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Provaci ancora, AM

Niente attività per la produzione di bitume a Papiano. Finalmente una buona notizia dall’ultima conferenza dei servizi. Come avevamo anticipato in una recente assemblea pubblica nel territorio interessato, il Comune di Marsciano non si poteva sottrarre al parere negativo vincolato dalla chiarezza dal Regolamento per la disciplina delle attività insalubri. Queste cose non avvengono per caso, ma avvengono in conseguenza del lavoro consiliare delle minoranze che hanno voluto quel Regolamento a inizio legislatura con la speranza di bloccare anche il mega-deposito di vinacce al Cerro. Quella battaglia l’abbiamo persa ma, almeno, è stata la base per non soccombere ancora una volta. Non siamo riusciti ad evitare neppure la realizzazione del nuovo Centro Commerciale ad Ammeto (che, come prevedibile, è sconsolatamente vuoto) ma ci siamo battuti con tutte le armi a nostra disposizione per scongiurare la variante che ne ha permesso la costruzione.

Questa Amministrazione, assente per la maggior parte del tempo, è stata, questa volta, costretta ad esprimersi contro l’ennesima scelta infelice. Del resto, il fallimento della maggioranza consiliare è stato certificato dalle ennesime dimissioni rassegnate dagli assessori Moscoloni e Anniboletti che hanno seguito quelle della Vicesindaco Luchetti. Una via crucis per la Giunta ma, soprattutto, per Marsciano, che si deve sorbire queste manovre ad un anno dalle elezioni buone soprattutto per segnare nuovi equilibri elettorali, non certo per risolvere i numerosi problemi della nostra comunità.

Altre due buone notizie sono in dirittura d’arrivo grazie all’impegno del nostro giovane consigliere Yuri Capoccia:

  1. La prossima apertura di un Polo del Riuso, un luogo nel quale portare quelle cose che non sono più utili a noi ma possono risultare preziose per altre persone, un luogo nel quale riaffermare i valori del riuso prima ancora del riciclo e in alternativa alla nefasta produzione di beni non necessari.
  2. L’istituzione del registro comunale delle disposizioni anticipate di testamento (DAT) presso l’Area Anagrafe, che altro non è che il registro nel quale è contenuta l’espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte.

Queste e altre cento cose sono state fatte e altrettante ne faremo ancora nel restante anno di legislatura.

Vogliamo quindi tornare a confrontarci con tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi anni e con coloro che vorranno iniziare a farlo, Domenica 6 maggio, dalle ore 17:00, presso la Sala Capitini, per discutere insieme le prospettive e le scelte rispetto alle prossime elezioni amministrative.

Il nostro obiettivo è, come da 20 anni a questa parte, la sconfitta di una classe politica che amministra da troppo tempo Marsciano in modo approssimativo e non condivisibile, scongiurando anche che il grande dissenso venga incanalato verso prospettive politiche che nulla hanno a che vedere con la cultura democratica di Marsciano e che sono prive del ben che minimo radicamento territoriale. Non faremo passerelle con big nazionali che vengono ad aizzare le folle esultanti; ci vogliamo, invece, occupare dei tantissimi problemi reali della nostra collettività.

All’opposizione stiamo lavorando intensamente e con buoni risultati, vincendo insieme le elezioni potremo finalmente cambiare Marsciano.

Sacrificati sugli alTARI

Il bilancio comunale approvato nei giorni scorsi porta con sé una spiacevole sorpresa per i cittadini marscianesi: l’aumento della Tari di circa il 12%.

Rispetto a questa ipotesi, come gruppo consiliare “L’Altra Marsciano”, esprimiamo la nostra netta contrarietà. Gran parte di questo aumento, circa il 9%, è dovuto agli extracosti che l’AURI ha riconosciuto alla GEST per il 2017 e per il 2018. Per extracosti si intende i costi causati dal blocco degli impianti di Pietramelina e Borgogiglione – avvenuti nell’ambito dell’inchiesta della magistratura denominata “Spazzatura d’oro connection” – che hanno costretto il gestore a portare fuori regione i rifiuti.

A questi costi si aggiungono quelli previsti dalle nuove tariffe di conferimento. Al di là delle valutazioni legali sull’intera vicenda, che non sono di nostra competenza, questo aumento è inaccettabile in quanto la cattiva gestione, le inefficienze, le scelte sbagliate delle supposte professionalità ai vertici delle aziende municipalizzate vengono sempre e comunque scaricate sulle spalle dei cittadini.

Se l’amministrazione non ha una responsabilità diretta rispetto a questa situazione, quella politica invece è evidente: il Partito Democratico, che da sempre guida la nostra Regione e gran parte dei comuni umbri, è corresponsabile della nomina dei vertici in questione, che, alla prova dei fatti, hanno dimostrato la loro inadeguatezza. Incapacità che pagano i cittadini con servizi scadenti e costi eccessivi, senza tralasciare la questione ambientale.

Altra criticità che riguarda la tassa sui rifiuti è la decisione dell’Amministrazione di modificare il regolamento TARI nella parte relativa alle esenzioni. Nella vecchia versione era prevista un’esenzione totale per chi presentasse un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro. Con la modifica approvata sono state invece individuate tre fasce di reddito ISEE per l’esenzione: sotto i 3.000 euro l’esenzione sarà totale, tra i 3.000 e 5.000 euro la riduzione della TARI sarà del 70%, mentre ammonterà al 50% per i redditi tra i 5.000 e 7.500 euro. Seppur condividiamo l’estensione dell’esenzione a nuove fasce di popolazione in sofferenza, tuttavia, critichiamo la proposta di scaricare i costi di questo allargamento sulle fasce più deboli. Ci sembra paradossale, se non farsesco, che si trovino i fondi per finanziare questo allargamento suddividendo i costi proprio su quelle fasce di popolazione che erano state individuate come deboli.

L’Amministrazione avrebbe dovuto studiare un modo per far sì che questo allargamento fosse stato fatto senza togliere a chi già beneficiava dell’esenzione totale, ma cercando ridistribuire i maggiori costi in altra maniera, sicuramente più progressiva e più equa. Come al solito si cerca di togliere a chi sta peggio, in una perfetta guerra tra poveri.

Yuri Capoccia – Capogruppo L’Altra Marsciano

Strada della Vittoria e Via crucis Umberto I

La gimkana-via crucis del Centro di Marsciano ha molti responsabili.
Il primo, sembra evidente, è la pessima messa in opera; gran parte delle fughe sono corrose e le lastre sembrano appoggiate.
Il secondo sembrerebbe essere lo spessore delle lastre, troppo ridotto e quindi insufficiente a reggere la flessione e gli urti su un fondo troppo irregolare.
Eppure, ci sono responsabilità ben più grandi, anche se meno evidenti, perché lo storia c’insegna che il pesce puzza sempre dalla testa.
La progettazione di questi lavori, per decisione dell’Amministrazione Comunale, è stata spezzettata in due tranches: la prima che prevedeva i lavori per la Piazza – ipotizzata principalmente pedonale – e via Marconi, invece, pensata per il transito (infatti, dopo le polemiche iniziali, sembra l’unico tratto che regga alla sua funzione); la seconda che prevedeva i lavori in via XX Settembre e in via Umberto I nella quale si sono utilizzati gli stessi materiali della piazza nonostante non fosse ipotizzabile un suo uso principalmente pedonale (anche perché il transito di Via Marconi non poteva finire in un vicolo cieco).
Ed ecco che, per responsabilità di una programmazione Comunale, come sempre, ondivaga e contradditoria, ci ritroviamo un’opera mal pensata, non organica, mal realizzata e per nulla funzionale.
Se si fosse deciso da subito che Viale della Vittoria sarebbe rimasta una strada, avremmo potuto lasciare le alberature, che davano il senso della carreggiata (oltre che un po’ di ombra e un minimo di schermatura acustica) e scegliere diversi materiali per la carreggiata.
Se si fosse deciso da subito che Viale della Vittoria avrebbe ospitato dei parcheggi ci saremmo risparmiati quella inutile fontana divenuta oggetto delle amorevoli cure di maldestri parcheggiatori (sorvoliamo sull’incredibile storia della pompa sotterranea per amor di Patria).
Se non si fosse spezzettato l’appalto (o perlomeno si fosse controllato il raccordo tra le due fasi) non avremmo una strada ideata come transitabile destinata a morire in uno spazio realizzato con materiali adatti al transito pedonale.
Se non si facessero sempre, immancabilmente, appalti al minimo ribasso, magari non si sarebbe risparmiato sulla posa in opera.
Alla fine possiamo anche prenderla sempre con gli operai e con i professionisti ma il gioco serve a poco.
Serve a poco perché, chiunque abbia lavorato in questi contesti, sa che l’unica cosa che conta è il coordinamento del progetto generale che deve avere una visione organica, complessiva e persone in grado di guidarlo nella sua realizzazione.
Tutto questo manca a Marsciano da molto, troppo tempo.

Non vi autorizziamo!

Dopo l’interpellanza sul possibile avvio di un impianto per la produzione di conglomerato bituminoso nella zona industriale di Papiano, discussa in Consiglio Comunale il 30 gennaio, come L’Altra Marsciano abbiamo incontrato, lo scorso primo febbraio, la popolazione papianese cercando di spiegare la situazione. In mancanza di una azione informativa dell’Amministrazione Comunale, come avvenuto anche per il deposito delle vinacce, è stata una forza di opposizione ad informare i cittadini e rendere la questione di dominio pubblico. L’assemblea, come prevedibile, è stata molto partecipata e sono emerse le preoccupazioni dei residenti della zona che si chiedono come mai sia stata concessa un’autorizzazione nonostante il regolamento delle attività insalubri vieti questa specifica produzione.

Tuttavia, l’unica autorizzazione concessa, riguarda il posizionamento dell’impianto, ma non l’avvio dell’attività, per la quale deve ancora pronunciarsi la Conferenza dei servizi all’interno della Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Capiamo e partecipiamo alla sconforto della cittadinanza che si deve sorbire questi artefici retorici resi possibili da una regolamentazione lacunosa e incompleta. Che senso ha una burocrazia che permette il posizionamento di una macchina di produzione se poi, quella produzione non potrà mai avvenire?

Rispetto all’evoluzione della vicenda ci aspettiamo e siamo certi che l’Amministrazione dia parere negativo in sede di Conferenza dei servizi, poiché, come dimostrato dalla letteratura scientifica in materia, è un’attività capace di sviluppare odori sgradevoli, soprattutto in estate. Per questo rientra a tutti gli effetti, senza necessità di interpretazione alcuna, nel Regolamento per la disciplina delle attività insalubri, in particolare all’articolo  4 *[…] che stabilisce delle distanze di rispetto che, nella fattispecie, sono del tutto assenti.

Inoltre, invitiamo il Consiglio comunale a rendere uniformi, quanto prima, le Norme tecniche di attuazione del Prg al Regolamento per le attività insalubri, cosa che avrebbe potuto evitare sul nascere la vicenda.

*[ “L’attivazione di nuovi insediamenti per la conservazione e la lavorazione di materie capaci di  provocare lo sviluppo di odori sgradevoli e/o di prodotti fermentescibili devono essere ubicati alle seguenti distanze minime:

  • metri 50 da abitazioni di proprietà o al servizio dell’azienda;
  • metri 50 da confini di proprietà
  • metri 300 da abitazioni isolate o al servizio di altra azienda, anche se disabitata” ]

 

Yuri Capoccia, Capogruppo “L’Altra Marsciano”

Cosa state (ca)tramando???

Abbiamo chiesto chiarimenti riguardo la costruzione di una struttura per la produzione di catrame presso Papiano, zona già individuata in passato per un’altra attività insalubre. I requisiti previsti dal regolamento sembrano essere assenti.

 

INTERPELLANZA

 

Oggetto: “Chiarimenti riguardanti l’attivazione di un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi in Vocabolo Cagina, Papiano – Marsciano”

vista

la precedente mobilitazione della popolazione papianese contro l’insediamento di un’attività insalubre insistente nella medesima zona;

dato che

il DM 5 settembre 1994 riconosce la produzione di catrame tra le attività insalubri di prima classe;
considerato che
il Regolamento comunale per la disciplina delle attività insalubri individua all’articolo 4, titolo 2 (Requisiti urbanistici), le distanze di rispetto per l’attivazione di nuove industrie insalubri, in particolare: “metri 50 da confini di proprietà”, “metri 500 da centri e nuclei abitativi esistenti anche se non classificati come tali dallo strumento urbanistico generale (misurati dall’abitazione più vicina all’industria insalubre)”, “metri 100 da strade statali, provinciali e comunali esistenti”;

 

l’insediamento in oggetto sembra non avere nessuno dei requisiti richiesti nel Regolamento di cui sopra;

chiede

quali siano le motivazioni per cui sia stato rilasciato il permesso a costruire n. 15156/2017 per eseguire i lavori di posizionamento di un impianto per la produzione discontinua di conglomerati bituminosi (asfalto) ubicati nella zona industriale di Papiano.

 

Marsciano, 2/I/2018

Yuri Capoccia, Capogruppo “L’Altra Marsciano”

Per un’Altra Marsciano

Conferenza Stampa Sala Vallerani, 09/12/2017, ore 11

Sta per iniziare l’ultimo anno vero di legislatura ed è ora di tracciare un bilancio parziale della nostra azione in Consiglio e di indicare un percorso che ci porti alle prossime elezioni.

Ci siamo fortemente impegnati in questi tre anni e mezzo nel cercare di denunciare la pochezza della nostra Amministrazione Comunale e nel fornire possibili soluzioni adeguate alle necessità del nostro territorio. Possiamo affermare con sicurezza che la retorica con la quale il Sindaco e la Maggioranza Consiliare denunciano la mancanza di emendamenti delle Minoranze sui Bilanci Comunali è del tutto priva di contenuti. In primis vogliamo sottolineare che,  nel primo Bilancio di Previsione, abbiamo presentato un emendamento per il dimezzamento delle tariffe comunali per gli esercenti di tutti i centri storici del Comune, per incentivare questi veri e propri presidi di socialità. Abbiamo indicato le poste di risparmio e ci è stato risposto che la copertura non era certa. Nella lettura del Bilancio Consolidato, in realtà, è emerso che quelle coperture erano addirittura superiori a quelle da noi ipotizzate. In seconda battuta vogliamo evidenziare che emendare dei Bilanci di Previsione di mille pagine fronte-retro, nelle quale le voci presenti nel capitolato ne contengono dieci volte tante nascoste, è lavoro improbo per chi ha un lavoro e una vita da portare avanti e non può, quindi, consultare gli uffici comunali per ore e ore al giorno come fanno i nostri Amministratori. Per produrre un esempio, due anni fa, abbiamo denunciato un contributo di 3600 € ad una agenzia di Montecatini Terme per l’edizione di Miss Italia, licenziato in una Giunta di fine anno, che non era in alcun modo visibile nei Bilanci di Previsione. Solo la possibilità di amministrare il Comune ci darà quell’agibilità politica necessaria per azzerare i mille rivoli in cui si disperdono le risorse pubbliche destinate alle tasche di chi non ha alcun bisogno di aiuto e sostegno.

Tra le denunce che abbiamo mosso ricordiamo anche quelle sui ritardi e sulla politicizzazione del Terremoto, sul disastro della Settevalli, sugli avanzamenti senza trasparenza di Amministratori Pubblici in SIA, sui gravi disservizi di Umbracque, sui Fondi PSR utilizzati in modo molto discutibile, sul reclutamento politico nascosto nella gestione degli appalti fino alle denunce di vere e proprie discariche abusive come nel caso della Fonte di Badiola. In alcuni di questi casi la nostra azione ha prodotto dei risultati tangibili.

