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Aiutare chi ha Bisogno

BdO3-RXIQAAMviIDetto quanto c’era da dire sul perchè queste persone arrivino pensiamo che risulti più comprensibile il loro atteggiamento. Parliamo per lo più di ragazzi che si trovano, si, in un paese pieno di inconsapevoli razzisti ma, quantomeno, senza bombe che volano sulla testa e mine che scoppiano in mezzo ai piedi. E, quindi, con i 2,5 € al giorno (a tanto ammonta la spesa libera, il resto dei costi non passano per le loro mani) che la collettività gli fornisce decide di acquistare delle cuffiette per ascoltare la musica; forse per coprire il rumore di fondo della guerra da cui scappano o forse perché, come tutti i colored, la musica ce l’hanno nel sangue. Basta questo per inventarsi, letteralmente dal nulla, lamentele sulla qualità del cibo, sulla comodità dei divani e sulla insostenibilità delle mutande in mezzo al culo. Giornalisti, iscritti all’ordine professionale, che passano giornate a rovistare la spazzatura per scrivere falsità che alimentano il razzismo insito nell’indole italiana. Eserciti di boccaloni che ripostano notizie false prodotte da siti fittizi (da sottolineare ‘Catena Umana’ che, con l’inconsapevole immagine del profilo di un terrorista anarco-cattolico inglese, posta spazzatura legalitaria e nazista). Oppure le generalizzazioni statistiche assolutamente arbitrarie. I sudamericani staccano bracci, gli indiani stuprano, gli islamici sono terroristi, i polacchi ubriaconi, le rumene mignotte e via di questo passo. Tutti questi soggetti sanno perfettamente, dentro di loro, che sono tutte cazzate ma gli serve per darsi un tono del tipo ‘non sono io che sono razzista ma sono loro che sono stronzi’. E postano allegramente foto di Hitler che annuncia, raggiante, a una moltitudine di ebeti bingobonghi di essere il nuovo ministro dell’integrazione. Che sublime ironia! E poi diciamocelo con chiarezza: rimandare a casa queste persone, rimandarle a morire (che è quello che resta se non vogliamo ucciderle nel mediterraneo) costa molto di più che sfamarle; tanto è vero che il 99% di quelli che vengono non si fermano in Italia (a tratti le capisco). Attenzione, se lo ha capito anche Tozzi mi pare chiaro, prima o poi Gli Altri Siamo Noi.

UN REFERENDUM CONTRO LA GRAVITÀ

Un classico esempio di aiuto occidentale a casa loro

Ecco come li aiutiamo a casa loro

Il problema dei migranti e dei richiedenti asilo in un paese in perenne recessione programmata e in un mondo in piena ebollizione controllata sta diventando l’argomento nei confronti del quale ogni cittadino, legittimamente, esercita la propria libertà d’espressione e la propria capacità di analisi. Essendo un fenomeno atavico e carsico (scompare e riaffiora nei secoli dei secoli) e non la novità dell’ultimo anno in materia di gusti musicali presuppone un minimo di conoscenza dei 7.000 precedenti storici e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche che lo producono. Sia chiaro, non è la classica tirata intellettualoide nella quale la Boldrini dice all’operaio dell’Ilva che deve smettere di lavorare per migliorare la salute dei propri cari, ma una necessità l’importanza della quale è ben conosciuta da mio padre (fuoriclasse ed esperto di calcio, rappresentante di mangimi a tempo perso) ed era ben conosciuta da mio nonno (pollaiolo) e mio bisnonno (agricoltore) [nota l’evoluzione della specie]. Riassumo (in dialetto per ricordanza e non per plebeismo culturale), con alcuni postulati, il portato scientifico proveniente da un tempo nel quale chi non sapeva voleva sapere e mentre imparava sapeva di non sapere stando molto attento a quelle universalità che era convinto di aver capito dall’esperienza (un atteggiamento di una saggezza invidiabile):

1. “La gente che ha fame va dua c’è da magna’”

2. “Non poi appode co’ uno che è disposto a morì”

3. “La gente che ha bisogno, tocca aiutalla”

4. “E’ inutile cambiare il budello se butta il conservone”

5. “L’acqua va al dengiù’”

Pochi giorni fa ho scoperto che, essendo cadute in disuso le strade romane nel medio evo, non è stato possibile transitare tra Bologna e Firenze per 1000 anni (dal 500 al 1500 circa) se non con dei muli in fila indiana. Questo per dire che niente è per sempre. Ogni conquista sociale e culturale va difesa coi denti nei secoli dei secoli. Amen