Strada della Vittoria e Via crucis Umberto I

La gimkana-via crucis del Centro di Marsciano ha molti responsabili.
Il primo, sembra evidente, è la pessima messa in opera; gran parte delle fughe sono corrose e le lastre sembrano appoggiate.
Il secondo sembrerebbe essere lo spessore delle lastre, troppo ridotto e quindi insufficiente a reggere la flessione e gli urti su un fondo troppo irregolare.
Eppure, ci sono responsabilità ben più grandi, anche se meno evidenti, perché lo storia c’insegna che il pesce puzza sempre dalla testa.
La progettazione di questi lavori, per decisione dell’Amministrazione Comunale, è stata spezzettata in due tranches: la prima che prevedeva i lavori per la Piazza – ipotizzata principalmente pedonale – e via Marconi, invece, pensata per il transito (infatti, dopo le polemiche iniziali, sembra l’unico tratto che regga alla sua funzione); la seconda che prevedeva i lavori in via XX Settembre e in via Umberto I nella quale si sono utilizzati gli stessi materiali della piazza nonostante non fosse ipotizzabile un suo uso principalmente pedonale (anche perché il transito di Via Marconi non poteva finire in un vicolo cieco).
Ed ecco che, per responsabilità di una programmazione Comunale, come sempre, ondivaga e contradditoria, ci ritroviamo un’opera mal pensata, non organica, mal realizzata e per nulla funzionale.
Se si fosse deciso da subito che Viale della Vittoria sarebbe rimasta una strada, avremmo potuto lasciare le alberature, che davano il senso della carreggiata (oltre che un po’ di ombra e un minimo di schermatura acustica) e scegliere diversi materiali per la carreggiata.
Se si fosse deciso da subito che Viale della Vittoria avrebbe ospitato dei parcheggi ci saremmo risparmiati quella inutile fontana divenuta oggetto delle amorevoli cure di maldestri parcheggiatori (sorvoliamo sull’incredibile storia della pompa sotterranea per amor di Patria).
Se non si fosse spezzettato l’appalto (o perlomeno si fosse controllato il raccordo tra le due fasi) non avremmo una strada ideata come transitabile destinata a morire in uno spazio realizzato con materiali adatti al transito pedonale.
Se non si facessero sempre, immancabilmente, appalti al minimo ribasso, magari non si sarebbe risparmiato sulla posa in opera.
Alla fine possiamo anche prenderla sempre con gli operai e con i professionisti ma il gioco serve a poco.
Serve a poco perché, chiunque abbia lavorato in questi contesti, sa che l’unica cosa che conta è il coordinamento del progetto generale che deve avere una visione organica, complessiva e persone in grado di guidarlo nella sua realizzazione.
Tutto questo manca a Marsciano da molto, troppo tempo.

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