Con Sergio Pezzanera per un’Altra Marsciano

Non ci siamo mai mossi da qui, dall’impegno per Marsciano, dalla nostra visione di un Comune a misura dei cittadini e vicino ai cittadini, che siano in centro o nelle frazioni. Una Marsciano che sia solidale con gli ultimi, collaborativa con chi ha idee e che sappia rispettare l’ambiente e proteggere il territorio.

Il nostro candidato, Sergio, la pensa come noi. Che sia nel fare opposizione in consiglio comunale o con l’impegno nell’associazionismo e nel volontariato, ci siamo dedicati anima e corpo e lavoriamo giorno dopo giorno a questo progetto perché crediamo nella nostra comunità, la vogliamo più giusta e, di conseguenza, più prospera.

Con il primo comunicato stampa di Sergio Pezzanera da candidato sindaco, parte la nostra campagna elettorale: Daje!

Marsciano ha bisogno dell’impegno di ognuno di noi.
Stiamo per andare al voto e per scegliere gli amministratori dei prossimi anni. In questi mesi, abbiamo lavorato per costruire una coalizione civica coinvolgendo persone su due presupposti, no alla politica delle clientele, no agli slogan senza contenuti che fanno leva sul malessere senza proporre soluzioni realistiche.

Stiamo continuando a ricevere adesioni di persone interessate a dare un contributo a costruire un comune trasparente che sappia ascoltare i cittadini.
Non veniamo dal nulla, abbiamo sempre vissuto dentro al tessuto sociale, associativo e politico di Marsciano, abbiamo idee da mettere in campo e, soprattutto, un metodo da proporre a tutti i marscianesi: la partecipazione attiva alle scelte amministrative senza alcun tipo di difesa corporativa delle rendite di posizione; vogliamo aprire il comune a tutti i cittadini, in prima battuta a coloro che hanno idee, che hanno voglia di fare, che hanno bisogno di una mano tesa nelle difficoltà.

Nella nostra squadra, oltre all’esperienza amministrativa dell’Altra Marsciano e dei suoi consiglieri uscenti, stiamo approntando una lista delle Frazioni che cerchi di legare l’ampio e decentrato territorio marscianese e una lista composta di persone che appoggiano la mia candidatura.

Al centro una politica per i centri storici, quello di Marsciano e di tutte le frazioni, un’idea di come promuovere Marsciano e la sua posizione strategica nello scenario regionale, un’attenzione alle realtà associative e sportive che fanno vivere le nostre comunità, un rapporto nuovo con le frazioni e i loro servizi, un’attenzione al riuso e alla valorizzazione di quanto differenziato dai cittadini con la tariffa puntuale (chi più differenzia meno spende), una rivoluzione nel rapporto con l’ambiente e la progettazione urbanistica, una diversa gestione dei bandi e degli incarichi nella quale tutti abbiano le stesse possibilità di lavorare, una giunta forte e competente composta di persone che oltre ad una definita concezione politica, abbiano anche un minimo di conoscenza e di esperienza per le deleghe ricevute.

La nostra esperienza è pronta a confrontarsi ed allargarsi a tutte quelle forze che si ritrovino nelle stesse analisi e nella stessa prospettiva , senza alcuna pretesa di imporre candidature ma con la profonda convinzione di avere le risorse adatte per dare una risposta positiva alle esigenza della collettività Marscianese.

Sergio Pezzanera

Finalmente si comincia!

Due liste certe, e una in procinto di esserlo, per un candidato serio e credibile con la convinzione di poter operare quel cambiamento ampiamente chiesto da tantissimi cittadini insoddisfatti di chi ha amministrato finora, in primis il Pd, e intenzionati a impedire una svolta a destra.

E’ la sintesi di quanto è emerso nel recente incontro tra i rappresentanti di tre liste civiche. Si tratta di un gruppo di cittadini che ritengono preziosa l’esperienza maturate nel campo politico, associativo, culturale e sportivo di Alvaro Angeleri, una parte di coloro che hanno condiviso l’esperienza, che ritengono conclusa, per Sabatino Ranieri, tra i quali l’ex consigliere Cristian Mattioli, e l’Altra Marsciano, già presente in consiglio comunale con Federico Santi prima e con Yuri Capoccia poi.

Al centro una politica per i centri storici, quello di Marsciano e di tutte le frazioni, un’idea di come promuovere Marsciano e la sua posizione strategica nello scenario regionale e nazionale, un’attenzione alle realtà associative e sportive che fanno vivere le nostre comunità, un rapporto nuovo con le frazioni e i loro servizi, un’attenzione al riuso e alla valorizzazione di quanto differenziato dai cittadini con la tariffa puntuale (chi più differenzia meno spende), una rivoluzione nel rapporto con l’ambiente e la progettazione urbanistica, una diversa gestione dei bandi e degli incarichi nella quale tutti abbiano le stesse possibilità di lavorare, una giunta forte e competente composta di persone che oltre ad una definita concezione politica, abbiano anche un minimo di conoscenza e di esperienza per le deleghe ricevute.

Persone come Sergio Pezzanera che, da sempre, vivono nel tessuto sociale, sportivo e del volontariato marscianese, rappresentano quella parte della collettività che si vuole impegnare per migliorare Marsciano fuori dalle logiche politiche nazionali e dalle strumentalizzazioni funzionali solo al consenso.

Questa esperienza è pronta a convergere e massimizzare il risultato con tutte quelle forze che si ritrovino nelle stesse analisi e nelle stesse proposte, senza alcuna pretesa di imporre candidature ma con la profonda convinzione delle proprie idee. Dividersi ancora di fronte allo scenario politico Marscianese sarebbe imperdonabile.

La La L’ammetoland

Se ne diranno di tutte le tinte sulla variante che prevede un nuovo polo commerciale all’Ammeto.

Il tam tam è già cominciato: è solo un completamento; non è un Centro Commerciale; è tutta una strumentalizzazione elettorale, in commissione è passato all’unanimità; è una libera iniziativa di privati, ci sarebbe stato comunque il residenziale…

  1. E’ solo un completamento: senza questa variante, i proprietari dell’area avrebbero avuto diritto a meno di 300 metri quadrati di edilizia commerciale; dopo il voto in Consiglio Comunale, ne avranno a disposizione 2400. Mille dei duemila in più sono stati recuperati dalle limitazioni che il Consiglio aveva, a suo tempo, imposto alla Coop; sempre lo stesso giochino visto anche col parcheggio pubblico sotto Palazzo Cruciani: prima si danno “severe” prescrizioni per poi rivederle quando il clamore è passato.
  2. Non è un Centro Commerciale: ognuno utilizzi il termine che preferisce per un insediamento di 2400 metri quadrati, quello che è sicuro è che il nostro Consigliere, Yuri Capoccia, ha sostenuto che, quanto meno, si vincolasse l’area a esercizi non alimentari vista la presenza di Lidl, Coop e Conad nelle strettissime vicinanze: la proposta è stata bocciata dalla commissione, difficile sostenere che ci verranno solo go kart e uffici.
  3. E’ tutta una strumentalizzazione elettorale, in commissione è passato all’unanimità: bisognerebbe conoscere il funzionamento consiliare: i consiglieri non sono presenti in tutte le commissioni, caso ha voluto che i due consiglieri di minoranza che stanno in prima commissione (Ranieri e Pilati) abbiano votato a favore. Capoccia, Cavalletti e Umbrico, che hanno votato contro in Consiglio, così come Santarelli e Bonomi che si sono astenuti (un messaggio molto importante di autonomia dal gruppo del PD), non sono membri della commissione; quindi non avevano diritto di voto in quel contesto. La contrarietà del consigliere Capoccia, che ha diritto di presenza anche se non di voto, sono ben evidenziate dalla proposta bocciata precedentemente illustrata. Lezioni di strumentalità elettorale non ne accettiamo da questa maggioranza, tanto meno da una parte dell’attuale opposizione.
  4. E’ una libera iniziativa di privati, ci sarebbe stato comunque il residenziale: ci mancherebbe, anche il deposito delle vinacce è una libera iniziativa di privati, gli strumenti di programmazione urbanistica esistono proprio per armonizzare i diritti privati con l’interesse pubblico: non si intravede alcun interesse pubblico nell’intervento licenziato dal Consiglio Comunale. Il residenziale, è chiaro, non sarebbe mai stato costruito e questo avrebbe tenuto aperta la partita della spazio verde, necessario in quell’area, nel prossimo piano regolatore. Se invece ci si inchina sempre ad ogni “ragionevole completamento” ed a ogni “iniziativa sacra privata”, rimarrà solo cemento.

La realtà è molto più semplice: sono decenni che l’Amministrazione Comunale si piega sempre agli interessi privati consumando irreversibilmente terreno ricoprendolo di cemento lasciandosi alle spalle cimiteri disabitati e in disuso, mentre nulla ha fatto per recuperare il Centro Storico. Molto spesso lo ha fatto e continua a farlo con la non belligeranza di opposizioni compiacenti.

Mai, noi, ci siamo prestati a questo gioco e continueremo per la nostra strada convinti che la coerenza sia un valore non negoziabile.

 

 

 

Ammeto outlet

Nella prossima seduta, il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare la variante generale alla parte operativa del Piano Regolatore. Tra le numerose osservazioni pervenute spicca una richiesta di variante che consentirebbe la costruzione di un nuovo centro commerciale ad Ammeto. In tal caso si andrebbero ad aggiungere circa 2000 mq di superficie commerciale in una zona già ampiamente sfruttata commercialmente. L’osservazione è stata approvata all’unanimità dalla prima commissione. Come Altra Marsciano ci opporremo a questa decisione, come sempre abbiamo fatto quando si è trattato di contrastare il consumo del territorio e modelli di sviluppo basati su grandi agglomerati commerciali. La strategia del cemento si è rivelata fallimentare, ormai è chiaro: l’economia umbra è tra le ultime in Italia. Abbiamo sacrificato il nostro ambiente ed in cambio abbiamo ricevuto disoccupazione e svalutazione degli immobili esistenti. La scelta di insistere su questa via è paradossale in quanto si andrebbe a sovraccaricare un’area commerciale già satura come quella di Ammeto, depotenziando ulteriormente il già fragile centro storico.

Se la decisione della maggioranza non ci stupisce – la consiliatura si è aperta proprio con l’approvazione di un nuovo centro commerciale – quello che auspichiamo è che le forze di minoranza che per anni hanno combattuto l’amministrazione su queste tematiche, caratterizzandosi in questo senso, oggi si ritrovino a contrastare questa operazione. Diventerebbe incomprensibile l’atteggiamento di chi ha sbandierato insistentemente il suo impegno in favore del centro storico se oggi votasse favorevolmente ad un’iniziativa che indebolirà ancora di più le attività che cercano di resistere tra mille difficoltà.

L’argomentazione più utilizzata, quella secondo la quale la zona sarebbe già compromessa, ci sembra una riflessione politicamente ipocrita: prima si compromette una zona del territorio con l’opposizione di gran parte della popolazione e poi, ogni due anni, si aggrava la situazione brandendo la spada del completamento. Altro è il compito che gli elettori ci hanno affidato: amministrare un territorio e programmare il suo sviluppo, urbano ed commerciale. È quello che abbiamo intenzione di fare insieme a tutte quelle forze coscienti che PD e Destra (speriamo di essere smentiti), sempre pronte a battagliare su tematiche di rilievo elettorale, quando si tratta di riallinearsi al partito del mattone, rispondono sempre presente.

Yuri Capoccia – capogruppo Altra Marsciano

Prove tecniche di unità

È passato più di un mese dal nostro appello a formare una “ una grande coalizione civica nella quale si possano riconoscere tutti coloro che non si sentono rappresentati da chi ha governato l’Italia negli ultimi 25 anni”.

Un mese nel quale noi abbiamo anche proposto alcune idee per Marsciano perché pensiamo che si debbano anche proporre dei contenuti oltre che formule elettorali.

Sono intercorsi contatti e incontri, più o meno carbonari con numerose forze politiche, tra le quali quelle che hanno appoggiato Sabatino Ranieri alle ultime amministrative. Quei contatti si sono interrotti di fronte ad alcune difficoltà che siamo convinti possano essere superate.

In primis abbiamo registrato la presenza di forze politiche che sono, tuttora, al governo della città insieme al PD come quei Socialisti che esprimono presenze in Giunta e Consiglio e aperture esplicite ad altre forze di governo come Proposta Marsciano. Questa cosa risulta particolarmente sorprendente da parte di chi, per tutta la durata della legislatura, ha attaccato con forza queste formazioni politiche in ogni occasione. Noi non abbiamo mai fatto un’opposizione aprioristica a nessun contenuto dell’amministrazione e non rientra nella nostra cultura politica la demonizzazione, anche personale, dell’avversario; detto questo non pensiamo sia possibile condividere un’esperienza di rinnovamento con chi ha avuto responsabilità di primo piano nel governo della città, governo che giudichiamo del tutto insufficiente.

In seconda battuta siamo rimasti molto colpiti dalla presenza di altre forze di segno completamente opposto, portatrici di valori e contenuti indistinguibili da quelli della Lega e che, quindi, troveranno proprio lì la loro naturale collocazione.

Chiediamo, ancora una volta, a tutte le forze civiche di stampo democratico di impostare una campagna elettorale su contenuti alternativi ai due poli che saranno sicuramente presenti alle prossime amministrative: il PD e le forze che hanno sempre governato con lui, e la Lega e i suoi alleati di sempre come Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Siamo convinti che i cittadini di Marsciano ci chiedano questo, stanchi come sono di equilibrismi giocati su livelli diversi da quello comunale, tatticismi interni al PD che si regolano alle primarie, imposizioni di partiti nazionali che chiamano i rappresentanti locali forzando su scelte non funzionali allo sviluppo di Marsciano.

Amministrazione locale e sviluppo rurale

Vogliamo cambiare quello che è stato fino ad oggi il rapporto tra agricoltura e amministrazione locale. Le implicazioni sul territorio del modello agricolo che si afferma, sono importanti e riguardano il cibo, il commercio, l’ambiente, il paesaggio, il lavoro; inoltre in mancanza di strumenti chiari le innovazioni possono risultare divisive o mal realizzate come ci insegna il biodigestore di Olmeto, ma anche le recenti vicende legate ad alcuni modelli delle centrali a biomasse.

La funzione puramente informativa sui bandi del PSR in uscita che spesso si sovrappone alle passerelle di consiglieri regionali ed assessori se mai è servita in passato ormai è inutile per il settore e forse anche per gli assessori e i consiglieri stessi; associazioni di categoria, organismi di certificazione, agronomi, organi di stampa, passaparola sono già efficienti in questa direzione, agli amministratori locali si può e si deve chiedere di più, non certo di trasformarsi in imprenditori e neanche di mettersi semplicemente in “ascolto”, non è più sufficiente, soprattutto oggi in territori come il nostro in cui convivono imprese di dimensioni e con matrici produttivi diverse e differenziate, soprattutto oggi in cui le ricadute dei modelli di produzione interessano tutta la popolazione. Non è sufficiente neanche la necessaria attenzione alla regimazione delle acque, serve prevenzione prima che i problemi diventino troppo grandi per risolverli con il controllo.

Oggi serve guardare a ciò che si muove vicino e lontano da noi, serve sperimentare, serve avere una idea di sviluppo locale che possa dare ai produttori e ai consumatori più possibilità di scelta e serve favorire occasioni di confronto su questi temi che non siano semplici passerelle.
Il mercato la farà ancora da padrone nelle scelte dei produttori, ma abbiamo visto che produrre grano ai prezzi odierni non consente non solo di ricavare reddito, ma si perdono soldi, è iniziata la riconversione di un modello produttivo ed è doveroso dire quale potrebbe essere la direzione da imboccare, senza scegliere per gli altri, come già detto, ma ampliando le possibilità di scelta dei produttori.

In alcuni Comuni si stanno sperimentando sistemi di certificazioni su scala locale che diano conto di tipicità e qualità dei prodotti del territorio, nella vicina Todi, ad esempio, l’Istituto di Istruzione Superiore Ciuffelli è una fucina di incontri, idee, progetti, sperimentazioni di cui dovremmo tenere conto e come amministrazione favorire la diffusione dei risultati e delle discussioni che da queste attività scaturiscono, potremmo stabilire un rapporto più stretto con strutture deputate allo sviluppo rurale utilizzandone il lavoro e rendendole più funzionali.

Sempre in termini di territorio si potrebbe lavorare assieme agli altri comuni della Media Valle del Tevere per costruire bandi che consentano l’insediamento di giovani agricoltori che sviluppino progetti di utilizzo sociale delle terre demaniali oggi abbandonate che rischiano di diventare un problema più che una risorsa.

Sviluppo delle filiere corte, piani regolatori che non stabiliscano le superfici agricole e commerciali solo in funzione del valore del suolo in quel particolare contesto economico, ma che diventino strumenti flessibili dentro un quadro ben definito, organizzazione di incontri ed iniziative che diano conto di ciò che si muove, scambi con altri territori che ragionino sul modello agricolo e sui prodotti di qualità, un supporto agli agricoltori che intendano rappresentare le proprie istanze e che non si sentano adeguatamente rappresentati in questa fase, quanto piuttosto lasciati soli. Queste, tra le altre, sono le sfide, l’agricoltura incide in termini importanti sul piano produttivo, lavorativo, commerciale, turistico, ambientale, non è pensabile che gli amministratori possano disinteressarsene perché regolata a Bruxelles, abbiamo strumenti e quelli che non abbiamo li costruiremo per cambiare l’inerzia di questi ultimi anni.

Sanni Mezzasoma

Chi lo ha detto che non si può tagliare la TARI?

In queste settimane l’Amministrazione ha attivato, in alcune frazioni del Comune, il servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti organici. Inoltre, chi vorrà smaltire la propria frazione organica attraverso un apposito composter domestico potrà accedere anche ad uno sconto di 50 euro sulla TARI. Ci sembra senza dubbio una bella iniziativa che ci offre la sponda per parlare di quello che invece si potrebbe e dovrebbe fare.

Nel programma che presenteremo alle elezioni comunali della prossima primavera sarà centrale la strategia Rifiuti Zero. Strategia che ha come suo cardine la tariffazione puntuale, o incentivante, dove a guadagnarci sono tutte le parti chiamate in causa nel ciclo dei rifiuti: famiglie, comuni ed ambiente. La bontà di questa scelta è confermata, contrariamente a quanto spesso ci siano sentiti dire dall’attuale Amministrazione di fronte ad una simile possibilità, dall’esperienza del comune di Capannori (LU).

Il comune toscano, che ha una popolazione di 46 mila abitanti ed una superficie di 155 kmq – praticamente identica a quella del nostro comune – è stata la prima amministrazione ad adottare la strategia Rifiuti Zero in Italia. Oggi, ad undici anni di distanza, può godere dei frutti di questa scelta lungimirante. I dati parlano chiaro: la raccolta differenziata nel 2015 si è attestata all’85%, la produzione di rifiuti pro-capite annua si è ridotta a 431 kg, al di sotto della media nazionale (487 kg). Il risparmio sul mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati ha coperto i costi delle assunzioni necessarie per realizzare il sistema di raccolta “porta a porta” (circa 50 nuovi occupati), ma soprattutto c’è stata una riduzione della tariffa, pari al 20% sulla parte variabile.

Il sistema che si andrebbe ad adottare, prevede l’utilizzo di sacchetti per l’indifferenziato dotati di un’etichetta adesiva contenente un chip associato univocamente all’utenza. Al momento del prelievo, tramite un apposito lettore che viene passato sull’etichetta, avviene la registrazione dei dati, che vengono poi trasmessi al sistema informatico, attribuendo così la precisa tassazione al relativo utente.

La tariffazione incentivante introduce quindi un elemento di equità: chi meno indifferenziato produce meno paga, premiando così i cittadini più virtuosi. Questo sistema è un passo in avanti verso una maggiore sostenibilità ambientale ed economica: la produzione di rifiuti viene ridotta considerevolmente, riduzione della quale beneficia anche l’importo della TARI, senza contare i risvolti occupazionali generati dall’introduzione della raccolta “porta a porta”. Un altro elemento fondamentale per far rendere al meglio questo sistema è la partecipazione dei cittadini attraverso un’incisiva campagna d’informazione ed assemblee pubbliche. Come sempre, quando la comunità partecipa alle scelte riguardanti il territorio i risultati positivi sono la diretta conseguenza, ed è  questa strada che vogliamo intraprendere per dare una nuova amministrazione a Marsciano.

Yuri Capoccia – Capogruppo L’Altra Marsciano

Per un’Altra Marsciano

A maggio 2019 si terranno le elezioni amministrative a Marsciano.

Cinque anni fa, la coalizione de L’Altra Marsciano si è presentata alle elezioni dopo la delusione dovuta al mancato accordo con le altre liste civiche di cui è sempre stata motore e promotrice sin dall’esperienza del 1999 con il candidato Di Mario.

Abbiamo sempre portato il centrosinistra al ballottaggio anche quando era molto forte; e molto forte è stata per lungo tempo anche la destra a Marsciano, ancora più forte delle passate elezioni amministrative, ma mai è stata scelta dai cittadini come antagonista al monocolore che stiamo cercando di soppiantare da almeno 20 anni.

Siamo convinti che ciò sia avvenuto perché i cittadini marscianesi sanno bene distinguere le elezioni amministrative da quelle politiche e europee; consapevoli delle differenze presenti tra forze radicate nel territorio, che si battono per abbassare le tariffe della mensa, difendere l’ambiente, salvare i centri storici, cambiare il modello di sviluppo urbanistico, rompere il sottopotere degli appalti, e quelle forze politiche che si presentano ogni 5 anni parlando di tematiche lontane, dal sapore politicista, rispetto alle quali nulla può un Comune nella nostra architettura istituzionale.

Con queste stesse idee, e senza alcun motivo di divisione tra quelli presenti 5 anni fa, facciamo un appello a tutte quelle liste civiche di impostazione laica e democratica che non vogliono lasciare Marsciano nelle mani di chi lo ha ininterrottamente governato in questi anni con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ma neppure regalarlo a forze senza alcun radicamento territoriale pronte a fare campagne elettorali roboanti tese ad un facile consenso senza alcuna visione concreta per Marsciano.

Noi non abbiamo alcun problema ad esprimere più di un potenziale candidato a Sindaco, ma pensiamo che si debba individuare una persona terza, capace ed onesta, che possa essere un elemento di garanzia per tutte le anime di quella che noi immaginiamo come una grande coalizione civica nella quale si possano riconoscere tutti coloro che non si sentono rappresentati da chi ha governato l’Italia negli ultimi 25 anni.

Firmatari:

Yuri Capoccia (Capogruppo in Consiglio Comunale) – Fabrizio Baiocco – Marco Pochini – Roberto Pileri – Fabio Vaselli – Giulio Rinaldi – Michele Pigicchia Bigicchia – Fabio Fiandrini – Nicola Burocchi – Sanni Mezzasoma – Francesco Fossi – Marco Santi – Valerio Trotta – Michelle Polverino – Michele Papi – Andrea Cardaioli – Flavia Battistoni – Chiara Tomassoni – Mattia Ruspolini – Tania Natalizi – Miriem Outaa – Lorenzo Giannoni – Federico Santi – Letizia Ridolfi – Salah Ez Zahar – Viola Bolli – Andrea Bufaloni – Matteo Bertolini – Sergio Pezzanera.

Marsciano sul Grappa – 3

INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Capoccia Yuri

Avente ad oggetto: “Deposito temporaneo Vinacce Cerro

 

PREMESSO CHE

  • nelle scorse settimana sono apparse visibili a tutti cumuli di vinacce depositati in conseguenza della nuova stagione di vendemmia;

CONSIDERATO CHE

  • con la nuova interpretazione ratificata dal Consiglio Comunale del 20-06-2016 relativa alla definizione di stoccaggio coperto, nel quale si estendo il suddetto concetto ad una semplice copertura, la “Distillerie Di Lorenzo” ha potuto stoccare fino ad un 50% in più di materiale;

VERIFICATO CHE

  • in data 6-05-2015, la Distillerie Di Lorenzo è stata condannata dal Tribunale di Perugia per sversamenti incontrollati nel Fiume Tevere che aveva provocato una straordinaria moria di pesci;
  • il sito ha ricevuto le attenzioni e le sanzioni del NOE in tutti gli anni di esercizio, l’ultimo episodio è datato Dicembre 2017;

 

SOTTOLINEATO CHE 

  • in questi giorni è visibile a tutti che la vera e propria montagna di stoccaggio risulta sistematicamente scoperta dimostrando in modo lampante quello che abbiamo sempre sostenuto, e cioè, che la decisione arbitraria di ampliare il concetto di deposito coperto avrebbe peggiorato esponenzialmente la già problematica situazione del sito stesso.

IL CONSIGLIERE COMUNALE Capoccia Yuri 

CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

  • dati certi e dimostrabili sulle quantità di vinacce in ingresso nel sito:
  • quali siano i meccanismi di controllo posti in atto dall’A.C. per assicurarsi il rispetto delle prescrizioni sulla copertura;
  • se, alla luce di quanto sopra dimostrato, non ritenga necessario rivedere l’interpretazione del Regolamento delle Discipline insalubri in senso restrittivo per quanto riguarda il concetto di Deposito Coperto.

Marsciano lì 26/09/2018                                                                         Yuri Capoccia

Kasta alla griglia

Mercoledì 1 agosto, alle ore 21, presso la XX festa di Liberazione al parco verde di Schiavo, si terrà una iniziativa politica locale di carattere molto particolare.
Fegatelli (https://www.facebook.com/fegatelleaks/) interrogherà una platea di politici locali di vari schieramenti: Massimo Ceccarelli (PD), Cristian Mattioli (Liste Civiche per Sabatino Ranieri Sindaco), Andrea Pilati (Centrodestra Marsciano), Federico Santi (Altra Marsciano).
La legislatura che sta terminando (vinacce, coop, mense, puc, settevalli, ricostruzione, nomine sia, miss italia, umbracque, bitumifici, bilanci bocciati, nuovi giardinetti, TARI, polo del riuso, valzer degli assessori et cetera) attraverso i “fegatelli” degli ultimi 4 anni e le prospettive per il voto del prossimo anno.
Una serata alla ricerca di nuovi spazi per parlare di politica in modo non rituale.