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Il perfido Alfione, finalmente

Santi Todini confronto tvLa storia la sanno più o meno tutti. Una sera, tra il lusco e il brusco, Federico Santi ha chiesto ad Alfio Todini: “perché non fai un confronto tv con me?”. Preso alla sprovvista, il perfido Alfione ha risposto sì. Fino ad allora si era negato, soprattutto ad un confronto a sei, perché “troppo confusionario“. Gli altri candidati hanno sbraitato solo un po’, consapevoli della loro volontà di non sottoporsi a nessun confronto. Lo abbiamo chiesto anche a loro, la risposta è sempre stata: “sì bè adesso vediamo, non so se la baby sitter è libera, devo cambiare l’olio alla macchina” e via dicendo.

La grande sera è arrivata quasi subito. Sullo stesso palco con il perfido Alfione: capofila dell’Intelligencija del Partito Democratico, erede della dinastia al governo a Marsciano da sessanta anni. Il politichese fatto persona. Lo scontro dialettico con chi nella vita ha fatto della politica una professione è difficile, bisogna essere sia preparati che reattivi.

Zuck al Concordia con la nostra maglia

Zuck al Concordia con la nostra maglia

Mentre Santi è sul palco, i santini prendono posto in platea. Tutti con la stessa maglia: tanti pesci piccoli che mangiano il pesce grosso. C’è anche la diretta streaming, i marscianesi lontani dal paesello la possono seguire ugualmente. “Come la finale di champions!”, ha detto qualcuno. Un po’ finale lo è. C’è l’emozione di chi arriva in fondo all’ultimo livello di Super Mario: il perfido Alfione, il mostro finale, finalmente è lì. Quello che fino adesso avevi solo annusato, quello che non si palesava ma lasciava indizi qua e là. Con i suoi scagnozzi a fare campagna elettorale porta a porta, sparlandoti dietro. “Santi è un quaqquaraquà, vedrai che farà l’accordo con noi!”, dicevano i portatori d’acqua del PD.

Si parte. Per riscaldare gli animi, la moderatrice (Federica Pieravanti di Marsciano7) inizia con domande di costume.

–Qual è il tuo piatto preferito?
–La Porchetta.

Anche Todini ride alla battuta di Santi. Le domande proseguono, le risposte di Alfio, sebbene con sinonimi, sono sempre le stesse. “Sono anni difficili, abbiamo fatto quello che potevamo, ci tolgono sempre più soldi, siamo gli unici credibili.” Federico spiega la sua visione, che poi è la nostra, di una Marsciano diversa. Non più legata allo stesso schema che governa l’Europa,l’Italia,l’Umbria e Marsciano: cambiano i nomi, fanno le larghe intese, ma sono sempre gli stessi. Difendono degli interessi ben precisi, non certo quelli comuni. Dall’Europa a Marsciano, c’è un potere economico ben delineato che sostiene i nostri governanti. Il patto è semplice: io ti faccio campare di politica, tu  mi fai fare quello che voglio. La vicenda Coop è uno dei tanti esempi, il ricatto è stato scritto nero su bianco. “Se non ci fate fare un’altra colata di cemento a Marsciano, licenziamo i nostri dipendenti e – questo tra le righe – vi togliamo voti e finanziamenti per la campagna elettorale”. D’altronde, la Coop verrà costruita dallo sponsor principale di Musica per i Borghi.

Alfio tiene botta, non si scompone. La chiacchiera politica non gli manca, la cultura neanche. Messo di fronte alle incoerenze del suo partito, fa spallucce. Prova a rifugiarsi nel sempreverde “tanto siamo tutti uguali, anche voi”.

E invece no, non siamo tutti uguali al perfido Alfione. Siamo tanti e siamo diversi. Siamo la maggioranza, siamo impiegati, disoccupati, precari, partite iva, commercianti, contadini, pennivendoli, professoroni, terzini, gregari. Siamo quelli che non campano di politica, ma di passioni.

Un’Altra Marsciano è possibile, caro Alfione. Ora battiamo l’ultimo mostro dell’ultimo livello e la andiamo a costruire.

Link:

Santi-Todini, il confronto tv

L’appello al voto di Federico Santi

Perché non siete più insieme a Sabatino Ranieri?