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Consiglio Comunale del 28/01/2015

Intervento su: AUTORIZZAZIONE APERTURA DI NUOVO ESERCIZIO COMMERCIALE IN VARIANTE AL PIANO ATTUATIVO E ALLA PARTE OPERATIVA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE DI
MARSCIANO – LOCALITA’ AMMETO, VIA TUDERTE – VARIANTE COOP

 


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La coop sei loro?

coop

 

Il 13 Novembre sono scaduti i termini per le osservazioni alla Variante al Piano attuativo e alla Parte Operativa del P.R.G. che potrebbe consentire l’autorizzazione allo spostamento della Coop dal centro commerciale ‘L’Arco’ all’Ammeto, in prossimità del complesso commerciale ‘Le Fornaci’. Una scelta miope e speculativa perché è chiaro che la partita vera sarebbe la costruzione dell’involucro e non la discutibile operazione commerciale di portare vicini due supermercati simili per offerta e dimensione. Tutti i Consiglieri comunali devono essere coscienti del fatto che possono evitare questo tragico errore con il loro voto contrario alla variante richiesta; non è vero infatti che si tratta di una operazione d’impresa privata della quale la politica può solo prendere atto, il Consiglio Comunale dovrebbe cambiare il proprio strumento di programmazione urbanistica che non prevedeva, a ragione, in quel luogo un punto di grande distribuzione. Va rimandato al mittente il ricatto sociale ai lavoratori; in effetti se l’operazione COOP avesse successo e dovesse rubare quote di mercato ai concorrenti ci sarebbero esuberi negli esercizi a tuttora presenti nell’area interessata, in caso contrario il problema dei licenziamenti ritornerebbe di attualità per la COOP stessa. Senza contare il fatto già abbondantemente riscontrato del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro degli addetti alla distribuzione nei grandi esercizi commerciali. Per ogni nuovo centro commerciale che apre c’è un aumento delle ore di lavoro tanto da arrivare al punto che tutte le domeniche gli esercizi sono aperti senza neanche pagare più straordinari. L’incremento del tasso competitivo tra punti vendita posti uno di fronte all’altro sarebbe ancora più spinto con l’unico risultato che si andrebbe a lavorare sempre, 7 giorni su 7, senza alcun beneficio visto che l’offerta sarebbe la medesima per tutti gli esercizi. Ci perderebbero solo i lavoratori, in ore di vita e retribuzione, e ci guadagnerebbe la grande distribuzione che distrae ricchezza dal territorio per le proprie esigenze finanziarie. Invitiamo a riflettere, allo stesso modo, sul ricatto presentato agli operatori della filiera edilizia in crisi. Quale futuro di lavoro si può intravedere in un deserto commerciale delle piccola distribuzione? Quali ristrutturazioni, messe a norma e lavori Impiantistici si pensa di ottenere una volta che saranno presenti solo pochi e immensi esercizi commerciali con appalti di manutenzione al massimo ribasso contratti con operatori estranei al territorio? Quale futuro abbiamo in mente per Marsciano se facciamo morire un Centro Storico nel quale abbiamo appena speso milioni di €? Il miraggio proposto a molti soggetti di essere tra i beneficiari degli imminenti lavori è una presa in giro; ben pochi, e sempre i medesimi, beneficeranno di una grande mole di lavoro contrattata al ribasso e concentrata in poco tempo. Non si può, in ogni caso, costruire strutture inutili che a breve diventeranno cimiteri di cemento, come rischia di essere L’Arco, per rilanciare una filiera in crisi; è proprio questa ricetta che ci ha portato al disastro economico sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo a tutti che con la nascita del Centro commerciale L’Arco è iniziato il declino del Centro storico di Marsciano come allora denunciammo con forza. La costruzione dell’Arco fu venduta, allora, come la costruzione di una struttura adeguata per la COOP che intendeva ampliare la propria offerta; l’architettura stessa del complesso è tutta finalizzata a valorizzare il punto vendita con parcheggi coperti comodi e abbondanti e scale mobili. Il rilancio dell’Arco, in quanto struttura ormai presente nel tessuto cittadino, deve essere il nostro obiettivo e siamo assolutamente convinti che la COOP, una volta riscontrata l’impossibilità dell’operazione in atto, non potrà abbandonare un mercato importante come Marsciano e farà di tutto per rilanciare la propria offerta nel luogo storico costruito anni fa proprio per venire incontro alla richiesta di COOP stessa. Se così non fosse, d’ora in avanti, saremmo ostaggio di una qualunque attività commerciale o industriale che ci chiedesse di stravolgere la nostra programmazione urbanistica per venire incontro alle proprie discutibili operazioni finanziarie sotto la minaccia della delocalizzazione produttiva. La comunità marscianese deve essere cosciente che questa partita è ben più importante della presenza di un nuovo centro commerciale di cui nessuno sente l’esigenza.

 Federico Santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano

Bilancio negativo

 Non avendo avuto il tempo minimo per verificare le innumerevoli voci del bilancio di previsione 2014 e per la limitata efficacia del piano degli investimenti, ci siamo concentrati principalmente su tasse e tariffe. Avendo già affrontato le criticità di TASI e dell’IMU, ci concentriamo ora su Addizionale IRPEF e TARI.

Per quanto riguarda la prima abbiamo verificato che, oltre ai dubbi già espressi da altri sul fatto che il gettito sia lo stesso dello scorso anno, le aliquote hanno pochissime possibilità di variazione e che l’ingiustizia più evidente è che gli scaglioni IRPEF sono iniqui. Per quale motivo dovrebbe avere la stessa tassazione chi guadagna 28.000 € all’anno (un reddito buono ma normale) e chi ne guadagna 55.000 € (un reddito decisamente ottimo)? Come sulla TASI c’è un evidentissimo disegno ventennale di favorire chi ha tanto a scapito di chi sopravvive con fatica.

Sulla TARI il discorso è molto più ampio. In prima battuta ricordiamo che la TARI è un tariffa che deve essere, per legge, a completa copertura dei costi e che, quindi, l’unica cosa che possono fare i comuni per diminuirla è abbattere i costi del ciclo dei rifiuti o valorizzare molto di più i materiali differenziati.

Sul lato delle minori spese non ci siamo proprio in quanto l’Amministrazione Comunale diminuisce di pochissimo la convenzione con GEST mentre la quantità di immondizia è calata sensibilmente a causa della crisi, aumenta le spese fisse comunali e propone un aumento di Capitale di 100.000€ per la società SIA, sul quale non ci sono state date giustificazioni chiare ma solo generiche asserzioni sulla necessità di una certa stabilità finanziaria. Sul lato della valorizzazione dei materiali differenziati nulla si è mosso.

Per conto nostro, quanto prima, metteremo in campo delle iniziative per dimostrare come, fuori da quel carrozzone partitico rappresentato dal Consorzio CONAI, che lascia solo un 30% dei propri incassi ai comuni, si potrebbe capitalizzare molto più dalla vendita diretta nel mercato di questi preziosi materiali. Questo viene già fatto da molti comuni e lo potremmo fare anche noi se il Comune non rispondesse ad equilibri politici di altra natura.

Purtroppo la storia delle vinacce ci dice chiaramente che non è il nostro caso.

In secondo luogo, ciò che ci preoccupa è anche la distribuzione della nuova tariffa. Se da un lato dovremmo avere, mediamente, un leggero calo della tariffa per le famiglie poco numerose e per alcune attività commerciali che producono pochi rifiuti, dall’altro avremo un pesante incremento per le famiglie numerose e un vero e proprio salasso, incompatibile con la situazione drammatica del nostro tessuto artigianale e commerciale, per la grande maggioranza delle attività che producono, per loro natura, una quantità importante di rifiuti.

Anche per questo abbiamo chiesto, con un emendamento, che venissero dimezzate le quote dovute agli esercizi artigianali e commerciali di tutto il territorio comunale comprese nei centri storici.

In prima battuta perché non siamo riusciti a trovare le coperture per tutti e in seconda battuta perché questi esercizi costituiscono un valore aggiunto dal punto di vista sociale e di tenuta del territorio al contrario delle logiche speculative della grande distribuzione.

Non c’è stata la volontà politica di trovare una copertura per una modesta operazione di 32.000 € che mostrava una attenzione particolare nei confronti di chi permette che i nostri centri storici, in gran parte ristrutturati, non appaiano ancora più vuoti e morti di quanto in realtà già non siano.

Consapevoli che sarebbe necessario ben altro e che si doveva evitare questo esborso in un periodo così duro, ci batteremo con tutte le forze perché, successivamente, come ha assicurato il Sindaco in Consiglio Comunale, si trovino forme di rimborso che costituiscano una vera boccata d’ossigeno per queste realtà commerciali.

In definitiva, quello che salta all’occhio di chiunque tenti di migliorare la condizione di vita dei propri concittadini è che le politiche bipartisan che, con estrema logica e coerenza, in Europa sono rappresentate da Socialisti e Popolari, in Italia da PD, SC e NCD e a Marsciano dal raggruppamento PD-PSI-PM, stanno portando la nostra economia e le condizioni materiali delle persone al collasso per permettere agli speculatori di distruggere tutte quelle conquiste di mezzo secolo che avevano prodotto in Italia e in Europa un modello avanzato di convivenza civile.

Tutto questo per creare quell’esercito industriale di riserva che permette al capitale finanziario di non diminuire i profitti in favore dei salari e dei diritti.

Federico santi, capogruppo consiliare L’Altra Marsciano

Consiglio Comunale del 30 Settembre 2014

Intervento su: Bilancio Comunale (intervallo:09:28 – 31:26)

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Intervento su: Emendamento al Bilancio Comunale (intervallo: 36:18 – 47:45)

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Intervento su: Interpellanza avente oggetto: ‘Stoccaggio temporaneo vinacce in località Cerro’ (intervallo: tutto)

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Tasse e Vinacce

Nell’ambito della discussione sull’individuazione delle tariffe TASI e IMU abbiamo chiesto alla struttura Comunale di quantificare il costo di tre operazioni che avrebbero rappresentato segnali politici importanti:

  1. L’aumento delle esenzioni per reddito Isee da 6.000€ (limite sotto il quale si attesta un numero bassissimo di famiglie) a 10.000€.
  2. L’esenzione dei tributi TASI e IMU per tutte quelle attività poste nei centri storici oltre a quelle sottoposte alla problematica dei lavori del PUC. Sono infatti, per noi, degli importanti presidi sociali da difendere e incentivare prima ancora di premiare nuove aperture.
  3. L’abbassamento della TASI sulla prima abitazione.

I tempi ristretti della discussione e lo studio differito del Bilancio rispetto a queste delibere non hanno permesso una quantificazione realistica delle nostre proposte che quindi non sono state prese in considerazione. Ci riserviamo di proporre ulteriori misure di equità e giustizia tributaria nell’elaborazione delle tariffe TARI (ex TARSU) e addizionale IRPEF. Il Comune di Marsciano ha confermato una tassazione massima su quasi tutte le poste mettendo in essere una politica che è esattamente l’opposto di quello di cui aveva bisogno la nostra comunità. Da questo punto di vista il nostro convinto voto contrario è relativo sia all’operato dell’Amministrazione Comunale che all’operato dei vari governi bipartisan che si sono susseguiti in questi anni che hanno concepito una tassa come la TASI che abbassa gli esborsi per le residenze di lusso e li aumenta per le abitazioni comuni. Queste politiche confuse e recessive stanno distruggendo L’Italia attraverso un progetto lucido a servizio della Germania che ci vuole utilizzare come serbatoio di manodopera a basso costo.

Per quanto riguarda gli ultimi sviluppi della questione Vinacce si è reso del tutto evidente evidente che l’intera partita era di natura prettamente politica. Politica è stato il suggerimento alla ditta di una soluzione marscianese della crisi di Ponte Valleceppi, politica è stata la reazione dell’Amministrazione Comunale spinta dalla rabbia popolare, politica la pressione sugli Enti che, subito dopo le elezioni, hanno cambiato i pareri sullo stoccaggio aperto o chiuso delle vinacce. Fino ad arrivare al compromesso che ci viene proposto oggi come la soluzione. Un compromesso politico che è arrivato fino al TAR che, con una decisione molto poco usuale, non si pronuncia pienamente sul merito e lascia due settimane di tempo alle parti per accordarsi. Un copione talmente ben scritto da risultare quasi credibile. Noi siamo assolutamente contrari a questo esito perché il tutto avverrebbe attraverso un’ordinanza sindacale che autorizza lo stoccaggio in silos bag ma che non annulla né l’autorizzazione allo stoccaggio aperto al Cerro, che potrebbe avvenire successivamente, né le mire della proprietà sui terreni di Papiano.

Federico Santi

Consiglio Comunale del 9 Settembre 2014

Intervento su secondo, terzo e quarto punto all’ordine del giorno accorpati: ALIQUOTE IMU ANNO 2014 E DETRAZIONI, REGOLAMENTO TASI, ALIQUOTE TASI ANNO 2014 E DETRAZIONI – APPROVAZIONI (intervallo 00:00 – 08:16)

 

Intervento sul sesto punto all’ordine del giorno: PROPOSTA ODG – TRASFORMAZIONE E45 IN AUTOSTRADA ESCLUSIONE PEDAGGIO PER I CITTADINI UMBRI – PRESENTATO DAI CONSIGLIERI MARINACCI LUCA, BERTINI ROBERTO E RABICA MICHELE (intervallo 05:45 – 13:28)

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Intervento sul settimo punto all’ordine del giorno: INTERPELLANZA “DEPOSITO TEMPORANEO VINACCE CERRO” PRESENTATA DAL CONSIGLIERE SANTI FEDERICO (per intero)