Programma

Questo è il nostro programma elettorale. Non ci troverete la promessa di una nuova piscina o un nuovo centro commerciale, la sistemazione della buca sotto casa o l’assunzione dei vostri congiunti.

Sono tutte azioni con le quali ci vogliamo mettere in gioco anche in tempi di patto di stabilità e vincoli europei; non le realizzeremo tutte, alcune potrebbero anche dimostrarsi impossibili ma siamo convinti di avere qualche buona idea nata dall’esperienza di chi vive e lavora nel territorio.

 

IDEE IN COMUNE

Lavoro e sviluppo sostenibile
Servizi alla persona
Trasparenza della pubblica amministrazione
Urbanistica, pianificazione territoriale e viabilità
Lotta alla povertà
Sicurezza democratica
Ambiente e ciclo dei rifiuti
Turismo e cultura

 

Lavoro e sviluppo sostenibile

Sviluppo sostenibile è pensare e creare iniziative che guardino al lungo periodo, che siano in grado di mantenersi vive e vitali, che creino ricadute positive sul territorio, originando entusiasmo, occupazione, dando lavoro ai giovani, a chi ha voglia di fare e idee da implementare, rendendo migliore il nostro territorio, più sano, più pulito, più disponibile e aperto a tutti … più bello. E’ in quest’ottica che va letto tutto l’impegno profuso dalle persone che con questo programma si mettono in gioco, per rischiare sì, ma consapevolmente e con un orizzonte ben definito davanti agli occhi: il futuro della nostra comunità, il benessere dei nostri figli. Persone che si mettono in gioco con competenze specifiche e concrete, persone che vengono dal mondo del lavoro e ne conoscono i problemi, i pregi e difetti, e che hanno attitudine all’azione positiva e non solo alla critica.

Riconvertire il polo dell’edilizia Marscianese nel distretto della ristrutturazione e della riqualificazione energetica degli edifici e della salvaguardia idrogeologica del territorio

Come? Lanciando un piano triennale di lavori pubblici che dreni risorse dalle grandi opere inutili per la cittadinanza e che finanzi la messa in sicurezza del territorio, ristrutturazioni e riqualificazioni. A tal fine non è da escludere l’emissione di BOC (Buoni Ordinari Comunali) per finanziare le opere: gli interessi, comunque corrisposti a soggetti locali, verrebbero ripagati abbondantemente dal risparmio energetico. Si può fare, verificando il patto di stabilità, se l’Amministrazione dimostra di avere un progetto organico e convincente. Evitare la stagnazione e le politiche recessive è il primo obiettivo in questa fase;

Ancora: Incentivando standard tecnico-energetici adeguati per la ricostruzione post-terremoto, per consegnare strutture efficienti ai privati cittadini e per far crescere competenze locali in un settore in espansione. E’ evidente che si devono battere tutte le strade legalmente perseguibili per affidare i lavori ad aziende locali.

Difendere le nostre competenze industriali territoriali

Come? Incentivando e verificando la possibilità, laddove siano presenti competenze diffuse e profonde come avvenuto in numerose esperienze nella penisola, che i lavoratori di soggetti in crisi si strutturino come società cooperativa in grado di gestire direttamente l’impresa produttiva.

Risanare l’economia marscianese e prevenire i fenomeni di delocalizzazione

Come? Creando un contesto favorevole all’attività di pregio, dove la ricerca dell’economicità non deve risolversi in una cieca rincorsa al ribasso dei costi ma porre attenzione alla qualità dei servizi prestati e dei prodotti offerti.
L’amministrazione si deve fare promotrice, insieme alle organizzazioni preposte, di progetti concreti di sviluppo nei nuovi mercati emergenti. In questo senso una grande possibilità potrebbe essere presentata dalla costituzione di ATI (Associazioni Temporanee di Impresa) che, costituendo sinergie importanti e di peso, possono creare le condizioni per realizzare questi progetti in un’ottica di politica di distretto industriale;

Ma anche: Realizzando una piattaforma e-commerce comunale (commercio a domicilio con ordinazioni on-line) per le attività agricole e artigianali del territorio.
Esempi di successo: http://tacati.it/ (e-commerce dei prodotti locali piemontesi).

Incentivare l’occupazione in agricoltura

Come? Utilizzando la legge regionale da poco approvata che ha come finalità quella di affidare terre del demanio inutilizzate o sottoutilizzate a cooperative sociali e piccoli produttori agricoli, mettendo il patrimonio pubblico al servizio di un modello produttivo basato sulla qualità della filiera corta e favorendo l’occupazione ed il reinserimento di soggetti svantaggiati. In questa logica, promuovendo anche il comodato d’uso per gli numerosi mezzi di produzione agricola che giacciono nei magazzini dei rivenditori e che perdono persino il loro valore commerciale se inutilizzati;

Ma anche: Promuovendo in modo articolato e massiccio la filiera del suino Marscianese trasferendovi le risorse ora allocate per sostenere la filiera della soccida (che contribuisce al prosciutto San Daniele lasciandoci solo i reflui da gestire). È assolutamente incomprensibile che un territorio come il nostro, che non ha nulla da invidiare a nessun altro nel campo della lavorazione artigianale della carne suina, debba contribuire al prestigio di marchi internazionali che non producono alcuna ricchezza locale;

E ancora: Sburocratizzando la commercializzazione di piccoli quantitativi di prodotti agricoli di qualità.

Incentivare la cura dei Mestieri creativi artigianali

Come? Creando un’officina municipale a sostegno della creatività lavorativa. L’officina municipale deve essere uno “spazio”, un luogo di lavoro dotato di specifiche attrezzature, non tanto latore di servizi, quanto in grado di favorire nuove idee attraverso il confronto tra creativi.
Si potrebbero utilizzare i tanti strumenti fermi nei capannoni come palestra pubblica per chi ha voglia di creare e di fare: non solo giovani ma chiunque voglia ancora imparare;

Ma anche: Gestendo corsi di formazione utili e tarati sull’attuale fase del mondo del lavoro che facciano ricorso a professionalità reali e competenze dimostrabili.

Combattere la stretta del credito

Come? Promuovendo un ambito territoriale per l’istituzione di forme di moneta complementare volte a trasformare i crediti inesigibili delle imprese in mezzi di pagamento alternativi. Tali crediti saranno utilizzabili dai consumatori durante l’acquisto di beni e servizi dalle imprese produttrici oppure fra le imprese stesse a tutti i livelli della catena del valore. Ad esempio un elettricista potrà rifare l’impianto elettrico per una catena di distribuzione accumulando crediti per la spesa alimentare senza tirare fuori un centesimo (economia reale sottratta alla speculazione). L’incentivo a far circolare la moneta complementare piuttosto che detenerla sotto forma di risparmio è dato dal fatto che ad essa sarà applicato un tasso d’interesse negativo nel corso del tempo, e perciò la moneta perderà valore se non viene spesa. Non è la soluzione del problema ma un valido aiuto per un’inversione antirecessiva.
Esempi di successo: http://www.sardex.net/come-funziona/ (1000 aziende sarde in un unico circuito di credito commerciale).

Promuovere una ripresa delle attività commerciali nei centri storici

Come? Prevedendo uno strumento urbanistico atto ad individuare le zone commercialmente sature che renda possibile una programmazione unitaria dell’intero panorama comunale in modo da realizzare una piena complementarietà fra le diverse realtà commerciali presenti nel territorio. E’ al contempo necessario attuare parallelamente strumenti specifici volti all’incentivazione ed alla salvaguardia delle realtà commerciali nei centri storici, e, in particolare per la realtà del capoluogo, la creazione di un vero e proprio polo commerciale naturale;

Ma anche: Impedendo la creazione di nuove attività commerciali di grande distribuzione che creino altri centri attrattivi nelle zone periferiche;

E ancora: Utilizzando gli ampi spazi della nuova piazza del capoluogo per promuovere mercatini in grado di generare turismo critico e consapevole (ad esempio prodotti locali e tipici o di ispirazione equa e solidale) nelle sere dei finesettimana promuovendo una cultura commerciale che porti alla graduale chiusura del traffico;

Incentivare le energie rinnovabili non speculative

Come? Esigendo che la Regione integri il regolamento regionale 7-2011 con le norme indicate dal Consiglio Comunale per le distanze di rispetto degli impianti e dei depositi di biomasse dalle civili abitazioni. Il passato consiglio comunale ha fatto un ottimo lavoro ma, inspiegabilmente, la regione ha ignorato i contributi di Avigliano e Marsciano. Ad Avigliano è sorta una centrale a biomasse da 1 MW e questa estate si è provato ad autorizzare immensi depositi di vinacce a Papiano e Cerro;

Ma anche: Incentivando il recupero dei sottoprodotti inutilizzati e nocivi (per la spontanea produzione di metano, il peggiore gas serra) per la valorizzazione energetica tramite piccoli impianti (sotto ai 100 kW per il Biogas, sotto ai 200 kW per le biomasse) disincentivando l’uso delle colture energetiche e gli impianti consortili.

E ancora: Facilitando l’accordo tra privati per la maggior diffusione del fotovoltaico sui tetti dei capannoni industriali. A oggi un limite molto pesante a queste iniziative è rappresentato dalla proprietà dei capannoni che, molto spesso, non coincide con la realtà produttiva che occupa la struttura; in questo contesto un investimento, per quanto remunerativo, che blocca la superficie di copertura per 20 o 30 anni viene visto come un elemento di rischio. L’amministrazione può sbloccare questa situazione mettendo a disposizione garanzie pubbliche che sostengano il rischio d’impresa.

Aumentare la competitività delle nostre imprese

Come? Mettendo a disposizione una piattaforma informatica comunale per creare gruppi d’acquisto solidale per l’acquisto delle utenze termiche, elettriche e di qualunque altra natura. Si potrebbe in questo modo operare un grande risparmio per tamponare la contrazione di liquidità. L’idea che l’aumento di competitività passi attraverso la contrazione dei diritti e dei salari, oltre che socialmente ingiusta, è una delle cause, insieme al crollo della domanda interna, della spirale recessiva nella quale ci troviamo.

Difendere i lavoratori delle imprese in crisi

Come? Promuovendo tavoli di conciliazione che trattino con le grandi realtà produttive locali senza atteggiamenti di connivenza o, peggio ancora, di complicità nell’esclusivo interesse della comunità e dei lavoratori stessi.

 

Servizi alla persona

Il comune ha la possibilità, attraverso le politiche sociali, di incidere concretamente sulla qualità della vita dei soggetti più vulnerabili attraverso l’erogazione di servizi alla persona e la creazione di progetti mirati a rispondere alle esigenze della comunità di riferimento. In tal senso è importante sia dare risposte alle problematiche già in atto, sia pensare ad una azione che prevenga il formarsi di situazioni di disagio o l’emergere di condizioni di marginalità. Per questo è fondamentale che ci sia un’evidente professionalità degli operatori del settore e una forte volontà politica nell’attuare e organizzare gli interventi sul territorio. Pur consapevoli dei tagli alla spesa sociale , riteniamo che sia possibile ottimizzare le risorse esistenti e aumentare i mezzi a disposizione per esempio creando progetti che possano usufruire di fondi europei erogati per specifici piani di intervento. Il disagio, che spesso colpisce i ragazzi, non deve mai essere sottovalutato, ma compreso e combattuto con azioni mirate, come la valorizzazione della persona, la rieducazione del soggetto a rapportarsi con gli insegnanti, il dialogo con la persona per comprendere i motivi dell’insuccesso.

Il polo ospedaliero di Pantalla si è dimostrato un progetto che porta in sé tutte le problematiche che avevamo ampiamente anticipato cinque anni fa. Personale sotto organico e costretto a lavorare con strumentazioni non completamente idonee a dare un servizio adeguato ai cittadini. Tutto ciò ha portato alcune eccellenze preesistenti a trovare altre strutture dove sviluppare le proprie capacità. In ogni modo, nella situazione attuale, criticare esclusivamente il servizio erogato rischia di essere un assist per chi vorrebbe togliere anche questo presidio per dividere il nostro territorio tra Terni e Perugia, realtà d’eccellenza che, però, già oggi non sono più in grado di assorbire tutta la domanda esistente. Dobbiamo esigere che l’Ospedale di Pantalla funzioni meglio nelle specializzazioni che sono presenti e implementi la propria offerta.

Contrastare l’abbandono scolastico e le devianze giovanili

Come? Sviluppando uno spazio di ascolto all’interno delle scuole, attraverso una figura qualificata come “l’operatore di corridoio” per offrire agli studenti un giovane-adulto di riferimento, che conosca il mondo in cui sono immersi, al quale rivolgersi per riportare i problemi riguardanti il mondo scolastico e non solo;

Ma anche: Creando spazi di aggregazione per i giovani, nei quali sia possibile navigare in internet, leggere libri, ascoltare e fare musica, teatro, cinema, pittura, fotografia, letteratura, spazi nei quali organizzare convegni, corsi, laboratori, feste, concerti, tornei ludici e dove maturare relazioni, attitudini personali e vocazioni;

E ancora: Dando la possibilità di accedere a basso costo a ore di ripetizione per piccoli gruppi, magari all’interno degli edifici scolastici.

Potenziare i servizi alla persona.

Come?

  • riorganizzando la spesa per l’erogazione dell’assistenza scolastica e domiciliare attraverso una seria programmazione e un monitoraggio costante dello stato e dei servizi;
  • istituendo un Centro estivo pubblico (presente in tutti i Comuni limitrofi) che dia un’alternativa alle numerose offerte confessionali del territorio;
  • supportando e creando spazi di confronto con le varie realtà sparse nel territorio quali le associazioni dei genitori, associazioni che si occupano dell’handicap e del disagio sociale;
  • sviluppando specifici progetti per l’inserimento lavorativo e per il sostegno dei disabili adulti, vera e propria realtà nascosta della nostra società;
  • potenziando i servizi anti-dipendenza con particolare riguardo, oltre droga e alcool, allo sviluppo delle ludopatie anche attraverso un regolamento comunale maggiormente restrittivo verso la presenza delle slot-machines;
  • bandendo un concorso comunale che preveda, sulla base di un progetto pedagogico moderno e funzionale, delle ore settimanali scolastiche dedicate al corretto utilizzo del mezzo informatico e multimediale così centrale nella vita delle nuove generazioni; internet è uno strumento e come tale va usato correttamente senza idolatrarlo o demonizzarlo;
  • instaurando un punto d’ascolto generale che permetta al cittadino di essere informato e indirizzato nelle sedi opportune per l’espletamento delle proprie necessità; tale punto d’ascolto, attivo in orari non lavorativi, dovrà presentare appuntamenti settimanali nelle strutture pubbliche dislocate nell’intero territorio comunale;

Difendere la scuola pubblica

Come? Valorizzando la nostra offerta formativa legata al territorio dirottando tutti i finanziamenti disponibili dall’istruzione privata a quella pubblica;

Ma anche: Dando le deleghe politiche a professionisti che hanno attraversato il mondo scolastico e che conoscono molto bene le problematiche inerenti alla materia;

E ancora: Difendendo e ampliando l’offerta pubblica dell’Asilo nido Comunale ‘Gianni Rodari’ come garanzia della qualità complessiva dei servizi all’infanzia del territorio. Le competenze acquisite in trent’anni di sperimentazioni dalle operatrici sono un patrimonio che deve essere valorizzato e trasmesso.

Ampliare l’offerta sanitaria

Come? Facendosi promotori di una forte richiesta di aumento d’organico e di apparecchiature adeguate a onorare un servizio sicuro e puntuale per l’utenza;

Ma anche: Aumentando le competenze del polo; è inaccettabile che, al momento, bisogna rivolgersi al Silvestrini (sempre congestionato) per un semplice gesso.

E ancora: Difendendo la postazione del 118 rimasta a Marsciano dalle ipotizzate razionalizzazioni regionali (una macchina medicalizzata con un operatore infermieristico salva il 95% delle vite in caso di primo soccorso) e, in generale, potenziando i servizi di prossimità territoriale. Esemplare, in questo senso, deve essere la prima azione della nuova amministrazione di riportare il punto di raccolta Avis a Marsciano almeno per alcuni appuntamenti settimanali.

 

Prevenzione e contrasto alla violenza di genere

La violenza degli uomini contro le donne non può essere attribuita a mera devianza, o riferita a comportamenti estranei alla nostra cultura e quotidianità. Né, tanto meno, si può mai ricondurla ad un conflitto tra due persone o riterla come “fisiologica” in un rapporto di coppia o, peggio ancora, ricercarne le cause scatenanti nei comportamenti della vittima.

Mettere in atto azioni di lotta agli stereotipi di genere

Come?

  • Promuovendo campagne di informazione e sensibilizzazione;
  • Potenziando e applicando concretamente gli strumenti già esistenti, come il protocollo di intesa con il Centro pari opportunità regionale;
  • Creando un “punto di ascolto” che si interseca con la rete dei servizi presenti a livello regionale (Telefono Donna, Centri antiviolenza, case protette) condotto da personale qualificato. 

 

 Tempi di vita delle persone e delle città

Al di là dei modelli culturali, il problema della conciliazione vita/lavoro dipende in maniera determinante dalla indisponibilità di servizi di sostegno alla famiglia e da una forte rigidità degli orari dei luoghi di lavoro e di quelli dei servizi. La conciliazione è possibile se diventa un ecosistema complesso che si basi, a sua volta, su tre livelli interagenti: il sistema delle relazioni e strategie individuali e familiari, il sistema dell’organizzazione del lavoro, il sistema del territorio, sul quale l’Amministrazione può avere un ruolo diretto. È necessario e opportuno fare rete tra i soggetti diversi perché la maternità diventi anziché un vincolo, un’opportunità e un valore.

Aiutare la conciliazione vita-lavoro

Come? Predisponendo il ‘Piano territoriale dei tempi’: uno sportello-bacheca per la famiglia concepito come un punto di incontro, in materia di cura alle persone, tra domanda di occupazione e offerta. 

 

Trasparenza e macchina comunale

Con una classe politica senza significativi ricambi da decenni, il problema della trasparenza della pubblica amministrazione diventa un fatto centrale nella vita sociale della comunità. Un sistema che, fino alla tenuta del muro di Berlino, fungeva da contro-stato permettendo ad una parte del Paese, esclusa dagli incarichi pubblici statali dal sistema pentapartitico, di avvalersi delle assunzioni e degli appalti locali è diventato un sistema rodato di immobilità sociale della peggior specie. Dobbiamo aprire le finestre del Comune per far entrare un po’ di aria nuova.

Distribuire i lavori pubblici

Come? Predisponendo un turn-over nelle numerose assegnazioni che non prevedano particolari standard tecnici. In questo modo si potranno dare maggiori possibilità di promuovere processi di auto organizzazione dei lavoratori (autentiche cooperative di lavoro, anche professionale ed intellettuale) che contribuiscano a valorizzare le persone in possesso di professionalità talvolta non adeguatamente riconosciute.

Ma anche: Assegnando contratti di fornitura, appalti di costruzione, prestazioni tecniche e professionali nell’esclusivo interesse del Comune; gli operatori economici devono sapere che l’unico modo per ottenere incarichi e commesse è lavorare bene, offrendo alta qualità, rispettando la sicurezza e i diritti dei lavoratori e contenendo i costi.

Immettere elementi di democrazia diretta

Come? Modificando lo Statuto comunale con la promozione dell’istituto del referendum comunale su tematiche di grande impatto sociale e ambientale dopo una adeguata campagna di sensibilizzazione culturale e scientifica, non è tollerabile che la salute o la vita dei cittadini sia nelle mani di interessi privati o speculativi come è altrettanto sbagliato agitare allarmismi strumentali senza alcun riscontro scientifico;

Ma anche: Dando la possibilità a gruppi di cittadini di presentare delibere che (se opportunamente redatte e tecnicamente fattibili) possano essere portate direttamente in votazione al Consiglio comunale.

Rendere accessibili i numerosi dati in possesso dell’Amministrazione Comunale

Come? Aderendo al progetto Open Data che prevede la creazione di una banca dati degli archivi pubblici contenenti informazioni utili sia dal punto di vista ricreativo che da quello commerciale.
Vedi: http://www.dati.gov.it/content/voglio-capire#definizione.

Rendere trasparenti le pubbliche assunzioni

Come? Selezionando le persone in base alle capacità con l’obiettivo di arrivare ad una Amministrazione Comunale competente e motivata. La pubblica amministrazione non deve più essere selezionata in base a criteri di militanza elettorale anche per rispetto di coloro, e per fortuna ce ne sono, che hanno ottenuto il proprio incarico in modo cristallino.

Ampliare l’offerta di servizi dell’amministrazione comunale

Come? Utilizzando i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità percettori della relativa indennità (così come previsto dal d.lgs 468 del dicembre 1997) per l’espletamento di servizi di pubblica utilità altrimenti non eseguibili da figure previste nell’organico comunale laddove il Patto di Stabilità non consenta eventuali assunzioni.

 

Urbanistica, pianificazione territoriale e viabilità

La questione urbanistica, a Marsciano, è strettamente legata alla questione del Piano del Commercio. La nascita dell’ARCO quasi 15 anni fa ha indebolito in modo irreversibile il tessuto commerciale in particolare del centro storico. Successivamente le aree commerciali del Ponte e dell’Ammeto hanno prodotto un esorbitante eccesso di offerta. Ironia della sorte, proprio il collasso di quella struttura potrebbe essere il colpo di grazia per quel che resta delle attività che gravitano intorno al centro storico. Va verificata la liceità della procedura che propone di spostare la grande distribuzione dalla zona di piazzale C. Marx al polo commerciale di Ammeto vista l’assenza del Regolamento delle zone commercialmente sature.

Anche sul versante dell’edilizia privata le costruzioni esistenti a Marsciano, ampiamente invendute, potrebbero ospitare 50.000 inquilini secondo gli standard tecnici utilizzati per tali conteggi. Questo modello non è più sostenibile. Il PUC è stato una possibilità colta solo in parte visti gli errori commessi dalle amministrazioni precedenti come quello, cocente, di Palazzo Cruciani. Quella che poteva essere la vera piazza di Marsciano è stata cementificata per interessi speculativi ed ora si è corso ai ripari in netto ritardo e con un mandato tecnico condizionato, oltre che da questi aspetti, anche da quelli legati alla viabilità.

Dulcis in fundo il Piano Regolatore non è stato chiuso nel corso della legislatura. Di conseguenza tutte le promesse e le delibere collegate non hanno alcun valore perchè il prossimo Consiglio comunale le potrà modificare con un semplice voto.

Chiudere con la stagione della grande distribuzione che lascia cimiteri di cemento

Come? Varando un piano delle zone commercialmente sature come previsto dalla normativa nazionale non ottemperata dal Comune di Marsciano.

Varare un piano di sistemazione urbana coerente con i vari lavori di ristrutturazione effettuati

Come? Incentivando le ristrutturazioni tramite fondi regionali, bandi e sconti su tasse comunali. La commissione edilizia, ovviamente composta da persone competenti e qualificate, dovrà stabilire criteri che rendano armonico l’aspetto urbano.

Recuperare gli edifici industriali dismessi

Come? Varando un piano di recupero e riutilizzo dei siti di archeologia industriale monitorando bandi e fondi regionali e comunitari;

Ma anche: Promuovendo forme di comodato d’uso gratuito. Il valore di tali immobili è quasi nullo e l’amministrazione deve mettere in contatto proprietà e soggetti interessati per la riqualificazione dei locali sia a scopo produttivo che ricreativo accrescendone il valore per tutta la comunità;

E ancora: Incentivando le nuove attività commerciali di qualunque tipo verso la riqualificazione-ristrutturazione delle aree esistenti e senza prevedere nuove cubature.

Risolvere la questione Villa Bocchini

Come? Rendendo pubblici gli atti che hanno permesso una plateale sopravvalutazione del bene privato a scapito delle casse pubbliche e indagando sulla presenza di permessi per la demolizione ‘elettorale’ di 5 anni fa;

E ancora: Cercando una destinazione d’uso che restituisca quella zona ad una funzione pubblica potenzialmente attrattiva per il recupero dell’Arco.

Creare aree adibite a percorso verde

Come? Individuando, nel prossimo piano regolatore, aree a servizi nel capoluogo e nelle frazioni, indisponibili alla cementificazione, di pregio ambientale e culturale così da promuovere percorsi pedonali di qualità.

