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Bilancio Negativo

Ci sono molti spunti di riflessione nel Bilancio previsionale 2015 ma l’unica conseguenza certa è che resteranno invariate IMU (dopo la stangata dello scorso anno per quella agricola), TASI, IRPEF e che aumenterà la TARI mediamente del 5%.

Prima di tutto va riconosciuto che il sistema di Vincoli Nazionali e Sovranazionali (Patto di Stabilità, Fiscal Compact, il 3% Deficit/Pil, il Pareggio di Bilancio in Costituzione) rende praticamente impossibili scelte politiche antirecessive da parte dei Comuni. Questi vincoli non solo decidono quanti soldi può spendere una Istituzione elettiva come la nostra, ma anche in quale poste e con quale scadenza temporale. Si esigono da quest’anno, inoltre, dei fondi di garanzia sulle poste di più difficile riscossione che riducono ancora di più un bilancio già poverissimo. Interessante sottolineare che coloro che decidono queste regole, come nel caso dello strangolamento finanziario della Grecia, non siano stati eletti da nessuno ma decidano praticamente tutto. È evidentissimo che la completa responsabilità di questo disastro sociale, economico e produttivo è tutto sulle spalle dei partiti Popolari e Socialisti Europei in Italia degnamente rappresentati da PD, NCD, FI e Lega che hanno votato tutte i dispositivi sopra esposti. In sostanza il Sindaco Todini, così come l’opposizione di centrodestra, non ha le carte in regola per lamentarsi della Provincia, della Regione, dello Stato e dell’Europa per il semplice motivo che appartiene a quella incolore accozzaglia politica che governa tutte queste Istituzioni. Se proprio non condivide, come dice, le politiche messe in atto farebbe bene a dimettersi o a uscire dal Partito a nome del quale amministra da quando era in tenera età.

In seconda battuta c’è da chiederci cosa fare qui ed ora, con il contesto di vincoli presenti. Ci concentreremo soprattutto sulla Tari (uno dei motivi principali del nostro voto contrario al Bilancio) anche se sono presenti altre criticità. L’aumento della Tari è il prodotto di più fattori tra i quali ricordiamo la creazione di un fondo di garanzia e le detrazioni obbligatorie per le Aziende che non ricorrono al servizio della Sia perché introdotte nella filiera dei rifiuti speciali per la quale spendono già ingenti somme. Questi cospicui aumenti di costi sono solo parzialmente bilanciati da alcune economie nel servizio. Le Economie della Struttura comunale sono abbastanza comprensibili data l’alta stima di spesa presente nel Bilancio di previsione 2014. Proprio per questo motivo avevamo proposto, lo scorso anno, il dimezzamento della TARI per gli esercenti di tutti i Centri Storici, anche per la valenza sociale della loro presenza, avente per copertura un taglio delle spese di gestione della struttura comunale sulla TARI. Anche se l’emendamento non era stato ritenuto ammissibile dai revisori dei conti, si è dimostrato che quelle economie erano possibili e, anzi, sottostimate. Le economie del Gestore (GEST che vuol dire SIA) invece sembrano assolutamente insufficienti. Una diminuzione dello 0,6% pari a circa 20.000€ su circa 3 milioni di costo di gestione è ben poca cosa rispetto al sensibile calo della quantità dei rifiuti. Un calo che nei primi tre mesi del 2015 rispetto al 2014, a Perugia, è stato del 8,5% (fonte “Eco dalle Città”- Notiziario per l’ambiente urbano e l’ecologia – http://www.ecodallecitta.it/notizie/382709/il-misterioso-calo-dei-rifiuti-nei-primi-tre-mesi-del-2015/) e che a Marsciano non abbiamo potuto verificare, nonostante le nostre richieste fin da Marzo, per la mancata convocazione della commissione preposta. Inoltre, affrontato il problema costi di gestione, dovremmo concentrarci sulla valorizzazione di tutti i materiali differenziati che, con grande impegno e fatica, vengono raccolti. Il Consorzio Conai, un consorzio privato che agisce in un sistema di assoluto monopolio, è un altro tassello del sistema di potere che ci governa da 30 anni con profondi rapporti con la politica che lo utilizza, come molti altri corpi intermedi, come camera di compensazione degli equilibri irrisolti o come lista d’attesa per il prossimo giro elettorale. Il risultato è che il prezzo che corrisponde alla collettività per i materiali differenziati è talmente basso da non trovare riscontro in nessun altro paese europeo come si vede dalla seguente tabella (fonte “Associazione dei Comuni Virtuosi”- http://comunivirtuosi.org/campagne/anci-conai/il-dossier/2/).

In definitiva, se vogliamo ritornare a Bilanci espansivi che aiutino una popolazione stremata dalla recessione pilotata europea, dobbiamo cambiare la classe politica locale che ci governa da fin troppo tempo con scarsi risultati ma anche quelle nazionali ed europee che, con le proprie sciagurate politiche, stanno riducendo l’Europa ai livelli di vita di 50 anni fa per il piacere degli speculatori (gente che fa i soldi con i soldi senza produrre nulla) e dei grandi capitali transnazionali.

Per fare ciò non basta una proposta civica o una anomalia nazionale. Ci vuole un progetto politico di largo respiro che porti le proprie istanze dal più piccolo Comune al Parlamento europeo. Serve una nuova organizzazione popolare di massa che riaffermi i valori della democrazia e della giustizia sociale.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”

Bilancio negativo

 Non avendo avuto il tempo minimo per verificare le innumerevoli voci del bilancio di previsione 2014 e per la limitata efficacia del piano degli investimenti, ci siamo concentrati principalmente su tasse e tariffe. Avendo già affrontato le criticità di TASI e dell’IMU, ci concentriamo ora su Addizionale IRPEF e TARI.

Per quanto riguarda la prima abbiamo verificato che, oltre ai dubbi già espressi da altri sul fatto che il gettito sia lo stesso dello scorso anno, le aliquote hanno pochissime possibilità di variazione e che l’ingiustizia più evidente è che gli scaglioni IRPEF sono iniqui. Per quale motivo dovrebbe avere la stessa tassazione chi guadagna 28.000 € all’anno (un reddito buono ma normale) e chi ne guadagna 55.000 € (un reddito decisamente ottimo)? Come sulla TASI c’è un evidentissimo disegno ventennale di favorire chi ha tanto a scapito di chi sopravvive con fatica.

Sulla TARI il discorso è molto più ampio. In prima battuta ricordiamo che la TARI è un tariffa che deve essere, per legge, a completa copertura dei costi e che, quindi, l’unica cosa che possono fare i comuni per diminuirla è abbattere i costi del ciclo dei rifiuti o valorizzare molto di più i materiali differenziati.

Sul lato delle minori spese non ci siamo proprio in quanto l’Amministrazione Comunale diminuisce di pochissimo la convenzione con GEST mentre la quantità di immondizia è calata sensibilmente a causa della crisi, aumenta le spese fisse comunali e propone un aumento di Capitale di 100.000€ per la società SIA, sul quale non ci sono state date giustificazioni chiare ma solo generiche asserzioni sulla necessità di una certa stabilità finanziaria. Sul lato della valorizzazione dei materiali differenziati nulla si è mosso.

Per conto nostro, quanto prima, metteremo in campo delle iniziative per dimostrare come, fuori da quel carrozzone partitico rappresentato dal Consorzio CONAI, che lascia solo un 30% dei propri incassi ai comuni, si potrebbe capitalizzare molto più dalla vendita diretta nel mercato di questi preziosi materiali. Questo viene già fatto da molti comuni e lo potremmo fare anche noi se il Comune non rispondesse ad equilibri politici di altra natura.

Purtroppo la storia delle vinacce ci dice chiaramente che non è il nostro caso.

In secondo luogo, ciò che ci preoccupa è anche la distribuzione della nuova tariffa. Se da un lato dovremmo avere, mediamente, un leggero calo della tariffa per le famiglie poco numerose e per alcune attività commerciali che producono pochi rifiuti, dall’altro avremo un pesante incremento per le famiglie numerose e un vero e proprio salasso, incompatibile con la situazione drammatica del nostro tessuto artigianale e commerciale, per la grande maggioranza delle attività che producono, per loro natura, una quantità importante di rifiuti.

Anche per questo abbiamo chiesto, con un emendamento, che venissero dimezzate le quote dovute agli esercizi artigianali e commerciali di tutto il territorio comunale comprese nei centri storici.

In prima battuta perché non siamo riusciti a trovare le coperture per tutti e in seconda battuta perché questi esercizi costituiscono un valore aggiunto dal punto di vista sociale e di tenuta del territorio al contrario delle logiche speculative della grande distribuzione.

Non c’è stata la volontà politica di trovare una copertura per una modesta operazione di 32.000 € che mostrava una attenzione particolare nei confronti di chi permette che i nostri centri storici, in gran parte ristrutturati, non appaiano ancora più vuoti e morti di quanto in realtà già non siano.

Consapevoli che sarebbe necessario ben altro e che si doveva evitare questo esborso in un periodo così duro, ci batteremo con tutte le forze perché, successivamente, come ha assicurato il Sindaco in Consiglio Comunale, si trovino forme di rimborso che costituiscano una vera boccata d’ossigeno per queste realtà commerciali.

In definitiva, quello che salta all’occhio di chiunque tenti di migliorare la condizione di vita dei propri concittadini è che le politiche bipartisan che, con estrema logica e coerenza, in Europa sono rappresentate da Socialisti e Popolari, in Italia da PD, SC e NCD e a Marsciano dal raggruppamento PD-PSI-PM, stanno portando la nostra economia e le condizioni materiali delle persone al collasso per permettere agli speculatori di distruggere tutte quelle conquiste di mezzo secolo che avevano prodotto in Italia e in Europa un modello avanzato di convivenza civile.

Tutto questo per creare quell’esercito industriale di riserva che permette al capitale finanziario di non diminuire i profitti in favore dei salari e dei diritti.

Federico santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano

Consiglio Comunale del 26 Luglio 2014

Intervento sul primo punto all’ordine del giorno: LINEE PROGRAMMATICHE – APPROVAZIONE (intervallo 00:00 – 13:20)

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Intervento sul sesto punto all’ordine del giorno: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ INSALUBRI (intervallo 02:20 – 13:26 e, successivamente alla replica di Todini, controreplica nell’intervallo 36:25 – 45:20)

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