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Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano

Concorsone di colpa

index
Più la guardo e più mi chiedo che cazzo c'avrà da ride la bionda

Prologo

Cercherò di essere breve, come dice il Sindaco Todini prima dei sui umilissimi interventi da 53 minuti in Cosiglio Comunale.

E’ una piccolo storia autobiografica, personale, dalla quale non si potranno trarre deduzioni di carattere generale. Del resto nessuno in Italia negli ultimi 15 anni ha vissuto situazioni analoghe. Sono un ragazzo sfortunato.

Il laureato

Mi laureo nel 2001 (vecchio ordinamento) in Ingegneria Meccanica. Al momento ci sono le SSIS (scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario) per abilitarsi all’insegnamento, un megamarchettone fatto per salvare le Università e per lucrare (costa 3.000€ e dura due anni) sugli aspiranti insegnanti. Io non posso assolutamente ritardare il mio ingresso nel mondo del lavoro perchè ho già svenato la mia famiglia per i costi universitari.

L’operatore sociale

Mi trovo un lavoro presto maledetto e subito (operatore sociale in una cooperativa perchè di aspiranti ingegneri è già pieno il mondo e perchè la congiuntura economica non è granchè, ma il prossimo anno ci sarà la Ripresa, dicono i fini analisti) e saluto la mia ideuccia dell’insegnamento. Qualche anno dopo (fine 2004), dobbiamo fare sacrifici per allinearci all’europa con un pò di tagli nel sociale e, contemporaenamente, cominciano ad arrivarmi proposte di supplenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Accetto volentieri perchè il mio lavoro, anche se mi piace, è diventato piuttosto incerto oltre che sottopagato e pendolare (faccio i domiciliari a Perugia per un migliaio di euro con macchina a mio carico).

L’insegnante – parte I

Nell’arco di due anni mi ritrovo con una cattedra completa di Educazione Tecnica alle medie a Todi ed un lavoro piuttosto sicuro. Penso: “mi devo abilitare per evitare brutte sorprese” – ma non ci sono corsi abilitanti all’orizzonte (la confusione sulle riforme è sempre più intensa) e così tiro avanti. Dopo due anni arriva quel geniaccio della Gelmini che decide, alla faccia della sua amica Moratti e delle sue tre I (vi ricordate? Inglese, Italiano, Informatica), di tagliare una delle tre ore di Tecnologia (nel frattempo ha cambiato nome) alle medie. Risultato? il 33% dei docenti (tutti i più giovani con maggiori competenze informatiche) vanno a casa. Mi rode perchè, nel frattempo, ho scoperto che insegnare mi piace, e anche parecchio. Mi rode anche perchè nel 2008 mi nasce una creatura che mangia esattamente in stile papà, spesso e parecchio. Tengo talmente duro un anno tra le medie di Preci e l’ipsia di Cascia con un part time che, se non avessi una carcassa di macchina a metano, dovrei tornare a vivere da mamma. Corsi abilitanti? A Siena (3.000€) e Camerino (3.000€).

Il ricercatore

Mi rassegno e, mentre mi arrabatto tra ripetizioni e altri lavoretti in nero (fisco ti prego vienimi a cercare, t’aspetto a braccia tese e pugni chiusi) vinco un bando di ricerca della Regione (con cui sverno il 2011)  sulle Energie Rinnovabili e, botta di culo, trovo una Azienda seria che è interessata al mio studio.

