UMBRA ACQUE CHETE / mal COMUNE zero GAUDIO

indexQuesta mattina migliaia di cittadini del Comune di Marsciano (almeno dal Centro a Schiavo passando per Cerro e Ponte, solo per dire di quelli di cui siamo sicuri) si sono svegliati senza acqua. Dopo alcune ricerche si è appurato che sul sito di UA era presente una comunicazione che informava di una chiusura straordinaria prevista per l’intervallo orario 21:00/07:00. Siamo tutti coscienti del fatto che possano essere necessari lavori straordinari per rimettere in funzionalità i vetusti impianti idraulici del nostro territorio. Quello che risulta intollerabile è che non ci sia nessun tipo di comunicazione all’utenza. Svegliarsi la mattina, magari con bambini piccoli che devono andare a Scuola, senza acqua non è un disservizio trascurabile. Andare al lavoro senza essersi nemmeno lavati non è dignitoso per nessuno. Non è certamente possibile cavarsela con una comunicazione sul proprio sito. Non è usanza della popolazione quella di controllare i siti dei servizi fondamentali per sapere se verranno interrotti. Non è stata approntata nessun tipo di comunicazione, né il volantinaggio (che sarebbe stato il metodo più corretto), né i giornali locali, né quelli on-line (come Marsciano7 che pubblica sempre le comunicazioni di Enel) o i Social network. Questo disservizio clamoroso non può essere addebitato al carrozzone pubblico o ai lavoratori tout court, come spesso avviene in Italia, in vista di una prossima spettacolare privatizzazione che non risolverebbe nulla e andrebbe contro la volontà popolare referendaria. Questo errore deve essere pagato da uno di quei Dirigenti strapagati che si devono occupare della Comunicazione per Umbra Acque. Non è la prima volta che succedono cose di questo tipo a Marsciano ma deve essere l’ultima e per questo presenteremo in giornata una interpellanza da discutere nel Consiglio Comunale prossimo venturo.

Federico Santi, capogruppo consiliare Altra Marsciano

AGGIORNAMENTI SOCIAL

Alfio Todini:

Mancanza di acqua a Marsciano e zone limitrofe.
La Società Umbracque ha correttamente comunicato (in data 12 settembre) al Comune e alla stampa (oltre ad averlo messo sul proprio sito) il fatto che, per lavori di manutenzione, sarebbe mancata l’acqua dalle 21 di ieri alle 7 di stamattina. L’intervento, programmato di notte proprio per evitare troppi disagi, si è rivelato (anche a seguito di una rottura) più lungo del previsto ritardando il ripristino dell’erogazione di acqua. Ritengo tuttavia che sia stato un errore non rendere pubblica, anche da parte nostra, la comunicazione ricevuta, utilizzando i canali di cui disponiamo, posto che le complicazioni verificatesi non erano prevedibili.
Di questa mancanza dei nostri uffici, di cui verificheremo le motivazioni e della quale in qualità di Sindaco non posso non assumermi la responsabilità, chiedo scusa ai cittadini assicurando che faremo ciò che va fatto per evitare che si ripeta un futuro.

Federico Santi

Il Sindaco Alfio Todini (non lo posso taggare, come è noto non siamo amici) si è assunto la responsabilità della mancata comunicazione dell’interruzione dell’acqua. Molti si sono complimentati per il suo onorevole gesto. Trovo questa reazione comprensibile ma priva di fondamento. Cerco di spiegarmi senza iperboli, battute o sarcasmo e cercando di non essere strumentale. Sembra che Umbra Acque (che in ogni caso non ha avvertito né il Corriere dell’Umbria – Marsciano né Marsciano 7) abbia avvertito il Comune di Marsciano in data 12 Settembre. Il contenuto della comunicazione riportava, come orari di interruzione, dalle 21 alle del 14/09 alle 7 del 15/09. Non mi soffermo sulle evidenti responsabilità di Umbra Acque perchè le ho già ampiamente denunciate mentre mi concentro su quello che ha fatto il Comune. Al di là del mostruoso ritardo accumulato (sono le 14.05 e a Marsciano Centro ancora non è tornata l’acqua) che potrebbe essere non preventivabile, come si fa a soprassedere su una interruzione di 10 ore anche se notturna? Non esiste una persona al mondo che non si renda conto che dalle 21 alle 7 le persone vanno al bagno, fanno la doccia, si svegliano e possono avere anche appuntamenti fondamentali per la propria vita? Migliaia di persone che rimangono senza acqua per 10 ore e nessuno, dico nessuno, che si sia preoccupato di tutto ciò? E’ una cosa di una gravità surreale. Clamorosa. Se poi Umbra Acque ha veramento comunicato questa cosa al Comune pensate che non l’avrebbe prontamente comunicato di fronte alle persone inferocite per salvarsi agli occhi dell’opinione pubblica? In sostanza il Sindaco ha fatto l’unica cosa che poteva fare dimostrando non tanto onestà, coraggio o correttezza come ho letto ma semplicemente di saper usare la comunicazione social in maniera intelligente. Governare però, e lo dovrebbe sapere un auterovole esponente di un partito che lo ricorda tutti i giorni ai suoi concorrenti, è tutto un altro sport. Uno sport nel quale il Comune di Marsciano ha risultati molto, molto scadenti.

Prove di unità

pesci

Venerdì 5 Agosto 2016, ore 21:30, presso il Parco Verde di Schiavo, in occasione della XVIII Festa di Liberazione della Media valle del Tevere, si terrà un incontro tra le opposizioni civiche e alternative di Marsciano per coordinare le azioni di contrasto nei confronti di una Amministrazione Comunale che dimostra ogni giorno la sua inerzia e la sua incapacità nella gestione del territorio. La questione urbanistica, con il nuovo centro commerciale in zona Ammeto e le difficoltà del centro storico, le mille questioni ambientali tra le quali l’accordo peggiorativo sullo stoccaggio delle vinacce, la viabilità, il terremoto e le criticità della zona Nord del Comune, le problematiche societarie di SIA e le altissime tariffe TARI, la gestione degli appalti, l’assenza di azione amministrativa da parte di una Giunta Comunale sempre più latitante, saranno alcune delle tematiche che saranno trattate nell’arco della serata. Modererà il dibattito Massimo Fraolo del Corriere dell’Umbria ed hanno assicurato la loro presenza Sabatino Ranieri (Marsciano Democratica), Cristian Mattioli (Movimento per la qualità della vita) e Federico Santi (L’Altra Marsciano).

Che bella Estate, ogni giorno una nuova sCOOPerta!

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Lunedì 20 Giugno il Consiglio comunale di Marsciano ha approvato una proposta di definizione transattiva graduale e temporanea che permette lo stoccaggio all’aperto, con una semplice copertura, delle vinacce nel sito del Cerro. Ha anche interpretato la norma del proprio Regolamento Comunale sulle attività insalubri in modo che lo stoccaggio con copeture mobili (semplici teloni) sia assimilato a quelli coperti.

Mercoledì 29 Giugno è stata depositata la S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale COOP in aderenza al LIDL e al Conad in località Ammetto. Abbiamo sperato, in questo anno di silenzio, che il progetto fosse accantonato per le evidenti problematiche che avrebbe prodotto al tessuto commerciale e urbanistico del Capoluogo.

A questo punto, in questa splendida estate piddina, ci aspettiamo solo la notizia della riapertura del Biodigestore di Olmeto. Sarebbe l’unico colpo in grado di reggere il passo con lo splendido Giugno che ci ha regalato il Sindaco Todini.

Grazie.

 

Marsciano sul Grappa – 2

vinacce marsciano

Lunedì 20 Giugno è andata in onda l’ultima puntata della storia infinita Comune di Marsciano – Distillerie Di Lorenzo. Una telenovela che, come nelle più classiche storie d’amore, passa con una certa disinvoltura dalle carte bollate degli avvocati alle lune di miele dell’ultimo atto.

In sostanza, il Comune di Marsciano si impegna ad assecondare, in gran parte, l’autorizzazione provinciale del 4 Luglio 2014 (contro la quale aveva ricorso al TAR ed emanato Ordinanze Sindacali) in cambio di una promessa di disimpegno del sito di Papiano. Al Cerro si potrà così stoccare un 50% di vinacce in più aumentando sensibilmente la pratica del cumulo coperto. Si, perché in Consiglio Comunale si è assunto di interpretare in modo molto discutibile il proprio Regolamento sulle attività insalubri: il metodo con cumulo coperto con telone si intenderà, d’ora in avanti, come un sistema non all’aperto.

