Non vi autorizziamo!

Dopo l’interpellanza sul possibile avvio di un impianto per la produzione di conglomerato bituminoso nella zona industriale di Papiano, discussa in Consiglio Comunale il 30 gennaio, come L’Altra Marsciano abbiamo incontrato, lo scorso primo febbraio, la popolazione papianese cercando di spiegare la situazione. In mancanza di una azione informativa dell’Amministrazione Comunale, come avvenuto anche per il deposito delle vinacce, è stata una forza di opposizione ad informare i cittadini e rendere la questione di dominio pubblico. L’assemblea, come prevedibile, è stata molto partecipata e sono emerse le preoccupazioni dei residenti della zona che si chiedono come mai sia stata concessa un’autorizzazione nonostante il regolamento delle attività insalubri vieti questa specifica produzione.

Tuttavia, l’unica autorizzazione concessa, riguarda il posizionamento dell’impianto, ma non l’avvio dell’attività, per la quale deve ancora pronunciarsi la Conferenza dei servizi all’interno della Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Capiamo e partecipiamo alla sconforto della cittadinanza che si deve sorbire questi artefici retorici resi possibili da una regolamentazione lacunosa e incompleta. Che senso ha una burocrazia che permette il posizionamento di una macchina di produzione se poi, quella produzione non potrà mai avvenire?

Rispetto all’evoluzione della vicenda ci aspettiamo e siamo certi che l’Amministrazione dia parere negativo in sede di Conferenza dei servizi, poiché, come dimostrato dalla letteratura scientifica in materia, è un’attività capace di sviluppare odori sgradevoli, soprattutto in estate. Per questo rientra a tutti gli effetti, senza necessità di interpretazione alcuna, nel Regolamento per la disciplina delle attività insalubri, in particolare all’articolo  4 *[…] che stabilisce delle distanze di rispetto che, nella fattispecie, sono del tutto assenti.

Inoltre, invitiamo il Consiglio comunale a rendere uniformi, quanto prima, le Norme tecniche di attuazione del Prg al Regolamento per le attività insalubri, cosa che avrebbe potuto evitare sul nascere la vicenda.

*[ “L’attivazione di nuovi insediamenti per la conservazione e la lavorazione di materie capaci di  provocare lo sviluppo di odori sgradevoli e/o di prodotti fermentescibili devono essere ubicati alle seguenti distanze minime:

  • metri 50 da abitazioni di proprietà o al servizio dell’azienda;
  • metri 50 da confini di proprietà
  • metri 300 da abitazioni isolate o al servizio di altra azienda, anche se disabitata” ]

 

Yuri Capoccia, Capogruppo “L’Altra Marsciano”

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