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Consiglio Comunale 11/06/2015

RIPIANO DEL DISAVANZO – FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITÀ (13:00 – 17:50)

 

ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA PROPOSTA DI VINCOLO SU UNA VASTA
AREA DEL TERRITORIO COMUNALE 1 (13:00 – 17:50)

 

ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA PROPOSTA DI VINCOLO SU UNA VASTA
AREA DEL TERRITORIO COMUNALE 2 (07:55 – 14:55 / 21:40 – 23:02)

 

INTERPELLANZA DEL CONSIGLIERE SANTI FEDERICO AVENTE AD OGGETTO:
“INFORMAZIONI IN MERITO ALLE DIVERSE FORME DI CONCESSIONE E/O
COLLABORAZIONE TRA L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E I GESTORI DEI VERDI
PUBBLICI ATTREZZATI E DELLE STRUTTURE SPORTIVE COMUNALI” (31:45 / 33:30)

Allineati e COOPerti

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Siamo più che consapevoli dello schieramento di poteri forti, interessi economici e ‘buongoverno democratico e socialista’ in difesa dell’operazione Variante al PRG per lo spostamento della Coop. Del resto come sarebbe potuto emergere più chiaramente dopo gli interventi a favore dello spostamento stesso nel Consiglio Comunale del 28-01-2015? A parte una lavoratrice della Coop che ha comprensibilmente espresso l’auspicio che l’azienda non operasse gli esuberi minacciati, abbiamo ascoltato gli interventi di due ex assessori del Comune di Marsciano: Fabiano Coletti e Vito Taticchi per l’occasione rispettivamente in veste di rappresentanti della CNA e dei soci Coop. Non c’è nulla di personale in questa analisi e lungi da noi stigmatizzare i personaggi in sé (l’assessore Coletti si è addirittura dimesso nella scorsa legislatura dopo aver tentato meritoriamente di aiutare gli esercenti del Centro Storico…) ma la lettura delle squadre in campo ci sembra assolutamente chiara. Da una parte i cittadini, dall’altra un sistema di potere antico e sordo alla partecipazione massiccia delle persone, alle loro richieste, schiavo a sua volta delle relazioni con le più importanti realtà produttive del territorio. Fin qui niente di strano, conoscevamo bene la partita ed eravamo ben pronti a giocarla con il rischio di perderla. Nonostante le opposizioni abbiano smontato tutte le argomentazioni portate a sostegno della variante non sono riuscite a far retrocedere la maggioranza. Quello che ci ha profondamente stupito è stato il comportamento del primo giornale per diffusione della nostra regione: Il Corriere dell’Umbria. Molti articoli sono stati scritti, da novembre a oggi, da formazioni politiche, consiglieri comunali, forze sociali e comitati, ma quasi nulla è stato mandato in stampa e quel poco stravolto e in secondo piano. A 4 giorni dal Consiglio Comunale più lungo e importante degli ultimi 6-7 anni, con 150 persone assiepate in piedi per 6 ore, nulla è uscito nelle pagine del Corriere dell’Umbria. In compenso, ogni giorno, sono presenti due pagine intere di pubblicità di promozioni Coop sulla fedeltà dei clienti. E’ risaputo, la Coop promuove sconti e premialità per chi dimostra la massima fedeltà allo storico marchio.

 

La coop sei solo tu, Alfio

L’undici di ottobre un gruppo di ragazzi giovani, alcuni giovanissimi, prova ad “organizzare un evento”, come va di moda dire adesso. Un incontro con due giornaliste cubane, seguito da una serata in musica. Scelgono di farlo all’ex tabacchificio, una struttura in stato di abbandono, usata per la fiera verde in modo da scongiurare la pioggia che arriva sempre puntuale nei giorni della fiera. Doveva diventare un auditorium, nel 2008 il comune sbandierò la riqualificazione del tabacchificio con  l’idea del project financing, ovvero capitali privati per rimettere a posto l’opera pubblica.