Insomma, basta una copertura con telo per essere assimilati a sistemi al chiuso.

Non intendiamo soffermarci tanto sull’evidente arbitrarietà di quanto disposto e sui rischi legali ai quali si sono esposti i Consiglieri che hanno votato tale atto, quanto sulla validità temporale di tale accordo privato. Mentre l’interpretazione del Consiglio Comunale sulle attività insalubri rimarrà sempre valida, le supposte concessioni della Ditta (dettate dalla ditta stessa con tempi strettissimi a mo’ di ultimatum) avranno valenza fino al 31 Marzo 2017. Che è lo stesso limite temporale che l’azienda ha strappato, con una proroga del Comune di Perugia, per il sito di Ponte Valleceppi. E mentre a Perugia si brinda alla possibile fine di una emergenza ambientale lunga una vita (loro sperimentano il cumulo coperto da anni con notevoli problematiche), a Marsciano si sostiene che tale attività non produrrà alcun disagio. Non ne sono per niente sicuri gli abitanti e le attività produttive del Cerro che hanno inviato un accorato quanto ignorato appello ai Consiglieri Comunali, chiedendo la bocciatura dell’atto. Non è stato nemmeno possibile rimandare l’approvazione per avere quel minimo di partecipazione popolare alle decisioni. Nonostante due anni fa lo stoccaggio fosse stato in forse fino ad Agosto, per quest’anno, il Sindaco ha assicurato che non ci fossero i tempi tecnici per allungare una decisione presa in 4 giorni.

Un’ultima considerazione sull’abitudine dell’Amministrazione comunale a ricorrere al “divide et impera” tra le varie comunità locali.

Il rischio Papiano, contro il quale per primi ci siamo battuti due anni fa denunciando e mobilitando quando il Comune voleva far passare tutto alla chetichella, è usato strumentalmente. Non c’è una autorizzazione in atto per quel sito, metà del quale è bloccato da una azione penale, e sul quale si dovrebbe cedere una parte di proprietà comunale per realizzare la viabilità. Insomma, a Papiano, nulla si potrebbe fare contro il volere dell’amministrazione a differenza e indipendentemente da ciò che succede al Cerro e dall’accordo privato stipulato in questi giorni. Anzi, con l’interpretazione forzata che il Consiglio ha dato il 20 Giugno, si offre solo una possibilità in più, in tutto il territorio comunale, di fare cumuli all’aperto.

Una resa incondizionata dell’Amministrazione Comunale a interessi privati indirizzati nel nostro territorio per equilibri regionali molto poco chiari.

Federico Santi, Capogruppo Consiliare de L’Altra Marsciano

I veri nemici dell’Isis – Mozione Kobane

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Al Sindaco di Marsciano
Al Presidente del Consiglio Comunale di Marsciano
Ai Consiglieri Comunali del Comune di Marsciano

Il sottoscritto Consigliere Comunale Federico Santi presenta la seguente mozione e chiede che venga iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale di Marsciano.

Oggetto: “Sostegno alla Resistenza Kurda e all’Autodeterminazione del suo Popolo”

Premesso che:

  • in tre cantoni della Siria, in particolare nella Regione del Rojava, in risposta alla disgregazione dello Stato centrale siriano e delle violenze settarie e confessionali, la popolazione multietnica e multireligiosa a prevalenza kurda si è autorganizzata rendendosi autonoma dal 2011. I gruppi politici locali hanno creato delle Istituzioni autonome ed elettive nelle città del nord che amministrano. Hanno dato accoglienza a molti sfollati dalle altre regioni della Siria in fiamme e, soprattutto, hanno avviato una politica inclusiva per le molte minoranze presenti nel territorio;

  • in Rojava convivono gruppi di diversa cultura e religione e questa cosa dovrebbe essere fortemente sostenuta dalla comunità internazionale. Sul suo territorio sono presenti tre campi profughi che accolgono un milione di sfollati da altre aree della Siria. Hanno un accordo di non belligeranza con il Presidente Assad che gli permette di combattere l’ISIS proponendo una via di democratica di convivenza con piena tutela di tutte le minoranze, cosa che ai kurdi non è mai stata concessa. Le innovative esperienze di convivenza tra diversi dovrebbero essere valorizzate dalla comunità internazionale, anche attraverso decise pressioni sull’antidemocratico Governo di Ankara affinché cessi la politica di embargo e ostilità nei confronti di questa zona libera della Siria che, oggettivamente, favorisce l’abominio dell’ISIS;

Considerato che:

  • si è formata una “Coalizione Internazionale”, a cui ha aderito anche l’Italia, con il preciso scopo di reprimere anche militarmente le forze dell’ISIS in Siria e Iraq, riconoscendo i kurdi come propri alleati;

  • con l’attacco a Kobane, l’ISIS ha provocato la fuga di circa 130.000 civili inermi cha hanno abbandonato la propria vita per riparare in territorio turco dove, attualmente, vivono incampi profughi mentre altrettanti si sono rifugiati negli altri cantoni della “Autonomia Democratica del Rojava”,

  • per l’ISIS distruggere Kobane significa distruggere il cantone centrale di una straordinaria e democratica esperienza liberando, contemporaneamente, 150 km di confine con la Turchia;

  • la resistenza di Kobane vede un ruolo fondamentale della componente femminile. Ogni emanazione di questo governo comunitario è composto in modo da rispondere ad un modello ben preciso: un uomo e una donna;

  • la città di Kobane è stata riconquistata ma sono ancora 300 i villaggi contigui sotto la pressione del Califfato e tutti i rifugiati in Turchia desiderano solo tornare nelle loro comunità;

  • la Camera dei deputati, nella seduta del 17 Settembre 2014, ha votato un ordine del giorno in sostegno alla Autonomia del Rojava;

tutto ciò premesso e considerato,

il Consiglio Comunale di Marsciano

  • ESPRIME solidarietà alla municipalità di Kobane in segno di amicizia tra le nostre città;

  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere l’autonomia kurda e impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune, anche europee, l’autodeterminazione del popolo kurdo;

  • CHIEDE al Governo Italiano di supportare la richiesta di apertura di un corridoio umanitario per inviare al Rojava gli aiuti già annunciati, affinché l’Italia svolga un ruolo decisivo per fermare l’Isis in continuità con l’attività svolta nel semestre italiano della Presidenza U.E.;

  • CHIEDE al Governo Italiano di operare affinché le Nazioni Unite possano cooperare con le autorità autonome di Rojava con invio di aiuti e mettendo sotto la propria egida i campi profughi ospitati in tale zona;

  • CHIEDE al Governo Italiano di intervenire sul Governo Turco per chiedere la piena fruizione dei valichi di frontiera non controllati dall’Isis anche per il coordinamento degli aiuti umanitari e a operare affinché la sperimentazione democratica dei tre cantoni di Rojava in Siria possa rafforzarsi dentro la prospettiva di un Paese libero, democratico e pluriconfessionale;

  • CHIEDE al Governo Italiano di fare pressioni sul Governo Turco per la cessazione del genocidio del popolo kurdo in Turchia e per il riconoscimento della civiltà, della cultura e dell’autonomia regionale kurda;

  • CHIEDE al Governo Italiano di riconoscere la Costituzione del Rojava “Contratto Sociale” di ispirazione democratica con radici illuministe.

Marsciano, 08 Giugno 2016                             Federico Santi, Capogruppo Consiliare L’Altra Marsciano

Concorsone di colpa

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Più la guardo e più mi chiedo che cazzo c'avrà da ride la bionda

Prologo

Cercherò di essere breve, come dice il Sindaco Todini prima dei sui umilissimi interventi da 53 minuti in Cosiglio Comunale.

E’ una piccolo storia autobiografica, personale, dalla quale non si potranno trarre deduzioni di carattere generale. Del resto nessuno in Italia negli ultimi 15 anni ha vissuto situazioni analoghe. Sono un ragazzo sfortunato.

Il laureato

Mi laureo nel 2001 (vecchio ordinamento) in Ingegneria Meccanica. Al momento ci sono le SSIS (scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario) per abilitarsi all’insegnamento, un megamarchettone fatto per salvare le Università e per lucrare (costa 3.000€ e dura due anni) sugli aspiranti insegnanti. Io non posso assolutamente ritardare il mio ingresso nel mondo del lavoro perchè ho già svenato la mia famiglia per i costi universitari.

L’operatore sociale

Mi trovo un lavoro presto maledetto e subito (operatore sociale in una cooperativa perchè di aspiranti ingegneri è già pieno il mondo e perchè la congiuntura economica non è granchè, ma il prossimo anno ci sarà la Ripresa, dicono i fini analisti) e saluto la mia ideuccia dell’insegnamento. Qualche anno dopo (fine 2004), dobbiamo fare sacrifici per allinearci all’europa con un pò di tagli nel sociale e, contemporaenamente, cominciano ad arrivarmi proposte di supplenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Accetto volentieri perchè il mio lavoro, anche se mi piace, è diventato piuttosto incerto oltre che sottopagato e pendolare (faccio i domiciliari a Perugia per un migliaio di euro con macchina a mio carico).

L’insegnante – parte I

Nell’arco di due anni mi ritrovo con una cattedra completa di Educazione Tecnica alle medie a Todi ed un lavoro piuttosto sicuro. Penso: “mi devo abilitare per evitare brutte sorprese” – ma non ci sono corsi abilitanti all’orizzonte (la confusione sulle riforme è sempre più intensa) e così tiro avanti. Dopo due anni arriva quel geniaccio della Gelmini che decide, alla faccia della sua amica Moratti e delle sue tre I (vi ricordate? Inglese, Italiano, Informatica), di tagliare una delle tre ore di Tecnologia (nel frattempo ha cambiato nome) alle medie. Risultato? il 33% dei docenti (tutti i più giovani con maggiori competenze informatiche) vanno a casa. Mi rode perchè, nel frattempo, ho scoperto che insegnare mi piace, e anche parecchio. Mi rode anche perchè nel 2008 mi nasce una creatura che mangia esattamente in stile papà, spesso e parecchio. Tengo talmente duro un anno tra le medie di Preci e l’ipsia di Cascia con un part time che, se non avessi una carcassa di macchina a metano, dovrei tornare a vivere da mamma. Corsi abilitanti? A Siena (3.000€) e Camerino (3.000€).

Il ricercatore

Mi rassegno e, mentre mi arrabatto tra ripetizioni e altri lavoretti in nero (fisco ti prego vienimi a cercare, t’aspetto a braccia tese e pugni chiusi) vinco un bando di ricerca della Regione (con cui sverno il 2011)  sulle Energie Rinnovabili e, botta di culo, trovo una Azienda seria che è interessata al mio studio.

Il progettista

Esattamente alla tenera età di 38 anni, il 2 maggio 2012, mi offrono un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Mamma scoppia di gioia perchè finalmente può dire con orgoglio non solo che il figlio è Ingegnere, ma che fa l’Ingegnere in una azienda importante. Anche la nuora di mamma è contenta perchè è nata un’altra creatura che mangia al ritmo del fratello e del papà. Bene, da maggio 2012 è tutto un fiorire di Corsi Abilitanti a Perugia. Adesso si chiamano TFA (tirocinio formativo attivo), guardacaso un megamarchettone fatto per salvare le Università e per lucrare (costa 3.000€) sugli aspiranti insegnanti. Ma alcuni, detti PAS (percorsi abilitanti speciali), pensati per quelli come me che hanno insegnato una vita e hanno una laurea del vecchio ordinamento, costano 2.000 e durano qualche mese. Ma come faccio a dire ai datori di lavoro che mi devono pagare mentre, appena assunto, passo giornate intere all’università di Perugia? Non si può fare. Ripongo per l’ennesima volta nel cassetto la mia ideuccia dell’insegnamento. Sarei anche mediamente soddisfatto, il lavoro non è male, ho due figli sani, belli e intelligenti come papà e una moglie che non ha intenzione di distruggermi la vita con estenuanti pomeriggi di shopping. Certo, se non avessi deciso di complicarmi l’esistenza con l’attività politica meno redditizia e più impegnativa della storia repubblicana sarebbe anche meglio ma, come dicono The Rokes, bisogna pure saper perdere. L’idillio dura un anno. A fine 2013 comincia la cassa integrazione. La fortissima crisi speculativa arriva anche nel nostro settore (ma il prossimo anno ci sarà la Ripresa, dicono i fini analisti) e si comincia a faticare. L’Azienda mi tiene, mi vuole tenere, ma il lavoro è poco. Nella primavera 2014 riaccetto una supplenza (magari un parco insegnanti vecchissimo con le sue pensioni mi ha dato una mano) part-time cercando di tenermi anche il lavoro. Per le peripezie fiscali del doppio lavoro rimando a Una storia vera troppo austera (alla fine, purtroppo, ho fatto davvero come Tsipras, ho dovuto capitolare con dignità e pagare anche TARI e TASI).

L’insegnante – parte II

Ma a Settembre 2015, tra un lavoro sempre più incerto e una cattedra piena (prima a Todi e poi a Marsciano) “decido” di riprovare con l’insegnamento e mi licenzio dall’azienda. Siamo nell’era della “Buona Scuola” di Renzi. Tante assunzione obbligate da sentenze europee. Una di queste dice testualmente che “lavoratori che abbiano prestato il proprio servizio per 3 anni consecutivi nella pubblica amministrazione devono essere assunti” perchè evidentemente sono indispensabili al buon funzionamento dello Stato. Ma la parola “consecutivi” in Italia ha lo stesso numero di interpretazioni che la parola neve ha per gli eschimesi. Visto che ci licenziano a fine Giugno e ci riprendono a Settembre per non pagarci le ferie, doppia pena! Non sono consecutivi nemmeno 10 anni e non valgono niente nemmeno 2.200 (duemiladuecento) giorni di servizio che ho prestato. E poi c’è il problema che se hai fregato migliaia di giovani e meno giovani spillandogli parecchi soldi e parecchi mesi di vita, questi (con le loro buone ragioni) vogliono il posto prima di te. Molto bene, lo schema principe del Capitale che annulla la coscienza di classe trionfa ancora: semiporacci contro superporacci. Allora Renzone che fa? Si inventa un Concorso per soli abilitati e noi dovremmo rimanere in un limbo indefinito dal quale non si capisce come si possa uscire. I neolaureati con abilitazione integrata nel percorso universitario ci passeranno avanti senza un giorno di insegnamento? I profili di incostituzionalità sembrano fondati e mille altri dubbi sono generati della vergognoso superficialità con la quale viene gestito il tutto (Lettera di un precario). Tutti facciamo ricorso e nessuno ci capisce più nulla. Neanche il TAR che boccia i ricorsi dei non abilitati. Neanche Il Consiglio di Stato che, a fronte di migliaia di casi, ribalta il giudizio per tre soli ricorsi individuali procedendo ad una ordinanza cautelare che intima ai commissari di permettere lo svolgimento dell’Esame pre i tre soggetti ricorrenti (Consiglio di Stato approva ricorso). I giuristi scattano in coro affermando che, nella seduta del 5 Maggio, il TAR dovrà prendere atto della situzione e permettere a tutti i ricorrenti (la maggior parte dei quali non ha nulla di diverso dai tre soggetti di cui sopra ) l’ammissione con riserva alla prova. Allora che faccio? Studio come un matto perchè siamo arrivati a fine aprile. Curricolo, Stili di insegnamento (peer to peer, brainstorming, problem solving, cooperative learning), Pai, Leadership, Didattica laboratoriale, Mappa concettuale, pdp, bes, dsa , pei, pdf, abilità, competenze, conoscenze, Pof e Ptof figli di Miur e tutta la lessigonia della nostra malata civiltà burocratica. Gli esami sono l’11 Maggio per le Medie e il 26 Maggio per le Superiori. Prendo i permessi scolastici per fare il Concorso. E il 5 Maggio che succede? Niente. Il TAR si chiude in un dignitoso silenzio forse conseguente all’auspicio della Ministra Giannini (Per la Ministra Giannini va tutto bene). E adesso? Senza l’ordinanza cautelare del TAR non ci faranno partecipare all’esame. Chiamo il sindacato: “Allora?” – “Allora boh. Il TAR è silente ma voi dovete presentarvi lo stesso e farvi firmare una rinuncia scritta dai commissari nella quale si assumono la responsabilità di non farvi dare l’esame” – “Cioè, devo andare l’11 a Foligno e il 26 a Roma a farmi firmare un foglio e tornare a casa?” – “Si, se non interviene nel frattempo la decisione del TAR, è assolutamente necessario per i futuri possibili sviluppi”. In sostanza, al momento, non solo non ho la più pallida idea del fatto se dovrò o meno sostenere un Concorso su tutto lo scibile umano di Ingegneria Meccanica e Burocratese Pedagogico, ma non sono nemmeno sicuro se i permessi che ho chiesto al Dirigente Scolastico siano legittimi. Studio o non studio? Lascio i permessi o li ritiro? Vado a fare due gite o rimango a casa?

Epilogo

Ecco. L’ho fatta più lunga di Todini. Però scrivere mi ha confermato che è tutto vero. E’ proprio tutto così come l’ho descritto.

L’Italia sarebbe veramente un Paese meraviglioso se non fosse rovinato da noi gufi che ci ostiniamo a non vedere quanto di buono fanno i nostri Cari Leaders.

Prima che S.I.A. troppo tardi

GeSia

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, oltre alla conferma delle alte tariffe di TARI, TASI e IMU per il bilancio di previsione (con il nostro voto contrario), si è discusso della modifica dello Statuto della SIA sottoposta ad una interdittiva antimafia. L’interdittiva è intervenuta non per ipotesi di reato contestate alla SIA ma per la posizione dominante (diritto di veto) che la GESENU (indagata per ipotesi di reato vero e proprio) ha conseguito in seguito ad una ricapitalizzazione avvenuta due anni fa. In quella occasione il Comune di Marsciano ha ritenuto non significante che la GESENU passasse dal 33% (inferiore ad un terzo) al 36% circa, per il rifiuto di partecipare alla ricapitalizzazione da parte di GMP. In questo modo, potenzialmente, avrebbe potuto bloccare le decisioni che, per statuto, prevedono il consenso dei due terzi della assemblea dei soci. Inoltre uno dei due Consiglieri di nomina pubblica (su tre totali) è stato individuato dal Sindaco Todini in una figura di primo piano della GMP e quindi 2/3 del Consiglio d’Amministrazione di una società con la maggioranza pubblica vedeva soci che rappresentavano i privati (GMP e GESENU). Se queste sono state le incomprensibili decisioni prima della bufera che si è abbattuta su GESENU, quelle assunte da Novembre ad oggi sono ancora peggiori.

Di fronte alle inevitabili dimissioni di Sassaroli si è deciso di confermare il ruolo di Amministratore delegato ad un rappresentante di GESENU quando un minimo di ragionevolezza avrebbe portato alla decisione di diminuire l’esposizione di una società colpita da interdittiva antimafia all’interno di SIA. Si poteva, inoltre, modificare lo Statuto per abbassare la soglia decisionale al 60% (o anche meno) dell’assemblea dei soci ben prima dell’ultimo consiglio Comunale. In questo modo la SIA non sarebbe incorsa nell’interdittiva di Aprile che la espone a rischi finanziari potenzialmente molto gravi per i lavoratori e per il servizio di raccolta dei rifiuti.

In questo senso va inteso il nostro voto favorevole alla variazione dello Statuto della SIA nel Consiglio Comunale del 28 Aprile; un voto di sostegno ad una proposta obbligata ma tardiva che tenta di evitare guai peggiori ad un patrimonio del Comune di Marsciano e non certo un voto di sostegno a come l’amministrazione Comunale ha condotto questa delicata questione.

Del resto, come abbiamo più volte denunciato, sono ben poche le occasioni nelle quali la Giunta Comunale si è mossa in modo apprezzabile, basti ricordare il disastro della celebrazione anticipata del 25 Aprile al Teatro Concordia, annullato per totale assenza di pubblico, e la sperimentazione sulla chiusura al traffico di Largo Goldoni avvenuta senza prevedere nessun evento che promuovesse la presenza dei cittadini. L’effetto è stato quello di una piazza completamente vuota come hanno denunciato a più riprese gli esercenti interessati.

Il giudizio che diamo sul lavoro della maggioranza dei componenti della Giunta Comunale non potrebbe essere più negativo; inesperienza, immobilismo, superficialità, mancanza di confronto e di programmazione, estraneità alle realtà che animano la vita sociale e culturale della comunità, sono i tratti distintivi del governo del nostro territorio.

Lo ripetiamo ancora una volta, prima si chiuderà questa esperienza amministrativa e prima Marsciano potrà risollevarsi dal pantano in cui è precipitato.

Federico Santi – Capogruppo Consiliare “L’Altra Marsciano”

Non ce vole una scienza

Sheldon geologia

E’ una bufala. Le vostre macchine vanno a gasolio. La doccia la fate calda. Il quesito è troppo tecnico, anzi pretestuoso. Non siete scienziati, cosa ne volete sapere della geologia.

Mancano solo le cavallette, la peste e la carestia alle ragioni di chi contrasta il referendum di domenica prossima. Il primo ministro sta chiedendo, con forza, di non votare. Andate dove volete, ma non alle urne. Secondo lui, secondo il fronte dell’astensione, noi non siamo in grado di decidere. Non possiamo mettere una crocetta con cognizione di causa. E’ troppo difficile, lasciate perdere, andate al mare. Cosa volete saperne voi di giacimenti, subsidenza, carotaggi, minerali e via dicendo.

Il punto è che non si decide sulla scienza. Non ci sono complicate equazioni da risolvere o teoremi da dimostrare, anche perché i geologi non sanno fare né l’una né l’altra cosa. Quando un geologo ci dice che di scienza non ne sappiamo niente, un fisico perde una ciocca di capelli a causa del nervoso.

Il punto è che si decide su un privilegio. Si decide se lasciare ai privati, a vita, la concessione sulle piattaforme più vicine alle coste italiane. Suolo pubblico concesso per sempre ad aziende private, finché morte non li separi. Questa possibilità è stata introdotta nello Sblocca-Italia, il super decreto del governo Renzi; sì, è lo stesso governo che è coinvolto negli scandali legati ai rapporti con i petrolieri.

La questione economica, per chi non è un petroliere, è inesistente. Non ci guadagniamo nulla da queste trivelle vicino alla costa. Coprono l’1% del fabbisogno, e l’andamento del consumo di petrolio e gas è in diminuzione. Ci guadagna solo chi sfrutta un cavillo: finché ho la concessione, e finché nel giacimento c’è qualcosa, non devo bonificare l’area. La legge introdotta dal governo serve proprio a far risparmiare ai petrolieri i soldi della bonifica a fine concessione.

Domenica decidiamo se fare o no un favore ai petrolieri. Se siamo petrolieri, abbiamo tutto il diritto di difendere i nostri interessi. Il problema è che non lo siamo. Anzi, con molta probabilità siamo precari. Se va bene, impiegati o operai. Oppure siamo artigiani, liberi professionisti con una partita iva e quando dobbiamo chiedere un documento ad un qualsiasi ente pubblico dobbiamo passare prima a Colvalenza per chiedere la grazia alla madonna. Altro che concessione a vita, insomma.

Ecco, domenica non serve essere scienziati per andare a votare sì. Serve di essere tra i tanti, tantissimi, che non hanno il privilegio di fare quello che vogliono con il bene pubblico. Tra quelli che non hanno il numero di nessun ministro e non possono farsi approvare nessun emendamento alle 3 di notte.

Badiola al Verde

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INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Federico Santi

Avente ad oggetto: “Discarica a cielo aperto nella Frazione Badiola su terreno di proprietà del Comune di Marsciano”

visto che

la p.lla censita al n.132, Foglio 14 del Catasto del Comune di Marsciano risulta appartenere al Comune stesso;

considerato che

un tempo essa aveva la funzione pubblica di essere la fonte dove si attingeva acqua per uso domestico e dove le donne del paese andavano a lavare i panni (vedi allegato);

successivamente, ha perso la sua funzione sociale mantenendo un valore simbolico e storico che andrebbe conservato;

preso atto che

il sito in oggetto è stato trasformato in una vera e propria discarica a cielo aperto (vedi allegato);

sono visibili decine di passoni per le viti abbandonati in mezzo alla vegetazione (vedi allegato);

sono presenti tumuli riconducibili all’abbandono di inerti e tubi metallici (vedi allegato);

è presente, come naturale, un corso d’acqua in aderenza alla particella in oggetto (vedi allegato);

Si chiede

Quali siano le azioni che l’Amministrazione vuole adottare per sanare la situazione di degrado della proprietà pubblica che si è venuta a creare.

Marsciano lì 30/03/2016                                                                         Federico Santi