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Un nuovo Regolamento per le discipline insalubri

Il Consiglio Comunale nelle prossime settimane sarà chiamato a modificare nuovamente il regolamento per la disciplina delle attività insalubri.

Già nell’ultimo Consiglio è stato messo mano al regolamento per consentire l’insediamento di queste attività anche in zone differenti da quelle industriali, come invece prescriveva la vecchia dicitura.

Una modifica del tutto legittima, sollecitata anche dagli uffici competenti, poiché tra le industrie insalubri rientrano ad esempio anche gli allevamenti; di conseguenza, collocarli esclusivamente nelle zone industriali poneva problemi per l’apertura di nuove attività.

Svista frutto di un regolamento scritto e approvato in tempi strettissimi.

Tuttavia, come opposizioni, avevamo chiesto alla maggioranza di approvare questa modifica unitamente alle altre modifiche, ancora in discussione in commissione, motivo per il quale ci siamo astenuti poiché, a nostro avviso, non sussistevano le ragioni di uno spacchettamento così ravvicinato, nonostante alcune richieste arrivate agli uffici.

Rispetto ai lavori, come L’Altra Marsciano, siamo impegnati a far sì che nella nuova versione vengano mantenute le matrici ambientali, in particolare odorigene, che hanno scongiurato l’avvio dell’attività a Papiano.

Questa discussione non deve rappresentare un’occasione per depotenziare un regolamento che, nel momento del suo utilizzo, ha funzionato a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Inoltre, lavoriamo affinché le modifiche sostanziali vengano votate a larga maggioranza, come nel momento della sua approvazione, considerando inoltre che il Consiglio Comunale, a meno di un anno dalle prossime amministrative, ha sicuramente una legittimità politica ridotta rispetto alla modifica di un regolamento così importante.

Il Consiglio comunale dovrà anche rendere uniformi, quanto prima, come previsto nella nostra richiesta di consiglio di minoranza, le norme tecniche di attuazione del Prg al Regolamento in materia di definizione di nucleo abitativo, cosa che avrebbe potuto evitare sul nascere la vicenda di Papiano.

Yuri Capoccia, capogruppo consiliare l’Altra Marsciano

Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano