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Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano

Reazioni Vincolari

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Siamo molto soddisfatti dell’iniziativa politica che abbiamo tenuto a Spina il 16 Novembre per parlare di quello che, impropriamente, chiamiamo vincolo paesaggistico. Siamo soddisfatti della presenza di moltissime persone in rappresentanza di tutte le opinioni in campo, segno tangibile del rispetto che noi abbiamo per i cittadini e della credibilità che loro ci riconoscono. Siamo orgogliosi, soprattutto, del fatto non rituale di aver dato la parola ai cittadini. Non una sequenza di sermoni con ospiti vip che ci spiegano come gira il mondo ma una breve introduzione con la nostra posizione, molto critica sia con le Amministrazioni Comunali e Regionali che con le evidenti storture del Vincolo, per poi dare la parola a tutti, compreso il Consigliere PD Guido Santarelli e i rappresentanti del famigerato Contrado di Porta Eburnea. E c’era veramente voglia di partecipare da parte di tutti e. in particolar modo, da parte di chi vive la tragedia del terremoto. Come abbiamo sempre sostenuto in tutte le occasioni, chi aspetta da 6 anni di rientrare nelle proprie abitazioni non deve in nessun modo essere ostacolato dal Vincolo come purtroppo sta avvenendo. Va comunque sottolineato che questi 6 anni, un eternità, sono tutti responsabilità di Comune, Regione e Governo Nazionale governati dallo stesso partito politico, il PD. Lo stesso partito che oggi soffia sulla sacrosanta protesta dei cittadini di Spina e San Biagio per un ritardo di qualche mese attribuibile all’insorgenza del vincolo. Le stesse Istituzioni che ora mettono in atto uno scontro politico-giudiziario, con tanto di TAR e Consiglio di Stato, sulla pelle dei cittadini. Il ricorso della Regione e del Comune è illogico e sbagliato per varie ragioni:

  1. La Regione è da anni inadempiente in materia di tutela del territorio non avendo redatto alcun Piano Paesaggistico come era obbligata a fare per legge. Proprio per questo è stato recentemente bocciato, sempre dal Ministero, il Testo Unico sull’Urbanistica della Regione Umbria. Non è questa una dimenticanza ma una precisa scelta politica che ha prodotto in questi anni la scalata della Provincia di Perugia in due classifiche ben poco edificanti; quella della provincia con la massima estensione della GDO (grande distribuzione organizzata, supermercati, ipermercati e affini: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2014-12-03/qualita-vita-2014-grande-distribuzione-si-concentra-perugia-173927.shtml?uuid=ABFKMXLC) con 0,46 mq per abitante, e quella della provincia con il maggior consumo di suolo in Italia al netto delle grande periferie metropolitane secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_Consumo_di_Suolo_in_Italia_2014.pdf)

  2. Marsciano, in queste classifiche, è il fiore all’occhiello del fiore all’occhiello. Il numero di Centri commerciali a Marsciano è prossimo al record mondiale e le recenti urbanizzazioni di Badiola e San Biagio della Valle, nella zona nord, fanno presagire un interessamento della speculazione edilizia per la potenziale espansione dell’area d’influenza del Silvestrini nella zona Nord del Comune di Marsciano. Questa zona rischia di diventare una nuova San Mariano essendo una delle poche zone relativamente non montuose non cementificate nella Provincia di Perugia. Un boccone molto ambito. Tanto è vero che il Piano regolatore di Marsciano è stato più volte bocciato e ridotto dalla stessa Provincia perché prevedeva cubature addirittura illegali.

  3. Il Ministero ha posto in essere, indipendentemente dal Soprintendente, questo vincolo per tutte queste evidenze che i nostri incapaci (nella migliore delle ipotesi) governanti tentano di nascondere preferendo personalizzare lo scontro contro un unico individuo. È evidente che la norma di tutele posta dal Ministero, per la vacanza della politica locale, è assolutamente sproporzionato e incongruo rispetto alle esigenze di un territorio che va preservato ma non ingessato completamente e del tutto inadeguato per quanto riguarda l’eccezione del Terremoto a Spina che non viene tenuto in nessun conto.

Compito della politica è quello di mediare queste esigenze interessando immediatamente il Ministero delle criticità della norma onde evitare che siano presenti nella stesura definitiva. Questo atteggiamento costruttivo, assolutamente necessario quando un Ente è inadempiente e reo di continui abusi urbanistici, come ampiamente dimostrato, è il contrario di ciò che hanno messo in campo Todini e la Marini.

Chiediamo alle Istituzioni di desistere dalle vie legali per intraprendere un confronto di merito sul vincolo riconoscendo immediatamente le proprie innumerevoli mancanze per chiudere quanto prima in contenzioso che non permette ai cittadini della zona nord del Comune di tornare nelle proprie case e di guardare al futuro con speranza e fiducia.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano