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DISORDINANZE

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La recente decisione del TAR di sospendere l’efficacia dell’ordinanza del Sindaco del 13 Ottobre relativa alla diffida dallo stoccaggio in cumulo per l’Azienda Di Lorenzo è l’ennesima puntata di una fiction all’italiana.

La sentenza è motivata dal fatto che “la diffida è basata unicamente sulla contrarietà dello stoccaggio delle vinacce al regolamento comunale delle industrie insalubri, senza che sia specificato quale sia il danno alla pubblica saluto e incolumità, fatta eccezione per le emanazioni sgradevoli”.

In sostanza il TAR sostiene che il Regolamento Comunale delle Industrie Insalubri non abbia alcuna efficacia nel momento in cui non si riesca a dimostrare il danno per la pubblica incolumità.

In definitiva, tutti gli atti che ha posto in essere l’Amministrazione Comunale, sia quelli che sembravano condivisibili che quelli criticabili, non hanno prodotto alcun miglioramento della condizione del deposito di vinacce al Cerro.

Lontani i tempi nei quali il Sindaco Todini assicurava in pubbliche assemblee che l’affitto, condizione necessaria (come diritto di superficie) per la fruibilità dell’autorizzazione, non sarebbe stato rinnovato dai proprietari del terreno.

Ad oggi, non siamo in condizione di conoscere nemmeno su chi ricada la proprietà ma ci sembra logico che le aziende, che svolgano la funzione di affittanti, affittuarie, cedenti o acquirenti, massimizzano i propri profitti specialmente in momenti economicamente critici come quelli presenti.

Passando alla famosa Ordinanza (la 323 dello scorso anno che imponeva l’uso dei silos bag) avevamo espresso forti dubbi sulla sua efficacia tanto da riportare, testualmente, in una interpellanza discussa il 30 Settembre 2015 dubbi su “il concreto rischio di vedere i silos bag nelle aree non predisposte per l’attività e il cumulo all’aperto con teli nell’aria prevista dall’autorizzazione del 4 Luglio 2014 realizzando, così, una massimizzazione dei volumi stoccati attraverso le proprie iniziative (dell’Ente si intende)”.

Come si vede, nonostante le sprezzanti smentite di quei giorni, si è verificato esattamente quello che avevamo ipotizzato.

Come in campagna elettorale, quando abbiamo posto il tema delle Vinacce al confronto pubblico, ci è stato risposta con il classico mix di sicurezza ed arroganza che noi siamo i gufi (si noti lo stile Renziano) che combattono le “ombre” e che alimentano i “sospetti”.

Molto più di un sospetto scaturisce da questo balletto di iniziative che ha prodotto la massimizzazione degli spazi e delle tipologie di stoccaggio tenuto conto che, addirittura, l’Azienda in oggetto, che, a differenza del Comune, ben sa fare il suo mestiere, sostiene in sede giudiziaria il fatto che i siti del comune di Marsciano, e quindi anche quello di Papiano, siano stati promessi inizialmente dai rappresentanti istituzionali salvo fare retromarcia elettorale di fronte alla imponente mobilitazione della popolazione.

Ora le elezioni sono lontane ed anche l’Azienda Di Lorenzo osa quello che anche lo scorso anno, a parere del TAR, era in suo diritto.

Il danno al Cerro oramai è fatto ma, d’ora in avanti, moltiplicheremo la vigilanza sulla questione per evitare che il piede messo nel nostro territorio da queste tipologie di lavorazioni, attraverso l’imponente stoccaggio di vinacce, non si trasformi in qualcosa di ancora peggiore per la qualità della vita di tutti i Marscianesi.

Da opposizione promettiamo il massimo impegno con la consapevolezza che l’unico metodo sicuro per evitare che si ripetano storie come queste in futuro è quello di non rinnovare più, finalmente, la fiducia elettorale a questa maggioranza.

Federico Santi

Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

La matematica non è un’opinione

imagesViste le numerose strumentalizzazioni di questi giorni sull’inizio dell’anno scolastico ritengo opportuno precisare alcuni dati. Innanzi tutto ricordo all’assessore Anniboletti che più verdi scolastici sono ancora in attesa dell’istallazione dei nuovi giochi con pesanti disagi soprattutto per i bambini che necessitano del sostegno. In seconda battuta gli esempi numerici sulle tariffe delle mense sia dell’Amministrazione che del Centrodestra non sono corretti. Anniboletti (articolo di M7) , per dimostrare che tutti o quasi ci guadagnano, utilizza un calcolo che tiene conto di presunte assenze medie che non trovano alcun riscontro nella realtà, in particolar modo per le scuole d’infanzia. La dottoressa Mele (articolo di M7), invece, oltre a scagliarsi ferocemente contro il principio di solidarietà confronta le tariffazioni dello scorso anno con quelle dell’anno in corso senza contare la parte variabile, per mostrare un aumento smisurato. Penso che dovremmo essere un po’ più rigorosi nell’analisi almeno dei numeri. Se l’Amministrazione afferma che la stragrande maggioranza ci guadagna perché mette a bilancio 15000 euro in più rispetto al 2014 per le mense? Poi, prendendo ad esempio un indicatore ISEE medio di 17.000€, intorno al quale si attestano molte famiglie, è facile capire che l’eventuale risparmio si avrebbe solo in caso di utilizzo della mensa per più di 15 giorni scolastici (tre settimane piene) al mese. Eventualità sempre poco probabile e impossibile nei mesi con le principali festività. Tra le detrazioni ci viene poi proposto di abbassare la quota fissa del 30% solo in quei mesi in cui il bambino realizzi assenze per 30 giorni consecutivi. Una chiarissima presa in giro data l’irrealizzabilità della condizione. Ci aspettiamo un cambiamento in tal senso che prenda come limite una massimo di 7 giorni cumulativi. Infine l’aspetto più singolare. Secondo quale principio il costo del servizio, mediamente molto di alto di quello dei comuni limitrofi, dovrebbe essere indipendente dal numero di pasti forniti? É evidente che se si voleva solo sbilanciare il carico sui redditi più alti, come ripete l’Amministrazione Comunale, lo si poteva fare senza toccare l’impianto variabile.

Bilancio Negativo

Ci sono molti spunti di riflessione nel Bilancio previsionale 2015 ma l’unica conseguenza certa è che resteranno invariate IMU (dopo la stangata dello scorso anno per quella agricola), TASI, IRPEF e che aumenterà la TARI mediamente del 5%.

Prima di tutto va riconosciuto che il sistema di Vincoli Nazionali e Sovranazionali (Patto di Stabilità, Fiscal Compact, il 3% Deficit/Pil, il Pareggio di Bilancio in Costituzione) rende praticamente impossibili scelte politiche antirecessive da parte dei Comuni. Questi vincoli non solo decidono quanti soldi può spendere una Istituzione elettiva come la nostra, ma anche in quale poste e con quale scadenza temporale. Si esigono da quest’anno, inoltre, dei fondi di garanzia sulle poste di più difficile riscossione che riducono ancora di più un bilancio già poverissimo. Interessante sottolineare che coloro che decidono queste regole, come nel caso dello strangolamento finanziario della Grecia, non siano stati eletti da nessuno ma decidano praticamente tutto. È evidentissimo che la completa responsabilità di questo disastro sociale, economico e produttivo è tutto sulle spalle dei partiti Popolari e Socialisti Europei in Italia degnamente rappresentati da PD, NCD, FI e Lega che hanno votato tutte i dispositivi sopra esposti. In sostanza il Sindaco Todini, così come l’opposizione di centrodestra, non ha le carte in regola per lamentarsi della Provincia, della Regione, dello Stato e dell’Europa per il semplice motivo che appartiene a quella incolore accozzaglia politica che governa tutte queste Istituzioni. Se proprio non condivide, come dice, le politiche messe in atto farebbe bene a dimettersi o a uscire dal Partito a nome del quale amministra da quando era in tenera età.

