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I soliti (in)successi

Tutto il dibattito sulla riqualificazione dell’Hotel Arco è molto interessante, ma presenta elementi veramente surreali. Il Centro Commerciale L’Arco è stato il primo colpo alla vitalità del centro storico di Marsciano. Coloro che lo hanno pensato e realizzato sono stati i primi ad inaugurare la desertificazione del cuore del capoluogo di cui tutti oggi, compresi i soggetti sopracitati, si lamentano.

Per non parlare del ‘lungimirante’ acquisto dell’area Clinica Bocchini, avvenuto nel 2006 per circa 800.000 euro. L’evoluzione di quella vicenda si commenta da sola. Un investimento pubblico importante nato per la realizzazione di una struttura di 3500 mq, di cui era anche stata posata simbolicamente la prima pietra, verrà destinato alla realizzazione di un parco verde e di strutture di ausilio alla residenza dell’Arco. Una somma fuori mercato, soprattutto considerando il valore di ciò che verrà realizzato in futuro, concessa al proprietario dell’area sulla base di stime difficilmente giustificabili.

Detto questo, l’acquisto dell’Hotel Arco da parte della Fondazione con l’ausilio, a quanto sembra, di Cooperative sociali di comprovato valore, presenti da decenni nel nostro territorio, rappresenta un’operazione funzionale alla riqualificazione dell’area commerciale L’Arco, svilita dalla proliferazione di centri commerciali sul territorio del capoluogo e messa a rischio dalla contestatissima costruzione della nuova Coop ad Ammeto. L’operazione, nel complesso, ha degli elementi positivi oggettivi: l’attivazione dei servizi di Residenza Protetta, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, la totale assenza di costi aggiuntivi per la collettività e, soprattutto, la possibilità di rivitalizzare tutto il Centro, andando a ripopolare sacche di desertificazione commerciale.

Tuttavia ci sono alcuni elementi da verificare come la compatibilità di un luogo così pesantemente cementificato con le finalità di recupero e assistenza che queste strutture dovrebbero avere e la questione che riguarda la legittimità della Fondazione Comunità Marscianese in questa vicenda. Se il primo aspetto riguarda gli addetti ai lavori, il secondo riguarda tutta la collettività in quanto la Fondazione stessa risulta sempre più sovrapponibile ad una nota lista civica locale, se non direttamente alla proprietà del Centro Commerciale L’Arco.

Insomma, come spesso avviene, quello che oggi viene dichiarato come un successo, in termini economici e sociali, a nostro avviso, rappresenta un palliativo a serie problematiche che sono state create da amministrazioni precedenti in piena continuità politica con quella attuale.

Yuri Capoccia

Capogruppo L’Altra Marsciano

 

 

 

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L’Altra Marsciano sui licenziamenti Clam/Presystem

La settimana passata è stata segnata dalla chiusura della Clam e della Presystem e dal conseguente licenziamento collettivo per 77 lavoratori delle due aziende. Per quello che può contare, esprimiamo sincera solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, già messe a dura prova da anni di mensilità arretrate e di ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per Marsciano la chiusura di queste due importanti realtà produttive rappresenta l’ultimo colpo, in ordine cronologico, al tessuto sociale e produttivo, già duramente provato dalla crisi economica degli ultimi anni. Le responsabilità non possono esclusivamente imputarsi a dinamiche nazionali e internazionali, sarebbe riduttivo e semplicistico. Nella crisi che avvolge il nostro territorio le responsabilità sono dovute anche alla eccessiva propensione delle aziende marscianesi alla conduzione familiare, nonché dalla scarsa azione dell’Amministrazione che non ha saputo stimolare, seppur con i pochi strumenti disponibili, una riconversione del tessuto industriale marscianese incentrato sull’edilizia, e che oggi ne paga le conseguenze. Quella riconversione che sarebbe stata difficoltosa ma possibile in congiunture economiche favorevoli è stata rimandata per perseguire ancora un modello speculativo (una moltitudine di centri commerciali vuoti e di alloggi invenduti) che ha solo impoverito il territorio, permettendo la creazione e il rafforzamento di clientele e corporativismi.

L’ipotesi più probabile è che la Clam e la Presystem riaprano nuovamente, creando una nuova cooperativa. Possibilità auspicata per non perdere le competenze create in decenni di attività e soprattutto per riassorbire una parte dei lavoratori licenziati. Tuttavia, manifestiamo delle perplessità riguardo simile procedura, già utilizzata da altre aziende marscianesi in difficoltà. In primo luogo, i soci-lavoratori, in questo modo, perderebbero parte delle mensilità arretrate (per legge, vengono garantiti in caso di fallimento solo gli ultimi tre stipendi, peraltro modulati sulla cassa integrazione e provenienti da fondi pubblici) ed anche le loro quote associative; una beffa per chi negli ultimi anni per andare incontro alle esigenze aziendali ha deciso di trasformare parte degli arretrati in dette quote. In secondo luogo, probabilmente, i lavoratori percepirebbero il loro Tfr dall’Inps e non dall’azienda, alla fine di una lunga procedura vertenziale. Se questa ipotesi si concretizzasse riaprirà un nuova cooperativa con un reating creditizio positivo ed una linea produttiva recentemente innovata, tutto sulla pelle dei lavoratori. Un sistema reso possibile dalla legge, che danneggia non solo i lavoratori ma l’intera collettività.

La nostra azione consiliare sarà diretta a sollecitare le Istituzioni, ad ogni livello, affinché mettano in piedi tutte le iniziative possibili per garantire un ricollocamento dei licenziati. Perché crediamo che il compito di un’amministrazione non si riduca soltanto nel realizzazione delle migliori condizioni a monte del processo produttivo, ma anche nella soluzione delle problematiche legate ad esso e che interessino la comunità. Cercheremo inoltre di verificare la possibilità di dare vita ad un meccanismo di solidarietà dal basso per aiutare – in maniera anonima e rendicontata – tutte le famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro e non solo quelle protagoniste degli ultimi avvenimenti. Una soluzione che non si sostituisce l’azione politica per il diritto al lavoro, ma che verrà integrata agli ammortizzatori sociali, al fine di garantire una solidarietà concreta a quelle famiglie che si trovano in una situazione prossima all’indigenza.

Yuri Capoccia

Capogruppo L’Altra Marsciano

Omnia Sunt Communia

Oggi, 12 Gennaio 2017, ho rassegnato le dimissioni da Consigliere Comunale. Non è stato per nulla semplice nè indolore. Quando è iniziata questa Legislatura avevo un altro lavoro e tutt’altre aspettative. Oggi, per stabilizzare la mia condizione lavorativa assai precaria, devo intraprendere delle iniziative che non mi permetterebbero di svolgere questo importante compito con la serietà che ho sempre cercato di mettere in campo. Un ringraziamento alla struttura comunale, che ha sempre collaborato lealmente, e a tutti i Consiglieri Comunali e Amministratori che hanno avuto un rapporto personale e politico corretto con me e con l’esperienza politica dell’Altra Marsciano che ho avuto l’onore di rappresentare in questi 2 anni e mezzo. Chiedo scusa a coloro che, avendomi votato come Candidato a Sindaco, si sentissero traditi da questa decisione. Sono sereno nella convinzione che la mia vita e quella della mia famiglia (della quale mi devo far carico insieme a mia moglie), non mi permettono di intraprendere strade diverse da questa. Un in bocca al lupo al leggendario Yuri Capoccia che erediterà la carica di Consigliere con la serietà che lo contraddistingue e che renderebbe fiero il compianto Bruno. Omnia sunt communia.

 

Santi Federico

SIAmo così, fintamente riciclati

Rifiuti sversati sul torrente

Rifiuti sversati sul torrente Mussino

La notizia dell’arresto, tra gli altri, dell’ex Amministratore delegato di GESENU e SIA, Giuseppe Sassaroli, è una pessima notizia. Molto singolare il silenzio di tutte le Istituzioni sull’argomento. Eppure alcune dichiarazioni che sono state date agli organi di stampa e in Consiglio Comunale da parte del Sindaco Todini nel recente passato destano oggi, alla luce dei recenti sviluppi, una grande preoccupazione. Il semplice dubbio che, mentre i cittadini si impegnano a differenziare pagando tariffe esorbitanti e continuamente crescenti, quello che viene raccolto venga utilizzato in maniera impropria rischia di produrre dei danni di credibilità per le Istituzioni molto gravi con conseguenze ancora più gravi sulla cultura della Sostenibilità Ambientale.

Quando in Consiglio Comunale abbiamo chiesto come mai, durante l’ultima ricapitalizzazione, si fosse permesso a GESENU di acquisire quote eccedenti il 33% e, con esse, il diritto di veto nel Consiglio di Amministrazione di SIA, il Sindaco ci ha risposto che non c’era alcun motivo di preoccupazione perché c’era assoluta fiducia e comunità di intenti. Ha anche tenuto a sottolineare che l’esperienza e il ‘know how’ di Sassaroli, al tempo amministratore delegato sia di SIA che di GESENU, ci serviva per svolgere bene il nostro lavoro. Noi abbiamo allora denunciato che il tasso di fiducia ci sembrava che andasse oltre il livello minimo di cautela. Speriamo di esserci sbagliati.Aspettiamo che le indagini facciano il loro corso e speriamo che tutto quello che avviene non abbia alcuna attinenza con la raccolta dei rifiuti nel nostro Comune. E speriamo anche che, se dovesse essere confermata la veridicità del quadro accusatorio, la comunità di intenti con quel sistema non fosse così piena.

Un po’ di articoli sullo scandalo Gesenu: http://www.umbria24.it/?s=sassaroli

Cogito ergo NO

indexLa Riforma Costituzionale su cui si voterà il 4 Dicembre è una pessima riforma. Le motivazioni di tale giudizio si possono trovare in tutti gli organi di stampa. La totalità dei Costituzionalisti è contraria per motivi tecnici (referendum-costituzionale-gustavo-zagrebelsky-spiega-i-15-motivi-per-dire-no-alla-riforma-voluta-da-renzi). Alcuni articoli sono anche ridicoli dal punti di vista linguistico. L’articolo 70 passa dal chiarissimo “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” ad un bizantinismo incomprensibile e volutamente lacunoso con rimandi continui ad altri commi e articoli. Verificare per credere: Nuovo Articolo 70. Una sciatteria vergognosa, segno stessa della pochezza di un gruppo dirigente che vorrebbe Riformare una Carta scritta da giganti ai quali non sarebbero stati degni neanche di allacciare le scarpe. Detto questo va sottolineato che questo è il motivo meno importante per votare NO al Referendum.

Riteniamo assulutamente inaccettabile la retorica di chi – dopo aver votato una iniziatia di questo tipo solo con la propria maggioranza, dopo aver legato il futuro dell’esecutiva all’andamento del referendum, dopo aver posticipato la data del referendum solo perchè rischiava seriamente di perderlo in tempi brevi, dopo le sceneggiate europee anti austerity (ennesima variante del chiudere le porte quandi se ne sono andati i buoi), mentre si appresta a varare una finanziaria finalizzata solo a massimizzare il consenso sociale (per conquistare qualche SI) e a paralizzare 2 mesi di attività governativa per fare propaganda di Stato pagata da tutti – ci chiede di parlare solo del merito della Riforma. Ma quando mai?! Una dose così massiccia di bispensiero non l’aveva immaginata nemmeno il Ministero della Verità del Grande Fratello Orwelliano.

In realtà, questa riforma è il perfetto vestito al corpo politico Renziano. Al suo modo di intendere la democrazia. Un Primo Ministro che è anche Segretario del Partito di Maggioranza che utilizza la sua carica per fare il portavoce di quella che i Costituenti (quelli seri) avevano previsto come una iniziativa Parlamentare. Il Dominus del Partito, del Governo e del Parlamento che si permette anche di dare lezioni di democrazia alle opposizioni. E proprio questa sarebbe l’Italia del SI. Una camera nominata da chi controlla il Partito che ratifica le iniziative di chi controlla il Governo, peccato che sia l’uno che l’altro sarebbero controllati dalla stessa persona. Lo vediamo anche con i tanti distinguo dei nostri politici locali: sempre pronti a parlar male del Governo, per salvarsi la faccia di fronte al disastro amministativo delle comunità nelle quali governano, ma sempre pronti, al dunque, a votare a favore di chi deciderà le liste delle prossime elezioni politiche nazionali e regionali.

L’errore da non fare è quello di disgiungere questa Riforma da tutto quello che questo Governo ha messo in atto dal suo insediamento. La distruzione della Scuola (qui veramente non ci dilunghiamo, basta parlare con un attore qualsiaisi della scuola, alunni, collaboratori, insegnanti per capire il caos organizzativo prodotto dalla Buona Scuola), la definitiva precarizzazione del mondo del lavoro col Job’s act (con l’abuso dei voucher che droga le statistiche sull’occupazione, comunque pessime), la continua e ossessiva genuflessione del Governo ai poteri forti e ai mercati finanziari, la connivenza con settori oscuri dell’imprenditoria attraverso l’appoggio incondizionato alle inutili Grandi Opere.

Queste politiche antipopolari e impopolari hanno bisognio di un assetto Istituzionale “snello”, con pochi contrappesi, senza lacci e lacciuoli diceva un signore di Arcore mai così vincente dal punto di vista programmatico e culturale.

Ognuno farà ciò che vuole. Noi voteremo NO al Referendum del 4 Dicembre. E lo faremo, in primis, per mandare a casa il peggior Governo che si sia mai visto in Italia. E dire che ne avevamo visti di tutti i colori (tranne il rosso, quello vero, a dirla tutta).

UMBRA ACQUE CHETE / mal COMUNE zero GAUDIO

indexQuesta mattina migliaia di cittadini del Comune di Marsciano (almeno dal Centro a Schiavo passando per Cerro e Ponte, solo per dire di quelli di cui siamo sicuri) si sono svegliati senza acqua. Dopo alcune ricerche si è appurato che sul sito di UA era presente una comunicazione che informava di una chiusura straordinaria prevista per l’intervallo orario 21:00/07:00. Siamo tutti coscienti del fatto che possano essere necessari lavori straordinari per rimettere in funzionalità i vetusti impianti idraulici del nostro territorio. Quello che risulta intollerabile è che non ci sia nessun tipo di comunicazione all’utenza. Svegliarsi la mattina, magari con bambini piccoli che devono andare a Scuola, senza acqua non è un disservizio trascurabile. Andare al lavoro senza essersi nemmeno lavati non è dignitoso per nessuno. Non è certamente possibile cavarsela con una comunicazione sul proprio sito. Non è usanza della popolazione quella di controllare i siti dei servizi fondamentali per sapere se verranno interrotti. Non è stata approntata nessun tipo di comunicazione, né il volantinaggio (che sarebbe stato il metodo più corretto), né i giornali locali, né quelli on-line (come Marsciano7 che pubblica sempre le comunicazioni di Enel) o i Social network. Questo disservizio clamoroso non può essere addebitato al carrozzone pubblico o ai lavoratori tout court, come spesso avviene in Italia, in vista di una prossima spettacolare privatizzazione che non risolverebbe nulla e andrebbe contro la volontà popolare referendaria. Questo errore deve essere pagato da uno di quei Dirigenti strapagati che si devono occupare della Comunicazione per Umbra Acque. Non è la prima volta che succedono cose di questo tipo a Marsciano ma deve essere l’ultima e per questo presenteremo in giornata una interpellanza da discutere nel Consiglio Comunale prossimo venturo.

Federico Santi, capogruppo consiliare Altra Marsciano

AGGIORNAMENTI SOCIAL

Alfio Todini:

Mancanza di acqua a Marsciano e zone limitrofe.
La Società Umbracque ha correttamente comunicato (in data 12 settembre) al Comune e alla stampa (oltre ad averlo messo sul proprio sito) il fatto che, per lavori di manutenzione, sarebbe mancata l’acqua dalle 21 di ieri alle 7 di stamattina. L’intervento, programmato di notte proprio per evitare troppi disagi, si è rivelato (anche a seguito di una rottura) più lungo del previsto ritardando il ripristino dell’erogazione di acqua. Ritengo tuttavia che sia stato un errore non rendere pubblica, anche da parte nostra, la comunicazione ricevuta, utilizzando i canali di cui disponiamo, posto che le complicazioni verificatesi non erano prevedibili.
Di questa mancanza dei nostri uffici, di cui verificheremo le motivazioni e della quale in qualità di Sindaco non posso non assumermi la responsabilità, chiedo scusa ai cittadini assicurando che faremo ciò che va fatto per evitare che si ripeta un futuro.

Federico Santi

Il Sindaco Alfio Todini (non lo posso taggare, come è noto non siamo amici) si è assunto la responsabilità della mancata comunicazione dell’interruzione dell’acqua. Molti si sono complimentati per il suo onorevole gesto. Trovo questa reazione comprensibile ma priva di fondamento. Cerco di spiegarmi senza iperboli, battute o sarcasmo e cercando di non essere strumentale. Sembra che Umbra Acque (che in ogni caso non ha avvertito né il Corriere dell’Umbria – Marsciano né Marsciano 7) abbia avvertito il Comune di Marsciano in data 12 Settembre. Il contenuto della comunicazione riportava, come orari di interruzione, dalle 21 alle del 14/09 alle 7 del 15/09. Non mi soffermo sulle evidenti responsabilità di Umbra Acque perchè le ho già ampiamente denunciate mentre mi concentro su quello che ha fatto il Comune. Al di là del mostruoso ritardo accumulato (sono le 14.05 e a Marsciano Centro ancora non è tornata l’acqua) che potrebbe essere non preventivabile, come si fa a soprassedere su una interruzione di 10 ore anche se notturna? Non esiste una persona al mondo che non si renda conto che dalle 21 alle 7 le persone vanno al bagno, fanno la doccia, si svegliano e possono avere anche appuntamenti fondamentali per la propria vita? Migliaia di persone che rimangono senza acqua per 10 ore e nessuno, dico nessuno, che si sia preoccupato di tutto ciò? E’ una cosa di una gravità surreale. Clamorosa. Se poi Umbra Acque ha veramento comunicato questa cosa al Comune pensate che non l’avrebbe prontamente comunicato di fronte alle persone inferocite per salvarsi agli occhi dell’opinione pubblica? In sostanza il Sindaco ha fatto l’unica cosa che poteva fare dimostrando non tanto onestà, coraggio o correttezza come ho letto ma semplicemente di saper usare la comunicazione social in maniera intelligente. Governare però, e lo dovrebbe sapere un auterovole esponente di un partito che lo ricorda tutti i giorni ai suoi concorrenti, è tutto un altro sport. Uno sport nel quale il Comune di Marsciano ha risultati molto, molto scadenti.

Prove di unità

pesci

Venerdì 5 Agosto 2016, ore 21:30, presso il Parco Verde di Schiavo, in occasione della XVIII Festa di Liberazione della Media valle del Tevere, si terrà un incontro tra le opposizioni civiche e alternative di Marsciano per coordinare le azioni di contrasto nei confronti di una Amministrazione Comunale che dimostra ogni giorno la sua inerzia e la sua incapacità nella gestione del territorio. La questione urbanistica, con il nuovo centro commerciale in zona Ammeto e le difficoltà del centro storico, le mille questioni ambientali tra le quali l’accordo peggiorativo sullo stoccaggio delle vinacce, la viabilità, il terremoto e le criticità della zona Nord del Comune, le problematiche societarie di SIA e le altissime tariffe TARI, la gestione degli appalti, l’assenza di azione amministrativa da parte di una Giunta Comunale sempre più latitante, saranno alcune delle tematiche che saranno trattate nell’arco della serata. Modererà il dibattito Massimo Fraolo del Corriere dell’Umbria ed hanno assicurato la loro presenza Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), Cristian Mattioli (Movimento per la qualità della vita) e Federico Santi (L’Altra Marsciano).

Che bella Estate, ogni giorno una nuova sCOOPerta!

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Lunedì 20 Giugno il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato una proposta di definizione transattiva graduale e temporanea che permette lo stoccaggio all’aperto, con una semplice copertura, delle vinacce nel sito del Cerro. Ha anche interpretato la norma del proprio Regolamento Comunale sulle attività insalubri in modo che lo stoccaggio con copeture mobili (semplici teloni) sia assimilato a quelli coperti.

Mercoledì 29 Giugno è stata depositata la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale COOP in aderenza al LIDL e al Conad in località Ammetto. Abbiamo sperato, in questo anno di silenzio, che il progetto fosse accantonato per le evidenti problematiche che avrebbe prodotto al tessuto commerciale e urbanistico del Capoluogo.

A questo punto, in questa splendida estate piddina, ci aspettiamo solo la notizia della riapertura del Biodigestore di Olmeto. Sarebbe l’unico colpo in grado di reggere il passo con lo splendido Giugno che ci ha regalato il Sindaco Todini.

Grazie.