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Ammeto outlet

Nella prossima seduta, il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la variante generale alla parte operativa del Piano Regolatore. Tra le numerose osservazioni pervenute spicca una richiesta di variante che consentirebbe la costruzione di un nuovo centro commerciale ad Ammeto. In tal caso si andrebbero ad aggiungere circa 2000 mq di superficie commerciale in una zona già ampiamente sfruttata commercialmente. L’osservazione è stata approvata all’unanimità dalla prima commissione. Come Altra Marsciano ci opporremo a questa decisione, come sempre abbiamo fatto quando si è trattato di contrastare il consumo del territorio e modelli di sviluppo basati su grandi agglomerati commerciali. La strategia del cemento si è rivelata fallimentare, ormai è chiaro: l’economia umbra è tra le ultime in Italia. Abbiamo sacrificato il nostro ambiente ed in cambio abbiamo ricevuto disoccupazione e svalutazione degli immobili esistenti. La scelta di insistere su questa via è paradossale in quanto si andrebbe a sovraccaricare un’area commerciale già satura come quella di Ammeto, depotenziando ulteriormente il già fragile centro storico.

Se la decisione della maggioranza non ci stupisce – la consiliatura si è aperta proprio con l’approvazione di un nuovo centro commerciale – quello che auspichiamo è che le forze di minoranza che per anni hanno combattuto l’amministrazione su queste tematiche, caratterizzandosi in questo senso, oggi si ritrovino a contrastare questa operazione. Diventerebbe incomprensibile l’atteggiamento di chi ha sbandierato insistentemente il suo impegno in favore del centro storico se oggi votasse favorevolmente ad un’iniziativa che indebolirà ancora di più le attività che cercano di resistere tra mille difficoltà.

L’argomentazione più utilizzata, quella secondo la quale la zona sarebbe già compromessa, ci sembra una riflessione politicamente ipocrita: prima si compromette una zona del territorio con l’opposizione di gran parte della popolazione e poi, ogni due anni, si aggrava la situazione brandendo la spada del completamento. Altro è il compito che gli elettori ci hanno affidato: amministrare un territorio e programmare il suo sviluppo, urbano ed commerciale. È quello che abbiamo intenzione di fare insieme a tutte quelle forze coscienti che PD e Destra (speriamo di essere smentiti), sempre pronte a battagliare su tematiche di rilievo elettorale, quando si tratta di riallinearsi al partito del mattone, rispondono sempre presente.

Yuri Capoccia – capogruppo Altra Marsciano

Regione, vinacce e ordinanze

La mozione approvata da Consiglio Regionale (vedi all.1) è sicuramente importante perché rende atto al nostro territorio della dimensione regionale della questione vinacce.

La mozione Stufara-Buconi (la mozione Stufara, capogruppo regionale di Rifondazione Comunista, è stata emendata nella mozione finale a differenza della mozione Buconi che è stata ritirata) dice con chiarezza una cosa che non è stata ripetuta né da Rometti né dal comunicato dei Socialisti di Marsciano (http://www.marsciano7.it/notizie/1727_PSI_sulle_vinacce__bene_l_intervento_della_Regione;_la_destra_%C3%A8_illogica.html).

Il Consiglio Regionale non solo auspica un confronto con il Comune di Marsciano e la Proprietà per giungere a soluzioni compatibili con il contesto urbanistico e infrastrutturale del territorio ma, testualmente, impegna la Giunta Regionale a ”individuare soluzioni atte a determinare una diversa ubicazione delle attività di stoccaggio e degli impianti definitivi”.

Una diversa ubicazione degli stoccaggi e di tutte le attività in atto o potenziali connesse dal comune di Marsciano; nessuno pensi di contrattare con la proprietà una ubicazione nel territorio marscianese spacciandola per male minore trattando alcuni cittadini come di serie B rispetto ad altri.

Su questo concetto spero che il centrodestra marscianese avrà la forza di dissociarsi dal voto dei propri rappresentanti regionali che hanno addirittura dichiarato che non sarà inseguendo le richieste dei comitati che si possono vincere le elezioni regionali o che il Comune non dovrebbe opporsi a queste iniziative imprenditoriali dimostrando anche scarso rispetto per il lavoro delle proprie organizzazioni politiche nel territorio.

Inoltre, dopo più di 40 giorni, non ci risulta che la Di Lorenzo abbia presentato al Comune di Marsciano il ”progetto firmato da un tecnico abilitato” alla quale era obbligata dall’ordinanza sindacale n. 323 del 17/09/2014 (vedi all.2)  ‘‘entro il termine massimo di giorni 30 dalla data di notifica” dell’ordinanza stessa.

Quella stessa ordinanza che ha permesso lo stoccaggio dei silos bag in aderenza alla strada provinciale e da un fosso demaniale (il cui sedime catastale è ben diverso da quello fisico), viene forse rispettata nelle parti che sono più convenienti e viene ignorata nei passaggi in cui obbliga l’azienda ai minimi adempimenti per regolarizzare la propria attività?

Questo atteggiamento sarebbe l’ennesima prova che non si può trattare con quei soggetti imprenditoriali che non dimostrano il minimo rispetto per le comunità nelle quali operano.

Federico Santi

mozione regionale appovata

ordinanza silosbag