Dopo quasi sette anni da quegli annunci, i ragazzi hanno aperto le porte del tabacchificio ed hanno trovato un letamaio. I piccioni, senza project financing, l’avevano adottato come latrina. Senza rimboccarsi le maniche, ma anzi vestendosi ancora di più con guanti e tute, i giovani marscianesi hanno ripulito tutto. Con l’autorizzazione di Comune, Asl e Siae, hanno organizzato l’evento: “Ottobre Rosso”. E’ stato un successo così grande, che già a fine serata in tanti hanno chiesto: “quando facciamo il prossimo?”. Tanti ragazzi, di diverse estrazioni politiche e sociali. Senza connotazioni o secondi fini, stavano cominciando a rianimare uno spazio pubblico lasciato al degrado. Una sorta di miracolo, alla faccia dell’apatia dei giovani sbandierata dai vecchi.

Il tredici dicembre, presso l’ex tabacchificio, è in programma un incontro con i lavoratori dell’Ast di Terni e dell’FBM di Marsciano, seguito da una serata musicale animata dai gruppi marscianesi. Anche qui, successo di pubblico al di là di ogni previsione. Anche qui, tutte le autorizzazioni regolarmente richieste. Comune, Asl etc. I ragazzi si organizzano sotto il nome di Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio. E vanno avanti. Il 28 dicembre mettono in piedi un’iniziativa sul riuso: raccolta di oggetti usati a favore delle associazioni del territorio. Arriva di tutto: giocattoli, coperte, vecchi indumenti, libri. Ne beneficeranno tante associazioni,da quelle a sostegno dei disabili alla scuola materna Rodari, colpita da un incendio che ha bruciato anche i giochi dei bambini.

Dopo tre successi di fila, qualcosa va storto. L’autorizzazione del comune scade il 31 dicembre. Il 4 gennaio è in programma la re-distribuzione degli oggetti usati. C’è già, comunque, una nuova richiesta al comune, per l’utilizzo del tabacchificio in comodato d’uso. Riaprire uno spazio abbandonato, riaprirlo ai marscianesi: un posto dove suonare, ballare, incontrarsi, non gestito a fini di lucro o figlio di chissà quale speculazione.

Non solo la richiesta viene respinta dal sindaco, con i soliti tecnicismi a fare da scudo, ma la re-distribuzione degli oggetti usati alle associazioni senza autorizzazione, non gli è andata giù. Da lì lo strappo. Niente tabacchificio, siete volgari, abbiamo trovato delle scritte. Sì, ci sono un paio di murales, senza scritte volgari. Andate a vederli. Se poi vanno tolti, basta una mano di vernice. Dai tanti che sono i ragazzi del Collettivo, ci mettono un paio d’ore a riverniciarli.

La storia del Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio è adesso a un bivio. Il comune vuole indirizzarli verso un binario morto, per una scelta politica nascosta da cavilli tecnici. “La struttura è inagibile”, dicono. Ci fanno la fiera verde, ma solo perché il sindaco si prende la responsabilità, dice il sindaco. Lavorando insieme, probabilmente, si potrebbe renderla di nuovo agibile. E’ di sicuro una strada tortuosa, complicata, ma varrebbe la pena tentare. Varrebbe la pena tenere in considerazione lo sforzo e la volontà del Collettivo, che altro non sono che ragazzi con tutti i pregi e i difetti della loro età. Non è questa, però, l’intenzione del comune. Qui non si dialoga con nessuno.

Eppure ci sono storie dove i cavilli tecnici si superano. C’è una cooperativa tra le più potenti d’italia che ha chiesto di abbandonare un casermone di cemento costruito meno di venti anni fa, per rifarne uno nuovo ad Ammeto. Per poterlo fare, c’è bisogno di una variante al piano regolatore. Alla richiesta della Coop, il sindaco non ha detto: “il piano regolatore non lo permette”. La risposta è stata: “il piano regolatore si cambia”.

La domanda a cui dovrà rispondere il sindaco durante il prossimo consiglio comunale ha una risposta ai limiti dell’ovvio, sebbene il nostro sindaco di sicuro ci girerà intorno. Se saremo in tanti, però, potremo urlargliela in faccia per vedere la faccia che fa. Per vedere l’espressione di chi mette la convenienza politica e personale di fronte a qualsiasi cosa. Per capire fino a dove arriva lo spirito di sopravvivenza di chi, senza i voti e le marchette alla coop, sarebbe un comune mortale come noi, costretti persino a lottare per mantenere il posto di lavoro.

Andiamoci tutti, domani, al consiglio comunale. Andiamoci per cercare risposta ad una domanda semplice:

Perché per la coop si cambiano le regole e per i giovani marscianesi no?