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Badiola al Verde

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INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Federico Santi

Avente ad oggetto: “Discarica a cielo aperto nella Frazione Badiola su terreno di proprietà del Comune di Marsciano”

visto che

la p.lla censita al n.132, Foglio 14 del Catasto del Comune di Marsciano risulta appartenere al Comune stesso;

considerato che

un tempo essa aveva la funzione pubblica di essere la fonte dove si attingeva acqua per uso domestico e dove le donne del paese andavano a lavare i panni (vedi allegato);

successivamente, ha perso la sua funzione sociale mantenendo un valore simbolico e storico che andrebbe conservato;

preso atto che

il sito in oggetto è stato trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto (vedi allegato);

sono visibili decine di passoni per le viti abbandonati in mezzo alla vegetazione (vedi allegato);

sono presenti tumuli riconducibili all’abbandono di inerti e tubi metallici (vedi allegato);

è presente, come naturale, un corso d’acqua in aderenza alla particella in oggetto (vedi allegato);

Si chiede

Quali siano le azioni che l’Amministrazione vuole adottare per sanare la situazione di degrado della proprietà pubblica che si è venuta a creare.

Marsciano lì 30/03/2016                                                                         Federico Santi

 

 

Reazioni Vincolari

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Siamo molto soddisfatti dell’iniziativa politica che abbiamo tenuto a Spina il 16 Novembre per parlare di quello che, impropriamente, chiamiamo vincolo paesaggistico. Siamo soddisfatti della presenza di moltissime persone in rappresentanza di tutte le opinioni in campo, segno tangibile del rispetto che noi abbiamo per i cittadini e della credibilità che loro ci riconoscono. Siamo orgogliosi, soprattutto, del fatto non rituale di aver dato la parola ai cittadini. Non una sequenza di sermoni con ospiti vip che ci spiegano come gira il mondo ma una breve introduzione con la nostra posizione, molto critica sia con le Amministrazioni Comunali e Regionali che con le evidenti storture del Vincolo, per poi dare la parola a tutti, compreso il Consigliere PD Guido Santarelli e i rappresentanti del famigerato Contrado di Porta Eburnea. E c’era veramente voglia di partecipare da parte di tutti e. in particolar modo, da parte di chi vive la tragedia del terremoto. Come abbiamo sempre sostenuto in tutte le occasioni, chi aspetta da 6 anni di rientrare nelle proprie abitazioni non deve in nessun modo essere ostacolato dal Vincolo come purtroppo sta avvenendo. Va comunque sottolineato che questi 6 anni, un eternità, sono tutti responsabilità di Comune, Regione e Governo Nazionale governati dallo stesso partito politico, il PD. Lo stesso partito che oggi soffia sulla sacrosanta protesta dei cittadini di Spina e San Biagio per un ritardo di qualche mese attribuibile all’insorgenza del vincolo. Le stesse Istituzioni che ora mettono in atto uno scontro politico-giudiziario, con tanto di TAR e Consiglio di Stato, sulla pelle dei cittadini. Il ricorso della Regione e del Comune è illogico e sbagliato per varie ragioni:

  1. La Regione è da anni inadempiente in materia di tutela del territorio non avendo redatto alcun Piano Paesaggistico come era obbligata a fare per legge. Proprio per questo è stato recentemente bocciato, sempre dal Ministero, il Testo Unico sull’Urbanistica della Regione Umbria. Non è questa una dimenticanza ma una precisa scelta politica che ha prodotto in questi anni la scalata della Provincia di Perugia in due classifiche ben poco edificanti; quella della provincia con la massima estensione della GDO (grande distribuzione organizzata, supermercati, ipermercati e affini: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2014-12-03/qualita-vita-2014-grande-distribuzione-si-concentra-perugia-173927.shtml?uuid=ABFKMXLC) con 0,46 mq per abitante, e quella della provincia con il maggior consumo di suolo in Italia al netto delle grande periferie metropolitane secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_Consumo_di_Suolo_in_Italia_2014.pdf)

  2. Marsciano, in queste classifiche, è il fiore all’occhiello del fiore all’occhiello. Il numero di Centri commerciali a Marsciano è prossimo al record mondiale e le recenti urbanizzazioni di Badiola e San Biagio della Valle, nella zona nord, fanno presagire un interessamento della speculazione edilizia per la potenziale espansione dell’area d’influenza del Silvestrini nella zona Nord del Comune di Marsciano. Questa zona rischia di diventare una nuova San Mariano essendo una delle poche zone relativamente non montuose non cementificate nella Provincia di Perugia. Un boccone molto ambito. Tanto è vero che il Piano regolatore di Marsciano è stato più volte bocciato e ridotto dalla stessa Provincia perché prevedeva cubature addirittura illegali.

  3. Il Ministero ha posto in essere, indipendentemente dal Soprintendente, questo vincolo per tutte queste evidenze che i nostri incapaci (nella migliore delle ipotesi) governanti tentano di nascondere preferendo personalizzare lo scontro contro un unico individuo. È evidente che la norma di tutele posta dal Ministero, per la vacanza della politica locale, è assolutamente sproporzionato e incongruo rispetto alle esigenze di un territorio che va preservato ma non ingessato completamente e del tutto inadeguato per quanto riguarda l’eccezione del Terremoto a Spina che non viene tenuto in nessun conto.

Compito della politica è quello di mediare queste esigenze interessando immediatamente il Ministero delle criticità della norma onde evitare che siano presenti nella stesura definitiva. Questo atteggiamento costruttivo, assolutamente necessario quando un Ente è inadempiente e reo di continui abusi urbanistici, come ampiamente dimostrato, è il contrario di ciò che hanno messo in campo Todini e la Marini.

Chiediamo alle Istituzioni di desistere dalle vie legali per intraprendere un confronto di merito sul vincolo riconoscendo immediatamente le proprie innumerevoli mancanze per chiudere quanto prima in contenzioso che non permette ai cittadini della zona nord del Comune di tornare nelle proprie case e di guardare al futuro con speranza e fiducia.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

Il Personale è politico

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L’Amministrazione Marscianese infila un errore clamoroso dopo l’altro. Non ce ne vogliano coloro che si fanno in quattro, dentro alla macchina comunale e all’interno del Consiglio, per tamponare le falle di una Giunta inesistente, ma la distribuzione non omogenea dei carichi di lavoro in una struttura con più capitani che truppe sta provocando ritardi ed errori continui nella redazione dei bandi e degli atti amministrativi. Confusione che sarà aggravata dalla recente riorganizzazione del personale presentata in quatto e quattr’otto in un’unica commissione di sabato mattina, senza alcuna partecipazione e senza alcun dialogo con maggioranza, opposizioni e lavoratori dell’ente. Facciamo i nostri migliori auguri a Giuseppe Bianchi e Giampiero Properzi per i nuovi incarichi ma la presenza nell’organigramma di numerosi dipendenti divisi, a giorni alterni, tra diversi settori è sicuramente un elemento critico. Lavoratori che, per forza di cose, lasceranno in sospeso pratiche per giorni e giorni per occuparsi di cose completamente diverse in uffici diversi non potranno che produrre, al di là del loro impegno, inefficienze e sovrapposizioni.  L’errore compiuto con l’assunzione di un Vigile il 1 Settembre 2015 non è di quelli sui quali un’opposizione possa soprassedere. Perché il dl 78/2015, il decreto che non permetteva l’assunzione del terzo Vigile, non è esattamente una norma estiva di second’ordine passata alla chetichella. È la norma con la quale si cerca di risolvere anche la crisi dei lavoratori delle Province inserendo una priorità nel loro riutilizzo rispetto agli altri aventi diritto presenti nelle graduatorie dei concorsi. E, se è stato convertito in legge il 6 Agosto 2015, era operativo, nella sua forma di decreto legge, dal 20 Giugno del 2015. Ora come si farà ad assicurare all’incolpevole neoassunto quelle certezze che la legge non consente di fornire? Purtroppo, come è facile verificare svolgendo il nostro lavoro di consiglieri di opposizione, queste cose succedono quando la componente politica della macchina amministrativa è completamente latitante come nel caso del Comune di Marsciano.

Santi Federico, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

Bilancio negativo

 Non avendo avuto il tempo minimo per verificare le innumerevoli voci del bilancio di previsione 2014 e per la limitata efficacia del piano degli investimenti, ci siamo concentrati principalmente su tasse e tariffe. Avendo già affrontato le criticità di TASI e dell’IMU, ci concentriamo ora su Addizionale IRPEF e TARI.

Per quanto riguarda la prima abbiamo verificato che, oltre ai dubbi già espressi da altri sul fatto che il gettito sia lo stesso dello scorso anno, le aliquote hanno pochissime possibilità di variazione e che l’ingiustizia più evidente è che gli scaglioni IRPEF sono iniqui. Per quale motivo dovrebbe avere la stessa tassazione chi guadagna 28.000 € all’anno (un reddito buono ma normale) e chi ne guadagna 55.000 € (un reddito decisamente ottimo)? Come sulla TASI c’è un evidentissimo disegno ventennale di favorire chi ha tanto a scapito di chi sopravvive con fatica.

Sulla TARI il discorso è molto più ampio. In prima battuta ricordiamo che la TARI è un tariffa che deve essere, per legge, a completa copertura dei costi e che, quindi, l’unica cosa che possono fare i comuni per diminuirla è abbattere i costi del ciclo dei rifiuti o valorizzare molto di più i materiali differenziati.

Sul lato delle minori spese non ci siamo proprio in quanto l’Amministrazione Comunale diminuisce di pochissimo la convenzione con GEST mentre la quantità di immondizia è calata sensibilmente a causa della crisi, aumenta le spese fisse comunali e propone un aumento di Capitale di 100.000€ per la società SIA, sul quale non ci sono state date giustificazioni chiare ma solo generiche asserzioni sulla necessità di una certa stabilità finanziaria. Sul lato della valorizzazione dei materiali differenziati nulla si è mosso.

Per conto nostro, quanto prima, metteremo in campo delle iniziative per dimostrare come, fuori da quel carrozzone partitico rappresentato dal Consorzio CONAI, che lascia solo un 30% dei propri incassi ai comuni, si potrebbe capitalizzare molto più dalla vendita diretta nel mercato di questi preziosi materiali. Questo viene già fatto da molti comuni e lo potremmo fare anche noi se il Comune non rispondesse ad equilibri politici di altra natura.

Purtroppo la storia delle vinacce ci dice chiaramente che non è il nostro caso.

In secondo luogo, ciò che ci preoccupa è anche la distribuzione della nuova tariffa. Se da un lato dovremmo avere, mediamente, un leggero calo della tariffa per le famiglie poco numerose e per alcune attività commerciali che producono pochi rifiuti, dall’altro avremo un pesante incremento per le famiglie numerose e un vero e proprio salasso, incompatibile con la situazione drammatica del nostro tessuto artigianale e commerciale, per la grande maggioranza delle attività che producono, per loro natura, una quantità importante di rifiuti.

Anche per questo abbiamo chiesto, con un emendamento, che venissero dimezzate le quote dovute agli esercizi artigianali e commerciali di tutto il territorio comunale comprese nei centri storici.

In prima battuta perché non siamo riusciti a trovare le coperture per tutti e in seconda battuta perché questi esercizi costituiscono un valore aggiunto dal punto di vista sociale e di tenuta del territorio al contrario delle logiche speculative della grande distribuzione.

Non c’è stata la volontà politica di trovare una copertura per una modesta operazione di 32.000 € che mostrava una attenzione particolare nei confronti di chi permette che i nostri centri storici, in gran parte ristrutturati, non appaiano ancora più vuoti e morti di quanto in realtà già non siano.

Consapevoli che sarebbe necessario ben altro e che si doveva evitare questo esborso in un periodo così duro, ci batteremo con tutte le forze perché, successivamente, come ha assicurato il Sindaco in Consiglio Comunale, si trovino forme di rimborso che costituiscano una vera boccata d’ossigeno per queste realtà commerciali.

In definitiva, quello che salta all’occhio di chiunque tenti di migliorare la condizione di vita dei propri concittadini è che le politiche bipartisan che, con estrema logica e coerenza, in Europa sono rappresentate da Socialisti e Popolari, in Italia da PD, SC e NCD e a Marsciano dal raggruppamento PD-PSI-PM, stanno portando la nostra economia e le condizioni materiali delle persone al collasso per permettere agli speculatori di distruggere tutte quelle conquiste di mezzo secolo che avevano prodotto in Italia e in Europa un modello avanzato di convivenza civile.

Tutto questo per creare quell’esercito industriale di riserva che permette al capitale finanziario di non diminuire i profitti in favore dei salari e dei diritti.

Federico santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano