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La coop sei loro?

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Il 13 Novembre sono scaduti i termini per le osservazioni alla Variante al Piano attuativo e alla Parte Operativa del P.R.G. che potrebbe consentire l’autorizzazione allo spostamento della Coop dal centro commerciale ‘L’Arco’ all’Ammeto, in prossimità del complesso commerciale ‘Le Fornaci’. Una scelta miope e speculativa perché è chiaro che la partita vera sarebbe la costruzione dell’involucro e non la discutibile operazione commerciale di portare vicini due supermercati simili per offerta e dimensione. Tutti i Consiglieri comunali devono essere coscienti del fatto che possono evitare questo tragico errore con il loro voto contrario alla variante richiesta; non è vero infatti che si tratta di una operazione d’impresa privata della quale la politica può solo prendere atto, il Consiglio Comunale dovrebbe cambiare il proprio strumento di programmazione urbanistica che non prevedeva, a ragione, in quel luogo un punto di grande distribuzione. Va rimandato al mittente il ricatto sociale ai lavoratori; in effetti se l’operazione COOP avesse successo e dovesse rubare quote di mercato ai concorrenti ci sarebbero esuberi negli esercizi a tuttora presenti nell’area interessata, in caso contrario il problema dei licenziamenti ritornerebbe di attualità per la COOP stessa. Senza contare il fatto già abbondantemente riscontrato del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti alla distribuzione nei grandi esercizi commerciali. Per ogni nuovo centro commerciale che apre c’è un aumento delle ore di lavoro tanto da arrivare al punto che tutte le domeniche gli esercizi sono aperti senza neanche pagare più straordinari. L’incremento del tasso competitivo tra punti vendita posti uno di fronte all’altro sarebbe ancora più spinto con l’unico risultato che si andrebbe a lavorare sempre, 7 giorni su 7, senza alcun beneficio visto che l’offerta sarebbe la medesima per tutti gli esercizi. Ci perderebbero solo i lavoratori, in ore di vita e retribuzione, e ci guadagnerebbe la grande distribuzione che distrae ricchezza dal territorio per le proprie esigenze finanziarie. Invitiamo a riflettere, allo stesso modo, sul ricatto presentato agli operatori della filiera edilizia in crisi. Quale futuro di lavoro si può intravedere in un deserto commerciale delle piccola distribuzione? Quali ristrutturazioni, messe a norma e lavori Impiantistici si pensa di ottenere una volta che saranno presenti solo pochi e immensi esercizi commerciali con appalti di manutenzione al massimo ribasso contratti con operatori estranei al territorio? Quale futuro abbiamo in mente per Marsciano se facciamo morire un Centro Storico nel quale abbiamo appena speso milioni di €? Il miraggio proposto a molti soggetti di essere tra i beneficiari degli imminenti lavori è una presa in giro; ben pochi, e sempre i medesimi, beneficeranno di una grande mole di lavoro contrattata al ribasso e concentrata in poco tempo. Non si può, in ogni caso, costruire strutture inutili che a breve diventeranno cimiteri di cemento, come rischia di essere L’Arco, per rilanciare una filiera in crisi; è proprio questa ricetta che ci ha portato al disastro economico sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo a tutti che con la nascita del Centro commerciale L’Arco è iniziato il declino del Centro storico di Marsciano come allora denunciammo con forza. La costruzione dell’Arco fu venduta, allora, come la costruzione di una struttura adeguata per la COOP che intendeva ampliare la propria offerta; l’architettura stessa del complesso è tutta finalizzata a valorizzare il punto vendita con parcheggi coperti comodi e abbondanti e scale mobili. Il rilancio dell’Arco, in quanto struttura ormai presente nel tessuto cittadino, deve essere il nostro obiettivo e siamo assolutamente convinti che la COOP, una volta riscontrata l’impossibilità dell’operazione in atto, non potrà abbandonare un mercato importante come Marsciano e farà di tutto per rilanciare la propria offerta nel luogo storico costruito anni fa proprio per venire incontro alla richiesta di COOP stessa. Se così non fosse, d’ora in avanti, saremmo ostaggio di una qualunque attività commerciale o industriale che ci chiedesse di stravolgere la nostra programmazione urbanistica per venire incontro alle proprie discutibili operazioni finanziarie sotto la minaccia della delocalizzazione produttiva. La comunità marscianese deve essere cosciente che questa partita è ben più importante della presenza di un nuovo centro commerciale di cui nessuno sente l’esigenza.

 Federico Santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano

Regione, vinacce e ordinanze

La mozione approvata da Consiglio Regionale (vedi all.1) è sicuramente importante perché rende atto al nostro territorio della dimensione regionale della questione vinacce.

La mozione Stufara-Buconi (la mozione Stufara, capogruppo regionale di Rifondazione Comunista, è stata emendata nella mozione finale a differenza della mozione Buconi che è stata ritirata) dice con chiarezza una cosa che non è stata ripetuta né da Rometti né dal comunicato dei Socialisti di Marsciano (http://www.marsciano7.it/notizie/1727_PSI_sulle_vinacce__bene_l_intervento_della_Regione;_la_destra_%C3%A8_illogica.html).

Il Consiglio Regionale non solo auspica un confronto con il Comune di Marsciano e la Proprietà per giungere a soluzioni compatibili con il contesto urbanistico e infrastrutturale del territorio ma, testualmente, impegna la Giunta Regionale a ”individuare soluzioni atte a determinare una diversa ubicazione delle attività di stoccaggio e degli impianti definitivi”.

Una diversa ubicazione degli stoccaggi e di tutte le attività in atto o potenziali connesse dal comune di Marsciano; nessuno pensi di contrattare con la proprietà una ubicazione nel territorio marscianese spacciandola per male minore trattando alcuni cittadini come di serie B rispetto ad altri.

Su questo concetto spero che il centrodestra marscianese avrà la forza di dissociarsi dal voto dei propri rappresentanti regionali che hanno addirittura dichiarato che non sarà inseguendo le richieste dei comitati che si possono vincere le elezioni regionali o che il Comune non dovrebbe opporsi a queste iniziative imprenditoriali dimostrando anche scarso rispetto per il lavoro delle proprie organizzazioni politiche nel territorio.

Inoltre, dopo più di 40 giorni, non ci risulta che la Di Lorenzo abbia presentato al Comune di Marsciano il ”progetto firmato da un tecnico abilitato” alla quale era obbligata dall’ordinanza sindacale n. 323 del 17/09/2014 (vedi all.2)  ‘‘entro il termine massimo di giorni 30 dalla data di notifica” dell’ordinanza stessa.

Quella stessa ordinanza che ha permesso lo stoccaggio dei silos bag in aderenza alla strada provinciale e da un fosso demaniale (il cui sedime catastale è ben diverso da quello fisico), viene forse rispettata nelle parti che sono più convenienti e viene ignorata nei passaggi in cui obbliga l’azienda ai minimi adempimenti per regolarizzare la propria attività?

Questo atteggiamento sarebbe l’ennesima prova che non si può trattare con quei soggetti imprenditoriali che non dimostrano il minimo rispetto per le comunità nelle quali operano.

Federico Santi

mozione regionale appovata

ordinanza silosbag

Consiglio Comunale del 30 Settembre 2014

Intervento su: Bilancio Comunale (intervallo:09:28 – 31:26)

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Intervento su: Emendamento al Bilancio Comunale (intervallo: 36:18 – 47:45)

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Intervento su: Interpellanza avente oggetto: ‘Stoccaggio temporaneo vinacce in località Cerro’ (intervallo: tutto)

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Analisi del voto

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Sono tre gli elementi principali di analisi del voto del 25 Maggio e dell’8 Giugno:

  1. Todini ha costruito gran parte della sua vittoria sulla gestione dell’emergenza terremoto (350 voti di scarto nelle zone terremotate e 200 nelle zone limitrofe). Questa considerazione deve avviare una riflessione sulla nostra condotta in questo contesto. Evidentemente, anche nel ruolo di opposizione e con le difficoltà implicite che questo comporta, dobbiamo essere più presenti nelle zone interessate da questa tragedia e con un ruolo che venga percepito come utile dalla popolazione. Dobbiamo radicare la nostra iniziativa politica sulle gambe delle tante persone che abbiamo incontrato in questa campagna elettorale con le quali costruiremo candidature credibili per la prossima sfida elettorale. A questo riguardo incalzeremo con la massima determinazione l’Amministrazione Comunale sfidandola ad attuare l’ambizioso programma di Todini che prevede l’immediato sblocco della ricostruzione pesante e il recupero della piscina di Spina dopo la vergognosa gestione elettoralistica degli ultimi anni.
  1. La sconfitta di Perugia e di altre roccaforti tradizionalmente rosse, con un calo dell’affluenza dell’elettorato PD tra il primo e il secondo turno devastante, ci parlano di una impossibilità di quei gruppi dirigenti a parlare a quelle fasce sociali emarginate dalla crisi che si rendono conto che il sistema di potere, travestito da welfare, di queste amministrazioni tutela solo i settori legati all’espressione partitica e gli amici degli amici. Questo tipo di relazioni e di controllo del corpo elettorale segna completamente il passo nelle realtà cittadine dove, Marsciano compreso, si afferma un voto d’opinione fortemente negativo mentre tiene nelle realtà più piccole e controllabili del nostro comune e del perugino (le uniche sezioni in cui Boccali vince sono Ponte Valleceppi, Pretola, Casa del Diavolo, Ramazzano, Resina, Solfagnano, Villa Pitigliano, Sant’Egidio, Fontignano). Voto d’opinione eminentemente politico che ha premiato la nostra posizione sulla necessità di una ripresa del centro storico contro l’ipotesi di costruzione dell’ennesimo centro commerciale.
  1. La candidatura di Sabatino Ranieri si è dimostrata, ancora una volta, una candidatura forte e capace di conquistare il ballottaggio alle spese di qualunque altra offerta politica. Il risultato di Marsciano Democratica è un dato eclatante che ha fatto emergere un gruppo di giovani molto validi che costituiranno un importante serbatoio di partecipazione e competenze. Il nostro comportamento e la nostra affidabilità nel far convergere i nostri voti al ballottaggio è suffragata da dati inconfutabili come quelli di Papiano e Marsciano centro. Allo stesso tempo, lo andiamo dicendo senza intenti polemici da mesi, siamo convinti che la seconda candidatura di Sabatino Ranieri non fosse la più adatta per vincere il ballottaggio in queste condizioni generali molto favorevoli. Tutti i neo sindaci che hanno vinto ballottaggi e che si sono affermati alle spese delle Amministrazioni uscenti (da Livorno a Perugia, da Civitavecchia a Bagheria), sono giovani con idee radicali, altamente scolarizzati, con una buona preparazione politica e una conoscenza profonda dei nuovi mezzi di comunicazione. Invitiamo tutte le opposizioni democratiche ad aprire una collaborazione fattiva con l’Altra Marsciano per non ripetere gli errori che hanno portato alla recente, dolorosa, divisione utilizzando l’unico strumento valido per questo scopo: la dimensione assembleare partecipata con decisioni democratiche e pubbliche.

Todini e la maggioranza uscente vincono per un pugno di voti e dovrebbero, almeno questa volta, impostare il governo della città con la consapevolezza che quasi la metà dei cittadini, e la maggioranza del capoluogo, li hanno bocciati. Ripartiremo da una seria opposizione in Consiglio Comunale per rilanciare, da subito, la sfida per il governo della città partendo dalla denuncia sui tempi della presentazione del Bando per l’Asilo Nido Comunale ‘Rodari’ che, come sempre, rischia di arrivare fuori tempo massimo quando tutte le famiglie interessate potrebbero aver scelto destinazioni diverse. E’ questo, da sempre, uno dei metodi utilizzati per depotenziarlo.

Federico Santi