Il progettista

Esattamente alla tenera età di 38 anni, il 2 maggio 2012, mi offrono un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Mamma scoppia di gioia perchè finalmente può dire con orgoglio non solo che il figlio è Ingegnere, ma che fa l’Ingegnere in una azienda importante. Anche la nuora di mamma è contenta perchè è nata un’altra creatura che mangia al ritmo del fratello e del papà. Bene, da maggio 2012 è tutto un fiorire di Corsi Abilitanti a Perugia. Adesso si chiamano TFA (tirocinio formativo attivo), guardacaso un megamarchettone fatto per salvare le Università e per lucrare (costa 3.000€) sugli aspiranti insegnanti. Ma alcuni, detti PAS (percorsi abilitanti speciali), pensati per quelli come me che hanno insegnato una vita e hanno una laurea del vecchio ordinamento, costano 2.000 e durano qualche mese. Ma come faccio a dire ai datori di lavoro che mi devono pagare mentre, appena assunto, passo giornate intere all’università di Perugia? Non si può fare. Ripongo per l’ennesima volta nel cassetto la mia ideuccia dell’insegnamento. Sarei anche mediamente soddisfatto, il lavoro non è male, ho due figli sani, belli e intelligenti come papà e una moglie che non ha intenzione di distruggermi la vita con estenuanti pomeriggi di shopping. Certo, se non avessi deciso di complicarmi l’esistenza con l’attività politica meno redditizia e più impegnativa della storia repubblicana sarebbe anche meglio ma, come dicono The Rokes, bisogna pure saper perdere. L’idillio dura un anno. A fine 2013 comincia la cassa integrazione. La fortissima crisi speculativa arriva anche nel nostro settore (ma il prossimo anno ci sarà la Ripresa, dicono i fini analisti) e si comincia a faticare. L’Azienda mi tiene, mi vuole tenere, ma il lavoro è poco. Nella primavera 2014 riaccetto una supplenza (magari un parco insegnanti vecchissimo con le sue pensioni mi ha dato una mano) part-time cercando di tenermi anche il lavoro. Per le peripezie fiscali del doppio lavoro rimando a Una storia vera troppo austera (alla fine, purtroppo, ho fatto davvero come Tsipras, ho dovuto capitolare con dignità e pagare anche TARI e TASI).

