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Consiglio Comunale 29/09/2015

PIANO REGOLATORE GENERALE – PARTE STRUTTURALE – VARIANTE AI SENSI DELL’ARTICOLO 32 DELLA LEGGE REGIONALE 21.01.2015 N. 1. (11:00 – 13:30)

 

ISTITUZIONE REGISTRO COMUNALE DELLE UNIONI CIVILI – APPROVAZIONE REGOLAMENTO (16:30 – 27:00)

 

MOZIONE DEL CONSIGLIERE SANTI FEDERICO AVENTE AD OGGETTO: ISTITUZIONE
DI UNA SALA DEL COMMIATO PUBBLICA.
INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE SANTI FEDERICO, AVENTE AD OGGETTO:
“INFORMAZIONI IN MERITO ALLE DIVERSE FORME DI CONCESSIONE E/O
COLLABORAZIONE TRA L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E I GESTORI DEI VERDI
PUBBLICI ATTREZZATI E DELLE STRUTTURE SPORTIVE COMUNALI”. (tutto)

 

Allineati e COOPerti

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Siamo più che consapevoli dello schieramento di poteri forti, interessi economici e ‘buongoverno democratico e socialista’ in difesa dell’operazione Variante al PRG per lo spostamento della Coop. Del resto come sarebbe potuto emergere più chiaramente dopo gli interventi a favore dello spostamento stesso nel Consiglio Comunale del 28-01-2015? A parte una lavoratrice della Coop che ha comprensibilmente espresso l’auspicio che l’azienda non operasse gli esuberi minacciati, abbiamo ascoltato gli interventi di due ex assessori del Comune di Marsciano: Fabiano Coletti e Vito Taticchi per l’occasione rispettivamente in veste di rappresentanti della CNA e dei soci Coop. Non c’è nulla di personale in questa analisi e lungi da noi stigmatizzare i personaggi in sé (l’assessore Coletti si è addirittura dimesso nella scorsa legislatura dopo aver tentato meritoriamente di aiutare gli esercenti del Centro Storico…) ma la lettura delle squadre in campo ci sembra assolutamente chiara. Da una parte i cittadini, dall’altra un sistema di potere antico e sordo alla partecipazione massiccia delle persone, alle loro richieste, schiavo a sua volta delle relazioni con le più importanti realtà produttive del territorio. Fin qui niente di strano, conoscevamo bene la partita ed eravamo ben pronti a giocarla con il rischio di perderla. Nonostante le opposizioni abbiano smontato tutte le argomentazioni portate a sostegno della variante non sono riuscite a far retrocedere la maggioranza. Quello che ci ha profondamente stupito è stato il comportamento del primo giornale per diffusione della nostra regione: Il Corriere dell’Umbria. Molti articoli sono stati scritti, da novembre a oggi, da formazioni politiche, consiglieri comunali, forze sociali e comitati, ma quasi nulla è stato mandato in stampa e quel poco stravolto e in secondo piano. A 4 giorni dal Consiglio Comunale più lungo e importante degli ultimi 6-7 anni, con 150 persone assiepate in piedi per 6 ore, nulla è uscito nelle pagine del Corriere dell’Umbria. In compenso, ogni giorno, sono presenti due pagine intere di pubblicità di promozioni Coop sulla fedeltà dei clienti. E’ risaputo, la Coop promuove sconti e premialità per chi dimostra la massima fedeltà allo storico marchio.

 

La coop sei loro?

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Il 13 Novembre sono scaduti i termini per le osservazioni alla Variante al Piano attuativo e alla Parte Operativa del P.R.G. che potrebbe consentire l’autorizzazione allo spostamento della Coop dal centro commerciale ‘L’Arco’ all’Ammeto, in prossimità del complesso commerciale ‘Le Fornaci’. Una scelta miope e speculativa perché è chiaro che la partita vera sarebbe la costruzione dell’involucro e non la discutibile operazione commerciale di portare vicini due supermercati simili per offerta e dimensione. Tutti i Consiglieri comunali devono essere coscienti del fatto che possono evitare questo tragico errore con il loro voto contrario alla variante richiesta; non è vero infatti che si tratta di una operazione d’impresa privata della quale la politica può solo prendere atto, il Consiglio Comunale dovrebbe cambiare il proprio strumento di programmazione urbanistica che non prevedeva, a ragione, in quel luogo un punto di grande distribuzione. Va rimandato al mittente il ricatto sociale ai lavoratori; in effetti se l’operazione COOP avesse successo e dovesse rubare quote di mercato ai concorrenti ci sarebbero esuberi negli esercizi a tuttora presenti nell’area interessata, in caso contrario il problema dei licenziamenti ritornerebbe di attualità per la COOP stessa. Senza contare il fatto già abbondantemente riscontrato del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti alla distribuzione nei grandi esercizi commerciali. Per ogni nuovo centro commerciale che apre c’è un aumento delle ore di lavoro tanto da arrivare al punto che tutte le domeniche gli esercizi sono aperti senza neanche pagare più straordinari. L’incremento del tasso competitivo tra punti vendita posti uno di fronte all’altro sarebbe ancora più spinto con l’unico risultato che si andrebbe a lavorare sempre, 7 giorni su 7, senza alcun beneficio visto che l’offerta sarebbe la medesima per tutti gli esercizi. Ci perderebbero solo i lavoratori, in ore di vita e retribuzione, e ci guadagnerebbe la grande distribuzione che distrae ricchezza dal territorio per le proprie esigenze finanziarie. Invitiamo a riflettere, allo stesso modo, sul ricatto presentato agli operatori della filiera edilizia in crisi. Quale futuro di lavoro si può intravedere in un deserto commerciale delle piccola distribuzione? Quali ristrutturazioni, messe a norma e lavori Impiantistici si pensa di ottenere una volta che saranno presenti solo pochi e immensi esercizi commerciali con appalti di manutenzione al massimo ribasso contratti con operatori estranei al territorio? Quale futuro abbiamo in mente per Marsciano se facciamo morire un Centro Storico nel quale abbiamo appena speso milioni di €? Il miraggio proposto a molti soggetti di essere tra i beneficiari degli imminenti lavori è una presa in giro; ben pochi, e sempre i medesimi, beneficeranno di una grande mole di lavoro contrattata al ribasso e concentrata in poco tempo. Non si può, in ogni caso, costruire strutture inutili che a breve diventeranno cimiteri di cemento, come rischia di essere L’Arco, per rilanciare una filiera in crisi; è proprio questa ricetta che ci ha portato al disastro economico sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo a tutti che con la nascita del Centro commerciale L’Arco è iniziato il declino del Centro storico di Marsciano come allora denunciammo con forza. La costruzione dell’Arco fu venduta, allora, come la costruzione di una struttura adeguata per la COOP che intendeva ampliare la propria offerta; l’architettura stessa del complesso è tutta finalizzata a valorizzare il punto vendita con parcheggi coperti comodi e abbondanti e scale mobili. Il rilancio dell’Arco, in quanto struttura ormai presente nel tessuto cittadino, deve essere il nostro obiettivo e siamo assolutamente convinti che la COOP, una volta riscontrata l’impossibilità dell’operazione in atto, non potrà abbandonare un mercato importante come Marsciano e farà di tutto per rilanciare la propria offerta nel luogo storico costruito anni fa proprio per venire incontro alla richiesta di COOP stessa. Se così non fosse, d’ora in avanti, saremmo ostaggio di una qualunque attività commerciale o industriale che ci chiedesse di stravolgere la nostra programmazione urbanistica per venire incontro alle proprie discutibili operazioni finanziarie sotto la minaccia della delocalizzazione produttiva. La comunità marscianese deve essere cosciente che questa partita è ben più importante della presenza di un nuovo centro commerciale di cui nessuno sente l’esigenza.

 Federico Santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano