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Taci, il Pd ti denuncia

Pd marsciano
Il rapporto del Pd marscianese con la critica è sempre stato problematico. Fino all’avvento del web, non c’erano grossi problemi: i giornali locali erano controllati e misurati, nell’unico breve periodo in cui un giornalista sgradito, del corriere dell’umbria, ha dato voce alle opposizioni, l’allora sindaco Chiacchieroni tolse il Corriere dell’Umbria dalla rassegna stampa comunale. Non si poteva comprare, insomma. L’arrivo dei blog è stato invece mal tollerato. Pur se popolati da giovani studenti scapestrati, le ironie su cosa succedeva in comune non sono mai state tollerate. Il capo della protezione civile, nel 2008 o giù di lì, si recò dai carabinieri per denunciare un giovanissimo blogger, reo di aver postato un commento colorito, letto da 10 persone al massimo. L’ex sindaco Chiacchieroni, mandò a cercare dai vigili lo sbarbatello che su Casapiddu prendeva in giro il comune sull’operazione della Clinica Bocchini, dove il comune spese 800mila per comprare un terreno nel 2009. Quel terreno è ancora abbandonato. Poi toccò a Fegatelli: l’assessore Roberto Bertini, non del Pd ma comunque di maggioranza, delegò gli avvocati della Provincia di denunciare le scandalose pernacchie che riceveva dalla pagina satirica. In tutti i casi, le indagini di magistratura, carabinieri, polizia si sono concluse con un nulla di fatto.

Il Pd, però, non demorde. Stavolta a farne le spese è una marscianese, rea di aver commentato con un “delinquenti” l’atto di aver concesso la facoltà di aprire una discarica di vinacce a Marsciano. Tra l’altro, l’azienda in questione è già stata condannata per sversamenti illeciti. Non che ci sia un legame tra i due fatti, ma la questione è comunque calda. I consiglieri comunali di maggioranza hanno incaricato l’avvocato del comune – che per loro tanto è gratis – di presentare denuncia nei confronti della nostra concittadina. Il suo post su facebook, visibile solo ai suoi amici, ha infangato l’onore e la rispettabilità dei consiglieri comunali di maggioranza. Sono stati pure redarguiti quei pochi piddini critici che avevano pubblicamente apprezzato il post. Quindi, via alle indagini, polizia postale sulle sue tracce e, chissà, forse pure un processo.

Il gioco è proprio questo: anche se tutto si conclude con un nulla di fatto, il malcapitato denunciato dal Pd deve sostenere pesanti spese legali, anche in caso di vittoria. Mentre chi denuncia non ha spese da sostenere, anzi, se serve l’avvocato lo paga il Comune. Così facendo, qualsiasi voce critica viene sopita sul nascere. E’ un metodo funzionante da anni, in tutta Italia.

Riassumendo: mentre a Marsciano chiudono le fabbriche, il Pd passa il tempo a leggere cosa dicono di loro su Facebook.

Aggiornamento:  il Pd, con comunicato stampa, ha fatto sapere che le spese legali le sosterranno i singoli consiglieri. L’avvocato è lo stesso che da anni segue le cause per conto del Comune, da qui l’assunzione errata. 

SIAmo così, fintamente riciclati

Rifiuti sversati sul torrente

Rifiuti sversati sul torrente Mussino

La notizia dell’arresto, tra gli altri, dell’ex Amministratore delegato di GESENU e SIA, Giuseppe Sassaroli, è una pessima notizia. Molto singolare il silenzio di tutte le Istituzioni sull’argomento. Eppure alcune dichiarazioni che sono state date agli organi di stampa e in Consiglio Comunale da parte del Sindaco Todini nel recente passato destano oggi, alla luce dei recenti sviluppi, una grande preoccupazione. Il semplice dubbio che, mentre i cittadini si impegnano a differenziare pagando tariffe esorbitanti e continuamente crescenti, quello che viene raccolto venga utilizzato in maniera impropria rischia di produrre dei danni di credibilità per le Istituzioni molto gravi con conseguenze ancora più gravi sulla cultura della Sostenibilità Ambientale.

Quando in Consiglio Comunale abbiamo chiesto come mai, durante l’ultima ricapitalizzazione, si fosse permesso a GESENU di acquisire quote eccedenti il 33% e, con esse, il diritto di veto nel Consiglio di Amministrazione di SIA, il Sindaco ci ha risposto che non c’era alcun motivo di preoccupazione perché c’era assoluta fiducia e comunità di intenti. Ha anche tenuto a sottolineare che l’esperienza e il ‘know how’ di Sassaroli, al tempo amministratore delegato sia di SIA che di GESENU, ci serviva per svolgere bene il nostro lavoro. Noi abbiamo allora denunciato che il tasso di fiducia ci sembrava che andasse oltre il livello minimo di cautela. Speriamo di esserci sbagliati.Aspettiamo che le indagini facciano il loro corso e speriamo che tutto quello che avviene non abbia alcuna attinenza con la raccolta dei rifiuti nel nostro Comune. E speriamo anche che, se dovesse essere confermata la veridicità del quadro accusatorio, la comunità di intenti con quel sistema non fosse così piena.

Un po’ di articoli sullo scandalo Gesenu: http://www.umbria24.it/?s=sassaroli

Non ce vole una scienza

Sheldon geologia

E’ una bufala. Le vostre macchine vanno a gasolio. La doccia la fate calda. Il quesito è troppo tecnico, anzi pretestuoso. Non siete scienziati, cosa ne volete sapere della geologia.

Mancano solo le cavallette, la peste e la carestia alle ragioni di chi contrasta il referendum di domenica prossima. Il primo ministro sta chiedendo, con forza, di non votare. Andate dove volete, ma non alle urne. Secondo lui, secondo il fronte dell’astensione, noi non siamo in grado di decidere. Non possiamo mettere una crocetta con cognizione di causa. E’ troppo difficile, lasciate perdere, andate al mare. Cosa volete saperne voi di giacimenti, subsidenza, carotaggi, minerali e via dicendo.

Il punto è che non si decide sulla scienza. Non ci sono complicate equazioni da risolvere o teoremi da dimostrare, anche perché i geologi non sanno fare né l’una né l’altra cosa. Quando un geologo ci dice che di scienza non ne sappiamo niente, un fisico perde una ciocca di capelli a causa del nervoso.

Il punto è che si decide su un privilegio. Si decide se lasciare ai privati, a vita, la concessione sulle piattaforme più vicine alle coste italiane. Suolo pubblico concesso per sempre ad aziende private, finché morte non li separi. Questa possibilità è stata introdotta nello Sblocca-Italia, il super decreto del governo Renzi; sì, è lo stesso governo che è coinvolto negli scandali legati ai rapporti con i petrolieri.

La questione economica, per chi non è un petroliere, è inesistente. Non ci guadagniamo nulla da queste trivelle vicino alla costa. Coprono l’1% del fabbisogno, e l’andamento del consumo di petrolio e gas è in diminuzione. Ci guadagna solo chi sfrutta un cavillo: finché ho la concessione, e finché nel giacimento c’è qualcosa, non devo bonificare l’area. La legge introdotta dal governo serve proprio a far risparmiare ai petrolieri i soldi della bonifica a fine concessione.

Domenica decidiamo se fare o no un favore ai petrolieri. Se siamo petrolieri, abbiamo tutto il diritto di difendere i nostri interessi. Il problema è che non lo siamo. Anzi, con molta probabilità siamo precari. Se va bene, impiegati o operai. Oppure siamo artigiani, liberi professionisti con una partita iva e quando dobbiamo chiedere un documento ad un qualsiasi ente pubblico dobbiamo passare prima a Colvalenza per chiedere la grazia alla madonna. Altro che concessione a vita, insomma.

Ecco, domenica non serve essere scienziati per andare a votare sì. Serve di essere tra i tanti, tantissimi, che non hanno il privilegio di fare quello che vogliono con il bene pubblico. Tra quelli che non hanno il numero di nessun ministro e non possono farsi approvare nessun emendamento alle 3 di notte.

La coop sei solo tu, Alfio

L’undici di ottobre un gruppo di ragazzi giovani, alcuni giovanissimi, prova ad “organizzare un evento”, come va di moda dire adesso. Un incontro con due giornaliste cubane, seguito da una serata in musica. Scelgono di farlo all’ex tabacchificio, una struttura in stato di abbandono, usata per la fiera verde in modo da scongiurare la pioggia che arriva sempre puntuale nei giorni della fiera. Doveva diventare un auditorium, nel 2008 il comune sbandierò la riqualificazione del tabacchificio con  l’idea del project financing, ovvero capitali privati per rimettere a posto l’opera pubblica.

Dopo quasi sette anni da quegli annunci, i ragazzi hanno aperto le porte del tabacchificio ed hanno trovato un letamaio. I piccioni, senza project financing, l’avevano adottato come latrina. Senza rimboccarsi le maniche, ma anzi vestendosi ancora di più con guanti e tute, i giovani marscianesi hanno ripulito tutto. Con l’autorizzazione di Comune, Asl e Siae, hanno organizzato l’evento: “Ottobre Rosso”. E’ stato un successo così grande, che già a fine serata in tanti hanno chiesto: “quando facciamo il prossimo?”. Tanti ragazzi, di diverse estrazioni politiche e sociali. Senza connotazioni o secondi fini, stavano cominciando a rianimare uno spazio pubblico lasciato al degrado. Una sorta di miracolo, alla faccia dell’apatia dei giovani sbandierata dai vecchi.

Il tredici dicembre, presso l’ex tabacchificio, è in programma un incontro con i lavoratori dell’Ast di Terni e dell’FBM di Marsciano, seguito da una serata musicale animata dai gruppi marscianesi. Anche qui, successo di pubblico al di là di ogni previsione. Anche qui, tutte le autorizzazioni regolarmente richieste. Comune, Asl etc. I ragazzi si organizzano sotto il nome di Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio. E vanno avanti. Il 28 dicembre mettono in piedi un’iniziativa sul riuso: raccolta di oggetti usati a favore delle associazioni del territorio. Arriva di tutto: giocattoli, coperte, vecchi indumenti, libri. Ne beneficeranno tante associazioni,da quelle a sostegno dei disabili alla scuola materna Rodari, colpita da un incendio che ha bruciato anche i giochi dei bambini.

Dopo tre successi di fila, qualcosa va storto. L’autorizzazione del comune scade il 31 dicembre. Il 4 gennaio è in programma la re-distribuzione degli oggetti usati. C’è già, comunque, una nuova richiesta al comune, per l’utilizzo del tabacchificio in comodato d’uso. Riaprire uno spazio abbandonato, riaprirlo ai marscianesi: un posto dove suonare, ballare, incontrarsi, non gestito a fini di lucro o figlio di chissà quale speculazione.

Non solo la richiesta viene respinta dal sindaco, con i soliti tecnicismi a fare da scudo, ma la re-distribuzione degli oggetti usati alle associazioni senza autorizzazione, non gli è andata giù. Da lì lo strappo. Niente tabacchificio, siete volgari, abbiamo trovato delle scritte. Sì, ci sono un paio di murales, senza scritte volgari. Andate a vederli. Se poi vanno tolti, basta una mano di vernice. Dai tanti che sono i ragazzi del Collettivo, ci mettono un paio d’ore a riverniciarli.

La storia del Collettivo Autonomo Ex Tabacchificio è adesso a un bivio. Il comune vuole indirizzarli verso un binario morto, per una scelta politica nascosta da cavilli tecnici. “La struttura è inagibile”, dicono. Ci fanno la fiera verde, ma solo perché il sindaco si prende la responsabilità, dice il sindaco. Lavorando insieme, probabilmente, si potrebbe renderla di nuovo agibile. E’ di sicuro una strada tortuosa, complicata, ma varrebbe la pena tentare. Varrebbe la pena tenere in considerazione lo sforzo e la volontà del Collettivo, che altro non sono che ragazzi con tutti i pregi e i difetti della loro età. Non è questa, però, l’intenzione del comune. Qui non si dialoga con nessuno.

Eppure ci sono storie dove i cavilli tecnici si superano. C’è una cooperativa tra le più potenti d’italia che ha chiesto di abbandonare un casermone di cemento costruito meno di venti anni fa, per rifarne uno nuovo ad Ammeto. Per poterlo fare, c’è bisogno di una variante al piano regolatore. Alla richiesta della Coop, il sindaco non ha detto: “il piano regolatore non lo permette”. La risposta è stata: “il piano regolatore si cambia”.

La domanda a cui dovrà rispondere il sindaco durante il prossimo consiglio comunale ha una risposta ai limiti dell’ovvio, sebbene il nostro sindaco di sicuro ci girerà intorno. Se saremo in tanti, però, potremo urlargliela in faccia per vedere la faccia che fa. Per vedere l’espressione di chi mette la convenienza politica e personale di fronte a qualsiasi cosa. Per capire fino a dove arriva lo spirito di sopravvivenza di chi, senza i voti e le marchette alla coop, sarebbe un comune mortale come noi, costretti persino a lottare per mantenere il posto di lavoro.

Andiamoci tutti, domani, al consiglio comunale. Andiamoci per cercare risposta ad una domanda semplice:

Perché per la coop si cambiano le regole e per i giovani marscianesi no?

Il tempo delle vinacce

vinacce marscianoCon un tempismo perfetto, degno della credibilità della classe dirigente che governa Marsciano e la Regione Umbria, ad urne ancora calde, è arrivato il parere positivo della Conferenza dei servizi provinciale allo stoccaggio delle vinacce in località Cerro. Questo scenario era stato da noi ampiamente previsto in campagna elettorale come si può tranquillamente verificare anche da alcuni estratti del confronto pubblico tra il sottoscritto e in Sindaco Todini al Teatro Concordia (http://www.marsciano7.it/video/servizi/383_faccia_a_faccia_santi_vs_todini.html).

Non intendiamo cavalcare in modo populista la questione e siamo ben consapevoli delle difficoltà insite nella questione: è evidente che la destinazione urbanistica della zona e le competenze di ARPA, USL e Provincia sono preminenti rispetto a quelle comunali.

Ciò nonostante, l’assenza dell’Amministrazione Comunale e, in particolare, del Sindaco Alfio Todini alla Conferenza dei servizi è un dato politico di gravità inaudita.

La presentazione di una memoria, da parte del Comune, lasciata alla discrezione dei tecnici presenti alla Conferenza, senza che nessuno ne perorasse la validità in quella sede, è un palese tentativo di lavarsi le mani e tirasi fuori dalla questione scaricando la responsabilità sugli enti non elettivi. Sperando, con sempre meno fiducia, di sbagliarci e volendo dare credito alla nuova Giunta e al nuovo Consiglio comunale sfidiamo l’Amministrazione Comunale a porre in essere, nei 15 giorni previsti dal dispositivo autorizzativo, i seguenti atti per scongiurare l’esito previsto dalla Conferenza:

  1. Adire a tutte le vie legali a disposizione per contestare la validità dell’autorizzazione; se l’intenzione del Comune era quella di rimandare, con la memoria inviata, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la decisione, allora, chi ha deciso questa tattica, si deve assumere la responsabilità del clamoroso errore (voluto?) o fare ricorso legale;
  2. Esercitare una legittima forma di pressione sui privati che permettono, attraverso un contratto di affitto, l’insediamento di una tale attività nel contesto urbano marscianese verificando anche la possibilità di predisporre forme di premialità per i mancati legittimi introiti derivanti dall’operazione;
  3. Emanare, nella persona del Sindaco (come previsto dall’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998), un’ordinanza urgente prevista in casi di possibili emergenze sanitarie e di igiene pubblica, che preveda l’annullamento della dell’autorizzazione allo stoccaggio. Il sindaco è, a tutti gli effetti, il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e gli sono affidati poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle ASL.Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I numerosi dossier presenti su questa tipologia di lavorazione industriale autorizzano ad avere più di un dubbio sulla salubrità di una tale operazione;
  4. Contemporaneamente, in via del tutto cautelativa, redarre le prescrizioni più vincolanti possibili sulla viabilità locale come previsto dalle competenze comunali.

Auspichiamo che tutti i componenti della Giunta e tutti i Consiglieri comunali, in prima battuta quelli di diretta espressione delle zone interessate, si facciano carico di questa responsabilità indipendente dal loro ruolo di maggioranza o minoranza.

Ricordiamo che gli effetti di tale decisione avranno ripercussioni su un territorio ampio che interessa, non solo il Cerro e la Zona industriale, ma tutto il Capoluogo e Schiavo e che pone un’ombra minacciosa sulla zona industriale di Papiano, identificata come sito di prima scelta, e tutto il territorio Comunale.

Senza miliardi ma con impegno e competenza (Comunicato Stampa)

È emersa la grande capacità attrattiva della nostra proposta politica insieme alla netta percezione della credibilità che abbiamo nell’offrire proposte concrete e fattibili per il governo della città, fuori dagli schemi triti e opachi ai quali ci ha abituato l’attuale Amministrazione Comunale ma distanti, anche, dalla logica della semplificazione delle immense difficoltà di questa fase che caratterizza un’importante quota delle altre proposte alternative.

Molti temi importantissimi non hanno trovato spazio adeguato in questi confronti: dal problema dell’alta tassazione locale agli errori compiuti nella programmazione urbanistica (citiamo solo a titolo di esempio lo scandalo di Villa Bocchini, le urbanizzazioni in zona esondabile al ponte o le villette a schiera invendute a Migliano), dalla riorganizzazione delle partecipate comunali alla gestione della Protezione Civile, dai drammatici problemi di viabilità soprattutto nella zona nord alla riprogrammazione degli eventi culturali come ‘Musica per i Borghi’ in una forma più utile al nostro tessuto culturale e  commerciale.

Come per le proposte sul lavoro illustrate nei precedenti articoli (per il programma completo vedi il sito internet www.altramarsciano.it), per ognuno di questi temi abbiamo altrettante proposte strutturate e credibili. Prendiamo, a titolo di esempio, la tematica del necessario abbassamento delle tasse locali. L’A.C. ancora non ha introdotto la nuova tariffa sui rifiuti ma si è basata sui calcoli della vecchia TARSU; quello che non ci dice è che a Novembre ci sarà una stangata relativa alla obbligatoria entrata in esercizio della TARI. Il concetto di fondo è che la copertura delle spese di gestione dei rifiuti dovrà essere completamente a carico degli utenti. Grazie a quest’ennesimo regalo della classe politica nazionale, così ben rappresentata a Marsciano dalle larghe intese locali, questo si trasformerà in un aumento considerevole della tassazione locale su privati e imprese. L’unico metodo realistico per l’abbassamento della tariffa sarà quello di spendere meno per la raccolta dei rifiuti mediante l’adozione della proposta di legge ‘Rifiuto zero’ attraverso l’istituzione di un polo del riuso dei materiali integri e con la valorizzazione dei materiali differenziati (alluminio, carta, vetro,plastica) fuori dal consorzio CONAI. Il CONAI (gestito con le italiche logiche spartitorie che ben conosciamo) realizza un utile fuori scala ma corrisponde una miseria per tali materiali che noi differenziamo con grande spesa e fatica. In ogni caso dovremo assicurare a tutti gli esercenti che rimangono nei nostri centri storici condizioni di esenzione e premialità sulle tariffe come riconoscimento alla funzione sociale che assolvono.

Questo è solo un esempio delle soluzioni che abbiamo per Marsciano. Senza bisogno di fondi miliardari ma utilizzando impegno e competenza.

Invitiamo tutti i cittadini a vedere questa grande opportunità di cambiare finalmente l’amministrazione del Comune senza avventurismi e nel segno della competenza.

 Ricordiamo, inoltre, a tutti che il voto disgiunto permette di votare qualunque candidato a sindaco e qualunque candidato consigliere comunale indipendentemente dal fatto che siano collegati nella scheda elettorale. Scegliete, quindi, liberamente la persona che più vi ha più convinto come Consigliere Comunale e quella che più vi ha trasmesso fiducia per la carica di Sindaco.

Il perfido Alfione, finalmente

Santi Todini confronto tvLa storia la sanno più o meno tutti. Una sera, tra il lusco e il brusco, Federico Santi ha chiesto ad Alfio Todini: “perché non fai un confronto tv con me?”. Preso alla sprovvista, il perfido Alfione ha risposto sì. Fino ad allora si era negato, soprattutto ad un confronto a sei, perché “troppo confusionario“. Gli altri candidati hanno sbraitato solo un po’, consapevoli della loro volontà di non sottoporsi a nessun confronto. Lo abbiamo chiesto anche a loro, la risposta è sempre stata: “sì bè adesso vediamo, non so se la baby sitter è libera, devo cambiare l’olio alla macchina” e via dicendo.

La grande sera è arrivata quasi subito. Sullo stesso palco con il perfido Alfione: capofila dell’Intelligencija del Partito Democratico, erede della dinastia al governo a Marsciano da sessanta anni. Il politichese fatto persona. Lo scontro dialettico con chi nella vita ha fatto della politica una professione è difficile, bisogna essere sia preparati che reattivi.

Zuck al Concordia con la nostra maglia

Zuck al Concordia con la nostra maglia

Mentre Santi è sul palco, i santini prendono posto in platea. Tutti con la stessa maglia: tanti pesci piccoli che mangiano il pesce grosso. C’è anche la diretta streaming, i marscianesi lontani dal paesello la possono seguire ugualmente. “Come la finale di champions!”, ha detto qualcuno. Un po’ finale lo è. C’è l’emozione di chi arriva in fondo all’ultimo livello di Super Mario: il perfido Alfione, il mostro finale, finalmente è lì. Quello che fino adesso avevi solo annusato, quello che non si palesava ma lasciava indizi qua e là. Con i suoi scagnozzi a fare campagna elettorale porta a porta, sparlandoti dietro. “Santi è un quaqquaraquà, vedrai che farà l’accordo con noi!”, dicevano i portatori d’acqua del PD.

Si parte. Per riscaldare gli animi, la moderatrice (Federica Pieravanti di Marsciano7) inizia con domande di costume.

–Qual è il tuo piatto preferito?
–La Porchetta.

Anche Todini ride alla battuta di Santi. Le domande proseguono, le risposte di Alfio, sebbene con sinonimi, sono sempre le stesse. “Sono anni difficili, abbiamo fatto quello che potevamo, ci tolgono sempre più soldi, siamo gli unici credibili.” Federico spiega la sua visione, che poi è la nostra, di una Marsciano diversa. Non più legata allo stesso schema che governa l’Europa,l’Italia,l’Umbria e Marsciano: cambiano i nomi, fanno le larghe intese, ma sono sempre gli stessi. Difendono degli interessi ben precisi, non certo quelli comuni. Dall’Europa a Marsciano, c’è un potere economico ben delineato che sostiene i nostri governanti. Il patto è semplice: io ti faccio campare di politica, tu  mi fai fare quello che voglio. La vicenda Coop è uno dei tanti esempi, il ricatto è stato scritto nero su bianco. “Se non ci fate fare un’altra colata di cemento a Marsciano, licenziamo i nostri dipendenti e – questo tra le righe – vi togliamo voti e finanziamenti per la campagna elettorale”. D’altronde, la Coop verrà costruita dallo sponsor principale di Musica per i Borghi.

Alfio tiene botta, non si scompone. La chiacchiera politica non gli manca, la cultura neanche. Messo di fronte alle incoerenze del suo partito, fa spallucce. Prova a rifugiarsi nel sempreverde “tanto siamo tutti uguali, anche voi”.

E invece no, non siamo tutti uguali al perfido Alfione. Siamo tanti e siamo diversi. Siamo la maggioranza, siamo impiegati, disoccupati, precari, partite iva, commercianti, contadini, pennivendoli, professoroni, terzini, gregari. Siamo quelli che non campano di politica, ma di passioni.

Un’Altra Marsciano è possibile, caro Alfione. Ora battiamo l’ultimo mostro dell’ultimo livello e la andiamo a costruire.

Link:

Santi-Todini, il confronto tv

L’appello al voto di Federico Santi

Perché non siete più insieme a Sabatino Ranieri?

02/05/2014 – Un Ponte per…

Bar Tinarelli, l'Altra Marsciano si incontra e si confronta

Bar Tinarelli, l’Altra Marsciano si incontra e si confronta

Al Ponte hanno vinto due volte (su tre totali) il palio delle botti, hanno subito l’alluvione, avevano un viale alberato ma glielo hanno tolto. Il tutto per far posto a un centro commerciale – ma va? – già fallito, con un parco senza ombra a bordo fiume. Alluvionato anche quello ovviamente.

Nonostante questo, il quartiere Ponte è ancora un feudo del partito democratico. Anzi, sarebbe meglio dire che era un feudo. Il malcontento c’è, ha riempito la sala del bar Tinarelli. Quando il nostro Santi ha cominciato a parlare, c’era pochissima gente. Tempo venti minuti e la sala si è riempita. Presentazione dei candidati, Mattia Ruspolini (L’Altra Marsciano), 20 anni, così giovane che sembra uscito da un film. Il suo essere sta tutto nella conclusione del suo discorso: “mio zio è del Pd, mi ha suggerito di schierarmi con loro, così avrei vinto. Ma io voglio vincere con le idee in cui credo, a costo anche di perdere.”

Quindi è stato il turno di Mauro Ceccarini (L’altra Marsciano). Ha illustrato le sue competenze su numeri e bilanci. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, ovvero sala addormentata al secondo conto economico, con i numeri è riuscito a stimolare la discussione. I presenti in sala hanno preso la palla al balzo. Interventi accesi e accalorati, ci chiedono della crisi, della cattiva politica, della sinistra svanita. Toni anche accesi, c’è un momento di indecisione: come rispondere a queste domande? Come spiegare le nostre ragioni a chi non crede più nella politica?

Prende la parola Federico Santi. Sarà la buonanima di Vujadin Boskov, sarà la sintesi del compagno Paolo Vinti, fatto sta che il nostro candidato in cinque minuti sbroglia la matassa. Spiega a tutti i presenti, compagni compresi, i perché e i percome delle nostre differenze. Tra metafore, citazioni e storie di politica marscianese, mette ogni cosa al suo posto. C’è un programma, c’è un gruppo di persone che segue la politica con passione da anni. Giovani, meno giovani, donne, uomini, ingegneri, insegnanti. L’Altra Marsciano è una marea di anime diverse, eppure unite da quel filo traballante ma sincero che si chiama partecipazione.

Dopo il fine settimana (forza Grifo), si torna a lavorare. Martedì 6 a San Biagio, Mercoledì 7 a Tripoli, poi museo del laterizio, parco Ammeto e via ancora. Più in là potrebbe anche esserci una sorpresa. Daje.

16/04/2014 – Termodinamica e partecipazione: l’Altra Marsciano è pronta, Daje!

Quando si inizia una nuova avventura, un po’ di paura c’è sempre. Dopo le vicende rocambolesche degli ultimi mesi, poi, ci era sembrato quasi di essere rimasti soli. E invece, la sala Capitini ieri sera era piena. Di gente, di idee, di voglia: c’era davvero di tutto. Oggi più che mai siamo sicuri che l’Altra Marsciano esiste.

La sala Capitini, ieri

La sala Capitini, ieri

Con tanto di diretta streaming, ieri sera abbiamo presentato il nostro candidato Sindaco e le liste della coalizione. Prima di tutto, si è presentato Federico Santi. Ha parlato di edilizia sostenibile, economia locale, a un certo punto ha citato la seconda legge della termodinamica ed ha scatenato l’applauso. Roba che neanche nei sogni. Un altro modo di investire è possibile, secondo Federico: non più clientelare, con il mega appalto più subappalto a Caserta. Ritrovare il piacere di vivere il nostro territorio, di lavorarci in prima persona senza disperdere risorse.

La parola poi è toccata a Giuseppe Sorbini, consigliere comunale uscente. Ha raccontato la fatica di cinque anni di opposizione e la soddisfazione di far parte di questa coalizione. Le lotte sul piano regolatore, contro gli sprechi, sulle vinacce, sui rifiuti: esperienze preziose per capire da dove partire per costruire l’alternativa. Il tutto condito da varie chicche, tra cui: “ci hanno promesso una piscina a Spina e una a Marsciano: diventeremo un comune balneare”.

Non è finita qui. Mauro Ceccarini con le sue perle dal bilancio comunale, dove l’unica attività in attivo risulta essere il cimitero, Federica Cinti e la forza delle donne in politica, Tania Natalizi e le proposte sui servizi alla persona. Sono solo alcuni di quelli che hanno scritto il nostro programma. Anche grazie a loro, ad oggi siamo gli unici ad aver già reso pubblico il nostro programma elettorale. Non ne troverete altri in giro, per ora.

Il compito di chiudere la serata è toccato a Salah Ezzahar. Senza troppi giri di parole, ha illustrato alla platea l’essenza di questa coalizione: la forza della diversità. Siamo tanti, veniamo da esperienze diverse, condividiamo la voglia di provarci fino in fondo a cambiare questo posto.

A guastare la veglia ci pensa Santi:

Stasera siamo davvero tanti. Da quindici anni facciamo opposizione a questa amministrazione: ora andiamo a vincere. Daje!

Niente cemento, niente PD: Federico Santi si presenta

Santi elezioni programma

Dopo gli anni del cemento facile, che hanno contribuito a generare l’odierna situazione di crisi, il sistema politico locale gestisce le briciole ma, proprio perché briciole, fa credere a tutti che saranno i destinatari del banchetto: il lavori per la nuova Coop e i fondi per il terremoto diventano così l’arma di distrazione di massa con la quale legare i vari settori produttivi ai destini di una amministrazione molle ed eternamente indecisa. Una amministrazione che manca assolutamente delle competenze necessarie a trovare le soluzioni per un mondo del lavoro in evoluzione. Un mondo di cui la nostra classe politica locale non ha alcuna esperienza di vissuto reale. Noi abbiamo un’altra idea di sviluppo, maturata sul campo con le più svariate competenze, e la vogliamo spiegare attraverso esempi concreti.

Vogliamo riconvertire il polo dell’edilizia Marscianese nel distretto della ristrutturazione-
riqualificazione energetica degli edifici e della salvaguardia idrogeologica del territorio lanciando un piano triennale dei lavori pubblici che dreni risorse dalle grandi opere inutili per il territorio e che finanzi queste operazioni. A tal fine non è da escludere l’emissione di BOC (buoni ordinari comunali) compatibilmente con il patto di stabilità. Si può fare se l’Amministrazione dimostra di avere un progetto organico e convincente. Evitare la stagnazione e politiche recessive senza cementificare ulteriormente il territorio è il primo obiettivo in questa fase. Vogliamo difendere e aumentare le attività commerciali nei centri storici con l’unico mezzo possibile: impedendo il proliferare di attività di grande distribuzione che creino centri attrattivi in zone periferiche.

Oltre alla difesa dei posti di lavoro esistenti dobbiamo incentivare la cura dei mestieri artigianali e promuovere altre forme di lavoro sottratte alla spirale speculativa. Il primo obiettivo si può promuovere attraverso la creazione un’Officina municipale a sostegno della creatività artigianale. L’officina municipale deve essere uno “spazio”, un luogo di lavoro dotato di specifiche attrezzature in grado di favorire nuove idee attraverso il confronto tra competenze creative. Si potrebbero utilizzare in comodato i tanti strumenti fermi nei capannoni come palestra pubblica per chi ha voglia di creare e di fare. Basti pensare al progetto Trashware con il quale recuperare carcasse di vecchi computer, destinati ad un costosissimo smaltimento, all’uso scolastico. Chiaramente si deve prevedere un ‘Polo del riuso’ esterno all’isola ecologica nel quale poter ‘parcheggiare’ gli innumerevoli materiali riutilizzabili. Il secondo obiettivo si può ottenere incentivando l’occupazione in agricoltura utilizzando la legge regionale da poco approvata che ha come finalità quella di affidare terre del demanio inutilizzate o sottoutilizzate a imprese di piccoli produttori agricoli o a cooperative sociali . Si mette, così, il patrimonio pubblico al servizio di un modello produttivo basato sulla qualità della filiera corta promuovendo anche il comodato d’uso per gli abbondanti mezzi di produzione agricola che giacciono inutilizzati nei magazzini. Inoltre si deve promuovere in modo articolato e massiccio la filiera del Suino Marscianese (allevamento, alimentazione, macellazione e commercializzazione ) trasferendovi le ingenti risorse ora allocate per assistere la filiera della soccida. È assolutamente incomprensibile che un territorio come il nostro, che non ha nulla da invidiare a nessun altro in quanto a lavorazione artigianale della carne suina, debba contribuire a marchi internazionali che non portano alcuna ricchezza all’interno dei confini comunali. Tutta la filiera alimentare potrebbe essere sostenuta da una piattaforma e-commerce (commercio elettronico) comunale che si autofinanzia con un minimo prelievo sulla operazioni.

Queste ed altre idee, insieme al nostro programma completo e alla nostra attività consiliare di questi anni di opposizione, sono disponibili sul sito www.altramarsciano.it.

La maggioranza che governa Marsciano non ha messo in atto nessuna azione per difendere e creare lavoro in questi 5 anni e questo ci conferma ancora di una certezza: saremo sempre dalla parte opposta a questo PD. Vogliamo una Marsciano diversa da quella che vediamo oggi.

Federico Santi, candidato a sindaco della coalizione l’Altra Marsciano