L’insegnante – parte II

Ma a Settembre 2015, tra un lavoro sempre più incerto e una cattedra piena (prima a Todi e poi a Marsciano) “decido” di riprovare con l’insegnamento e mi licenzio dall’azienda. Siamo nell’era della “Buona Scuola” di Renzi. Tante assunzione obbligate da sentenze europee. Una di queste dice testualmente che “lavoratori che abbiano prestato il proprio servizio per 3 anni consecutivi nella pubblica amministrazione devono essere assunti” perchè evidentemente sono indispensabili al buon funzionamento dello Stato. Ma la parola “consecutivi” in Italia ha lo stesso numero di interpretazioni che la parola neve ha per gli eschimesi. Visto che ci licenziano a fine Giugno e ci riprendono a Settembre per non pagarci le ferie, doppia pena! Non sono consecutivi nemmeno 10 anni e non valgono niente nemmeno 2.200 (duemiladuecento) giorni di servizio che ho prestato. E poi c’è il problema che se hai fregato migliaia di giovani e meno giovani spillandogli parecchi soldi e parecchi mesi di vita, questi (con le loro buone ragioni) vogliono il posto prima di te. Molto bene, lo schema principe del Capitale che annulla la coscienza di classe trionfa ancora: semiporacci contro superporacci. Allora Renzone che fa? Si inventa un Concorso per soli abilitati e noi dovremmo rimanere in un limbo indefinito dal quale non si capisce come si possa uscire. I neolaureati con abilitazione integrata nel percorso universitario ci passeranno avanti senza un giorno di insegnamento? I profili di incostituzionalità sembrano fondati e mille altri dubbi sono generati della vergognoso superficialità con la quale viene gestito il tutto (Lettera di un precario). Tutti facciamo ricorso e nessuno ci capisce più nulla. Neanche il TAR che boccia i ricorsi dei non abilitati. Neanche Il Consiglio di Stato che, a fronte di migliaia di casi, ribalta il giudizio per tre soli ricorsi individuali procedendo ad una ordinanza cautelare che intima ai commissari di permettere lo svolgimento dell’Esame pre i tre soggetti ricorrenti (Consiglio di Stato approva ricorso). I giuristi scattano in coro affermando che, nella seduta del 5 Maggio, il TAR dovrà prendere atto della situzione e permettere a tutti i ricorrenti (la maggior parte dei quali non ha nulla di diverso dai tre soggetti di cui sopra ) l’ammissione con riserva alla prova. Allora che faccio? Studio come un matto perchè siamo arrivati a fine aprile. Curricolo, Stili di insegnamento (peer to peer, brainstorming, problem solving, cooperative learning), Pai, Leadership, Didattica laboratoriale, Mappa concettuale, pdp, bes, dsa , pei, pdf, abilità, competenze, conoscenze, Pof e Ptof figli di Miur e tutta la lessigonia della nostra malata civiltà burocratica. Gli esami sono l’11 Maggio per le Medie e il 26 Maggio per le Superiori. Prendo i permessi scolastici per fare il Concorso. E il 5 Maggio che succede? Niente. Il TAR si chiude in un dignitoso silenzio forse conseguente all’auspicio della Ministra Giannini (Per la Ministra Giannini va tutto bene). E adesso? Senza l’ordinanza cautelare del TAR non ci faranno partecipare all’esame. Chiamo il sindacato: “Allora?” – “Allora boh. Il TAR è silente ma voi dovete presentarvi lo stesso e farvi firmare una rinuncia scritta dai commissari nella quale si assumono la responsabilità di non farvi dare l’esame” – “Cioè, devo andare l’11 a Foligno e il 26 a Roma a farmi firmare un foglio e tornare a casa?” – “Si, se non interviene nel frattempo la decisione del TAR, è assolutamente necessario per i futuri possibili sviluppi”. In sostanza, al momento, non solo non ho la più pallida idea del fatto se dovrò o meno sostenere un Concorso su tutto lo scibile umano di Ingegneria Meccanica e Burocratese Pedagogico, ma non sono nemmeno sicuro se i permessi che ho chiesto al Dirigente Scolastico siano legittimi. Studio o non studio? Lascio i permessi o li ritiro? Vado a fare due gite o rimango a casa?

Epilogo

Ecco. L’ho fatta più lunga di Todini. Però scrivere mi ha confermato che è tutto vero. E’ proprio tutto così come l’ho descritto.

L’Italia sarebbe veramente un Paese meraviglioso se non fosse rovinato da noi gufi che ci ostiniamo a non vedere quanto di buono fanno i nostri Cari Leaders.

Prima che S.I.A. troppo tardi

GeSia

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, oltre alla conferma delle alte tariffe di TARI, TASI e IMU per il bilancio di previsione (con il nostro voto contrario), si è discusso della modifica dello Statuto della SIA sottoposta ad una interdittiva antimafia. L’interdittiva è intervenuta non per ipotesi di reato contestate alla SIA ma per la posizione dominante (diritto di veto) che la GESENU (indagata per ipotesi di reato vero e proprio) ha conseguito in seguito ad una ricapitalizzazione avvenuta due anni fa. In quella occasione il Comune di Marsciano ha ritenuto non significante che la GESENU passasse dal 33% (inferiore ad un terzo) al 36% circa, per il rifiuto di partecipare alla ricapitalizzazione da parte di GMP. In questo modo, potenzialmente, avrebbe potuto bloccare le decisioni che, per statuto, prevedono il consenso dei due terzi della assemblea dei soci. Inoltre uno dei due Consiglieri di nomina pubblica (su tre totali) è stato individuato dal Sindaco Todini in una figura di primo piano della GMP e quindi 2/3 del Consiglio d’Amministrazione di una società con la maggioranza pubblica vedeva soci che rappresentavano i privati (GMP e GESENU). Se queste sono state le incomprensibili decisioni prima della bufera che si è abbattuta su GESENU, quelle assunte da Novembre ad oggi sono ancora peggiori.