Risultati tangibili che sono di certo arrivati in conclusione di altre nostre azioni politiche come il Regolamento dei Verdi Pubblici, l’ampiamento dei parcheggi per disabili presso la casa della salute, la parziale e insufficiente riapertura dei bagni pubblici presso i giardinetti del capoluogo, scaturiti tutti da nostre interpellanze. Così come sono conseguenze della nostra azione politica le realizzazioni della Sala del Commiato laico, del Registro del Testamento biologico e del progetto di un moderno Polo del Riuso per incentivare la cultura della sostenibilità ambientale. Infine, ma non per importanza, la battaglia fatta per l’abbattimento delle tariffe della mensa che ha permesso a centinaia di genitori di recuperare le rette delle giornate di assenza dei propri figli.

Non tutti i nostri sforzi sono stati coronati da successo. Tra le delusioni più cocenti, nonostante il nostro impegno, ricordiamo il deposito per le Vinacce al Cerro, il mancato Regolamento per prevenire le ludopatie e, soprattutto, la realizzazione dell’ennesimo Centro Commerciale in zona Ammeto. Così come non siamo riusciti a far ragionare l’Amministrazione sul Consorzio Conai che corrisponde una miseria per tutti i nostri materiali faticosamente differenziati contribuendo all’innalzamento continuo della TARI.

L’ennesima esperienza all’opposizione ci ha reso ancora più chiaro quello che serve a Marsciano:

·         Competenza e trasparenza nella gestione della pubblica amministrazione, delle assunzioni (sia dirette che indirette) e degli appalti;

·         Puntare sulla riqualificazione dei Centri Storici e di tutte le aree dismesse senza alcun incremento di consumo del suolo per mezzo di una rinnovata e concreta programmazione di attività culturali e dinamiche (rassegne, festival, concerti e altro), in coordinamento con le realtà di collettivo e associative locali; ci sono tanti, troppi spazi vuoti che vanno riqualificati;

·         Rapporti diversi, nell’interesse dei cittadini, con tutte le partecipate, in particolare con SIA e Umbracque;

·         Uno sviluppo ambientale più armonico che eviti criticità come il biodigestore di Olmeto e il deposito di vinacce puntando sulla strategia Rifiuti 0 e sulla filiera del turismo naturalistico così da poter operare parallelamente anche nella direzione di una maggiore interconnessione strutturale e infrastrutturale tra le numerose frazioni del Comune e il Centro di Marsciano;

·         La fine dei rapporto privilegiati con alcune realtà produttive locali a scapito di tutte le altre; correttezza, collaborazione e rispetto per tutti, complicità con nessuno;

·         Ampliamento dei servizi sociali di prossimità per stare più vicino a chi è in grande difficoltà;

·         Promozione di una comunità accogliente, solidale e aperta, rispettosa delle esigenze delle donne, degli uomini e delle comunità che popolano il nostro territorio.
 

Siamo convinti che l’unica aggregazione politica nella quale, pur con qualche differenza di vedute e di sensibilità, sia possibile portare avanti con coerenza ed efficacia la nostra visione del territorio sia quella che vede la sinergia di tutte le forze Civiche democratiche del territorio con lo scopo di liberare Marsciano del blocco di potere che lo strangola da decenni.


L’Altra Marsciano invita Marsciano Democratica, Il Movimento per la Qualità della Vita, Lavoro e Ambiente, Marsciano Civica e ogni altra Associazione di persone che condivida i nostri stessi obiettivi ad un confronto aperto su programma  e candidato (che dovrà superare le diffidenze reciproche ed essere elemento di garanzia per tutti) per verificare ogni possibile percorso teso alla massima unità di tutte le forze che vogliono cambiare il  governo della nostra città. 

Finalmente qualcosa di concreto sul riuso

Riportiamo il nostro comunicato stampa e un articolo uscito sul Corriere dell’Umbria, relativi al “Polo del Riuso”
Anche Marsciano avrà un suo “Centro per il Riuso”, così come altri dieci comuni umbri vincitori del bando regionale a sostegno della realizzazione ed allestimento di centri finalizzati al riutilizzo dei prodotti in buono stato. Una nota positiva rispetto all’inerzia dell’azione amministrativa, che sembra viaggiare con il pilota automatico sin dal suo insediamento. Questa volta però, anche grazie alla nostra segnalazione del sopracitato bando, Marsciano sarà tra i capofila, diversamente dal solito, nell’attuazione di una misura volta alla tutela ambientale e alla solidarietà sociale.
Come “L’Altra Marsciano” non possiamo che essere favorevoli alla realizzazione di un Centro per il Riuso, un punto centrale del nostro programma elettorale, poiché rappresenta un luogo dove sarà possibile portare cose in buono stato, che non servono più, per prelevare altri oggetti utili di cui si sono disfatti gli altri. Troppo spesso si pone l’accento solo sul riciclo dei materiali mentre, ancora prima di questo obiettivo, andrebbe incentivata la cultura del riuso tal quale dei prodotti in buono stato perché, se il riciclo dei materiali ci permette di risparmiare materie prime, il riuso ci permette anche di risparmiare immense quantità di energia. In questo modo si potrà, da un lato diminuire la quantità di immondizia da buttare e trattare e dall’altro investire un minimo di forza lavoro per il funzionamento del centro, promuovendo al contempo la cultura della sostenibilità ambientale.
Ad oggi, dalle informazioni in nostro possesso, siamo in fase di progettazione esecutiva e la speranza è che i lavori vengano ultimati per la primavera del prossimo anno. Il centro, che verrà collocato all’interno dell’Isola Ecologica, in località Pettinaro, avrà una superficie coperta di circa 110 mq, di cui 45 mq all’esterno, e la sua gestione verrà affidata, tramite un bando, ad un’associazione senza fini di lucro.
Su quest’ultimo punto invitiamo l’Amministrazione a pubblicizzare in maniera adeguata questa opportunità sin da ora, in modo tale da consentire a chi volesse partecipare di iniziare a pensare al progetto ben prima della pubblicazione del bando. La presenza di un congruo intervallo di tempo tra la pubblicazione delle finalità e della tipologia di associazione richiesta e la chiusura del bando è, a nostro parere, fondamentale per dare a tutti, e non solo ai “ben informati”, il tempo e il modo di partecipare con cognizione di causa e con ragionevoli possibilità di esito positivo alla gara. Come opposizione cercheremo di incalzare l’Amministrazione per velocizzare le tempistiche e vigilare sull’affidamento della gestione del centro.Yuri Capoccia – Capogruppo “L’Altra Marsciano”

Tu chiamale se vuoi, e-Mozioni…

Il dibattito pubblico delle scorse settimane è stato caratterizzato dalla sterile e strumentale polemica riguardante la concessione delle sale del Melograno all’Associazione Culturale Islamica Medio Tevere per il periodo del Ramadan. Polemica alimentata dal centrodestra e rincarata dalla Lega Nord e da Fiamma Nazionale, quest’ultime forze lontane dal territorio la cui esistenza si sostanzia soltanto nel gridare all’invasione.

In questo ripetersi di comunicati, una problematica reale è riuscita a passare sottotraccia, con il sollievo dell’Amministrazione: parliamo dei numerosi disagi nell’erogazione del servizio idrico di queste ultime settimane.
L’elenco è lungo e riguarda sia la gestione amministrava che quella operativa di Umbra Acque Spa:

  • interruzione prolungata del servizio idrico senza un preavviso ed un’informazione adeguata agli utenti,
  • pessima gestione amministrativa delle fatture con conseguenti problemi per la rateizzazione delle bollette e/o importi da pagare giunti agli utenti già scaduti,
  • mancata razionalizzazione dell’apertura degli sportelli rivolti agli utenti.

