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Prove di unità

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Venerdì 5 Agosto 2016, ore 21:30, presso il Parco Verde di Schiavo, in occasione della XVIII Festa di Liberazione della Media valle del Tevere, si terrà un incontro tra le opposizioni civiche e alternative di Marsciano per coordinare le azioni di contrasto nei confronti di una Amministrazione Comunale che dimostra ogni giorno la sua inerzia e la sua incapacità nella gestione del territorio. La questione urbanistica, con il nuovo centro commerciale in zona Ammeto e le difficoltà del centro storico, le mille questioni ambientali tra le quali l’accordo peggiorativo sullo stoccaggio delle vinacce, la viabilità, il terremoto e le criticità della zona Nord del Comune, le problematiche societarie di SIA e le altissime tariffe TARI, la gestione degli appalti, l’assenza di azione amministrativa da parte di una Giunta Comunale sempre più latitante, saranno alcune delle tematiche che saranno trattate nell’arco della serata. Modererà il dibattito Massimo Fraolo del Corriere dell’Umbria ed hanno assicurato la loro presenza Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), Cristian Mattioli (Movimento per la qualità della vita) e Federico Santi (L’Altra Marsciano).

Che bella Estate, ogni giorno una nuova sCOOPerta!

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Lunedì 20 Giugno il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato una proposta di definizione transattiva graduale e temporanea che permette lo stoccaggio all’aperto, con una semplice copertura, delle vinacce nel sito del Cerro. Ha anche interpretato la norma del proprio Regolamento Comunale sulle attività insalubri in modo che lo stoccaggio con copeture mobili (semplici teloni) sia assimilato a quelli coperti.

Mercoledì 29 Giugno è stata depositata la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale COOP in aderenza al LIDL e al Conad in località Ammetto. Abbiamo sperato, in questo anno di silenzio, che il progetto fosse accantonato per le evidenti problematiche che avrebbe prodotto al tessuto commerciale e urbanistico del Capoluogo.

A questo punto, in questa splendida estate piddina, ci aspettiamo solo la notizia della riapertura del Biodigestore di Olmeto. Sarebbe l’unico colpo in grado di reggere il passo con lo splendido Giugno che ci ha regalato il Sindaco Todini.

Grazie.

 

L’Altro 2015

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Se il 2014 si era chiuso all’insegna delle iniziative contrarie allo stoccaggio delle vinacce al Cerro – ricordiamo lo sversamento di percolato dai silobag che si sta ripresentando anche quest’anno e che avrà un momento critico quando le piogge si faranno più intense – il 2015 non poteva che aprirsi con una vertenza legata alla difesa del territorio e dell’ambiente: la vicenda della nuova Coop. Nonostante lo spostamento tattico del Consiglio Comunale inizialmente previsto per inizio Gennaio e le vistose assenze in quello finalmente convocato per fine mese, indice di dubbi anche all’interno della maggioranza, l’Amministrazione ha tirato dritto. Nemmeno la straripante presenza della cittadinanza, in grandissima parte contraria, e la scomunica di Proposta Marsciano nei confronti del Consigliere Rabica, ha convinto Il Consiglio Comunale della follia dell’operazione. Noi non possiamo rimproverarci nulla, con ben 5 interventi sull’argomento le abbiamo tentate tutte, dagli aspetti urbanistici a quelli economici passando per i vizi formali. Non un Consigliere dell’Asse Centro Storico-Tripoli-Ammeto ha votato l’atto; il futuro urbanistico della zona nevralgica del capoluogo è stato deciso con il voto esclusivo di chi non vivrà direttamente le ricadute delle proprie improvvide scelte. Un Centro Storico soggetto a ingenti investimenti pubblici e ai disagi dei lavori, che tenta in tutti i modi di risollevarsi, ha dovuto sopportare l’ennesimo colpo di grazia da parte della GDO che ormai governa questa Regione per mano di politici incapaci della ben che minima difesa degli interessi comuni.