Di fronte alle inevitabili dimissioni di Sassaroli si è deciso di confermare il ruolo di Amministratore delegato ad un rappresentante di GESENU quando un minimo di ragionevolezza avrebbe portato alla decisione di diminuire l’esposizione di una società colpita da interdittiva antimafia all’interno di SIA. Si poteva, inoltre, modificare lo Statuto per abbassare la soglia decisionale al 60% (o anche meno) dell’assemblea dei soci ben prima dell’ultimo consiglio Comunale. In questo modo la SIA non sarebbe incorsa nell’interdittiva di Aprile che la espone a rischi finanziari potenzialmente molto gravi per i lavoratori e per il servizio di raccolta dei rifiuti.

In questo senso va inteso il nostro voto favorevole alla variazione dello Statuto della SIA nel Consiglio Comunale del 28 Aprile; un voto di sostegno ad una proposta obbligata ma tardiva che tenta di evitare guai peggiori ad un patrimonio del Comune di Marsciano e non certo un voto di sostegno a come l’amministrazione Comunale ha condotto questa delicata questione.

Del resto, come abbiamo più volte denunciato, sono ben poche le occasioni nelle quali la Giunta Comunale si è mossa in modo apprezzabile, basti ricordare il disastro della celebrazione anticipata del 25 Aprile al Teatro Concordia, annullato per totale assenza di pubblico, e la sperimentazione sulla chiusura al traffico di Largo Goldoni avvenuta senza prevedere nessun evento che promuovesse la presenza dei cittadini. L’effetto è stato quello di una piazza completamente vuota come hanno denunciato a più riprese gli esercenti interessati.

Il giudizio che diamo sul lavoro della maggioranza dei componenti della Giunta Comunale non potrebbe essere più negativo; inesperienza, immobilismo, superficialità, mancanza di confronto e di programmazione, estraneità alle realtà che animano la vita sociale e culturale della comunità, sono i tratti distintivi del governo del nostro territorio.

Lo ripetiamo ancora una volta, prima si chiuderà questa esperienza amministrativa e prima Marsciano potrà risollevarsi dal pantano in cui è precipitato.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”

Consiglio Comunale 17/02/2016

SISMA 15 DICEMBRE 2009 – COMPLETAMENTO RICOSTRUZIONE

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LEGGE  REGIONALE  21  GENNAIO  2015  N.  2  –  REGOLAMENTO  SAGRE  E
FESTE POPOLARI

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ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA POSSIBILITA’ DI INCENERITORI
NELLA REGIONE UMBRIA (DECRETO SBLOCCA ITALIA) PROPOSTO DAI
CONSIGLIERI COMUNALI UMBRICO FILIPPO, RANIERI SABATINO,
CAVALLETTI CARLO

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MOZIONE PROPOSTA DAL CONSIGLIERE COMUNALE SANTI FEDERICO
AVENTE AD OGGETTO: “ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI
BIOLOGICI”

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_38d97664-ca82-4756-a314-9d6111d46758&utm_source=lslibrary&utm_medium=ui-thumb (43:45/fine)

Consiglio Comunale 29/12/2015

COMUNICAZIONI DEL SINDACO (SU DECADENZA “VINCOLO PAESAGGISTICO”)

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_4fcc1d5b-02c2-4e69-878f-e5c7397076af (8:10-12:14)

 

SISMA 15 DICEMBRE 2009 – COMPLETAMENTO RICOSTRUZIONE

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_4d15aaf7-6d12-4f0a-8c05-c59ce7dea2de&utm_source=lslibrary&utm_medium=ui-thumb (14:30-18:00) – (39:27-44:44)

 

LEGGE  REGIONALE  21  GENNAIO  2015  N.  2  –  REGOLAMENTO  SAGRE  E
FESTE POPOLARI

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_7f5ab36a-1d9b-434a-84b7-bf332c8b6f47 (01:02:32-01:07:20)

 

ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA POSSIBILITA’ DI INCENERITORI
NELLA REGIONE UMBRIA (DECRETO SBLOCCA ITALIA) PROPOSTO DAI
CONSIGLIERI COMUNALI UMBRICO FILIPPO, RANIERI SABATINO,
CAVALLETTI CARLO.

