La La L’ammetoland

Se ne diranno di tutte le tinte sulla variante che prevede un nuovo polo commerciale all’Ammeto.

Il tam tam è già cominciato: è solo un completamento; non è un Centro Commerciale; è tutta una strumentalizzazione elettorale, in commissione è passato all’unanimità; è una libera iniziativa di privati, ci sarebbe stato comunque il residenziale…

  1. E’ solo un completamento: senza questa variante, i proprietari dell’area avrebbero avuto diritto a meno di 300 metri quadrati di edilizia commerciale; dopo il voto in Consiglio Comunale, ne avranno a disposizione 2400. Mille dei duemila in più sono stati recuperati dalle limitazioni che il Consiglio aveva, a suo tempo, imposto alla Coop; sempre lo stesso giochino visto anche col parcheggio pubblico sotto Palazzo Cruciani: prima si danno “severe” prescrizioni per poi rivederle quando il clamore è passato.
  2. Non è un Centro Commerciale: ognuno utilizzi il termine che preferisce per un insediamento di 2400 metri quadrati, quello che è sicuro è che il nostro Consigliere, Yuri Capoccia, ha sostenuto che, quanto meno, si vincolasse l’area a esercizi non alimentari vista la presenza di Lidl, Coop e Conad nelle strettissime vicinanze: la proposta è stata bocciata dalla commissione, difficile sostenere che ci verranno solo go kart e uffici.
  3. E’ tutta una strumentalizzazione elettorale, in commissione è passato all’unanimità: bisognerebbe conoscere il funzionamento consiliare: i consiglieri non sono presenti in tutte le commissioni, caso ha voluto che i due consiglieri di minoranza che stanno in prima commissione (Ranieri e Pilati) abbiano votato a favore. Capoccia, Cavalletti e Umbrico, che hanno votato contro in Consiglio, così come Santarelli e Bonomi che si sono astenuti (un messaggio molto importante di autonomia dal gruppo del PD), non sono membri della commissione; quindi non avevano diritto di voto in quel contesto. La contrarietà del consigliere Capoccia, che ha diritto di presenza anche se non di voto, sono ben evidenziate dalla proposta bocciata precedentemente illustrata. Lezioni di strumentalità elettorale non ne accettiamo da questa maggioranza, tanto meno da una parte dell’attuale opposizione.
  4. E’ una libera iniziativa di privati, ci sarebbe stato comunque il residenziale: ci mancherebbe, anche il deposito delle vinacce è una libera iniziativa di privati, gli strumenti di programmazione urbanistica esistono proprio per armonizzare i diritti privati con l’interesse pubblico: non si intravede alcun interesse pubblico nell’intervento licenziato dal Consiglio Comunale. Il residenziale, è chiaro, non sarebbe mai stato costruito e questo avrebbe tenuto aperta la partita della spazio verde, necessario in quell’area, nel prossimo piano regolatore. Se invece ci si inchina sempre ad ogni “ragionevole completamento” ed a ogni “iniziativa sacra privata”, rimarrà solo cemento.

La realtà è molto più semplice: sono decenni che l’Amministrazione Comunale si piega sempre agli interessi privati consumando irreversibilmente terreno ricoprendolo di cemento lasciandosi alle spalle cimiteri disabitati e in disuso, mentre nulla ha fatto per recuperare il Centro Storico. Molto spesso lo ha fatto e continua a farlo con la non belligeranza di opposizioni compiacenti.

Mai, noi, ci siamo prestati a questo gioco e continueremo per la nostra strada convinti che la coerenza sia un valore non negoziabile.

 

 

 

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