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Kasta alla griglia

Mercoledì 1 agosto, alle ore 21, presso la XX festa di Liberazione al parco verde di Schiavo, si terrà una iniziativa politica locale di carattere molto particolare.
Fegatelli (https://www.facebook.com/fegatelleaks/) interrogherà una platea di politici locali di vari schieramenti: Massimo Ceccarelli (PD), Cristian Mattioli (Liste Civiche per Sabatino Ranieri Sindaco), Andrea Pilati (Centrodestra Marsciano), Federico Santi (Altra Marsciano).
La legislatura che sta terminando (vinacce, coop, mense, puc, settevalli, ricostruzione, nomine sia, miss italia, umbracque, bitumifici, bilanci bocciati, nuovi giardinetti, TARI, polo del riuso, valzer degli assessori et cetera) attraverso i “fegatelli” degli ultimi 4 anni e le prospettive per il voto del prossimo anno.
Una serata alla ricerca di nuovi spazi per parlare di politica in modo non rituale.

Prove di unità

pesci

Venerdì 5 Agosto 2016, ore 21:30, presso il Parco Verde di Schiavo, in occasione della XVIII Festa di Liberazione della Media valle del Tevere, si terrà un incontro tra le opposizioni civiche e alternative di Marsciano per coordinare le azioni di contrasto nei confronti di una Amministrazione Comunale che dimostra ogni giorno la sua inerzia e la sua incapacità nella gestione del territorio. La questione urbanistica, con il nuovo centro commerciale in zona Ammeto e le difficoltà del centro storico, le mille questioni ambientali tra le quali l’accordo peggiorativo sullo stoccaggio delle vinacce, la viabilità, il terremoto e le criticità della zona Nord del Comune, le problematiche societarie di SIA e le altissime tariffe TARI, la gestione degli appalti, l’assenza di azione amministrativa da parte di una Giunta Comunale sempre più latitante, saranno alcune delle tematiche che saranno trattate nell’arco della serata. Modererà il dibattito Massimo Fraolo del Corriere dell’Umbria ed hanno assicurato la loro presenza Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), Cristian Mattioli (Movimento per la qualità della vita) e Federico Santi (L’Altra Marsciano).

Che bella Estate, ogni giorno una nuova sCOOPerta!

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Lunedì 20 Giugno il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato una proposta di definizione transattiva graduale e temporanea che permette lo stoccaggio all’aperto, con una semplice copertura, delle vinacce nel sito del Cerro. Ha anche interpretato la norma del proprio Regolamento Comunale sulle attività insalubri in modo che lo stoccaggio con copeture mobili (semplici teloni) sia assimilato a quelli coperti.

Mercoledì 29 Giugno è stata depositata la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale COOP in aderenza al LIDL e al Conad in località Ammetto. Abbiamo sperato, in questo anno di silenzio, che il progetto fosse accantonato per le evidenti problematiche che avrebbe prodotto al tessuto commerciale e urbanistico del Capoluogo.

A questo punto, in questa splendida estate piddina, ci aspettiamo solo la notizia della riapertura del Biodigestore di Olmeto. Sarebbe l’unico colpo in grado di reggere il passo con lo splendido Giugno che ci ha regalato il Sindaco Todini.

Grazie.

 

Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano

Prima che S.I.A. troppo tardi

GeSia

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, oltre alla conferma delle alte tariffe di TARI, TASI e IMU per il bilancio di previsione (con il nostro voto contrario), si è discusso della modifica dello Statuto della SIA sottoposta ad una interdittiva antimafia. L’interdittiva è intervenuta non per ipotesi di reato contestate alla SIA ma per la posizione dominante (diritto di veto) che la GESENU (indagata per ipotesi di reato vero e proprio) ha conseguito in seguito ad una ricapitalizzazione avvenuta due anni fa. In quella occasione il Comune di Marsciano ha ritenuto non significante che la GESENU passasse dal 33% (inferiore ad un terzo) al 36% circa, per il rifiuto di partecipare alla ricapitalizzazione da parte di GMP. In questo modo, potenzialmente, avrebbe potuto bloccare le decisioni che, per statuto, prevedono il consenso dei due terzi della assemblea dei soci. Inoltre uno dei due Consiglieri di nomina pubblica (su tre totali) è stato individuato dal Sindaco Todini in una figura di primo piano della GMP e quindi 2/3 del Consiglio d’Amministrazione di una società con la maggioranza pubblica vedeva soci che rappresentavano i privati (GMP e GESENU). Se queste sono state le incomprensibili decisioni prima della bufera che si è abbattuta su GESENU, quelle assunte da Novembre ad oggi sono ancora peggiori.

