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Ammeto outlet

Nella prossima seduta, il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la variante generale alla parte operativa del Piano Regolatore. Tra le numerose osservazioni pervenute spicca una richiesta di variante che consentirebbe la costruzione di un nuovo centro commerciale ad Ammeto. In tal caso si andrebbero ad aggiungere circa 2000 mq di superficie commerciale in una zona già ampiamente sfruttata commercialmente. L’osservazione è stata approvata all’unanimità dalla prima commissione. Come Altra Marsciano ci opporremo a questa decisione, come sempre abbiamo fatto quando si è trattato di contrastare il consumo del territorio e modelli di sviluppo basati su grandi agglomerati commerciali. La strategia del cemento si è rivelata fallimentare, ormai è chiaro: l’economia umbra è tra le ultime in Italia. Abbiamo sacrificato il nostro ambiente ed in cambio abbiamo ricevuto disoccupazione e svalutazione degli immobili esistenti. La scelta di insistere su questa via è paradossale in quanto si andrebbe a sovraccaricare un’area commerciale già satura come quella di Ammeto, depotenziando ulteriormente il già fragile centro storico.

Se la decisione della maggioranza non ci stupisce – la consiliatura si è aperta proprio con l’approvazione di un nuovo centro commerciale – quello che auspichiamo è che le forze di minoranza che per anni hanno combattuto l’amministrazione su queste tematiche, caratterizzandosi in questo senso, oggi si ritrovino a contrastare questa operazione. Diventerebbe incomprensibile l’atteggiamento di chi ha sbandierato insistentemente il suo impegno in favore del centro storico se oggi votasse favorevolmente ad un’iniziativa che indebolirà ancora di più le attività che cercano di resistere tra mille difficoltà.

L’argomentazione più utilizzata, quella secondo la quale la zona sarebbe già compromessa, ci sembra una riflessione politicamente ipocrita: prima si compromette una zona del territorio con l’opposizione di gran parte della popolazione e poi, ogni due anni, si aggrava la situazione brandendo la spada del completamento. Altro è il compito che gli elettori ci hanno affidato: amministrare un territorio e programmare il suo sviluppo, urbano ed commerciale. È quello che abbiamo intenzione di fare insieme a tutte quelle forze coscienti che PD e Destra (speriamo di essere smentiti), sempre pronte a battagliare su tematiche di rilievo elettorale, quando si tratta di riallinearsi al partito del mattone, rispondono sempre presente.

Yuri Capoccia – capogruppo Altra Marsciano

Reazioni Vincolari

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Siamo molto soddisfatti dell’iniziativa politica che abbiamo tenuto a Spina il 16 Novembre per parlare di quello che, impropriamente, chiamiamo vincolo paesaggistico. Siamo soddisfatti della presenza di moltissime persone in rappresentanza di tutte le opinioni in campo, segno tangibile del rispetto che noi abbiamo per i cittadini e della credibilità che loro ci riconoscono. Siamo orgogliosi, soprattutto, del fatto non rituale di aver dato la parola ai cittadini. Non una sequenza di sermoni con ospiti vip che ci spiegano come gira il mondo ma una breve introduzione con la nostra posizione, molto critica sia con le Amministrazioni Comunali e Regionali che con le evidenti storture del Vincolo, per poi dare la parola a tutti, compreso il Consigliere PD Guido Santarelli e i rappresentanti del famigerato Contrado di Porta Eburnea. E c’era veramente voglia di partecipare da parte di tutti e. in particolar modo, da parte di chi vive la tragedia del terremoto. Come abbiamo sempre sostenuto in tutte le occasioni, chi aspetta da 6 anni di rientrare nelle proprie abitazioni non deve in nessun modo essere ostacolato dal Vincolo come purtroppo sta avvenendo. Va comunque sottolineato che questi 6 anni, un eternità, sono tutti responsabilità di Comune, Regione e Governo Nazionale governati dallo stesso partito politico, il PD. Lo stesso partito che oggi soffia sulla sacrosanta protesta dei cittadini di Spina e San Biagio per un ritardo di qualche mese attribuibile all’insorgenza del vincolo. Le stesse Istituzioni che ora mettono in atto uno scontro politico-giudiziario, con tanto di TAR e Consiglio di Stato, sulla pelle dei cittadini. Il ricorso della Regione e del Comune è illogico e sbagliato per varie ragioni:

  1. La Regione è da anni inadempiente in materia di tutela del territorio non avendo redatto alcun Piano Paesaggistico come era obbligata a fare per legge. Proprio per questo è stato recentemente bocciato, sempre dal Ministero, il Testo Unico sull’Urbanistica della Regione Umbria. Non è questa una dimenticanza ma una precisa scelta politica che ha prodotto in questi anni la scalata della Provincia di Perugia in due classifiche ben poco edificanti; quella della provincia con la massima estensione della GDO (grande distribuzione organizzata, supermercati, ipermercati e affini: http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2014-12-03/qualita-vita-2014-grande-distribuzione-si-concentra-perugia-173927.shtml?uuid=ABFKMXLC) con 0,46 mq per abitante, e quella della provincia con il maggior consumo di suolo in Italia al netto delle grande periferie metropolitane secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_Consumo_di_Suolo_in_Italia_2014.pdf)

  2. Marsciano, in queste classifiche, è il fiore all’occhiello del fiore all’occhiello. Il numero di Centri commerciali a Marsciano è prossimo al record mondiale e le recenti urbanizzazioni di Badiola e San Biagio della Valle, nella zona nord, fanno presagire un interessamento della speculazione edilizia per la potenziale espansione dell’area d’influenza del Silvestrini nella zona Nord del Comune di Marsciano. Questa zona rischia di diventare una nuova San Mariano essendo una delle poche zone relativamente non montuose non cementificate nella Provincia di Perugia. Un boccone molto ambito. Tanto è vero che il Piano regolatore di Marsciano è stato più volte bocciato e ridotto dalla stessa Provincia perché prevedeva cubature addirittura illegali.

  3. Il Ministero ha posto in essere, indipendentemente dal Soprintendente, questo vincolo per tutte queste evidenze che i nostri incapaci (nella migliore delle ipotesi) governanti tentano di nascondere preferendo personalizzare lo scontro contro un unico individuo. È evidente che la norma di tutele posta dal Ministero, per la vacanza della politica locale, è assolutamente sproporzionato e incongruo rispetto alle esigenze di un territorio che va preservato ma non ingessato completamente e del tutto inadeguato per quanto riguarda l’eccezione del Terremoto a Spina che non viene tenuto in nessun conto.

Compito della politica è quello di mediare queste esigenze interessando immediatamente il Ministero delle criticità della norma onde evitare che siano presenti nella stesura definitiva. Questo atteggiamento costruttivo, assolutamente necessario quando un Ente è inadempiente e reo di continui abusi urbanistici, come ampiamente dimostrato, è il contrario di ciò che hanno messo in campo Todini e la Marini.

Chiediamo alle Istituzioni di desistere dalle vie legali per intraprendere un confronto di merito sul vincolo riconoscendo immediatamente le proprie innumerevoli mancanze per chiudere quanto prima in contenzioso che non permette ai cittadini della zona nord del Comune di tornare nelle proprie case e di guardare al futuro con speranza e fiducia.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano