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La gente che ha fame

imagesQuesto postulato sembrerebbe autoesplicativo ma evidentemente non risulta così chiaro a milioni di cittadini che pretenderebbero che le persone rimanessero nelle loro tranquille patrie distrutte da guerre imperialiste e conflitti civili abilmente aizzati per vendere le armi occidentali. Prendiamo l’Iraq (leggi petrolio), vergognosamente invaso per spartirsi le risorse con tanto di prove di colpevolezza false fabbricate dagli americani al Consiglio di sicurezza dell’ONU dal cagnolino liberal di colore (vuoi mettere l’effetto?) Colin Powell. O la Libia (leggi petrolio e gas), distrutta e spartita tra potentati occidentali mentre le monumentali riserve auree venivano saccheggiate da ignoti durante la mattanza tra l’esercito regolare e una resistenza, che non è mai esistita, spalleggiata dai caccia occidentali. Stesso copione in Siria (leggi petrolio) dove Bashar El Assad sembra un osso un po’ più duro di Gheddafi. Nelle parti del paese controllate dalla ‘resistenza’ si impiccano le ragazze che hanno un profilo FB consentito, invece, dal ‘sanguinario regime siriano’. L’Ucraina (leggi gas) massacrata da una guerra civile che ha deposto un governo legittimo (secondo la comunità internazionale composto con libere elezioni) attraverso squadroni nazisti per mettere basi Nato al confine con la Russia. Ci si stupisce persino che Putin abbia risposto con durezza. Vogliamo parlare del delta del Niger, un territorio sovrano nelle piene disponibilità dell’ENI? Non si tratta certo di difendere Saddam, Gheddafi, Assad o Putin (che non godono della mia particolare simpatia al pari di tantissimi capi di stato mondiali) ma di dimostrare come fragili aneliti di libertà di minoranze popolari vengano usati per destabilizzare le aeree strategiche dei non allineati. Altrimenti come si spiega il silenzio che grava intorno all’Arabia Saudita; il regime più sanguinario, ingiusto, illiberale e misogino che ci si possa immaginare? Questi sono solo alcuni dei fattori che producono migrazioni e guerre dalle quali scappano milioni di persone. Questi eventi sono stati sempre avallati dalle forze politiche che, oggi, si lamentano degli stranieri. Incredibilmente i migranti non sono impressionate da Salvini e continuano a venire dove pensano di avere una possibilità di vita dignitosa. Hanno fame e vanno dove pensano ci sia da mangiare. L’unico metodo onesto e realistico per impedire questo fenomeno (la migrazione prodotta dalla fame) è rimuovere le cause che lo producono (le guerre umanitarie per le risorse energetiche necessarie a mantenere il nostro ambientalmente intollerabile tenore di vita). Aiutiamoli a casa loro dice Salvini (forse è per questo che il suo intimo amico Belsito parcheggiava diamanti leghisti in Africa). Allora torniamo a casa nostra intanto.

UN REFERENDUM CONTRO LA GRAVITÀ

Un classico esempio di aiuto occidentale a casa loro

Ecco come li aiutiamo a casa loro

Il problema dei migranti e dei richiedenti asilo in un paese in perenne recessione programmata e in un mondo in piena ebollizione controllata sta diventando l’argomento nei confronti del quale ogni cittadino, legittimamente, esercita la propria libertà d’espressione e la propria capacità di analisi. Essendo un fenomeno atavico e carsico (scompare e riaffiora nei secoli dei secoli) e non la novità dell’ultimo anno in materia di gusti musicali presuppone un minimo di conoscenza dei 7.000 precedenti storici e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche che lo producono. Sia chiaro, non è la classica tirata intellettualoide nella quale la Boldrini dice all’operaio dell’Ilva che deve smettere di lavorare per migliorare la salute dei propri cari, ma una necessità l’importanza della quale è ben conosciuta da mio padre (fuoriclasse ed esperto di calcio, rappresentante di mangimi a tempo perso) ed era ben conosciuta da mio nonno (pollaiolo) e mio bisnonno (agricoltore) [nota l’evoluzione della specie]. Riassumo (in dialetto per ricordanza e non per plebeismo culturale), con alcuni postulati, il portato scientifico proveniente da un tempo nel quale chi non sapeva voleva sapere e mentre imparava sapeva di non sapere stando molto attento a quelle universalità che era convinto di aver capito dall’esperienza (un atteggiamento di una saggezza invidiabile):

1. “La gente che ha fame va dua c’è da magna’”

2. “Non poi appode co’ uno che è disposto a morì”

3. “La gente che ha bisogno, tocca aiutalla”

4. “E’ inutile cambiare il budello se butta il conservone”

5. “L’acqua va al dengiù’”

Pochi giorni fa ho scoperto che, essendo cadute in disuso le strade romane nel medio evo, non è stato possibile transitare tra Bologna e Firenze per 1000 anni (dal 500 al 1500 circa) se non con dei muli in fila indiana. Questo per dire che niente è per sempre. Ogni conquista sociale e culturale va difesa coi denti nei secoli dei secoli. Amen