Di fronte alle inevitabili dimissioni di Sassaroli si è deciso di confermare il ruolo di Amministratore delegato ad un rappresentante di GESENU quando un minimo di ragionevolezza avrebbe portato alla decisione di diminuire l’esposizione di una società colpita da interdittiva antimafia all’interno di SIA. Si poteva, inoltre, modificare lo Statuto per abbassare la soglia decisionale al 60% (o anche meno) dell’assemblea dei soci ben prima dell’ultimo consiglio Comunale. In questo modo la SIA non sarebbe incorsa nell’interdittiva di Aprile che la espone a rischi finanziari potenzialmente molto gravi per i lavoratori e per il servizio di raccolta dei rifiuti.

In questo senso va inteso il nostro voto favorevole alla variazione dello Statuto della SIA nel Consiglio Comunale del 28 Aprile; un voto di sostegno ad una proposta obbligata ma tardiva che tenta di evitare guai peggiori ad un patrimonio del Comune di Marsciano e non certo un voto di sostegno a come l’amministrazione Comunale ha condotto questa delicata questione.

Del resto, come abbiamo più volte denunciato, sono ben poche le occasioni nelle quali la Giunta Comunale si è mossa in modo apprezzabile, basti ricordare il disastro della celebrazione anticipata del 25 Aprile al Teatro Concordia, annullato per totale assenza di pubblico, e la sperimentazione sulla chiusura al traffico di Largo Goldoni avvenuta senza prevedere nessun evento che promuovesse la presenza dei cittadini. L’effetto è stato quello di una piazza completamente vuota come hanno denunciato a più riprese gli esercenti interessati.

Il giudizio che diamo sul lavoro della maggioranza dei componenti della Giunta Comunale non potrebbe essere più negativo; inesperienza, immobilismo, superficialità, mancanza di confronto e di programmazione, estraneità alle realtà che animano la vita sociale e culturale della comunità, sono i tratti distintivi del governo del nostro territorio.

Lo ripetiamo ancora una volta, prima si chiuderà questa esperienza amministrativa e prima Marsciano potrà risollevarsi dal pantano in cui è precipitato.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”

Consiglio Comunale 29/12/2015

SISMA 15 DICEMBRE 2009 – COMPLETAMENTO RICOSTRUZIONE (15:50 – 21:40)

 

REGOLAMENTO  DI  ACCESSO  AI  SERVIZI  SOCIALI  DEI  COMUNI  DELLA  ZONA
SOCIALE N. 4 (19:24 – 25:56 / 42.40 – 45:04)

 

INTERPELLANZA  PRESENTATA  DAL  CONSIGLIERE  COMUNALE  SANTI  FEDERICO
AVENTE  AD  OGGETTO  “INFORMAZIONI  IN  MERITO  ALLE  DIVERSE  CRITICITA’
PERSISTENTI NEL TEMPO PRESSO LA CASA DELLA SALUTE” (Consigliato tutto, interventi Santi: 09:00 – 14:41 / 22:13 – 25:40)

 

La Salute è di Casa

MARSCIANO

INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Federico Santi

Avente ad oggetto: “Informazioni in merito alle diverse criticità persistenti nel tempo presso la casa della  Salute”

Visto

che per consentire l’apertura del polo odontoiatrico, il punto prelievi venne spostato in una delle tre stanze utilizzate per il Servizio di riabilitazione per pazienti adulti con la promessa che sarebbe stata liberata una volta inaugurato il polo stesso;

che la ristrutturazione del polo di riabilitazione territoriale per pazienti adulti e geriatrici, prevista subito dopo l’inaugurazione del polo odontoiatrico, prevedeva che la sala sarebbe tornata di pertinenza del Servizio riabilitazione. Inoltre era prevista l’istallazione di una porta a vetri nel corridoio per meglio isolare il polo e consentire uno svolgimento più tranquillo delle attività che per loro natura necessitano di silenzio e calma;

che a fine Primavera del 2015 una squadra di operai ha consegnato la porta suddetta ma non ha potuto installarla poiché le misure erano sbagliate. Quindi la porta è stata appoggiata in una delle due stanze residue rendendo di fatto inutilizzabile anche questa stanza;

che a Febbraio 2015 avveniva finalmente l’inaugurazione del polo odontoiatrico ma il Punto Prelievi continuava a occupare la stessa stanza. Situazione che si è protratta a tutt’oggi nonostante le proteste e le sollecitazioni di utenti e operatori oltre allo stesso Direttore del Distretto;

Considerato

che la coesistenza fra i due servizi è fonte di disagio per gli utenti che non vedono rispettata la propria privacy e rende assai difficoltose le operazioni di riabilitazione all’interno della palestra;

che anche il tardivo montaggio della porta prima citata non ha migliorato la situazione poiché ora all’interno si ammassano gli utenti di entrambi i servizi;

Preso atto

che durante l’estate scorsa l’assenza dei condizionatori d’aria è stata motivo di ulteriore disagio per gli utenti che è andato a sommarsi a quello per l’affollamento fino a causare malori ad alcuni fra utenti ed operatori;

che il bagno per disabili è posto ad una distanza considerevole dal Servizio e, sebbene prevista, la realizzazione di uno nuovo nelle vicinanze non sembra essere prossima;

che anche il parcheggio adiacente alla Casa della Salute è oggetto di una sosta selvaggia (soprattutto il lunedì, giorno di mercato) che comprende oltre alle auto degli addetti ai lavori e dei pazienti anche quelle dei cittadini che cercano un parcheggio gratuito nei pressi del centro storico;

che, in questo quadro, i soli due parcheggi per disabili (assolutamente insufficienti) sono posizionati nel punto più lontano dall’ingresso e spesso occupati da non aventi diritto;

Ricordato

che gli utenti del servizi interessati, e della Casa della Salute in genere, sono spesso soggetti deboli quali anziani o persone con patologie in corso;

Si chiede

Quali siano le azioni che l’Amministrazione vuole adottare per porre fine ai pesanti disagi elencati, quali siano le soluzioni per risolvere le questioni sollevate, quali i tempi per metterle in pratica e di chi pensa siano le  responsabilità di questi ritardi e degli evidenti errori.

Marsciano lì 03/12/2015                                                                                                 Federico Santi

 

Il Personale è politico

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L’Amministrazione Marscianese infila un errore clamoroso dopo l’altro. Non ce ne vogliano coloro che si fanno in quattro, dentro alla macchina comunale e all’interno del Consiglio, per tamponare le falle di una Giunta inesistente, ma la distribuzione non omogenea dei carichi di lavoro in una struttura con più capitani che truppe sta provocando ritardi ed errori continui nella redazione dei bandi e degli atti amministrativi. Confusione che sarà aggravata dalla recente riorganizzazione del personale presentata in quatto e quattr’otto in un’unica commissione di sabato mattina, senza alcuna partecipazione e senza alcun dialogo con maggioranza, opposizioni e lavoratori dell’ente. Facciamo i nostri migliori auguri a Giuseppe Bianchi e Giampiero Properzi per i nuovi incarichi ma la presenza nell’organigramma di numerosi dipendenti divisi, a giorni alterni, tra diversi settori è sicuramente un elemento critico. Lavoratori che, per forza di cose, lasceranno in sospeso pratiche per giorni e giorni per occuparsi di cose completamente diverse in uffici diversi non potranno che produrre, al di là del loro impegno, inefficienze e sovrapposizioni.  L’errore compiuto con l’assunzione di un Vigile il 1 Settembre 2015 non è di quelli sui quali un’opposizione possa soprassedere. Perché il dl 78/2015, il decreto che non permetteva l’assunzione del terzo Vigile, non è esattamente una norma estiva di second’ordine passata alla chetichella. È la norma con la quale si cerca di risolvere anche la crisi dei lavoratori delle Province inserendo una priorità nel loro riutilizzo rispetto agli altri aventi diritto presenti nelle graduatorie dei concorsi. E, se è stato convertito in legge il 6 Agosto 2015, era operativo, nella sua forma di decreto legge, dal 20 Giugno del 2015. Ora come si farà ad assicurare all’incolpevole neoassunto quelle certezze che la legge non consente di fornire? Purtroppo, come è facile verificare svolgendo il nostro lavoro di consiglieri di opposizione, queste cose succedono quando la componente politica della macchina amministrativa è completamente latitante come nel caso del Comune di Marsciano.

Santi Federico, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

DISORDINANZE

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La recente decisione del TAR di sospendere l’efficacia dell’ordinanza del Sindaco del 13 Ottobre relativa alla diffida dallo stoccaggio in cumulo per l’Azienda Di Lorenzo è l’ennesima puntata di una fiction all’italiana.

