Tag Archives: tributi

Una storia vera troppo austera

cud

Ti piacciono le storie vere? Eccone una. La lettura della tabella è molto semplice. Nel 2014 la società di Ingegneria per la quale sono progettista accede alla Cassa Integrazione (non tantissima per fortuna) in conseguenza della Crisi pilotata dagli Speculatori e dalla Agenzie di Rating. Invece che percepire soldi dall’INPS per fare niente (pochi, maledetti e in ritardo) accetto una supplenza della Scuola. Sette ore settimanali divise tra l’Ipsia di Marsciano e le Medie di Paciano.

Funziona così: nella stragrande maggioranza del tempo lavoro in studio, nelle ore in cui sarebbe prevista la CIG (Cassa Integrazione Guadagni) mi paga l’INPS tranne quando sto lavorando per la Scuola, in quel caso mi paga il MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca). Ecco il perché di tre CUD. Il netto annuale sarebbe 14.483,87 € per un reddito mensile di 1.206,99 €.

Fatta la Dichiarazione dei redditi, lo Stato ha sentenziato che devo fare sacrifici, mica vorrò fare il lazzarone come i Greci; non posso certo vivere da nababbo con 1200 € al mese con due figli! Allora mi richiede 1.700 € di riforme per allinearmi con i sacrifici dei 40enni tedeschi che si fanno un mese di vacanze a Rotecastello. Nel mentre devo tirare fuori questi soldi, l’INPS (che non ha nulla a che vedere con lo Stato!), non mi ha nemmeno interamente corrisposto quello che mi deve per il 2014 (manca da Aprile in poi… mica noccioline).

1.700 € sarebbero il risultato degli 850€ che, secondo loro, non ho pagato nel cumulo dei CUD per il 2014, più gli 850 che in previsione (del tutto arbitraria perché Renzi non mi farà più lavorare con la Scuola nel frattempo) anticipo per il cud del 2015. Cioè, lo Stato, che non mi paga la CIG del 2014 si prende (dalla busta paga) l’anticipo sulla DDR del 2016. Comunque, tolti i 1.700 dal cumulo dei 14.483,87, ne rimangono 12.783,87 € per un totale mensile di 1.065,32 €.

Dai che forse ce la possiamo fare se mangiamo mortadella, farro e uova per tre mesi. In compenso ho dovuto mettere almeno 600 € di nafta in più (dei circa 2.000€ che già metto all’anno) per andare 2-3 volte a settimana a Paciano per un anno e ho lavorato una media di 10-11 ore al giorno.

Qualcuno dirà: “e il Consiglio Comunale?”. I 250 € semestrali della mia diaria (KASTA!!!) ce li hanno pagati ad Aprile 2015 (visto l’anno di ritardo non vanno della DDR del 2014) e li ho integralmente girati al Circolo PRC Marciano.

Forse è la vendetta di un giusto Dio Teutonico perché mia madre è andata in pensione a 59 anni dopo aver lavorato per 45 anni tra Poste, catene di montaggio, merda dei polli e campi di mais?

E tutto questo dall’alto della fortuna di avere un Titolo di Studi che mi mette al riparo da guai ancora peggiori ai quali sono esposti ormai molti concittadini.

Vorrei esprimere solo un delicato concetto alla fine di questa squallido-arido-tecnicista trattazione: se tu pensi che i debiti vadano pagati sempre, ti ricordo che non sei tu (né io) a decidere quali siano i nostri debiti. Chi decide i buoni e i cattivi, i crediti e i debiti, quanto debba essere retribuito il nostro lavoro è lo Stato. E se lo stato mi affama io lo combatto, non ubbidisco come un cagnolino. Stesso discorso vale per gli Stati Sovrani. Chi decide i buoni e i cattivi? Chi decide chi paga interessi negativi e chi il 15%? I Governi successivi devono pagare sempre e tutti gli errori di quelli precedenti? Se si, perché abbiamo abbonato alla Germania i costi degli abomini di Hitler?

Nel caso degli Stati tutto ciò è deciso dai “Creditori Internazionali” (un nome indubbiamente più elegante di strozzini) che sarebbero coloro che stampano la Moneta senza controllo e senza controlli. E se non sono Stati smidollati come il nostro combattono, non ubbidisco come cagnolini.

Aspetto con ansia le bombe atomiche del Comune per Imu, Tari, Tasi e affini.

Perchè, visto che il furto di cui sopra avviene direttamente in busta paga, ho deciso che queste, come Tsipras, non le pago.

Almeno fino a quando lo Stato non si è messo in pari con me.

Venite a prendermi a casa, ho il fucile sparabolle della figlia e il Tirannosaurus Rex di mio figlio che vi aspettano!

 

Tasse e Vinacce

Nell’ambito della discussione sull’individuazione delle tariffe TASI e IMU abbiamo chiesto alla struttura Comunale di quantificare il costo di tre operazioni che avrebbero rappresentato segnali politici importanti:

  1. L’aumento delle esenzioni per reddito Isee da 6.000€ (limite sotto il quale si attesta un numero bassissimo di famiglie) a 10.000€.
  2. L’esenzione dei tributi TASI e IMU per tutte quelle attività poste nei centri storici oltre a quelle sottoposte alla problematica dei lavori del PUC. Sono infatti, per noi, degli importanti presidi sociali da difendere e incentivare prima ancora di premiare nuove aperture.
  3. L’abbassamento della TASI sulla prima abitazione.

I tempi ristretti della discussione e lo studio differito del Bilancio rispetto a queste delibere non hanno permesso una quantificazione realistica delle nostre proposte che quindi non sono state prese in considerazione. Ci riserviamo di proporre ulteriori misure di equità e giustizia tributaria nell’elaborazione delle tariffe TARI (ex TARSU) e addizionale IRPEF. Il Comune di Marsciano ha confermato una tassazione massima su quasi tutte le poste mettendo in essere una politica che è esattamente l’opposto di quello di cui aveva bisogno la nostra comunità. Da questo punto di vista il nostro convinto voto contrario è relativo sia all’operato dell’Amministrazione Comunale che all’operato dei vari governi bipartisan che si sono susseguiti in questi anni che hanno concepito una tassa come la TASI che abbassa gli esborsi per le residenze di lusso e li aumenta per le abitazioni comuni. Queste politiche confuse e recessive stanno distruggendo L’Italia attraverso un progetto lucido a servizio della Germania che ci vuole utilizzare come serbatoio di manodopera a basso costo.

Per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della questione Vinacce si è reso del tutto evidente evidente che l’intera partita era di natura prettamente politica. Politica è stato il suggerimento alla ditta di una soluzione marscianese della crisi di Ponte Valleceppi, politica è stata la reazione dell’Amministrazione Comunale spinta dalla rabbia popolare, politica la pressione sugli Enti che, subito dopo le elezioni, hanno cambiato i pareri sullo stoccaggio aperto o chiuso delle vinacce. Fino ad arrivare al compromesso che ci viene proposto oggi come la soluzione. Un compromesso politico che è arrivato fino al TAR che, con una decisione molto poco usuale, non si pronuncia pienamente sul merito e lascia due settimane di tempo alle parti per accordarsi. Un copione talmente ben scritto da risultare quasi credibile. Noi siamo assolutamente contrari a questo esito perché il tutto avverrebbe attraverso un’ordinanza sindacale che autorizza lo stoccaggio in silos bag ma che non annulla né l’autorizzazione allo stoccaggio aperto al Cerro, che potrebbe avvenire successivamente, né le mire della proprietà sui terreni di Papiano.

Federico Santi