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I veri nemici dell’Isis – Mozione Kobane

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Al Sindaco di Marsciano
Al Presidente del Consiglio Comunale di Marsciano
Ai Consiglieri Comunali del Comune di Marsciano

Il sottoscritto Consigliere Comunale Federico Santi presenta la seguente mozione e chiede che venga iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale di Marsciano.

Oggetto: “Sostegno alla Resistenza Kurda e all’Autodeterminazione del suo Popolo”

Premesso che:

  • in tre cantoni della Siria, in particolare nella Regione del Rojava, in risposta alla disgregazione dello Stato centrale siriano e delle violenze settarie e confessionali, la popolazione multietnica e multireligiosa a prevalenza kurda si è autorganizzata rendendosi autonoma dal 2011. I gruppi politici locali hanno creato delle Istituzioni autonome ed elettive nelle città del nord che amministrano. Hanno dato accoglienza a molti sfollati dalle altre regioni della Siria in fiamme e, soprattutto, hanno avviato una politica inclusiva per le molte minoranze presenti nel territorio;
  • in Rojava convivono gruppi di diversa cultura e religione e questa cosa dovrebbe essere fortemente sostenuta dalla comunità internazionale. Sul suo territorio sono presenti tre campi profughi che accolgono un milione di sfollati da altre aree della Siria. Hanno un accordo di non belligeranza con il Presidente Assad che gli permette di combattere l’ISIS proponendo una via di democratica di convivenza con piena tutela di tutte le minoranze, cosa che ai kurdi non è mai stata concessa. Le innovative esperienze di convivenza tra diversi dovrebbero essere valorizzate dalla comunità internazionale, anche attraverso decise pressioni sull’antidemocratico Governo di Ankara affinché cessi la politica di embargo e ostilità nei confronti di questa zona libera della Siria che, oggettivamente, favorisce l’abominio dell’ISIS;

Considerato che:

  • si è formata una “Coalizione Internazionale”, a cui ha aderito anche l’Italia, con il preciso scopo di reprimere anche militarmente le forze dell’ISIS in Siria e Iraq, riconoscendo i kurdi come propri alleati;
  • con l’attacco a Kobane, l’ISIS ha provocato la fuga di circa 130.000 civili inermi cha hanno abbandonato la propria vita per riparare in territorio turco dove, attualmente, vivono incampi profughi mentre altrettanti si sono rifugiati negli altri cantoni della “Autonomia Democratica del Rojava”
  • per l’ISIS distruggere Kobane significa distruggere il cantone centrale di una straordinaria e democratica esperienza liberando, contemporaneamente, 150 km di confine con la Turchia;
  • la resistenza di Kobane vede un ruolo fondamentale della componente femminile. Ogni emanazione di questo governo comunitario è composto in modo da rispondere ad un modello ben preciso: un uomo e una donna;
  • la città di Kobane è stata riconquistata ma sono ancora 300 i villaggi contigui sotto la pressione del Califfato e tutti i rifugiati in Turchia desiderano solo tornare nelle loro comunità;
  • la Camera dei deputati, nella seduta del 17 Settembre 2014, ha votato un ordine del giorno in sostegno alla Autonomia del Rojava;

tutto ciò premesso e considerato,

il Consiglio Comunale di Marsciano

  • ESPRIME solidarietà alla municipalità di Kobane in segno di amicizia tra le nostre città;
  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere l’autonomia kurda e impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune, anche europee, l’autodeterminazione del popolo kurdo;
  • CHIEDE al Governo Italiano di supportare la richiesta di apertura di un corridoio umanitario per inviare al Rojava gli aiuti già annunciati, affinché l’Italia svolga un ruolo decisivo per fermare l’Isis in continuità con l’attività svolta nel semestre italiano della Presidenza U.E.;
  • CHIEDE al Governo Italiano di operare affinché le Nazioni Unite possano cooperare con le autorità autonome di Rojava con invio di aiuti e mettendo sotto la propria egida i campi profughi ospitati in tale zona;
  • CHIEDE al Governo Italiano di intervenire sul Governo Turco per chiedere la piena fruizione dei valichi di frontiera non controllati dall’Isis anche per il coordinamento degli aiuti umanitari e a operare affinché la sperimentazione democratica dei tre cantoni di Rojava in Siria possa rafforzarsi dentro la prospettiva di un Paese libero, democratico e pluriconfessionale;
  • CHIEDE al Governo Italiano di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione del genocidio del popolo kurdo in Turchia e per il riconoscimento della civiltà, della cultura e dell’autonomia regionale kurda;
  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere la Costituzione del Rojava “Contratto Sociale” di ispirazione democratica con radici illuministe.

Marsciano, 08 Giugno 2016

Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

La gente che ha fame

imagesQuesto postulato sembrerebbe autoesplicativo ma evidentemente non risulta così chiaro a milioni di cittadini che pretenderebbero che le persone rimanessero nelle loro tranquille patrie distrutte da guerre imperialiste e conflitti civili abilmente aizzati per vendere le armi occidentali. Prendiamo l’Iraq (leggi petrolio), vergognosamente invaso per spartirsi le risorse con tanto di prove di colpevolezza false fabbricate dagli americani al Consiglio di sicurezza dell’ONU dal cagnolino liberal di colore (vuoi mettere l’effetto?) Colin Powell. O la Libia (leggi petrolio e gas), distrutta e spartita tra potentati occidentali mentre le monumentali riserve auree venivano saccheggiate da ignoti durante la mattanza tra l’esercito regolare e una resistenza, che non è mai esistita, spalleggiata dai caccia occidentali. Stesso copione in Siria (leggi petrolio) dove Bashar El Assad sembra un osso un po’ più duro di Gheddafi. Nelle parti del paese controllate dalla ‘resistenza’ si impiccano le ragazze che hanno un profilo FB consentito, invece, dal ‘sanguinario regime siriano’. L’Ucraina (leggi gas) massacrata da una guerra civile che ha deposto un governo legittimo (secondo la comunità internazionale composto con libere elezioni) attraverso squadroni nazisti per mettere basi Nato al confine con la Russia. Ci si stupisce persino che Putin abbia risposto con durezza. Vogliamo parlare del delta del Niger, un territorio sovrano nelle piene disponibilità dell’ENI? Non si tratta certo di difendere Saddam, Gheddafi, Assad o Putin (che non godono della mia particolare simpatia al pari di tantissimi capi di stato mondiali) ma di dimostrare come fragili aneliti di libertà di minoranze popolari vengano usati per destabilizzare le aeree strategiche dei non allineati. Altrimenti come si spiega il silenzio che grava intorno all’Arabia Saudita; il regime più sanguinario, ingiusto, illiberale e misogino che ci si possa immaginare? Questi sono solo alcuni dei fattori che producono migrazioni e guerre dalle quali scappano milioni di persone. Questi eventi sono stati sempre avallati dalle forze politiche che, oggi, si lamentano degli stranieri. Incredibilmente i migranti non sono impressionate da Salvini e continuano a venire dove pensano di avere una possibilità di vita dignitosa. Hanno fame e vanno dove pensano ci sia da mangiare. L’unico metodo onesto e realistico per impedire questo fenomeno (la migrazione prodotta dalla fame) è rimuovere le cause che lo producono (le guerre umanitarie per le risorse energetiche necessarie a mantenere il nostro ambientalmente intollerabile tenore di vita). Aiutiamoli a casa loro dice Salvini (forse è per questo che il suo intimo amico Belsito parcheggiava diamanti leghisti in Africa). Allora torniamo a casa nostra intanto.

UN REFERENDUM CONTRO LA GRAVITÀ

Un classico esempio di aiuto occidentale a casa loro

Ecco come li aiutiamo a casa loro

Il problema dei migranti e dei richiedenti asilo in un paese in perenne recessione programmata e in un mondo in piena ebollizione controllata sta diventando l’argomento nei confronti del quale ogni cittadino, legittimamente, esercita la propria libertà d’espressione e la propria capacità di analisi. Essendo un fenomeno atavico e carsico (scompare e riaffiora nei secoli dei secoli) e non la novità dell’ultimo anno in materia di gusti musicali presuppone un minimo di conoscenza dei 7.000 precedenti storici e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche che lo producono. Sia chiaro, non è la classica tirata intellettualoide nella quale la Boldrini dice all’operaio dell’Ilva che deve smettere di lavorare per migliorare la salute dei propri cari, ma una necessità l’importanza della quale è ben conosciuta da mio padre (fuoriclasse ed esperto di calcio, rappresentante di mangimi a tempo perso) ed era ben conosciuta da mio nonno (pollaiolo) e mio bisnonno (agricoltore) [nota l’evoluzione della specie]. Riassumo (in dialetto per ricordanza e non per plebeismo culturale), con alcuni postulati, il portato scientifico proveniente da un tempo nel quale chi non sapeva voleva sapere e mentre imparava sapeva di non sapere stando molto attento a quelle universalità che era convinto di aver capito dall’esperienza (un atteggiamento di una saggezza invidiabile):

1. “La gente che ha fame va dua c’è da magna’”

2. “Non poi appode co’ uno che è disposto a morì”

3. “La gente che ha bisogno, tocca aiutalla”

4. “E’ inutile cambiare il budello se butta il conservone”

5. “L’acqua va al dengiù’”

Pochi giorni fa ho scoperto che, essendo cadute in disuso le strade romane nel medio evo, non è stato possibile transitare tra Bologna e Firenze per 1000 anni (dal 500 al 1500 circa) se non con dei muli in fila indiana. Questo per dire che niente è per sempre. Ogni conquista sociale e culturale va difesa coi denti nei secoli dei secoli. Amen