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Il Budello e il Conservone

full[Dicesi Budello il flessibile di gomma che convogli l’acqua verso uno specifico e parziale obiettivo; la sua portata è una frazione ennesima della portata in uscita dal Conservone. Nel contesto da intendersi come spesa pubblica per l’accoglienza a migranti e rifugiati. Dicesi Conservone il contenitore dell’acqua più grande, generalmente posto in alto in onore del postulato 5, la cui portata in uscita serve tutti i budelli ed è n volte maggiore di quella di ogni singolo budello. Nel contesto da intendersi come spese inutili, marchettare ed ambientalmente distruttive alle quali è costretta la collettività per drenare risorse dai poveri verso i ricchi]

‘Mare Nostrum” (Ottobre 2013-Ottobre 2014) è costato 9 milioni di € [Fonte:”L’economia dell’immigrazione: costi e benefici” della Fondazione Leone Moressa – Istituto di studi nato nel 2002] La TAV invece è costata fino ad ora 8.,3 Miliardi di € (922 anni di vite salvate nel Mediterraneo) [Fonte: Ministero delle Infrastrutture]

L’accoglienza ai rifugiati (la favola dei 35 € al giorno, mica glie li danno sulle mani) costa molto: 62 milioni di €/anno [Fonte: UNHCR]. L’aumento dei costi solo dell’ultima variante della TAV (per lo più mazzette a mafiosi e politici) è di 3,6 miliardi di € (58 anni di accoglienza) [Fonte: Ministero delle Infrastrutture].

Insomma risparmiare le spese per l’immigrazione, ammesso per assurdo che siano evitabili in un paese civile, non risolverebbero un bel niente dei problemi di cui discutiamo da anni: disoccupazione, disagio, povertà. Solo una massiccia redistribuzione delle risorse dalla speculazione internazionale e dal grande capitalismo d’accatto potrebbe liberare le risorse per donare un futuro dignitoso a tutti gli esseri umani del pianeta. Socialismo o Barbarie.

UN REFERENDUM CONTRO LA GRAVITÀ

Un classico esempio di aiuto occidentale a casa loro

Ecco come li aiutiamo a casa loro

Il problema dei migranti e dei richiedenti asilo in un paese in perenne recessione programmata e in un mondo in piena ebollizione controllata sta diventando l’argomento nei confronti del quale ogni cittadino, legittimamente, esercita la propria libertà d’espressione e la propria capacità di analisi. Essendo un fenomeno atavico e carsico (scompare e riaffiora nei secoli dei secoli) e non la novità dell’ultimo anno in materia di gusti musicali presuppone un minimo di conoscenza dei 7.000 precedenti storici e delle dinamiche sociali, politiche ed economiche che lo producono. Sia chiaro, non è la classica tirata intellettualoide nella quale la Boldrini dice all’operaio dell’Ilva che deve smettere di lavorare per migliorare la salute dei propri cari, ma una necessità l’importanza della quale è ben conosciuta da mio padre (fuoriclasse ed esperto di calcio, rappresentante di mangimi a tempo perso) ed era ben conosciuta da mio nonno (pollaiolo) e mio bisnonno (agricoltore) [nota l’evoluzione della specie]. Riassumo (in dialetto per ricordanza e non per plebeismo culturale), con alcuni postulati, il portato scientifico proveniente da un tempo nel quale chi non sapeva voleva sapere e mentre imparava sapeva di non sapere stando molto attento a quelle universalità che era convinto di aver capito dall’esperienza (un atteggiamento di una saggezza invidiabile):

1. “La gente che ha fame va dua c’è da magna’”

2. “Non poi appode co’ uno che è disposto a morì”

3. “La gente che ha bisogno, tocca aiutalla”

4. “E’ inutile cambiare il budello se butta il conservone”

5. “L’acqua va al dengiù’”

Pochi giorni fa ho scoperto che, essendo cadute in disuso le strade romane nel medio evo, non è stato possibile transitare tra Bologna e Firenze per 1000 anni (dal 500 al 1500 circa) se non con dei muli in fila indiana. Questo per dire che niente è per sempre. Ogni conquista sociale e culturale va difesa coi denti nei secoli dei secoli. Amen