SIAmo così, fintamente riciclati

Rifiuti sversati sul torrente

Rifiuti sversati sul torrente Mussino

La notizia dell’arresto, tra gli altri, dell’ex Amministratore delegato di GESENU e SIA, Giuseppe Sassaroli, è una pessima notizia. Molto singolare il silenzio di tutte le Istituzioni sull’argomento. Eppure alcune dichiarazioni che sono state date agli organi di stampa e in Consiglio Comunale da parte del Sindaco Todini nel recente passato destano oggi, alla luce dei recenti sviluppi, una grande preoccupazione. Il semplice dubbio che, mentre i cittadini si impegnano a differenziare pagando tariffe esorbitanti e continuamente crescenti, quello che viene raccolto venga utilizzato in maniera impropria rischia di produrre dei danni di credibilità per le Istituzioni molto gravi con conseguenze ancora più gravi sulla cultura della Sostenibilità Ambientale.

Quando in Consiglio Comunale abbiamo chiesto come mai, durante l’ultima ricapitalizzazione, si fosse permesso a GESENU di acquisire quote eccedenti il 33% e, con esse, il diritto di veto nel Consiglio di Amministrazione di SIA, il Sindaco ci ha risposto che non c’era alcun motivo di preoccupazione perché c’era assoluta fiducia e comunità di intenti. Ha anche tenuto a sottolineare che l’esperienza e il ‘know how’ di Sassaroli, al tempo amministratore delegato sia di SIA che di GESENU, ci serviva per svolgere bene il nostro lavoro. Noi abbiamo allora denunciato che il tasso di fiducia ci sembrava che andasse oltre il livello minimo di cautela. Speriamo di esserci sbagliati.Aspettiamo che le indagini facciano il loro corso e speriamo che tutto quello che avviene non abbia alcuna attinenza con la raccolta dei rifiuti nel nostro Comune. E speriamo anche che, se dovesse essere confermata la veridicità del quadro accusatorio, la comunità di intenti con quel sistema non fosse così piena.

Un po’ di articoli sullo scandalo Gesenu: http://www.umbria24.it/?s=sassaroli

Cogito ergo NO

indexLa Riforma Costituzionale su cui si voterà il 4 Dicembre è una pessima riforma. Le motivazioni di tale giudizio si possono trovare in tutti gli organi di stampa. La totalità dei Costituzionalisti è contraria per motivi tecnici (referendum-costituzionale-gustavo-zagrebelsky-spiega-i-15-motivi-per-dire-no-alla-riforma-voluta-da-renzi). Alcuni articoli sono anche ridicoli dal punti di vista linguistico. L’articolo 70 passa dal chiarissimo “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” ad un bizantinismo incomprensibile e volutamente lacunoso con rimandi continui ad altri commi e articoli. Verificare per credere: Nuovo Articolo 70. Una sciatteria vergognosa, segno stessa della pochezza di un gruppo dirigente che vorrebbe Riformare una Carta scritta da giganti ai quali non sarebbero stati degni neanche di allacciare le scarpe. Detto questo va sottolineato che questo è il motivo meno importante per votare NO al Referendum.

Riteniamo assulutamente inaccettabile la retorica di chi – dopo aver votato una iniziatia di questo tipo solo con la propria maggioranza, dopo aver legato il futuro dell’esecutiva all’andamento del referendum, dopo aver posticipato la data del referendum solo perchè rischiava seriamente di perderlo in tempi brevi, dopo le sceneggiate europee anti austerity (ennesima variante del chiudere le porte quandi se ne sono andati i buoi), mentre si appresta a varare una finanziaria finalizzata solo a massimizzare il consenso sociale (per conquistare qualche SI) e a paralizzare 2 mesi di attività governativa per fare propaganda di Stato pagata da tutti – ci chiede di parlare solo del merito della Riforma. Ma quando mai?! Una dose così massiccia di bispensiero non l’aveva immaginata nemmeno il Ministero della Verità del Grande Fratello Orwelliano.

In realtà, questa riforma è il perfetto vestito al corpo politico Renziano. Al suo modo di intendere la democrazia. Un Primo Ministro che è anche Segretario del Partito di Maggioranza che utilizza la sua carica per fare il portavoce di quella che i Costituenti (quelli seri) avevano previsto come una iniziativa Parlamentare. Il Dominus del Partito, del Governo e del Parlamento che si permette anche di dare lezioni di democrazia alle opposizioni. E proprio questa sarebbe l’Italia del SI. Una camera nominata da chi controlla il Partito che ratifica le iniziative di chi controlla il Governo, peccato che sia l’uno che l’altro sarebbero controllati dalla stessa persona. Lo vediamo anche con i tanti distinguo dei nostri politici locali: sempre pronti a parlar male del Governo, per salvarsi la faccia di fronte al disastro amministativo delle comunità nelle quali governano, ma sempre pronti, al dunque, a votare a favore di chi deciderà le liste delle prossime elezioni politiche nazionali e regionali.

L’errore da non fare è quello di disgiungere questa Riforma da tutto quello che questo Governo ha messo in atto dal suo insediamento. La distruzione della Scuola (qui veramente non ci dilunghiamo, basta parlare con un attore qualsiaisi della scuola, alunni, collaboratori, insegnanti per capire il caos organizzativo prodotto dalla Buona Scuola), la definitiva precarizzazione del mondo del lavoro col Job’s act (con l’abuso dei voucher che droga le statistiche sull’occupazione, comunque pessime), la continua e ossessiva genuflessione del Governo ai poteri forti e ai mercati finanziari, la connivenza con settori oscuri dell’imprenditoria attraverso l’appoggio incondizionato alle inutili Grandi Opere.

Queste politiche antipopolari e impopolari hanno bisognio di un assetto Istituzionale “snello”, con pochi contrappesi, senza lacci e lacciuoli diceva un signore di Arcore mai così vincente dal punto di vista programmatico e culturale.

Ognuno farà ciò che vuole. Noi voteremo NO al Referendum del 4 Dicembre. E lo faremo, in primis, per mandare a casa il peggior Governo che si sia mai visto in Italia. E dire che ne avevamo visti di tutti i colori (tranne il rosso, quello vero, a dirla tutta).

UMBRA ACQUE CHETE / mal COMUNE zero GAUDIO

indexQuesta mattina migliaia di cittadini del Comune di Marsciano (almeno dal Centro a Schiavo passando per Cerro e Ponte, solo per dire di quelli di cui siamo sicuri) si sono svegliati senza acqua. Dopo alcune ricerche si è appurato che sul sito di UA era presente una comunicazione che informava di una chiusura straordinaria prevista per l’intervallo orario 21:00/07:00. Siamo tutti coscienti del fatto che possano essere necessari lavori straordinari per rimettere in funzionalità i vetusti impianti idraulici del nostro territorio. Quello che risulta intollerabile è che non ci sia nessun tipo di comunicazione all’utenza. Svegliarsi la mattina, magari con bambini piccoli che devono andare a Scuola, senza acqua non è un disservizio trascurabile. Andare al lavoro senza essersi nemmeno lavati non è dignitoso per nessuno. Non è certamente possibile cavarsela con una comunicazione sul proprio sito. Non è usanza della popolazione quella di controllare i siti dei servizi fondamentali per sapere se verranno interrotti. Non è stata approntata nessun tipo di comunicazione, né il volantinaggio (che sarebbe stato il metodo più corretto), né i giornali locali, né quelli on-line (come Marsciano7 che pubblica sempre le comunicazioni di Enel) o i Social network. Questo disservizio clamoroso non può essere addebitato al carrozzone pubblico o ai lavoratori tout court, come spesso avviene in Italia, in vista di una prossima spettacolare privatizzazione che non risolverebbe nulla e andrebbe contro la volontà popolare referendaria. Questo errore deve essere pagato da uno di quei Dirigenti strapagati che si devono occupare della Comunicazione per Umbra Acque. Non è la prima volta che succedono cose di questo tipo a Marsciano ma deve essere l’ultima e per questo presenteremo in giornata una interpellanza da discutere nel Consiglio Comunale prossimo venturo.

Federico Santi, capogruppo consiliare Altra Marsciano

AGGIORNAMENTI SOCIAL

Alfio Todini:

Mancanza di acqua a Marsciano e zone limitrofe.
La Società Umbracque ha correttamente comunicato (in data 12 settembre) al Comune e alla stampa (oltre ad averlo messo sul proprio sito) il fatto che, per lavori di manutenzione, sarebbe mancata l’acqua dalle 21 di ieri alle 7 di stamattina. L’intervento, programmato di notte proprio per evitare troppi disagi, si è rivelato (anche a seguito di una rottura) più lungo del previsto ritardando il ripristino dell’erogazione di acqua. Ritengo tuttavia che sia stato un errore non rendere pubblica, anche da parte nostra, la comunicazione ricevuta, utilizzando i canali di cui disponiamo, posto che le complicazioni verificatesi non erano prevedibili.
Di questa mancanza dei nostri uffici, di cui verificheremo le motivazioni e della quale in qualità di Sindaco non posso non assumermi la responsabilità, chiedo scusa ai cittadini assicurando che faremo ciò che va fatto per evitare che si ripeta un futuro.

Federico Santi

Il Sindaco Alfio Todini (non lo posso taggare, come è noto non siamo amici) si è assunto la responsabilità della mancata comunicazione dell’interruzione dell’acqua. Molti si sono complimentati per il suo onorevole gesto. Trovo questa reazione comprensibile ma priva di fondamento. Cerco di spiegarmi senza iperboli, battute o sarcasmo e cercando di non essere strumentale. Sembra che Umbra Acque (che in ogni caso non ha avvertito né il Corriere dell’Umbria – Marsciano né Marsciano 7) abbia avvertito il Comune di Marsciano in data 12 Settembre. Il contenuto della comunicazione riportava, come orari di interruzione, dalle 21 alle del 14/09 alle 7 del 15/09. Non mi soffermo sulle evidenti responsabilità di Umbra Acque perchè le ho già ampiamente denunciate mentre mi concentro su quello che ha fatto il Comune. Al di là del mostruoso ritardo accumulato (sono le 14.05 e a Marsciano Centro ancora non è tornata l’acqua) che potrebbe essere non preventivabile, come si fa a soprassedere su una interruzione di 10 ore anche se notturna? Non esiste una persona al mondo che non si renda conto che dalle 21 alle 7 le persone vanno al bagno, fanno la doccia, si svegliano e possono avere anche appuntamenti fondamentali per la propria vita? Migliaia di persone che rimangono senza acqua per 10 ore e nessuno, dico nessuno, che si sia preoccupato di tutto ciò? E’ una cosa di una gravità surreale. Clamorosa. Se poi Umbra Acque ha veramento comunicato questa cosa al Comune pensate che non l’avrebbe prontamente comunicato di fronte alle persone inferocite per salvarsi agli occhi dell’opinione pubblica? In sostanza il Sindaco ha fatto l’unica cosa che poteva fare dimostrando non tanto onestà, coraggio o correttezza come ho letto ma semplicemente di saper usare la comunicazione social in maniera intelligente. Governare però, e lo dovrebbe sapere un auterovole esponente di un partito che lo ricorda tutti i giorni ai suoi concorrenti, è tutto un altro sport. Uno sport nel quale il Comune di Marsciano ha risultati molto, molto scadenti.

Prove di unità

pesci

Venerdì 5 Agosto 2016, ore 21:30, presso il Parco Verde di Schiavo, in occasione della XVIII Festa di Liberazione della Media valle del Tevere, si terrà un incontro tra le opposizioni civiche e alternative di Marsciano per coordinare le azioni di contrasto nei confronti di una Amministrazione Comunale che dimostra ogni giorno la sua inerzia e la sua incapacità nella gestione del territorio. La questione urbanistica, con il nuovo centro commerciale in zona Ammeto e le difficoltà del centro storico, le mille questioni ambientali tra le quali l’accordo peggiorativo sullo stoccaggio delle vinacce, la viabilità, il terremoto e le criticità della zona Nord del Comune, le problematiche societarie di SIA e le altissime tariffe TARI, la gestione degli appalti, l’assenza di azione amministrativa da parte di una Giunta Comunale sempre più latitante, saranno alcune delle tematiche che saranno trattate nell’arco della serata. Modererà il dibattito Massimo Fraolo del Corriere dell’Umbria ed hanno assicurato la loro presenza Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), Cristian Mattioli (Movimento per la qualità della vita) e Federico Santi (L’Altra Marsciano).

Che bella Estate, ogni giorno una nuova sCOOPerta!

Immagine

Lunedì 20 Giugno il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato una proposta di definizione transattiva graduale e temporanea che permette lo stoccaggio all’aperto, con una semplice copertura, delle vinacce nel sito del Cerro. Ha anche interpretato la norma del proprio Regolamento Comunale sulle attività insalubri in modo che lo stoccaggio con copeture mobili (semplici teloni) sia assimilato a quelli coperti.

Mercoledì 29 Giugno è stata depositata la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale COOP in aderenza al LIDL e al Conad in località Ammetto. Abbiamo sperato, in questo anno di silenzio, che il progetto fosse accantonato per le evidenti problematiche che avrebbe prodotto al tessuto commerciale e urbanistico del Capoluogo.

A questo punto, in questa splendida estate piddina, ci aspettiamo solo la notizia della riapertura del Biodigestore di Olmeto. Sarebbe l’unico colpo in grado di reggere il passo con lo splendido Giugno che ci ha regalato il Sindaco Todini.

Grazie.

 

Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano

I veri nemici dell’Isis – Mozione Kobane

index

Al Sindaco di Marsciano
Al Presidente del Consiglio Comunale di Marsciano
Ai Consiglieri Comunali del Comune di Marsciano

Il sottoscritto Consigliere Comunale Federico Santi presenta la seguente mozione e chiede che venga iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale di Marsciano.

Oggetto: “Sostegno alla Resistenza Kurda e all’Autodeterminazione del suo Popolo”

Premesso che:

  • in tre cantoni della Siria, in particolare nella Regione del Rojava, in risposta alla disgregazione dello Stato centrale siriano e delle violenze settarie e confessionali, la popolazione multietnica e multireligiosa a prevalenza kurda si è autorganizzata rendendosi autonoma dal 2011. I gruppi politici locali hanno creato delle Istituzioni autonome ed elettive nelle città del nord che amministrano. Hanno dato accoglienza a molti sfollati dalle altre regioni della Siria in fiamme e, soprattutto, hanno avviato una politica inclusiva per le molte minoranze presenti nel territorio;

  • in Rojava convivono gruppi di diversa cultura e religione e questa cosa dovrebbe essere fortemente sostenuta dalla comunità internazionale. Sul suo territorio sono presenti tre campi profughi che accolgono un milione di sfollati da altre aree della Siria. Hanno un accordo di non belligeranza con il Presidente Assad che gli permette di combattere l’ISIS proponendo una via di democratica di convivenza con piena tutela di tutte le minoranze, cosa che ai kurdi non è mai stata concessa. Le innovative esperienze di convivenza tra diversi dovrebbero essere valorizzate dalla comunità internazionale, anche attraverso decise pressioni sull’antidemocratico Governo di Ankara affinché cessi la politica di embargo e ostilità nei confronti di questa zona libera della Siria che, oggettivamente, favorisce l’abominio dell’ISIS;

Considerato che:

  • si è formata una “Coalizione Internazionale”, a cui ha aderito anche l’Italia, con il preciso scopo di reprimere anche militarmente le forze dell’ISIS in Siria e Iraq, riconoscendo i kurdi come propri alleati;

  • con l’attacco a Kobane, l’ISIS ha provocato la fuga di circa 130.000 civili inermi cha hanno abbandonato la propria vita per riparare in territorio turco dove, attualmente, vivono incampi profughi mentre altrettanti si sono rifugiati negli altri cantoni della “Autonomia Democratica del Rojava”,

  • per l’ISIS distruggere Kobane significa distruggere il cantone centrale di una straordinaria e democratica esperienza liberando, contemporaneamente, 150 km di confine con la Turchia;

  • la resistenza di Kobane vede un ruolo fondamentale della componente femminile. Ogni emanazione di questo governo comunitario è composto in modo da rispondere ad un modello ben preciso: un uomo e una donna;

  • la città di Kobane è stata riconquistata ma sono ancora 300 i villaggi contigui sotto la pressione del Califfato e tutti i rifugiati in Turchia desiderano solo tornare nelle loro comunità;

  • la Camera dei deputati, nella seduta del 17 Settembre 2014, ha votato un ordine del giorno in sostegno alla Autonomia del Rojava;

tutto ciò premesso e considerato,

il Consiglio Comunale di Marsciano

  • ESPRIME solidarietà alla municipalità di Kobane in segno di amicizia tra le nostre città;

  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere l’autonomia kurda e impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune, anche europee, l’autodeterminazione del popolo kurdo;

  • CHIEDE al Governo Italiano di supportare la richiesta di apertura di un corridoio umanitario per inviare al Rojava gli aiuti già annunciati, affinché l’Italia svolga un ruolo decisivo per fermare l’Isis in continuità con l’attività svolta nel semestre italiano della Presidenza U.E.;

  • CHIEDE al Governo Italiano di operare affinché le Nazioni Unite possano cooperare con le autorità autonome di Rojava con invio di aiuti e mettendo sotto la propria egida i campi profughi ospitati in tale zona;

  • CHIEDE al Governo Italiano di intervenire sul Governo Turco per chiedere la piena fruizione dei valichi di frontiera non controllati dall’Isis anche per il coordinamento degli aiuti umanitari e a operare affinché la sperimentazione democratica dei tre cantoni di Rojava in Siria possa rafforzarsi dentro la prospettiva di un Paese libero, democratico e pluriconfessionale;

  • CHIEDE al Governo Italiano di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione del genocidio del popolo kurdo in Turchia e per il riconoscimento della civiltà, della cultura e dell’autonomia regionale kurda;

  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere la Costituzione del Rojava “Contratto Sociale” di ispirazione democratica con radici illuministe.

Marsciano, 08 Giugno 2016                             Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano