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La matematica non è un’opinione

imagesViste le numerose strumentalizzazioni di questi giorni sull’inizio dell’anno scolastico ritengo opportuno precisare alcuni dati. Innanzi tutto ricordo all’assessore Anniboletti che più verdi scolastici sono ancora in attesa dell’istallazione dei nuovi giochi con pesanti disagi soprattutto per i bambini che necessitano del sostegno. In seconda battuta gli esempi numerici sulle tariffe delle mense sia dell’Amministrazione che del Centrodestra non sono corretti. Anniboletti (articolo di M7) , per dimostrare che tutti o quasi ci guadagnano, utilizza un calcolo che tiene conto di presunte assenze medie che non trovano alcun riscontro nella realtà, in particolar modo per le scuole d’infanzia. La dottoressa Mele (articolo di M7), invece, oltre a scagliarsi ferocemente contro il principio di solidarietà confronta le tariffazioni dello scorso anno con quelle dell’anno in corso senza contare la parte variabile, per mostrare un aumento smisurato. Penso che dovremmo essere un po’ più rigorosi nell’analisi almeno dei numeri. Se l’Amministrazione afferma che la stragrande maggioranza ci guadagna perché mette a bilancio 15000 euro in più rispetto al 2014 per le mense? Poi, prendendo ad esempio un indicatore ISEE medio di 17.000€, intorno al quale si attestano molte famiglie, è facile capire che l’eventuale risparmio si avrebbe solo in caso di utilizzo della mensa per più di 15 giorni scolastici (tre settimane piene) al mese. Eventualità sempre poco probabile e impossibile nei mesi con le principali festività. Tra le detrazioni ci viene poi proposto di abbassare la quota fissa del 30% solo in quei mesi in cui il bambino realizzi assenze per 30 giorni consecutivi. Una chiarissima presa in giro data l’irrealizzabilità della condizione. Ci aspettiamo un cambiamento in tal senso che prenda come limite una massimo di 7 giorni cumulativi. Infine l’aspetto più singolare. Secondo quale principio il costo del servizio, mediamente molto di alto di quello dei comuni limitrofi, dovrebbe essere indipendente dal numero di pasti forniti? É evidente che se si voleva solo sbilanciare il carico sui redditi più alti, come ripete l’Amministrazione Comunale, lo si poteva fare senza toccare l’impianto variabile.