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_38d97664-ca82-4756-a314-9d6111d46758 (08:30-12:23) – (27:05-34:50)

 

MOZIONE PROPOSTA DAL CONSIGLIERE COMUNALE SANTI FEDERICO
AVENTE AD OGGETTO: “ISTITUZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI
BIOLOGICI”

http://original.livestream.com/comunedimarsciano/video?clipId=flv_38d97664-ca82-4756-a314-9d6111d46758 (43:50-49:53)

Miss(ing) Marsciano

ali

L’Amministrazione Comunale, con determina dirigenziale n.1084 del 31/12/2015, ha deciso di concedere un contributo di 3.600€ all’agenzia Syriostar di Montecatini Terme, per l’organizzazione della finale regionale di Miss Italia. Nella determina non si ravvisano estremi che facciano intendere se il contributo è relativo ad un rimborso spese per l’evento del 2014 (visto che nel 2015 l’evento si è svolto a Terni) o se trattasi di un obolo per ottenere la finale del 2016. In ogni caso riteniamo l’impegno di spesa immotivato e culturalmente non dignitoso. Non ci sfugge il fatto che le agenzie possano liberamente organizzare esposizioni di corpi femminili in costume che riteniamo arcaiche e di cattivo gusto. E nemmeno che il Centro di Marsciano, così penalizzato da anni dalle politiche urbanistiche dell’Amministrazione, abbia assoluta necessità di iniziative atte ad attirare potenziali clienti per gli “eroici” esercizi che ancora resistono nel cuore della città. Ma questo nulla ha a che vedere con la scelta politica di dare un contributo economico a queste operazioni squisitamente commerciali. Marsciano è piena di associazioni di ogni orientamento politico e di ogni estrazione socioculturale che faticano a trovare risorse per le funzioni basilari e che vivono sull’autofinanziamento dei loro associati. Riteniamo scandaloso che la Giunta Comunale, che brilla da oramai due anni per la propria latitanza, abbia pensato di incentivare, proprio l’ultimo giorno dell’anno, un evento gestito da agenzie estranee al territorio che danno un contributo per nulla positivo alla valorizzazione culturale di Marsciano.

Federico Santi, capogruppo Comunale L’Altra Marsciano

Testamento Biologico

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Al Sindaco di Marsciano

Al Presidente del Consiglio Comunale di Marsciano

Al Segretario Comunale del Comune di Marsciano

Il sottoscritto Consigliere Comunale Federico Santi presenta la seguente mozione e chiede che venga iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale di Marsciano.

Mozione da inserire nell’O.d.G. del prossimo Consiglio Comunale

Oggetto: Istituzione del Registro dei Testamenti Biologici

Premesso che:

una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l’espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione

Considerato che:

l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge»;

l’Italia ha firmato nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (L. 28 marzo 2001, n.145) di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione»;

il Codice di Deontologia Medica, in aderenza alla Convenzione di Oviedo, afferma che il medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà del paziente

Rilevato che:

per la prima volta in Italia, il 5 novembre 2008, il Tribunale di Modena emette un decreto di nomina di amministratore di sostegno in favore di un soggetto qualora questo, in un futuro, sia incapace di intendere e di volere. L’amministratore di sostegno avrà il compito di esprimere i consensi necessari ai trattamenti medici. Così facendo si è data la possibilità di avere gli stessi effetti giuridici di un testamento biologico seppur in assenza di una normativa specifica;

in attesa di una legge che regoli la materia è in atto, in molti comuni italiani, la raccolta della dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini residenti nel territorio interessato. Per i promotori di queste iniziative questi atti non eludono e non anticipano le iniziative legislative, ma sono l’azione necessaria perché, in caso di bisogno, non sia necessario ricostruire, a posteriori, le volontà dell’interessato, come è successo nel caso di Eluana Englaro;

un’analoga richiesta è stata presentata la scorsa legislatura dall’allora Consigliere Comunale Gionata Moscoloni ma non è stata presa in considerazione

