Cogito ergo NO

indexLa Riforma Costituzionale su cui si voterà il 4 Dicembre è una pessima riforma. Le motivazioni di tale giudizio si possono trovare in tutti gli organi di stampa. La totalità dei Costituzionalisti è contraria per motivi tecnici (referendum-costituzionale-gustavo-zagrebelsky-spiega-i-15-motivi-per-dire-no-alla-riforma-voluta-da-renzi). Alcuni articoli sono anche ridicoli dal punti di vista linguistico. L’articolo 70 passa dal chiarissimo “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” ad un bizantinismo incomprensibile e volutamente lacunoso con rimandi continui ad altri commi e articoli. Verificare per credere: Nuovo Articolo 70. Una sciatteria vergognosa, segno stessa della pochezza di un gruppo dirigente che vorrebbe Riformare una Carta scritta da giganti ai quali non sarebbero stati degni neanche di allacciare le scarpe. Detto questo va sottolineato che questo è il motivo meno importante per votare NO al Referendum.

Riteniamo assulutamente inaccettabile la retorica di chi – dopo aver votato una iniziatia di questo tipo solo con la propria maggioranza, dopo aver legato il futuro dell’esecutiva all’andamento del referendum, dopo aver posticipato la data del referendum solo perchè rischiava seriamente di perderlo in tempi brevi, dopo le sceneggiate europee anti austerity (ennesima variante del chiudere le porte quandi se ne sono andati i buoi), mentre si appresta a varare una finanziaria finalizzata solo a massimizzare il consenso sociale (per conquistare qualche SI) e a paralizzare 2 mesi di attività governativa per fare propaganda di Stato pagata da tutti – ci chiede di parlare solo del merito della Riforma. Ma quando mai?! Una dose così massiccia di bispensiero non l’aveva immaginata nemmeno il Ministero della Verità del Grande Fratello Orwelliano.

In realtà, questa riforma è il perfetto vestito al corpo politico Renziano. Al suo modo di intendere la democrazia. Un Primo Ministro che è anche Segretario del Partito di Maggioranza che utilizza la sua carica per fare il portavoce di quella che i Costituenti (quelli seri) avevano previsto come una iniziativa Parlamentare. Il Dominus del Partito, del Governo e del Parlamento che si permette anche di dare lezioni di democrazia alle opposizioni. E proprio questa sarebbe l’Italia del SI. Una camera nominata da chi controlla il Partito che ratifica le iniziative di chi controlla il Governo, peccato che sia l’uno che l’altro sarebbero controllati dalla stessa persona. Lo vediamo anche con i tanti distinguo dei nostri politici locali: sempre pronti a parlar male del Governo, per salvarsi la faccia di fronte al disastro amministativo delle comunità nelle quali governano, ma sempre pronti, al dunque, a votare a favore di chi deciderà le liste delle prossime elezioni politiche nazionali e regionali.

L’errore da non fare è quello di disgiungere questa Riforma da tutto quello che questo Governo ha messo in atto dal suo insediamento. La distruzione della Scuola (qui veramente non ci dilunghiamo, basta parlare con un attore qualsiaisi della scuola, alunni, collaboratori, insegnanti per capire il caos organizzativo prodotto dalla Buona Scuola), la definitiva precarizzazione del mondo del lavoro col Job’s act (con l’abuso dei voucher che droga le statistiche sull’occupazione, comunque pessime), la continua e ossessiva genuflessione del Governo ai poteri forti e ai mercati finanziari, la connivenza con settori oscuri dell’imprenditoria attraverso l’appoggio incondizionato alle inutili Grandi Opere.

Queste politiche antipopolari e impopolari hanno bisognio di un assetto Istituzionale “snello”, con pochi contrappesi, senza lacci e lacciuoli diceva un signore di Arcore mai così vincente dal punto di vista programmatico e culturale.

Ognuno farà ciò che vuole. Noi voteremo NO al Referendum del 4 Dicembre. E lo faremo, in primis, per mandare a casa il peggior Governo che si sia mai visto in Italia. E dire che ne avevamo visti di tutti i colori (tranne il rosso, quello vero, a dirla tutta).

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