Contrastare la trasformazione della E45 in autostrada

Come? Opponendosi con tutti i mezzi, fino alla disobbedienza civile, a questo scempio economico e ambientale. Il progetto della trasformazione in autostrada della Orte-Mestre prevede un impatto devastante su territori prossimi al nostro (si pensi ad un traforo che passa sotto Deruta partendo da Ripabianca fino a Pontenuovo) e significherà pedaggio obbligatorio (altrimenti per quale motivo i privati dovrebbero investire?) e aumento del carico di traffico sulle arterie interne di proporzioni inimmaginabili. Condizione che comporterà necessariamente un aggravio dei costi di manutenzione della rete viaria locale a carico della collettività.

Aumentare le possibilità di spostamento senza automobile

Come? Prevedendo che i pulmini che girano semivuoti nel capoluogo facciano almeno tre giri settimanali nelle frazioni con particolare riguardo per il mercato del lunedì.

 

Ambiente e ciclo dei rifiuti

Non si può parlare di ambiente senza prendere in considerazione il ciclo dei rifiuti. I numeri della raccolta differenziata indicano buone percentuali a Marsciano ma poche persone sanno che queste percentuali si riferiscono solo alla quantità di materiali in ingresso, a monte. Nessun dato ci indica quanto ne sia riciclato a valle. E’ molto difficile tracciare il percorso dei rifiuti e, ad esempio, quale percentuale della plastica raccolta viene effettivamente riciclata rispetto a quella inviata in discarica o venduta per la valorizzazione energetica. Risulta anche singolare che i materiali riciclati vengano valorizzati dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) a prezzi stracciati mentre lo stesso ente li rivende a valori incredibilmente maggiori. Dobbiamo capire questo ciclo per trovare le forme di efficienza possibili, per sottrarre rendite indebite e restituire un po’ di soldi ai cittadini che pagano tariffe esorbitanti.

Le tematiche ambientali hanno rappresentato una parte fondamentale della nostra esperienza politica, dalla lotta per la chiusura del Biodigestore di Olmeto alla vittoria (momentanea!) contro i depositi di vinacce a Papiano e al Cerro. La Regione Umbria, nel luglio 2011, ha delegato ai comuni il compito di specificare le aree non idonee alla costruzione di impianti a biogas e biomasse o per lo stoccaggio delle stesse. Il Comune di Marsciano, dopo un ampio dibattito, ha varato un regolamento ragionevole ma più restrittivo di quello regionale, con il voto positivo di Rifondazione Comunista che, unico caso della legislatura, ha votato con la Maggioranza.
Dopo un anno circa la Regione Umbria approva tutti i regolamenti comunali tranne quelli di Marsciano e Avigliano senza alcuna spiegazione. Ad Avigliano è entrato in esercizio un impianto a Biomasse da 1 MW mentre in agosto a Papiano e Cerro è scoppiato il problema delle vinacce, stoppato dal voto consiliare sulla destinazione d’uso delle zone industriali artigianali.Come evidenziato nella parte Urbanistica, la mancata chiusura del piano regolatore lascia in campo tutte le ipotesi in quanto le destinazioni d’uso approvate non sono state sancite dal voto definitivo del Consiglio Comunale.

Aderire alla proposta di legge ‘Rifiuti Zero′

Come? Mettendo in atto tutte le azioni previste nella proposta di legge “Legge Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile” (http://www.leggerifiutizero.it/testo-completo). A titolo di esempio, si potrebbe istituire, in uno dei capannoni dismessi non lontani dall’isola ecologica, un Polo del Riuso; un luogo cioè, dove sia possibile portare cose in buono stato, che non servono più, per prelevare altri oggetti utili di cui si sono disfatti gli altri. In questo modo si potrà, da un lato diminuire la quantità di immondizia da buttare e trattare e dall’altro investire un minimo di forza lavoro per il funzionamento del Centro;

Ma anche: Incentivando le attività commerciali che tendono a ridurre gli imballaggi tramite distributori di acqua, latte e detersivi sfusi. Promuovendo l’acquisto di prodotti come i kit di pannolini lavabili e prodotti per l’infanzia realizzati da manodopera artigianale locale;

E ancora: Coinvolgendo giovani e studenti nel progetto Trashware si potrebbe creare un laboratorio del riuso dedicato al computer. Dalla raccolta di macchine obsolete e non più funzionanti si potrebbero recuperare tutti i componenti ancora utilizzabili per riassemblarli e dar nuova vita a computer nei quali istallare sistemi operativi open source. Le macchine rigenerate potranno essere distribuite gratuitamente alle scuole/classi/laboratori scolastici che ne facessero richiesta o a singoli cittadini che non hanno possibilità di acquistarne una nuova.

Abbassare la Tariffa comunale sui rifiuti

Come? Valorizzando i prodotti differenziati in maniera autonoma da CONAI come sta promuovendo l’Associazione dei comuni virtuosi (http://www.comunivirtuosi.org/). In questo modo si potrebbero ricavare ingenti risorse dalla vendita dei materiali riciclati che hanno un valore di mercato nettamente superiore a quello che viene corrisposto oggi. I risparmi prodotti da queste operazioni tornerebbero nelle tasche dei cittadini e si potrebbe creare anche una filiera di lavoro locale che seleziona e commercializza i vari materiali.

Bonificare le lagune del Biodigestore di Olmeto

Come? Denunciando la condizione di disastro ambientale. Questa è la condizione necessaria anche se non sufficiente per ottenere finanziamenti risolutivi. Il primo passo deve essere la volontà politica, del tutto assente nell’attuale Amministrazione che invece accarezza ancora l’idea di fare un mega-impianto consortile in adiacenza al precedente.

Incentivare la mobilità alternativa

Come? Creando gruppi d’acquisto consapevole di mezzi a ridotto impatto ambientale (per esempio per l’acquisto di auto ibride), realizzando dei punti di ricarica elettrica. Dobbiamo incentivare anche l’uso della bicicletta, tracciando percorsi “verdi” per visitare il territorio.

Impedire depositi di biomasse marcescibili derivate da lavorazioni extracomunali (vedi vinacce)

Come? Operando nelle destinazioni d’uso del Piano Regolatore come è stato fatto per le zone industriali artigianali di Papiano e Castiglione della Valle. Ovviamente il Piano Regolatore dovrà essere chiuso con un voto finale per dare esecutività a tali atti;

Ma anche: Mettendo in atto dei veri e propri atti di disobbedienza civile se dovesse essere autorizzato, nonostante le prescrizioni, il deposito temporaneo del Cerro alle porte di Marsciano. Questi materiali, in tutta Italia, sono classificati come insalubri e trattati in appositi siti di stoccaggio dotati di viabilità adeguata e molto distanti dalle civili abitazioni;

E ancora: Negando l’accesso nei confini comunali alle pochissime aziende a ‘Rischio rilevante’ così come definite dal d.lgs 334 dell’agosto 1999.

Contrastare, nel territorio comunale, la combustione dei CSS (combustibili solidi secondari) 

Come? Producendo campagne informative di sensibilizzazione sui rischi connessi alla combustione di queste matrici molto variabili (sono il prodotto della separazione dell’organico contenuto nell’indifferenziata) in impianti progettati per scopi completamentediversi, quali sono ad esempio le fornaci e i cementifici non muniti di sistemi di abbattimento efficienti.Al di là dell’aspetto relativo alla insalubrità di tali azioni è assolutamente controproducente valorizzare a livello economico i prodotti indifferenziati: questo spingerebbe ad un mercato del prodotto teso a diminuire la quota differenziata con evidenti ricadute negative per il futuro della collettività.

 

Lotta alla povertà

La terribile crisi, di carattere sostanzialmente speculativo, che sta colpendo il tessuto sociale della nostra comunità in maniera durissima deve ancora concludersi. Non possiamo pensare solo a mantenere e ricostruire il lavoro, dobbiamo anche dare la possibilità a chi è in difficoltà di provvedere ai bisogni primari per sé e per i propri cari.

Varare misure di difesa delle fasce sociali marginalizzate dalla crisi

Come?

  • Creando, d’intesa tra Comuni e Regione, fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione, finalizzati sia all’anticipazione delle spettanze sia a misure di sostegno diretto;
  • sospendendo le rate dei mutui per la prima casa, attraverso convenzioni con gli istituti di credito, per il periodo previsto di cassa integrazione dei lavoratori del territorio, e senza oneri per i beneficiari dell’allungamento della durata del mutuo stesso;
  • difendendo il potere d’acquisto dei redditi più bassi, favorendo l’iniziativa dei GAS (Gruppi d’Acquisto Solidali) e dei GAP (Gruppi di Acquisto Popolare) contro il caro vita per i generi di largo e generale consumo, concordando con i produttori iniziative promozionali di vendita diretta in un’ottica di accorciamento della filiera;
  • esentando dai pagamenti per i servizi pubblici locali i giovani disoccupati, precari e le famiglie a basso reddito.

 

Sicurezza democratica

La richiesta di sicurezza che emerge dalla cittadinanza è un problema drammatico che deve essere valutato in tutta la sua portata e la sua serietà senza approcci securitari né, tanto meno, con un atteggiamento di sottovalutazione. L’aumento negli ultimi anni dei furti nelle abitazioni ha reso questo problema molto sentito fra i nostri concittadini che percepiscono e vivono a volte in un clima di paura crescente. Se a questo si unisce il continuo taglio da parte dello Stato alle dotazioni e alle strumentazioni alle forze di polizia ecco che tra le cittadine e i cittadini cresce la paura e la precarietà nella propria vita. Non ci possono essere libertà ed uguaglianza se non sono garantite, in primo luogo, la salute e la sicurezza.

Intervenire per garantire la sicurezza della popolazione

Come? Verificando di comune accordo con il Corpo dei Carabinieri ipotesi di trasferimento della Caserma in luogo più idoneo per la prevenzione dei fenomeni più preoccupanti del nostro territorio quali lo spaccio di droghe pesanti e i furti domestici. Del tutto inutili e controproducenti le sfilate con i cani antidroga dentro le scuole, luogo di educazione e non di repressione;

Ma anche: Intervenendo in maniera mirata nei quartieri dove si concentrano i casi di disagio attraverso la prevenzione e la mediazione dei conflitti con figure quali gli operatori sociali di quartiere.