La sentenza è motivata dal fatto che “la diffida è basata unicamente sulla contrarietà dello stoccaggio delle vinacce al regolamento comunale delle industrie insalubri, senza che sia specificato quale sia il danno alla pubblica saluto e incolumità, fatta eccezione per le emanazioni sgradevoli”.

In sostanza il TAR sostiene che il Regolamento Comunale delle Industrie Insalubri non abbia alcuna efficacia nel momento in cui non si riesca a dimostrare il danno per la pubblica incolumità.

In definitiva, tutti gli atti che ha posto in essere l’Amministrazione Comunale, sia quelli che sembravano condivisibili che quelli criticabili, non hanno prodotto alcun miglioramento della condizione del deposito di vinacce al Cerro.

Lontani i tempi nei quali il Sindaco Todini assicurava in pubbliche assemblee che l’affitto, condizione necessaria (come diritto di superficie) per la fruibilità dell’autorizzazione, non sarebbe stato rinnovato dai proprietari del terreno.

Ad oggi, non siamo in condizione di conoscere nemmeno su chi ricada la proprietà ma ci sembra logico che le aziende, che svolgano la funzione di affittanti, affittuarie, cedenti o acquirenti, massimizzano i propri profitti specialmente in momenti economicamente critici come quelli presenti.

Passando alla famosa Ordinanza (la 323 dello scorso anno che imponeva l’uso dei silos bag) avevamo espresso forti dubbi sulla sua efficacia tanto da riportare, testualmente, in una interpellanza discussa il 30 Settembre 2015 dubbi su “il concreto rischio di vedere i silos bag nelle aree non predisposte per l’attività e il cumulo all’aperto con teli nell’aria prevista dall’autorizzazione del 4 Luglio 2014 realizzando, così, una massimizzazione dei volumi stoccati attraverso le proprie iniziative (dell’Ente si intende)”.

Come si vede, nonostante le sprezzanti smentite di quei giorni, si è verificato esattamente quello che avevamo ipotizzato.

Come in campagna elettorale, quando abbiamo posto il tema delle Vinacce al confronto pubblico, ci è stato risposta con il classico mix di sicurezza ed arroganza che noi siamo i gufi (si noti lo stile Renziano) che combattono le “ombre” e che alimentano i “sospetti”.

Molto più di un sospetto scaturisce da questo balletto di iniziative che ha prodotto la massimizzazione degli spazi e delle tipologie di stoccaggio tenuto conto che, addirittura, l’Azienda in oggetto, che, a differenza del Comune, ben sa fare il suo mestiere, sostiene in sede giudiziaria il fatto che i siti del comune di Marsciano, e quindi anche quello di Papiano, siano stati promessi inizialmente dai rappresentanti istituzionali salvo fare retromarcia elettorale di fronte alla imponente mobilitazione della popolazione.

Ora le elezioni sono lontane ed anche l’Azienda Di Lorenzo osa quello che anche lo scorso anno, a parere del TAR, era in suo diritto.

Il danno al Cerro oramai è fatto ma, d’ora in avanti, moltiplicheremo la vigilanza sulla questione per evitare che il piede messo nel nostro territorio da queste tipologie di lavorazioni, attraverso l’imponente stoccaggio di vinacce, non si trasformi in qualcosa di ancora peggiore per la qualità della vita di tutti i Marscianesi.

Da opposizione promettiamo il massimo impegno con la consapevolezza che l’unico metodo sicuro per evitare che si ripetano storie come queste in futuro è quello di non rinnovare più, finalmente, la fiducia elettorale a questa maggioranza.

Federico Santi

Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

Bilancio Negativo

Ci sono molti spunti di riflessione nel Bilancio previsionale 2015 ma l’unica conseguenza certa è che resteranno invariate IMU (dopo la stangata dello scorso anno per quella agricola), TASI, IRPEF e che aumenterà la TARI mediamente del 5%.

Prima di tutto va riconosciuto che il sistema di Vincoli Nazionali e Sovranazionali (Patto di Stabilità, Fiscal Compact, il 3% Deficit/Pil, il Pareggio di Bilancio in Costituzione) rende praticamente impossibili scelte politiche antirecessive da parte dei Comuni. Questi vincoli non solo decidono quanti soldi può spendere una Istituzione elettiva come la nostra, ma anche in quale poste e con quale scadenza temporale. Si esigono da quest’anno, inoltre, dei fondi di garanzia sulle poste di più difficile riscossione che riducono ancora di più un bilancio già poverissimo. Interessante sottolineare che coloro che decidono queste regole, come nel caso dello strangolamento finanziario della Grecia, non siano stati eletti da nessuno ma decidano praticamente tutto. È evidentissimo che la completa responsabilità di questo disastro sociale, economico e produttivo è tutto sulle spalle dei partiti Popolari e Socialisti Europei in Italia degnamente rappresentati da PD, NCD, FI e Lega che hanno votato tutte i dispositivi sopra esposti. In sostanza il Sindaco Todini, così come l’opposizione di centrodestra, non ha le carte in regola per lamentarsi della Provincia, della Regione, dello Stato e dell’Europa per il semplice motivo che appartiene a quella incolore accozzaglia politica che governa tutte queste Istituzioni. Se proprio non condivide, come dice, le politiche messe in atto farebbe bene a dimettersi o a uscire dal Partito a nome del quale amministra da quando era in tenera età.

In seconda battuta c’è da chiederci cosa fare qui ed ora, con il contesto di vincoli presenti. Ci concentreremo soprattutto sulla Tari (uno dei motivi principali del nostro voto contrario al Bilancio) anche se sono presenti altre criticità. L’aumento della Tari è il prodotto di più fattori tra i quali ricordiamo la creazione di un fondo di garanzia e le detrazioni obbligatorie per le Aziende che non ricorrono al servizio della Sia perché introdotte nella filiera dei rifiuti speciali per la quale spendono già ingenti somme. Questi cospicui aumenti di costi sono solo parzialmente bilanciati da alcune economie nel servizio. Le Economie della Struttura comunale sono abbastanza comprensibili data l’alta stima di spesa presente nel Bilancio di previsione 2014. Proprio per questo motivo avevamo proposto, lo scorso anno, il dimezzamento della TARI per gli esercenti di tutti i Centri Storici, anche per la valenza sociale della loro presenza, avente per copertura un taglio delle spese di gestione della struttura comunale sulla TARI. Anche se l’emendamento non era stato ritenuto ammissibile dai revisori dei conti, si è dimostrato che quelle economie erano possibili e, anzi, sottostimate. Le economie del Gestore (GEST che vuol dire SIA) invece sembrano assolutamente insufficienti. Una diminuzione dello 0,6% pari a circa 20.000€ su circa 3 milioni di costo di gestione è ben poca cosa rispetto al sensibile calo della quantità dei rifiuti. Un calo che nei primi tre mesi del 2015 rispetto al 2014, a Perugia, è stato del 8,5% (fonte “Eco dalle Città”- Notiziario per l’ambiente urbano e l’ecologia – http://www.ecodallecitta.it/notizie/382709/il-misterioso-calo-dei-rifiuti-nei-primi-tre-mesi-del-2015/) e che a Marsciano non abbiamo potuto verificare, nonostante le nostre richieste fin da Marzo, per la mancata convocazione della commissione preposta. Inoltre, affrontato il problema costi di gestione, dovremmo concentrarci sulla valorizzazione di tutti i materiali differenziati che, con grande impegno e fatica, vengono raccolti. Il Consorzio Conai, un consorzio privato che agisce in un sistema di assoluto monopolio, è un altro tassello del sistema di potere che ci governa da 30 anni con profondi rapporti con la politica che lo utilizza, come molti altri corpi intermedi, come camera di compensazione degli equilibri irrisolti o come lista d’attesa per il prossimo giro elettorale. Il risultato è che il prezzo che corrisponde alla collettività per i materiali differenziati è talmente basso da non trovare riscontro in nessun altro paese europeo come si vede dalla seguente tabella (fonte “Associazione dei Comuni Virtuosi”- http://comunivirtuosi.org/campagne/anci-conai/il-dossier/2/).

In definitiva, se vogliamo ritornare a Bilanci espansivi che aiutino una popolazione stremata dalla recessione pilotata europea, dobbiamo cambiare la classe politica locale che ci governa da fin troppo tempo con scarsi risultati ma anche quelle nazionali ed europee che, con le proprie sciagurate politiche, stanno riducendo l’Europa ai livelli di vita di 50 anni fa per il piacere degli speculatori (gente che fa i soldi con i soldi senza produrre nulla) e dei grandi capitali transnazionali.

Per fare ciò non basta una proposta civica o una anomalia nazionale. Ci vuole un progetto politico di largo respiro che porti le proprie istanze dal più piccolo Comune al Parlamento europeo. Serve una nuova organizzazione popolare di massa che riaffermi i valori della democrazia e della giustizia sociale.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”