Per questi motivi abbiamo deciso di presentare nel Consiglio Comunale di martedì 27 giugno una mozione che impegni l’Amministrazione a farsi portatrice di questi disservizi nelle sedi opportune, quali l’Assemblea di Umbra Acque Spa e l’Autorità Umbra per Rifiuti e Servizi (AURI), di cui il Sindaco fa parte.
Se la mozione venisse approvata, oltre alla comunicazione di questi disagi, il Comune si impegnerebbe a risolvere anticipatamente la Convezione con Umbra Acque Spa ed a promuovere una rilocalizzazione e ripubblicizzazione del servizio idrico, seguendo lo spirito del Referendum sull’acqua pubblica.

Le ragioni vanno aldilà della scarsa qualità del servizio fornito, che già di per sé basterebbe per risolvere la Convenzione, e ricomprendono, tra gli altri, la mancata esecuzione degli interventi e degli investimenti programmati sulla rete e sugli impianti di cui, tuttavia, paghiamo la loro remunerazione in bolletta. Come in altri settori, la gestione in forma partecipata si risolve spesso in una privatizzazione de facto, dove il profitto è anteposto alla qualità del servizio da erogare ai cittadini.

Ecco il testo completo della Mozione:

Gruppo consiliare: L’ALTRA MARSCIANO

OGGETTO: Azioni per contrastare le crescenti criticità nell’erogazione del servizio idrico

VISTO

  •  che con D.P.R. del 23.03.2011 (in G.U. n.77, del 04.04.2011), è stato indetto referendum popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato;
  • che in esito al detto referendum il comma 1 dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, è abrogato limitatamente alle seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito ”;
  • che con D.P.R. n.116, del 18.07.2011, pubblicato in G. U n.167, del 20.07.2011, si è stabilito che l’abrogazione suddetta ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del Decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;

CONSIDERATO

  • che Umbra Acque S.P.A. nell’ultimo periodo ha posto in essere gravi negligenze nella gestione amministrativa ed operativa dei servizi di propria competenza, generando in tal modo reiterati disagi quali: interruzione prolungata del servizio idrico senza un preavviso ed un’informazione adeguata agli utenti, pessima gestione amministrativa delle fatture con conseguenti problemi per la rateizzazione delle bollette e/o importi da pagare giunti agli utenti già scaduti, mancata razionalizzazione dell’apertura degli sportelli rivolti agli utenti;
  • che Umbra Acque S.P.A., come rilevato dal Comitato Umbro Acqua Pubblica, non ha garantito l’esecuzione degli interventi e degli investimenti programmati sia sulla rete che sugli impianti, non provvedendo ai dovuti investimenti strutturali – ma pretendendo comunque dall’utenza la remunerazione – rendendosi inadempiente rispetto alle norme della Convenzione di Gestione del Servizio Idrico Integrato;

PRESO ATTO

  • che l’articolo 13.2. della presente Convenzione contempla la clausola risolutiva, stabilendo che insorge il diritto alla risoluzione anticipata della stessa, fra l’altro, “in caso di ripetute e gravi inadempienze alle norme della presente Convenzione, in particolare nel caso di mancata esecuzione del programma di interventi o di irregolarità nel esecuzione del medesimo”;
  • che il Comune di Marsciano partecipa al’1,646% delle azioni di Umbra Acque S.P.A., per un valore nominale di 255.951 euro;
  • che il Sindaco rappresenta il Comune di Marsciano nell’Assemblea di Umbra Acque S.P.A., organo in cui è rappresentata l’universalità dei soci e le cui deliberazioni, prese in conformità alla legge ed allo statuto, obbligano tutti i soci;
  • che il Sindaco rappresenta il Comune di Marsciano all’interno dell’Autorità Umbra per Rifiuti e Servizi (AURI), l’autorità preposta alle funzioni in materia di servizio idrico;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO, IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE, CON RIFERIMENTO ALLE DISTINTE COMPETENZE DI CIASCUNO DEI DUE ORGANI, A:

  • rappresentare il disagio della popolazione marscianese rispetto alla gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Umbra Acque S.P.A. nelle sedi preposte;
  • farsi portatore delle criticità sopraelencate all’interno dell’AURI;
  • intraprendere tutte le azioni possibili al fine di risolvere anticipatamente la Convenzione con Umbra Acque S.P.A. e di promuovere una rilocalizzazione nella gestione del Servizio Idrico Integrato, nonché una sua ripubblicizzazione nello spirito del referendum popolare sull’acqua pubblica del luglio 2011.

Yuri Capoccia
Capogruppo “L’Altra Marsciano”

Umbra acque, una sicurezza

Vi ricordate il numero di umbra acque di qualche tempo fa? Un interruzione del servizio di acqua potabile di 20 ore completamente privo di segnalazione?

https://www.youtube.com/watch?v=Y3vuUL91frM

Bene, la proverbiale efficienza della nostra mitica partecipata, ben illustrata delle circostanziate accuse del Comitato Acqua Pubblica (http://www.iltamtam.it/2017/06/04/comitato-acqua-pubblica-si-deve-uscire-da-umbra-acque/), ha colpito ancora e, se possibile, in modo ancora più doloroso.

Sono arrivate in questi giorni bollette onerosissime già scadute a tutti gli utenti del servizio idrico. Centinaia, a volte migliaia, di € concentarti in un’unica soluzione.

Motivo? Non sono stati capaci a produrre fatture per sei mesi perchè si sono incasinati col nuovo software di gestione.

Una roba che se la fa un ragazzetto dell’alternanza scuola-lavoro lo rimandano in classe con richiesta specifica di bocciatura.

Cosa possiamo fare? Intanto ci vediamo GIOVEDì 15-06-2017 alle ore 18:00 presso il BAR CENTRALE con il Comitato dell’Acqua Pubblica e con un Avvocato.

omnia sunt communia

Strange food festival

Il centro storico a Marsciano torna a vivere in rarissime occasioni nell’arco dell’anno. Una di queste occasioni è Musica per i Borghi, che dalla scorsa edizione è stata abbinata, intelligentemente, ad un’altra manifestazione di carattere culinario: lo Street Food. Un evento in piazza per degustare le specialità provenienti da tutta Italia e non solo. Quest’anno la formula è stata riproposta vista la partecipazione dello scorso anno.

Un’occasione quindi per conoscere le specialità dello street food, ma anche per rivitalizzare il centro storico e le attività marscianesi. Non abbiamo avuto remore ad esprimere il nostro appoggio ad una iniziativa condivisibile dell’Amministrazione ma, purtroppo, sembra che per la prossima edizione la partecipazione non sia stata estesa alle attività marscianesi che lavorano in questa particolare tipologia di ristorazione. A nostro avviso è paradossale che un evento che richiama moltissime persone, soprattutto da fuori città, non venga utilizzato per valorizzare e per pubblicizzare le specialità del territorio in questo settore, considerando anche che alcune di queste attività sono di fresca apertura o recentemente rinnovate. La speranza è che gli organizzatori ci ripensino e trovino dello spazio anche per le attività marscianesi. In secondo luogo, e questa è una critica di carattere generale, sottolineiamo la scarso coinvolgimento delle attività commerciali del centro storico quando vengono organizzati eventi simili, che invece dovrebbero far rientrare la depressione che avvolge il centro storico e valorizzare chi, tra mille difficoltà, cerca di andare avanti.

Le problematiche di contesto generale sono talmente incisive che l’Amministrazione dovrebbe far di tutto per dare una mano a chi sceglie di resistere nel tessuto sociale diffuso fuori dalla grande distribuzione.

Yuri Capoccia, capogruppo in consiglio comunale per “L’Altra Marsciano”