In seconda battuta c’è da chiederci cosa fare qui ed ora, con il contesto di vincoli presenti. Ci concentreremo soprattutto sulla Tari (uno dei motivi principali del nostro voto contrario al Bilancio) anche se sono presenti altre criticità. L’aumento della Tari è il prodotto di più fattori tra i quali ricordiamo la creazione di un fondo di garanzia e le detrazioni obbligatorie per le Aziende che non ricorrono al servizio della Sia perché introdotte nella filiera dei rifiuti speciali per la quale spendono già ingenti somme. Questi cospicui aumenti di costi sono solo parzialmente bilanciati da alcune economie nel servizio. Le Economie della Struttura comunale sono abbastanza comprensibili data l’alta stima di spesa presente nel Bilancio di previsione 2014. Proprio per questo motivo avevamo proposto, lo scorso anno, il dimezzamento della TARI per gli esercenti di tutti i Centri Storici, anche per la valenza sociale della loro presenza, avente per copertura un taglio delle spese di gestione della struttura comunale sulla TARI. Anche se l’emendamento non era stato ritenuto ammissibile dai revisori dei conti, si è dimostrato che quelle economie erano possibili e, anzi, sottostimate. Le economie del Gestore (GEST che vuol dire SIA) invece sembrano assolutamente insufficienti. Una diminuzione dello 0,6% pari a circa 20.000€ su circa 3 milioni di costo di gestione è ben poca cosa rispetto al sensibile calo della quantità dei rifiuti. Un calo che nei primi tre mesi del 2015 rispetto al 2014, a Perugia, è stato del 8,5% (fonte “Eco dalle Città”- Notiziario per l’ambiente urbano e l’ecologia – http://www.ecodallecitta.it/notizie/382709/il-misterioso-calo-dei-rifiuti-nei-primi-tre-mesi-del-2015/) e che a Marsciano non abbiamo potuto verificare, nonostante le nostre richieste fin da Marzo, per la mancata convocazione della commissione preposta. Inoltre, affrontato il problema costi di gestione, dovremmo concentrarci sulla valorizzazione di tutti i materiali differenziati che, con grande impegno e fatica, vengono raccolti. Il Consorzio Conai, un consorzio privato che agisce in un sistema di assoluto monopolio, è un altro tassello del sistema di potere che ci governa da 30 anni con profondi rapporti con la politica che lo utilizza, come molti altri corpi intermedi, come camera di compensazione degli equilibri irrisolti o come lista d’attesa per il prossimo giro elettorale. Il risultato è che il prezzo che corrisponde alla collettività per i materiali differenziati è talmente basso da non trovare riscontro in nessun altro paese europeo come si vede dalla seguente tabella (fonte “Associazione dei Comuni Virtuosi”- http://comunivirtuosi.org/campagne/anci-conai/il-dossier/2/).

In definitiva, se vogliamo ritornare a Bilanci espansivi che aiutino una popolazione stremata dalla recessione pilotata europea, dobbiamo cambiare la classe politica locale che ci governa da fin troppo tempo con scarsi risultati ma anche quelle nazionali ed europee che, con le proprie sciagurate politiche, stanno riducendo l’Europa ai livelli di vita di 50 anni fa per il piacere degli speculatori (gente che fa i soldi con i soldi senza produrre nulla) e dei grandi capitali transnazionali.

Per fare ciò non basta una proposta civica o una anomalia nazionale. Ci vuole un progetto politico di largo respiro che porti le proprie istanze dal più piccolo Comune al Parlamento europeo. Serve una nuova organizzazione popolare di massa che riaffermi i valori della democrazia e della giustizia sociale.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”

Festa di Liberazione a Schiavo: lontan da te non ci so star

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Piatti pieni e urne vuote, diranno. Intanto l’unica festa nel raggio di diversi kilometri dove si parla di politica, si ascolta musica diversa dal liscio-e-busso e si mangia l’oca in porchetta, è quella di Liberazione, a Schiavo. In fondo, Marsciano è un posto dove i Giovani Comunisti contano un numero di iscritti maggiore-uguale al numero dei giovani comunisti di tutta Italia.

Si è cominciato martedì sera, cena di pesce ed un raro, unico in italia, esempio di combinazione politico-musicale: il segretario regionale del Prc ha suonato Jimi Hendrix accompagnato da una nota band musicale locale in incognito. Per par condicio era stato invitato anche il segretario del Pd, ma sapeva suonare solo l’inno alla gioia col flauto dolce. Oltre alla parentesi musicale, si è parlato, in un gremito dibattito, di Grecia con chi conosce la Grecia: il portavoce italiano di Syriza.

Ieri, mercoledì 29 un gradito ritorno: il confronto pubblico tra il consigliere Federico Santi ed il sindaco Alfio Todini. Ad un anno dalle elezioni comunali, hanno fatto il punto sul primo anno di governo. Coop, bilancio, vincolo e vinacce, carne al fuoco che nemmeno in cucina, dove comunque salsicce e puntarelle non mancano mai. Nello spazio musicale è andato in onda il reading teatrale “Noi non siamo razzisti” seguito dal un dj set a base di New Wave. Oggi, giovedì 30, torna protagonista la politica nazionale: Ferrero, Fratoianni, Flamini (senza chitarra, stavolta), Castellani e Torelli parleranno dell’utopia di un partito maggioritario orientato a sinistra. Venerdì e sabato si esce di nuovo dai confini italiani: prima (31 luglio) il modello economico del Sud America, raccontato da AsiCuba, poi (1 agosto) Silvia Conca e Donatella Perfetti parleranno della lotta del popolo curdo per la libertà. La musica non mancherà, ma sarà roba talmente giovane che lo Spi-Cgil probabilmente protesterà. Stasera Nirvana tribute band unita ad un po’ di Crossover suonato dai Triplavù. Quindi, domani 31 Luglio, il Folk dei Blanket Fort e il “cultural terrorism in lo-fi pop” dei Gattuzan. Seguirà breve dibattito sul significato di “cultural terrorism in lo-fi pop”. Sabato sera, 1 agosto, battaglia tra rapper con tanto di titolo nerd: Star Words. Il vincitore morale sarà comunque un discorso di Vendola mandato a velocità doppia.

Domenica sera, si chiude con la satira. Gli autori di Lercio e la tweet-star Diego Il Maestro, intervistati da Fegatelli, divagheranno a proposito dell’informazione ai tempi dei social network. In più, botto finale con i cantautori di Piffi.

Ecco, una festa dove si ascoltano i cantautori non esiste. Potete girare l’umbria in lungo e in largo, ma sempre ”Romagna mia” troverete.

PD, sovranità e bispensiero

1435225495Il Consiglio comunale di Marsciano, riunitosi nella seduta dell’11 giugno scorso, ha approvato un Ordine del Giorno proposto dalla maggioranza votato anche dal Consigliere Pilati con il quale si esprime la totale contrarietà all’avvio del procedimento di vincolo paesaggistico nell’area che tutti conosciamo, inclusa quella coinvolta nella ricostruzione post sisma. Le motivazioni che sono state prodotte per tale atto sono state espresse, con la consueta e contraddittoria retorica, dal Sindaco Alfio Todini. In prima battuta si è sostenuto che, come ammette lo stesso Sovrintendente (preso come test attendibile solo quando esprime pareri in linea con l’Amministrazione Comunale) nel provvedimento, l’area è ben conservata e, perciò, non bisognosa di tutela paesaggistica. Successivamente ci si lamentati della (a dire il vero incomprensibile) esclusione di luoghi come Migliano, Monte Lagello, Monte Vibiano e Monte Vergnano dal Vincolo stesso rendendo perciò inefficace la prima tesi. Per finire si sostiene che la presenza di luoghi fortemente compromessi come Olmeto siano in contraddizione con la finalità del vincolo. In sostanza non abbiamo capito quali caratteristiche debbano avere, nell’ondivaga opinione del Sindaco, ipotetiche aree sottoponibili a tutela paesaggistica.

E tutto l’Ordine del Giorno iniziale, assolutamente irricevibile, tesseva le lodi di questa e delle precedenti Amministrazioni in merito alla difesa e alla salvaguardia del territorio. Come se il Comune di Marsciano non fosse quel territorio che ha visto, nel corso del tempo, lo scempio di Olmeto, le vinacce, i laghetti a Papiano e Castello delle Forme, le infinite cave con annesse montagne artificiali et cetera. Come se la Provincia di Perugia non avesse completamente bocciato un intero Piano regolatore elettorale che intendeva permettere nuove e imponenti costruzioni in aggiunta alle megalottizzazioni (semivuote) di Marsciano, San Biagio e Badiola. Come se non fosse quel Comune che, non avendo promosso un Regolamento delle Aree commercialmente sature (come la Legge prevedeva), ha permesso la proliferazione di numerosissimi Centri Commerciali periferici che hanno svuotato il Centro fino allo scandaloso epilogo della questione Coop.

È chiaro che una opposizione non poteva votare un documento così di parte (oltre che palesemente fantasioso). Abbiamo cercato in ogni modo di giungere ad un voto unanime cercando di avvicinare le varie sensibilità del Consiglio perché anche noi pensiamo che il Vincolo, non in assoluto ma per come è concepito, sia dannoso all’area stessa che vorrebbe tutelare. Non un solo giorno di ritardo o un euro in più può essere addebitato alla popolazione che ha subito i danni del Sisma del 2009 per una guerra burocratica tra Enti che non dialogano. E il comparto agricolo e produttivo non può certo soffrire ulteriormente le conseguenze di quello che, in sostanza, è un divieto assoluto di edificabilità. Noi abbiamo proposto un ODG che permetteva al Comune di tutelarsi anche in via legale ma che chiedeva solo di non considerare come negativo qualunque ipotesi di Vincolo ma solo di sospendere quello presente e aprire una discussione pubblica sull’argomento.

Non c’è stato nulla da fare; quella stessa Amministrazione che non ha alzato un dito quando la regione ha ignorato l’integrazione del Consiglio Comunale al R.R. 7 sulle Rinnovabili e quando gli Enti preposti accordano autorizzazioni molto discusse (come quella della Provincia delle Vinacce), si riscopre Sovranista e Democratica (la programmazione territoriale è del Popolo!!!) quando si parla di un vincolo della Soprintendenza. Il solito concentrato di Bispensiero.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

L’Altra Storia – Comunicato Stampa

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Prestando fede al resoconto del Consiglio Comunale del 17 Marzo redatto dal Partito Democratico di Marsciano se ne potrebbe trarre la conclusione che fossero presenti in Consiglio solo i gruppi consiliari del PD di MD e del M5s oltre a una ultranominata ma incognita minoranza responsabile o irresponsabile a secondo dei punti all’Ordine del Giorno. Cerchiamo di fare chiarezza per una informazione più completa di cosa sia successo all’ultimo Consiglio Comunale.

In apertura dei Lavori, tutti presenti tranne Andrea Pilati, c’è stata l’approvazione definitiva della variante al Piano Regolatore Generale – Parte Operativa. La stragrande maggioranza delle osservazioni dei cittadini erano palesemente legittime o chiaramente non ricevibili (ecco perché dei 254 voti all’unanimità) mentre 2 di esse avevano una connotazione più complessa e hanno visto il voto contrario delle opposizioni. Nel dispositivo complessivo le opposizioni hanno espresso voto contrario (‘come sempre’ dice la nota del PD) come è più che scontato nel caso in cui si parli di provvedimenti collegati al Piano Regolatore che si è caratterizzato in questi 10 anni di travagli come uno dei provvedimenti più disastrosi varati dalla premiati ditta Chiacchieroni -Todini. Lo stupore del PD sull’argomento si commenta da solo.

Successivamente si è discusso della Mozione sulle Rinnovabili nella quale sono emersi sostanzialmente tre documenti. Il primo, di natura tecnico-politica che conteneva, finalmente, il dispositivo con le distanze degli Impianti a biogas e biomasse non solo dai centri abitati ma anche dalle civili abitazioni, costruito sulla tabella presentata in I commissione dal Capogruppo dell’Altra Marsciano Santi Federico, è stato votato all’unanimità. Gli altri due, che indicavano due diversi percorsi normativi per mettere in atto il primo documento, sono stati votati rispettivamente da una maggioranza e da una minoranza dei Consiglieri mentre hanno ottenuto il voto positivo del Consigliere Santi che li ha ritenuti, nella sua dichiarazione di voto, entrambi meritori e rafforzativi del documento approvato.

Nel successivo punto all’odg era presente la mozione sul Terremoto e lì c’è stato veramente un atteggiamento che abbiamo ritenuto strumentale, ma da parte di entrambe le parti in causa e non solo da parte di un pezzo della minoranza, che si sono divise sull’utilizzo di termini più o meno edulcorati sulla qualità dell’azione Amministrativa posta in essere dal Comune quando la richiesta chiara degli abitanti delle zone terremotate era quella di una operazione di unità almeno nella richiesta dei fondi mancati per rendere equa la ricostruzione in atto. Il Consigliere Santi, come chiunque può andare a rivedersi in steaming (http://www.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_b1cc2dc3-7d8d-45c2-9827-63b111c1f80d) ha platealmente protestato contro questo atteggiamento degli altri gruppi consiliari e ha costruito, parola per parola, la mediazione votata all’unanimità dopo che il Presidente del Consiglio aveva, in un primo momento, messo in votazione le due mozioni contrapposte.

Nello sviluppo del Consiglio si è votato, sempre all’unanimità su proposta dei Consigliere Santi e Umbrico, un Ordine del Giorno che vincola l’Amministrazione Comunale a riaprire la piscina di Spina in tempo per la stagione estiva.

Infine si è discussa una Interpellanza sul sequestro del deposito temporaneo delle Vinacce al Cerro e se ne è rimandata un’altra sulle petizione contro le Ludopatie del cittadinio Maccioni per cause di forza maggiore.

Inutile dire che entrambe le interpellanze erano state proposte ancora dal consigliere Santi.

Tutto questo per sottolineare due cose:

  1. Contrariamente a quanto potesse sembrare da altre ricostruzioni L’Altra Marsciano era presente in Consiglio Comunale;

  2. Le Opposizioni hanno votato tutte, dal primo all’ultimo ordine del giorno, gli stessi dispositivi e solo su un punto il Consigliere Santi ha votato anche con la maggioranza perché la ritenuta un’occasione in più per inverare una mozione votata all’unanimità;

  3. La gestione di tutte le mediazioni è stata in carico al nostro gruppo consiliare che ha cercato di raccogliere gli spunti e le richieste delle opposizioni cercando non solo di prendere la ragione ma anche di ottenere dei risultati concreti convincendo o costringendo (sono punti di vista) la maggioranza a votare alcuni dispositivi all’unanimità.

L’Altra Marsciano