 

Turismo, cultura, sport e associazionismo

Quando si ragiona di queste tematiche si rischia sempre di produrre una serie di considerazioni condivisibili che possono scadere nel festival dei desideri.

Per quanto riguarda il turismo e la cultura punteremo, anche in questo caso, sulla competenza delle persone che dovranno gestire queste deleghe e sulla capacità di iniziativa e immaginazione che ci deve animare in tempi molto magri dal punto di vista delle risorse economiche.

Sappiamo che per materie come lo sport e l’associazionismo il Comune ha una funzione di supporto, di creazione di infrastrutture e, oltre a questo, ha il dovere di facilitare e di non ostacolare la libera formazione di iniziative vitali per la comunità. E’ importante rispettare la massima autonomia di queste esperienze in modo da coinvolgere i cittadini tutti nella vita collettiva.

Ripensare completamente ‘Musica nei Borghi’ in chiave utile al territorio

Come? Concentrando le poche esibizioni di richiamo in un arco di tempo minore, con tante iniziative di ottimi gruppi locali a completare un calendario compatto: solo con questo format si può pensare di attrarre un minimo di turismo culturale;

Ma anche: Affidando l’organizzazione, la cura, la gestione dell’evento ad agenzie locali e giovani in modo da creare ricadute positive sul territorio. Basta con celebri artisti a fine carriera e con i service provenienti da Roma;

E ancora: Incentivando la Scuola comunale di musica rivedendone la struttura organizzativa e i costi fissi, questa esperienza va difesa e resa sostenibile nel tempo.

Collaborare nell’organizzazione di eventi periodici legati alla musica, alla cultura e alla gastronomia locale

Come? Patrocinando e sostenendo gli eventi che le nostre associazioni propongono, da quelli più “famosi” (Taverne aperte, Palio delle botti), ai più piccoli. Marsciano e le sue frazioni hanno nella volontà di tante associazioni e nei loro eventi una grande forza propulsiva;

Ma anche: Redigendo un piano di sviluppo turistico del territorio, con mappatura delle risorse storico artistiche presenti, valutazione delle condizioni degli edifici tramite la figura del conservatore, creazione di una struttura turistica con info point e sito web in cui siano presenti tutte le possibili offerte e le strutture ricettive e di ristorazione;

E ancora: Ideando operazioni di co-marketing turistico con località italiane che offrono un’altra tipologia turistica attraverso la sponsorizzazione dei prodotti locali e tipici umbri con stand nella località ospitante, promuovendo il territorio, le risorse e gli eventi con la creazione di pacchetti di visita e tariffe agevolate.

Rilanciare la Biblioteca comunale

Come? Ideando eventi culturali, organizzando incontri di spessore, cicli di educazione alla lettura, e percorsi di lettura e conoscenza dei testi, anche gestiti dai volontari;

E ancora: Dando un servizio adeguato alle esigenze della popolazione, con orari più flessibili rispetto alle esigenze di chi lavora, (per esempio allungando l’orario di un ora la sera ed aprendo il sabato) e personale che sappia fornire supporto e promuovere nuove acquisizioni anche attraverso donazioni o lasciti.

Ideare un’attrattiva creativa che caratterizzi Marsciano come città industriale del lavoro

Come? Lanciando un concorso di idee che valorizzi il Museo del Laterizio anche attraverso la creazione di un sito web dignitoso e di iniziative artistiche di spessore;

Ma anche: Liberando i luoghi particolarmente grigi del nostro capoluogo all’arte dei writers.

Ridare una funzione sociale all’ex Tabacchificio

Come? Rendendolo il luogo dell’incontro e del mutualismo tra i giovani, nell’attesa di un finanziamento per una sua dignitosa ristrutturazione.

Cambiare la struttura della Fondazione Salvatorelli

Come? Facendo divenire la Fondazione Luigi Salvatorelli – che conserva l’archivio e la biblioteca personale dell’intellettuale marscianese presso la sala Gramsci della Biblioteca comunale – un ente vivo tutto l’anno, con l’organizzazione di attività di ricerca e di visite guidate per le scuole, alla presenza di operatori competenti. Ogni due anni la Fondazione Salvatorelli organizza un Convegno internazionale con studiosi illustri che rimane fine a sé stesso: dobbiamo dare continuità a questo lavoro di conoscenza storica e al contempo aprirlo e renderlo importante per tutta la cittadinanza.

Valorizzare il grande patrimonio pubblico di strutture e parchi nel territorio

Come? Facendo un censimento di tali strutture con i relativi organigrammi per sostenere quelle realtà che lavorano per la collettività e intessere nuove relazioni laddove il patrimonio non è più fruibile dalla cittadinanza;

Ma anche: Incentivandone l’uso aperto a tutti creando in estate dei centri estivi, ed in inverno strutture doposcuola, punti di ritrovo per diverse fasce sociali e d’età, aiuto compiti, genitori che si offrono per baby sitting volontario.