Le criticità presenti nella Politica dell’Amministrazione in questo anno sono state molteplici e tutte ci hanno visti fortemente contrari. Un Bilancio ingessato che prevede pochissimi investimenti e nel quale le Tariffe non tendono mai a diminuire che vede oramai una Tari spropositata diventare un incubo per i cittadini e per le imprese (che spesso pagano anche per altri canali di smaltimento). Un riordino del personale completamente caotico, per il quale non si sono interpellati né i cittadini (per capire le esigenze della collettività) né i lavoratori dell’ente, che presenta più capitani che truppe e fantasiosi part-time dei dipendenti tra un ufficio e l’altro; non vogliamo nemmeno parlare dei numerosi errori amministrativi tra i quali spicca l’assunzione illegale di un nuovo Vigile. Le strane “Storie di Terra” di fine Novembre, confezionata in 20 giorni per spillare ben 14.400 € all’Europa tramite il bando PSR della Regione Umbria, rispetto alla quale siamo in attesa di sapere chi ha beneficiato di queste risorse a fronte dei pochi e coraggiosi espositori, esperti e artisti che hanno arricchito l’iniziativa percependo quasi nulla.

Ma in questo anno, il gruppo Consiliare de “L’Altra Marsciano” non si è dedicato esclusivamente al lavoro di opposizione ma ha anche stimolato l’Amministrazione con ordini del giorno ed interpellanze con oggetto criticità e proposte, spesso provenienti da sollecitazioni della collettività. Ricordiamo il nostro ordine del giorno sulla Piscina Comunale di Spina – presentata con il Consigliere Filippo Umbrico – per richiedere informazioni sullo svolgimento dei lavori; l’interpellanza sulla gestione dei verdi pubblici e delle strutture sportive comunali (che forze ci porterà finalmente ad una regolamentazione e ad una omogeneità negli affidi e nelle convenzioni) e soprattutto l’interpellanza relativa alla petizione consegnata dal Cittadino Mauro Maccioni, lasciata per più di un anno senza risposta, riguardante la modifica al Regolamento Comunale per arginare la gravissima questione della dipendenza da videogioco. Così come la nostra iniziativa sul cosiddetto Vincolo Paesaggistico, dall’incontro con la popolazione a Spina fino alla Camera dei Deputati con l’Onorevole Civati, ha svelato le colpe della regione e del Comune rispetto all’apposizione della Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico. Queste iniziative hanno costretto l’Amministrazione, anche in ragione della sentenza del Tar sul ricorso di Comune e Regione, a riaprire il dialogo con Ministero e Sovrintendenza; tutto ciò ha contribuito a sbloccare i lavori per la ricostruzione post-sisma e a dare parziale risposta ai cittadini che aspettano ormai da più di sei anni una soluzione per la propria condizione di disagio.

Ma le iniziative di cui andiamo più orgogliosi sono quelle che hanno prodotto un risultato anche se siamo in netta opposizione, a dimostrazione che abbiamo capacità di proposta nonostante ogni atto del Consiglio ci venga consegnato con un margine temporale veramente ridicolo. Nell’attesa che la Regione promulghi il nuovo Regolamento per la disciplina del posizionamento degli impianti da Energia Rinnovabile, su nostra iniziativa, si è approvata una norma ragionevole che aumenta sensibilmente le distanze dai Centri Abitati ma anche dalle case isolate (che prima non venivano minimamente prese in considerazione). Su nostra mozione, con la sola astensione di Proposta Marsciano, sarà istituita una Sala Laica del Commiato per tutti coloro che vorranno congedarsi con dignità dai propri cari senza dover entrare in luoghi di culto religioso. Con un Ordine del Giorno, presentato insieme al Consigliere Pilati, abbiamo ottenuto l’importante, anche se non del tutto soddisfacente, risultato di decurtare la tariffa della mensa di un trentesimo della quota prestabilita per la rispettiva fascia ISEE per ogni assenza del proprio figlio; per incomprensibili (a nostro avviso) problemi tecnici la riduzione avverrà in un unica soluzione nel mese di Maggio nel quale tutti potranno verificare il risparmio ottenuto. Infine, con l’ultima interpellanza dell’anno, presentata nel Consiglio del 29 Dicembre 2015, abbiamo sollevato la questione degli innumerevoli disagi per coloro che usufruiscono della riabilitazione presso la Casa della Salute: affollamento, mancanza di aria condizionata, violazione della privacy dei pazienti in condizioni di grave disagio psicologico e tante altre storture; se non altro, abbiamo ottenuto l’impegno del Sindaco a sollecitare la soluzione di tali problemi presso gli Enti competenti , la promessa di aumentare le postazioni per disabili presso l’entrata del servizio e a vigilare sulla correttezza delle soste nelle aree di preposte.

Siamo convinti che la nostra impostazione di opposizione dura e attenta ma propositiva sia l’unica in grado di dare a breve quel ricambio nella gestione della Cosa Pubblica di cui Marsciano ha sempre maggiore bisogno.

Federico Santi, capogruppo consiliare de “L’Altra Marsciano”

Consiglio Comunale del 28/01/2015

Intervento su: AUTORIZZAZIONE APERTURA DI NUOVO ESERCIZIO COMMERCIALE IN VARIANTE AL PIANO ATTUATIVO E ALLA PARTE OPERATIVA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE DI
MARSCIANO – LOCALITA’ AMMETO, VIA TUDERTE – VARIANTE COOP

 


(minuto 15:03)

 


(minuto 46:50)

 


(minuto 04:00)

 


(minuto 35:20)

Allineati e COOPerti

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Siamo più che consapevoli dello schieramento di poteri forti, interessi economici e ‘buongoverno democratico e socialista’ in difesa dell’operazione Variante al PRG per lo spostamento della Coop. Del resto come sarebbe potuto emergere più chiaramente dopo gli interventi a favore dello spostamento stesso nel Consiglio Comunale del 28-01-2015? A parte una lavoratrice della Coop che ha comprensibilmente espresso l’auspicio che l’azienda non operasse gli esuberi minacciati, abbiamo ascoltato gli interventi di due ex assessori del Comune di Marsciano: Fabiano Coletti e Vito Taticchi per l’occasione rispettivamente in veste di rappresentanti della CNA e dei soci Coop. Non c’è nulla di personale in questa analisi e lungi da noi stigmatizzare i personaggi in sé (l’assessore Coletti si è addirittura dimesso nella scorsa legislatura dopo aver tentato meritoriamente di aiutare gli esercenti del Centro Storico…) ma la lettura delle squadre in campo ci sembra assolutamente chiara. Da una parte i cittadini, dall’altra un sistema di potere antico e sordo alla partecipazione massiccia delle persone, alle loro richieste, schiavo a sua volta delle relazioni con le più importanti realtà produttive del territorio. Fin qui niente di strano, conoscevamo bene la partita ed eravamo ben pronti a giocarla con il rischio di perderla. Nonostante le opposizioni abbiano smontato tutte le argomentazioni portate a sostegno della variante non sono riuscite a far retrocedere la maggioranza. Quello che ci ha profondamente stupito è stato il comportamento del primo giornale per diffusione della nostra regione: Il Corriere dell’Umbria. Molti articoli sono stati scritti, da novembre a oggi, da formazioni politiche, consiglieri comunali, forze sociali e comitati, ma quasi nulla è stato mandato in stampa e quel poco stravolto e in secondo piano. A 4 giorni dal Consiglio Comunale più lungo e importante degli ultimi 6-7 anni, con 150 persone assiepate in piedi per 6 ore, nulla è uscito nelle pagine del Corriere dell’Umbria. In compenso, ogni giorno, sono presenti due pagine intere di pubblicità di promozioni Coop sulla fedeltà dei clienti. E’ risaputo, la Coop promuove sconti e premialità per chi dimostra la massima fedeltà allo storico marchio.

 

La coop sei solo tu, Alfio

L’undici di ottobre un gruppo di ragazzi giovani, alcuni giovanissimi, prova ad “organizzare un evento”, come va di moda dire adesso. Un incontro con due giornaliste cubane, seguito da una serata in musica. Scelgono di farlo all’ex tabacchificio, una struttura in stato di abbandono, usata per la fiera verde in modo da scongiurare la pioggia che arriva sempre puntuale nei giorni della fiera. Doveva diventare un auditorium, nel 2008 il comune sbandierò la riqualificazione del tabacchificio con  l’idea del project financing, ovvero capitali privati per rimettere a posto l’opera pubblica.

Dopo quasi sette anni da quegli annunci, i ragazzi hanno aperto le porte del tabacchificio ed hanno trovato un letamaio. I piccioni, senza project financing, l’avevano adottato come latrina. Senza rimboccarsi le maniche, ma anzi vestendosi ancora di più con guanti e tute, i giovani marscianesi hanno ripulito tutto. Con l’autorizzazione di Comune, Asl e Siae, hanno organizzato l’evento: “Ottobre Rosso”. E’ stato un successo così grande, che già a fine serata in tanti hanno chiesto: “quando facciamo il prossimo?”. Tanti ragazzi, di diverse estrazioni politiche e sociali. Senza connotazioni o secondi fini, stavano cominciando a rianimare uno spazio pubblico lasciato al degrado. Una sorta di miracolo, alla faccia dell’apatia dei giovani sbandierata dai vecchi.

Il tredici dicembre, presso l’ex tabacchificio, è in programma un incontro con i lavoratori dell’Ast di Terni e dell’FBM di Marsciano, seguito da una serata musicale animata dai gruppi marscianesi. Anche qui, successo di pubblico al di là di ogni previsione. Anche qui, tutte le autorizzazioni regolarmente richieste. Comune, Asl etc. I ragazzi si organizzano sotto il nome di Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio. E vanno avanti. Il 28 dicembre mettono in piedi un’iniziativa sul riuso: raccolta di oggetti usati a favore delle associazioni del territorio. Arriva di tutto: giocattoli, coperte, vecchi indumenti, libri. Ne beneficeranno tante associazioni,da quelle a sostegno dei disabili alla scuola materna Rodari, colpita da un incendio che ha bruciato anche i giochi dei bambini.

Dopo tre successi di fila, qualcosa va storto. L’autorizzazione del comune scade il 31 dicembre. Il 4 gennaio è in programma la re-distribuzione degli oggetti usati. C’è già, comunque, una nuova richiesta al comune, per l’utilizzo del tabacchificio in comodato d’uso. Riaprire uno spazio abbandonato, riaprirlo ai marscianesi: un posto dove suonare, ballare, incontrarsi, non gestito a fini di lucro o figlio di chissà quale speculazione.

Non solo la richiesta viene respinta dal sindaco, con i soliti tecnicismi a fare da scudo, ma la re-distribuzione degli oggetti usati alle associazioni senza autorizzazione, non gli è andata giù. Da lì lo strappo. Niente tabacchificio, siete volgari, abbiamo trovato delle scritte. Sì, ci sono un paio di murales, senza scritte volgari. Andate a vederli. Se poi vanno tolti, basta una mano di vernice. Dai tanti che sono i ragazzi del Collettivo, ci mettono un paio d’ore a riverniciarli.

La storia del Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio è adesso a un bivio. Il comune vuole indirizzarli verso un binario morto, per una scelta politica nascosta da cavilli tecnici. “La struttura è inagibile”, dicono. Ci fanno la fiera verde, ma solo perché il sindaco si prende la responsabilità, dice il sindaco. Lavorando insieme, probabilmente, si potrebbe renderla di nuovo agibile. E’ di sicuro una strada tortuosa, complicata, ma varrebbe la pena tentare. Varrebbe la pena tenere in considerazione lo sforzo e la volontà del Collettivo, che altro non sono che ragazzi con tutti i pregi e i difetti della loro età. Non è questa, però, l’intenzione del comune. Qui non si dialoga con nessuno.

Eppure ci sono storie dove i cavilli tecnici si superano. C’è una cooperativa tra le più potenti d’italia che ha chiesto di abbandonare un casermone di cemento costruito meno di venti anni fa, per rifarne uno nuovo ad Ammeto. Per poterlo fare, c’è bisogno di una variante al piano regolatore. Alla richiesta della Coop, il sindaco non ha detto: “il piano regolatore non lo permette”. La risposta è stata: “il piano regolatore si cambia”.

La domanda a cui dovrà rispondere il sindaco durante il prossimo consiglio comunale ha una risposta ai limiti dell’ovvio, sebbene il nostro sindaco di sicuro ci girerà intorno. Se saremo in tanti, però, potremo urlargliela in faccia per vedere la faccia che fa. Per vedere l’espressione di chi mette la convenienza politica e personale di fronte a qualsiasi cosa. Per capire fino a dove arriva lo spirito di sopravvivenza di chi, senza i voti e le marchette alla coop, sarebbe un comune mortale come noi, costretti persino a lottare per mantenere il posto di lavoro.

Andiamoci tutti, domani, al consiglio comunale. Andiamoci per cercare risposta ad una domanda semplice:

Perché per la coop si cambiano le regole e per i giovani marscianesi no?

La Coop rimandata a Gennaio

Bene ha fatto il Presidente Ceccarelli a rinviare il Consiglio previsto per venerdì 19 Dicembre.
Questo ennesimo momento di riflessione deve servire a tutti i Consiglieri Comunali per ponderare fino in fondo sull’importanza del voto che ci attende per la variante che interessa il possibile spostamento della COOP.
Non entriamo più nel merito della discussione tanto è chiaro a tutta la popolazione marscianese quanto questa operazione non è per lo sviluppo della collettività ma solo per alcuni interessi speculativi.
Le forze politiche di opposizione, che rappresentano la metà della popolazione comunale e la maggioranza del capoluogo, sono tutte contrarie. All’interno delle forze di maggioranza c’è stata la netta presa di posizione di Proposta Marsciano contro il voto favorevole del proprio eletto in commissione (voto fondamentale per l’approvazione) e le perplessità più volte espresse del Partito Socialista. All’interno del PD voci contrarie, come l’ex segretario Moscoloni (assente alla votazione dello scorso anno), che si sono espresse nella scorsa legislatura, ora ricoprono importanti ruoli in Giunta. Come può pensare questo Consiglio Comunale di avallare una scelta così scellerata e malvista dalla stragrande maggioranza della popolazione marscianese con il voto prevalente di consiglieri delle frazioni molto distanti dalle problematiche in oggetto?
Chi sono gli eletti per contraddire il volere delle proprie famiglie politiche e della cittadinanza del capoluogo? Ma veramente la nostra Amministrazione è così sorda al comune sentire dei cittadini che non sentono alcuna necessità di un nuovo Centro Commerciale ad Ammeto e che non vogliono la morte del Centro Storico sul quale abbiamo investito di recente milioni di €? Questa decisione influirà molto pesantemente sul futuro della nostra collettività sia dal punto di vista urbanistico che da quello della viabilità e dello sviluppo commerciale; ci giochiamo la possibilità di non avere vecchi e nuovi cimiteri di cemento che facciamo morire definitivamente il centro di Marsciano.
L’Amministrazione Comunale si fermi, ascolti per una volta le opposizioni, apra un percorso partecipativo veramente inclusivo per tutte le numerose vertenze aperte nel territorio tra le quali ricordiamo il problema delle Vinacce. In quella occasione non si è voluto prendere in considerazione altri punti di vista e oggi siamo arrivati al sequestro del sito. Chiediamo all’Amministrazione di cambiare il proprio metodo se non vuole che le prossime sedute del Consiglio siano animate da forti proteste popolari come, prevedibilmente, si sarebbero svolte nel Consiglio del 19 Dicembre. Le feste non fiaccheranno la nostra attenzione.
Federico Santi, L’altra Marsciano

La coop sei loro?

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Il 13 Novembre sono scaduti i termini per le osservazioni alla Variante al Piano attuativo e alla Parte Operativa del P.R.G. che potrebbe consentire l’autorizzazione allo spostamento della Coop dal centro commerciale ‘L’Arco’ all’Ammeto, in prossimità del complesso commerciale ‘Le Fornaci’. Una scelta miope e speculativa perché è chiaro che la partita vera sarebbe la costruzione dell’involucro e non la discutibile operazione commerciale di portare vicini due supermercati simili per offerta e dimensione. Tutti i Consiglieri comunali devono essere coscienti del fatto che possono evitare questo tragico errore con il loro voto contrario alla variante richiesta; non è vero infatti che si tratta di una operazione d’impresa privata della quale la politica può solo prendere atto, il Consiglio Comunale dovrebbe cambiare il proprio strumento di programmazione urbanistica che non prevedeva, a ragione, in quel luogo un punto di grande distribuzione. Va rimandato al mittente il ricatto sociale ai lavoratori; in effetti se l’operazione COOP avesse successo e dovesse rubare quote di mercato ai concorrenti ci sarebbero esuberi negli esercizi a tuttora presenti nell’area interessata, in caso contrario il problema dei licenziamenti ritornerebbe di attualità per la COOP stessa. Senza contare il fatto già abbondantemente riscontrato del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti alla distribuzione nei grandi esercizi commerciali. Per ogni nuovo centro commerciale che apre c’è un aumento delle ore di lavoro tanto da arrivare al punto che tutte le domeniche gli esercizi sono aperti senza neanche pagare più straordinari. L’incremento del tasso competitivo tra punti vendita posti uno di fronte all’altro sarebbe ancora più spinto con l’unico risultato che si andrebbe a lavorare sempre, 7 giorni su 7, senza alcun beneficio visto che l’offerta sarebbe la medesima per tutti gli esercizi. Ci perderebbero solo i lavoratori, in ore di vita e retribuzione, e ci guadagnerebbe la grande distribuzione che distrae ricchezza dal territorio per le proprie esigenze finanziarie. Invitiamo a riflettere, allo stesso modo, sul ricatto presentato agli operatori della filiera edilizia in crisi. Quale futuro di lavoro si può intravedere in un deserto commerciale delle piccola distribuzione? Quali ristrutturazioni, messe a norma e lavori Impiantistici si pensa di ottenere una volta che saranno presenti solo pochi e immensi esercizi commerciali con appalti di manutenzione al massimo ribasso contratti con operatori estranei al territorio? Quale futuro abbiamo in mente per Marsciano se facciamo morire un Centro Storico nel quale abbiamo appena speso milioni di €? Il miraggio proposto a molti soggetti di essere tra i beneficiari degli imminenti lavori è una presa in giro; ben pochi, e sempre i medesimi, beneficeranno di una grande mole di lavoro contrattata al ribasso e concentrata in poco tempo. Non si può, in ogni caso, costruire strutture inutili che a breve diventeranno cimiteri di cemento, come rischia di essere L’Arco, per rilanciare una filiera in crisi; è proprio questa ricetta che ci ha portato al disastro economico sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo a tutti che con la nascita del Centro commerciale L’Arco è iniziato il declino del Centro storico di Marsciano come allora denunciammo con forza. La costruzione dell’Arco fu venduta, allora, come la costruzione di una struttura adeguata per la COOP che intendeva ampliare la propria offerta; l’architettura stessa del complesso è tutta finalizzata a valorizzare il punto vendita con parcheggi coperti comodi e abbondanti e scale mobili. Il rilancio dell’Arco, in quanto struttura ormai presente nel tessuto cittadino, deve essere il nostro obiettivo e siamo assolutamente convinti che la COOP, una volta riscontrata l’impossibilità dell’operazione in atto, non potrà abbandonare un mercato importante come Marsciano e farà di tutto per rilanciare la propria offerta nel luogo storico costruito anni fa proprio per venire incontro alla richiesta di COOP stessa. Se così non fosse, d’ora in avanti, saremmo ostaggio di una qualunque attività commerciale o industriale che ci chiedesse di stravolgere la nostra programmazione urbanistica per venire incontro alle proprie discutibili operazioni finanziarie sotto la minaccia della delocalizzazione produttiva. La comunità marscianese deve essere cosciente che questa partita è ben più importante della presenza di un nuovo centro commerciale di cui nessuno sente l’esigenza.

 Federico Santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano