterlo a disposizione di tutte le squadre del Comune anche se questo fosse costato qualcosa in più? Non appena verrà riconvocata una Conferenza dei capigruppo porteremo queste tematiche in Consiglio Comunale per permettere a tutti i cittadini di capire le vere motivazioni di queste scelte.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

Il tempo delle vinacce

vinacce marscianoCon un tempismo perfetto, degno della credibilità della classe dirigente che governa Marsciano e la Regione Umbria, ad urne ancora calde, è arrivato il parere positivo della Conferenza dei servizi provinciale allo stoccaggio delle vinacce in località Cerro. Questo scenario era stato da noi ampiamente previsto in campagna elettorale come si può tranquillamente verificare anche da alcuni estratti del confronto pubblico tra il sottoscritto e in Sindaco Todini al Teatro Concordia (http://www.marsciano7.it/video/servizi/383_faccia_a_faccia_santi_vs_todini.html).

Non intendiamo cavalcare in modo populista la questione e siamo ben consapevoli delle difficoltà insite nella questione: è evidente che la destinazione urbanistica della zona e le competenze di ARPA, USL e Provincia sono preminenti rispetto a quelle comunali.

Ciò nonostante, l’assenza dell’Amministrazione Comunale e, in particolare, del Sindaco Alfio Todini alla Conferenza dei servizi è un dato politico di gravità inaudita.

La presentazione di una memoria, da parte del Comune, lasciata alla discrezione dei tecnici presenti alla Conferenza, senza che nessuno ne perorasse la validità in quella sede, è un palese tentativo di lavarsi le mani e tirasi fuori dalla questione scaricando la responsabilità sugli enti non elettivi. Sperando, con sempre meno fiducia, di sbagliarci e volendo dare credito alla nuova Giunta e al nuovo Consiglio comunale sfidiamo l’Amministrazione Comunale a porre in essere, nei 15 giorni previsti dal dispositivo autorizzativo, i seguenti atti per scongiurare l’esito previsto dalla Conferenza:

  1. Adire a tutte le vie legali a disposizione per contestare la validità dell’autorizzazione; se l’intenzione del Comune era quella di rimandare, con la memoria inviata, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la decisione, allora, chi ha deciso questa tattica, si deve assumere la responsabilità del clamoroso errore (voluto?) o fare ricorso legale;
  2. Esercitare una legittima forma di pressione sui privati che permettono, attraverso un contratto di affitto, l’insediamento di una tale attività nel contesto urbano marscianese verificando anche la possibilità di predisporre forme di premialità per i mancati legittimi introiti derivanti dall’operazione;
  3. Emanare, nella persona del Sindaco (come previsto dall’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998), un’ordinanza urgente prevista in casi di possibili emergenze sanitarie e di igiene pubblica, che preveda l’annullamento della dell’autorizzazione allo stoccaggio. Il sindaco è, a tutti gli effetti, il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e gli sono affidati poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle ASL.Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I numerosi dossier presenti su questa tipologia di lavorazione industriale autorizzano ad avere più di un dubbio sulla salubrità di una tale operazione;
  4. Contemporaneamente, in via del tutto cautelativa, redarre le prescrizioni più vincolanti possibili sulla viabilità locale come previsto dalle competenze comunali.

Auspichiamo che tutti i componenti della Giunta e tutti i Consiglieri comunali, in prima battuta quelli di diretta espressione delle zone interessate, si facciano carico di questa responsabilità indipendente dal loro ruolo di maggioranza o minoranza.

Ricordiamo che gli effetti di tale decisione avranno ripercussioni su un territorio ampio che interessa, non solo il Cerro e la Zona industriale, ma tutto il Capoluogo e Schiavo e che pone un’ombra minacciosa sulla zona industriale di Papiano, identificata come sito di prima scelta, e tutto il territorio Comunale.