Tutto ciò premesso, considerato e rilevato

il Consiglio Comunale di Marsciano impegna la Sindaca e la Giunta Comunale

ad istituire il Registro dei testamenti Biologici in aderenza a quanto sopra descritto;

a prendere come riferimento l’ottimo documento recentemente licenziato dal Comune di Terni in allegato;

ad informare questo consiglio comunale sull’avanzamento di quanto in oggetto entro quattro mesi da oggi.

Marsciano, 26 Gennaio 2016              Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

 

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COMUNE DI TERNI

REGOLAMENTO PER L’ISTITUZIONE DEL REGISTRO DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI VOLONTA’ DEI TRATTAMENTI SANITARI E DI DICHIARAZIONE ANTICIPATA DI VOLONTÀ IN MATERIA DI PRELIEVI E TRAPIANTI DI ORGANI E TESSUTI NONCHÉ SULLA CREMAZIONE E DISPERSIONI DELLE CENERI NEI LUOGHI CONSENTITI RESE SOTTO FORMA DI DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE DI ATTO NOTORIO

Art. 1 – Istituzione del registro dei testamenti biologici

– 1 – è istituito un Registro Telematico dei Testamenti Biologici presso l’ufficio Comunale competente;

– 2 – l’iscrizione al Registro consente l’archiviazione delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari espresse dai cittadini, successivamente denominate, a mero titolo convenzionale “testamento biologico”;

Art. 2 – Modalità di tenuta del registro

L’iscrizione al Registro può essere richiesta da tutti i residenti nel Comune di Terni.

Le iscrizioni nel Registro possono essere effettuate secondo le modalità qui di seguito riportate:

1- I preposti uffici comunali, individuati a tal fine con atto dell’Amministrazione comunale, provvedono al ricevimento ed alla annotazione in apposito registro, di dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese ai sensi dell’art. 47 D.P.R. 445/2000 attestanti l’avvenuto deposito in una determinata sede, della dichiarazione anticipata di trattamento nonché l’individuazione di uno o più fiduciari. La dichiarazione dovrà contenere l’espressa menzione delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci ed essere corredata di valido documento di identità. La sottoscrizione in calce alla suddetta non dovrà essere autenticata. La dichiarazione dovrà altresì indicare le generalità di uno o più fiduciari, ai quali i competenti uffici comunali dovranno comunicare l’avvenuta consegna presso il Comune di Terni della dichiarazione di cui al presente articolo, a meno che il fiduciario non sia presente, unitamente all’interessato, alla consegna della dichiarazione, sottoscrivendo una dichiarazione di accettazione dell’incarico. Dette dichiarazioni dovranno opportunamente essere registrate e conservate presso i competenti uffici dell’Amministrazione comunale. Il dichiarante può indicare fino a tre persone autorizzate, come lui stesso, ad estrarne copia della dichiarazione in qualsiasi momento presso i preposti uffici comunali.

2- L’interessato ed il fiduciario possono in qualsiasi momento sia ottenere copia delle dichiarazioni sostitutive rilasciate ad entrambi, sia ritirare la busta chiusa.

Il venir meno della situazione di residenza nel Comune di Terni non comporta la cancellazione del Registro.

Art. 3 – Casi di cancellazione dal Registro e di modifica della dichiarazione.

1- Il dichiarante può in ogni momento chiedere la cancellazione dal Registro, con atto scritto da presentare all’ufficio comunale competente;

2- Il dichiarante può modificare la dichiarazione resa mediante la consegna di altra dichiarazione, da effettuarsi nel rispetto dell’art. 1 precedente;

3- La revoca della dichiarazione non comporta nessun obbligo per il Comune di comunicazione ai fiduciari indicati nella dichiarazione revocata.

Art. 4 – Attività di pubblicizzazione ed informazione

L’ Amministrazione Comunale si attiva affinché le disposizioni della presente delibera siano pubblicizzate in tutto il territorio comunale, nelle forme ritenute più opportune da cui emerga la necessità che vi sia una espressione di libera scelta dell’individuo nell’accettare o meno un determinato trattamento sanitario, e dunque la possibilità di esercitare tale scelta anche quando non si fosse più in grado di intendere e di volere, rafforzando così il riconoscimento della libertà e della autonomia nelle scelte personali che lo riguardano.

Art. 5 – Corrispettivi per la fruizione del servizio amministrativo.

A fronte della fruizione dei servizi di cui al presente regolamento, il cittadino interessato è tenuto esclusivamente a corrispondere l’eventuale costo di gestione del servizio stesso, il cui importo non dovrà comunque superare la somma di €.10,00. “

L’Altro 2015

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Se il 2014 si era chiuso all’insegna delle iniziative contrarie allo stoccaggio delle vinacce al Cerro – ricordiamo lo sversamento di percolato dai silobag che si sta ripresentando anche quest’anno e che avrà un momento critico quando le piogge si faranno più intense – il 2015 non poteva che aprirsi con una vertenza legata alla difesa del territorio e dell’ambiente: la vicenda della nuova Coop. Nonostante lo spostamento tattico del Consiglio Comunale inizialmente previsto per inizio Gennaio e le vistose assenze in quello finalmente convocato per fine mese, indice di dubbi anche all’interno della maggioranza, l’Amministrazione ha tirato dritto. Nemmeno la straripante presenza della cittadinanza, in grandissima parte contraria, e la scomunica di Proposta Marsciano nei confronti del Consigliere Rabica, ha convinto Il Consiglio Comunale della follia dell’operazione. Noi non possiamo rimproverarci nulla, con ben 5 interventi sull’argomento le abbiamo tentate tutte, dagli aspetti urbanistici a quelli economici passando per i vizi formali. Non un Consigliere dell’Asse Centro Storico-Tripoli-Ammeto ha votato l’atto; il futuro urbanistico della zona nevralgica del capoluogo è stato deciso con il voto esclusivo di chi non vivrà direttamente le ricadute delle proprie improvvide scelte. Un Centro Storico soggetto a ingenti investimenti pubblici e ai disagi dei lavori, che tenta in tutti i modi di risollevarsi, ha dovuto sopportare l’ennesimo colpo di grazia da parte della GDO che ormai governa questa Regione per mano di politici incapaci della ben che minima difesa degli interessi comuni.

Le criticità presenti nella Politica dell’Amministrazione in questo anno sono state molteplici e tutte ci hanno visti fortemente contrari. Un Bilancio ingessato che prevede pochissimi investimenti e nel quale le Tariffe non tendono mai a diminuire che vede oramai una Tari spropositata diventare un incubo per i cittadini e per le imprese (che spesso pagano anche per altri canali di smaltimento). Un riordino del personale completamente caotico, per il quale non si sono interpellati né i cittadini (per capire le esigenze della collettività) né i lavoratori dell’ente, che presenta più capitani che truppe e fantasiosi part-time dei dipendenti tra un ufficio e l’altro; non vogliamo nemmeno parlare dei numerosi errori amministrativi tra i quali spicca l’assunzione illegale di un nuovo Vigile. Le strane “Storie di Terra” di fine Novembre, confezionata in 20 giorni per spillare ben 14.400 € all’Europa tramite il bando PSR della Regione Umbria, rispetto alla quale siamo in attesa di sapere chi ha beneficiato di queste risorse a fronte dei pochi e coraggiosi espositori, esperti e artisti che hanno arricchito l’iniziativa percependo quasi nulla.

Ma in questo anno, il gruppo Consiliare de “L’Altra Marsciano” non si è dedicato esclusivamente al lavoro di opposizione ma ha anche stimolato l’Amministrazione con ordini del giorno ed interpellanze con oggetto criticità e proposte, spesso provenienti da sollecitazioni della collettività. Ricordiamo il nostro ordine del giorno sulla Piscina Comunale di Spina – presentata con il Consigliere Filippo Umbrico – per richiedere informazioni sullo svolgimento dei lavori; l’interpellanza sulla gestione dei verdi pubblici e delle strutture sportive comunali (che forze ci porterà finalmente ad una regolamentazione e ad una omogeneità negli affidi e nelle convenzioni) e soprattutto l’interpellanza relativa alla petizione consegnata dal Cittadino Mauro Maccioni, lasciata per più di un anno senza risposta, riguardante la modifica al Regolamento Comunale per arginare la gravissima questione della dipendenza da videogioco. Così come la nostra iniziativa sul cosiddetto Vincolo Paesaggistico, dall’incontro con la popolazione a Spina fino alla Camera dei Deputati con l’Onorevole Civati, ha svelato le colpe della regione e del Comune rispetto all’apposizione della Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico. Queste iniziative hanno costretto l’Amministrazione, anche in ragione della sentenza del Tar sul ricorso di Comune e Regione, a riaprire il dialogo con Ministero e Sovrintendenza; tutto ciò ha contribuito a sbloccare i lavori per la ricostruzione post-sisma e a dare parziale risposta ai cittadini che aspettano ormai da più di sei anni una soluzione per la propria condizione di disagio.

Ma le iniziative di cui andiamo più orgogliosi sono quelle che hanno prodotto un risultato anche se siamo in netta opposizione, a dimostrazione che abbiamo capacità di proposta nonostante ogni atto del Consiglio ci venga consegnato con un margine temporale veramente ridicolo. Nell’attesa che la Regione promulghi il nuovo Regolamento per la disciplina del posizionamento degli impianti da Energia Rinnovabile, su nostra iniziativa, si è approvata una norma ragionevole che aumenta sensibilmente le distanze dai Centri Abitati ma anche dalle case isolate (che prima non venivano minimamente prese in considerazione). Su nostra mozione, con la sola astensione di Proposta Marsciano, sarà istituita una Sala Laica del Commiato per tutti coloro che vorranno congedarsi con dignità dai propri cari senza dover entrare in luoghi di culto religioso. Con un Ordine del Giorno, presentato insieme al Consigliere Pilati, abbiamo ottenuto l’importante, anche se non del tutto soddisfacente, risultato di decurtare la tariffa della mensa di un trentesimo della quota prestabilita per la rispettiva fascia ISEE per ogni assenza del proprio figlio; per incomprensibili (a nostro avviso) problemi tecnici la riduzione avverrà in un unica soluzione nel mese di Maggio nel quale tutti potranno verificare il risparmio ottenuto. Infine, con l’ultima interpellanza dell’anno, presentata nel Consiglio del 29 Dicembre 2015, abbiamo sollevato la questione degli innumerevoli disagi per coloro che usufruiscono della riabilitazione presso la Casa della Salute: affollamento, mancanza di aria condizionata, violazione della privacy dei pazienti in condizioni di grave disagio psicologico e tante altre storture; se non altro, abbiamo ottenuto l’impegno del Sindaco a sollecitare la soluzione di tali problemi presso gli Enti competenti , la promessa di aumentare le postazioni per disabili presso l’entrata del servizio e a vigilare sulla correttezza delle soste nelle aree di preposte.

Siamo convinti che la nostra impostazione di opposizione dura e attenta ma propositiva sia l’unica in grado di dare a breve quel ricambio nella gestione della Cosa Pubblica di cui Marsciano ha sempre maggiore bisogno.

Federico Santi, capogruppo consiliare de “L’Altra Marsciano”