Taci, il Pd ti denuncia

Pd marsciano
Il rapporto del Pd marscianese con la critica è sempre stato problematico. Fino all’avvento del web, non c’erano grossi problemi: i giornali locali erano controllati e misurati, nell’unico breve periodo in cui un giornalista sgradito, del corriere dell’umbria, ha dato voce alle opposizioni, l’allora sindaco Chiacchieroni tolse il Corriere dell’Umbria dalla rassegna stampa comunale. Non si poteva comprare, insomma. L’arrivo dei blog è stato invece mal tollerato. Pur se popolati da giovani studenti scapestrati, le ironie su cosa succedeva in comune non sono mai state tollerate. Il capo della protezione civile, nel 2008 o giù di lì, si recò dai carabinieri per denunciare un giovanissimo blogger, reo di aver postato un commento colorito, letto da 10 persone al massimo. L’ex sindaco Chiacchieroni, mandò a cercare dai vigili lo sbarbatello che su Casapiddu prendeva in giro il comune sull’operazione della Clinica Bocchini, dove il comune spese 800mila per comprare un terreno nel 2009. Quel terreno è ancora abbandonato. Poi toccò a Fegatelli: l’assessore Roberto Bertini, non del Pd ma comunque di maggioranza, delegò gli avvocati della Provincia di denunciare le scandalose pernacchie che riceveva dalla pagina satirica. In tutti i casi, le indagini di magistratura, carabinieri, polizia si sono concluse con un nulla di fatto.

Il Pd, però, non demorde. Stavolta a farne le spese è una marscianese, rea di aver commentato con un “delinquenti” l’atto di aver concesso la facoltà di aprire una discarica di vinacce a Marsciano. Tra l’altro, l’azienda in questione è già stata condannata per sversamenti illeciti. Non che ci sia un legame tra i due fatti, ma la questione è comunque calda. I consiglieri comunali di maggioranza hanno incaricato l’avvocato del comune – che per loro tanto è gratis – di presentare denuncia nei confronti della nostra concittadina. Il suo post su facebook, visibile solo ai suoi amici, ha infangato l’onore e la rispettabilità dei consiglieri comunali di maggioranza. Sono stati pure redarguiti quei pochi piddini critici che avevano pubblicamente apprezzato il post. Quindi, via alle indagini, polizia postale sulle sue tracce e, chissà, forse pure un processo.

Il gioco è proprio questo: anche se tutto si conclude con un nulla di fatto, il malcapitato denunciato dal Pd deve sostenere pesanti spese legali, anche in caso di vittoria. Mentre chi denuncia non ha spese da sostenere, anzi, se serve l’avvocato lo paga il Comune. Così facendo, qualsiasi voce critica viene sopita sul nascere. E’ un metodo funzionante da anni, in tutta Italia.

Riassumendo: mentre a Marsciano chiudono le fabbriche, il Pd passa il tempo a leggere cosa dicono di loro su Facebook.

Aggiornamento:  il Pd, con comunicato stampa, ha fatto sapere che le spese legali le sosterranno i singoli consiglieri. L’avvocato è lo stesso che da anni segue le cause per conto del Comune, da qui l’assunzione errata. 

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