Tu chiamale se vuoi, e-Mozioni…

Il dibattito pubblico delle scorse settimane è stato caratterizzato dalla sterile e strumentale polemica riguardante la concessione delle sale del Melograno all’Associazione Culturale Islamica Medio Tevere per il periodo del Ramadan. Polemica alimentata dal centrodestra e rincarata dalla Lega Nord e da Fiamma Nazionale, quest’ultime forze lontane dal territorio la cui esistenza si sostanzia soltanto nel gridare all’invasione.

In questo ripetersi di comunicati, una problematica reale è riuscita a passare sottotraccia, con il sollievo dell’Amministrazione: parliamo dei numerosi disagi nell’erogazione del servizio idrico di queste ultime settimane.
L’elenco è lungo e riguarda sia la gestione amministrava che quella operativa di Umbra Acque Spa:

  • interruzione prolungata del servizio idrico senza un preavviso ed un’informazione adeguata agli utenti,
  • pessima gestione amministrativa delle fatture con conseguenti problemi per la rateizzazione delle bollette e/o importi da pagare giunti agli utenti già scaduti,
  • mancata razionalizzazione dell’apertura degli sportelli rivolti agli utenti.

Per questi motivi abbiamo deciso di presentare nel Consiglio Comunale di martedì 27 giugno una mozione che impegni l’Amministrazione a farsi portatrice di questi disservizi nelle sedi opportune, quali l’Assemblea di Umbra Acque Spa e l’Autorità Umbra per Rifiuti e Servizi (AURI), di cui il Sindaco fa parte.
Se la mozione venisse approvata, oltre alla comunicazione di questi disagi, il Comune si impegnerebbe a risolvere anticipatamente la Convezione con Umbra Acque Spa ed a promuovere una rilocalizzazione e ripubblicizzazione del servizio idrico, seguendo lo spirito del Referendum sull’acqua pubblica.

Le ragioni vanno aldilà della scarsa qualità del servizio fornito, che già di per sé basterebbe per risolvere la Convenzione, e ricomprendono, tra gli altri, la mancata esecuzione degli interventi e degli investimenti programmati sulla rete e sugli impianti di cui, tuttavia, paghiamo la loro remunerazione in bolletta. Come in altri settori, la gestione in forma partecipata si risolve spesso in una privatizzazione de facto, dove il profitto è anteposto alla qualità del servizio da erogare ai cittadini.

Ecco il testo completo della Mozione:

Gruppo consiliare: L’ALTRA MARSCIANO

OGGETTO: Azioni per contrastare le crescenti criticità nell’erogazione del servizio idrico

VISTO

  •  che con D.P.R. del 23.03.2011 (in G.U. n.77, del 04.04.2011), è stato indetto referendum popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato;
  • che in esito al detto referendum il comma 1 dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, è abrogato limitatamente alle seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito ”;
  • che con D.P.R. n.116, del 18.07.2011, pubblicato in G. U n.167, del 20.07.2011, si è stabilito che l’abrogazione suddetta ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del Decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;

CONSIDERATO

  • che Umbra Acque S.P.A. nell’ultimo periodo ha posto in essere gravi negligenze nella gestione amministrativa ed operativa dei servizi di propria competenza, generando in tal modo reiterati disagi quali: interruzione prolungata del servizio idrico senza un preavviso ed un’informazione adeguata agli utenti, pessima gestione amministrativa delle fatture con conseguenti problemi per la rateizzazione delle bollette e/o importi da pagare giunti agli utenti già scaduti, mancata razionalizzazione dell’apertura degli sportelli rivolti agli utenti;
  • che Umbra Acque S.P.A., come rilevato dal Comitato Umbro Acqua Pubblica, non ha garantito l’esecuzione degli interventi e degli investimenti programmati sia sulla rete che sugli impianti, non provvedendo ai dovuti investimenti strutturali – ma pretendendo comunque dall’utenza la remunerazione – rendendosi inadempiente rispetto alle norme della Convenzione di Gestione del Servizio Idrico Integrato;

PRESO ATTO

  • che l’articolo 13.2. della presente Convenzione contempla la clausola risolutiva, stabilendo che insorge il diritto alla risoluzione anticipata della stessa, fra l’altro, “in caso di ripetute e gravi inadempienze alle norme della presente Convenzione, in particolare nel caso di mancata esecuzione del programma di interventi o di irregolarità nel esecuzione del medesimo”;
  • che il Comune di Marsciano partecipa al’1,646% delle azioni di Umbra Acque S.P.A., per un valore nominale di 255.951 euro;
  • che il Sindaco rappresenta il Comune di Marsciano nell’Assemblea di Umbra Acque S.P.A., organo in cui è rappresentata l’universalità dei soci e le cui deliberazioni, prese in conformità alla legge ed allo statuto, obbligano tutti i soci;
  • che il Sindaco rappresenta il Comune di Marsciano all’interno dell’Autorità Umbra per Rifiuti e Servizi (AURI), l’autorità preposta alle funzioni in materia di servizio idrico;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO, IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE, CON RIFERIMENTO ALLE DISTINTE COMPETENZE DI CIASCUNO DEI DUE ORGANI, A:

  • rappresentare il disagio della popolazione marscianese rispetto alla gestione del Servizio Idrico Integrato da parte di Umbra Acque S.P.A. nelle sedi preposte;
  • farsi portatore delle criticità sopraelencate all’interno dell’AURI;
  • intraprendere tutte le azioni possibili al fine di risolvere anticipatamente la Convenzione con Umbra Acque S.P.A. e di promuovere una rilocalizzazione nella gestione del Servizio Idrico Integrato, nonché una sua ripubblicizzazione nello spirito del referendum popolare sull’acqua pubblica del luglio 2011.

Yuri Capoccia
Capogruppo “L’Altra Marsciano”

Umbra acque, una sicurezza

Vi ricordate il numero di umbra acque di qualche tempo fa? Un interruzione del servizio di acqua potabile di 20 ore completamente privo di segnalazione?

https://www.youtube.com/watch?v=Y3vuUL91frM

Bene, la proverbiale efficienza della nostra mitica partecipata, ben illustrata delle circostanziate accuse del Comitato Acqua Pubblica (http://www.iltamtam.it/2017/06/04/comitato-acqua-pubblica-si-deve-uscire-da-umbra-acque/), ha colpito ancora e, se possibile, in modo ancora più doloroso.

Sono arrivate in questi giorni bollette onerosissime già scadute a tutti gli utenti del servizio idrico. Centinaia, a volte migliaia, di € concentarti in un’unica soluzione.

Motivo? Non sono stati capaci a produrre fatture per sei mesi perchè si sono incasinati col nuovo software di gestione.

Una roba che se la fa un ragazzetto dell’alternanza scuola-lavoro lo rimandano in classe con richiesta specifica di bocciatura.

Cosa possiamo fare? Intanto ci vediamo GIOVEDì 15-06-2017 alle ore 18:00 presso il BAR CENTRALE con il Comitato dell’Acqua Pubblica e con un Avvocato.

omnia sunt communia

Strange food festival

Il centro storico a Marsciano torna a vivere in rarissime occasioni nell’arco dell’anno. Una di queste occasioni è Musica per i Borghi, che dalla scorsa edizione è stata abbinata, intelligentemente, ad un’altra manifestazione di carattere culinario: lo Street Food. Un evento in piazza per degustare le specialità provenienti da tutta Italia e non solo. Quest’anno la formula è stata riproposta vista la partecipazione dello scorso anno.

Un’occasione quindi per conoscere le specialità dello street food, ma anche per rivitalizzare il centro storico e le attività marscianesi. Non abbiamo avuto remore ad esprimere il nostro appoggio ad una iniziativa condivisibile dell’Amministrazione ma, purtroppo, sembra che per la prossima edizione la partecipazione non sia stata estesa alle attività marscianesi che lavorano in questa particolare tipologia di ristorazione. A nostro avviso è paradossale che un evento che richiama moltissime persone, soprattutto da fuori città, non venga utilizzato per valorizzare e per pubblicizzare le specialità del territorio in questo settore, considerando anche che alcune di queste attività sono di fresca apertura o recentemente rinnovate. La speranza è che gli organizzatori ci ripensino e trovino dello spazio anche per le attività marscianesi. In secondo luogo, e questa è una critica di carattere generale, sottolineiamo la scarso coinvolgimento delle attività commerciali del centro storico quando vengono organizzati eventi simili, che invece dovrebbero far rientrare la depressione che avvolge il centro storico e valorizzare chi, tra mille difficoltà, cerca di andare avanti.

Le problematiche di contesto generale sono talmente incisive che l’Amministrazione dovrebbe far di tutto per dare una mano a chi sceglie di resistere nel tessuto sociale diffuso fuori dalla grande distribuzione.

Yuri Capoccia, capogruppo in consiglio comunale per “L’Altra Marsciano”

Interpellanza sull’impellenza

INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Yuri Capoccia

Avente ad oggetto: “Bagni pubblici nel Capoluogo”

 

visto che

 

i bagni pubblici rivestono una funzione importante per la fruibilità dei “Giardini Orosei”;

 

considerato che

gli stessi rappresentano anche un fondamentale servizio per la rinnovata Sala “Edoardo De Filippo”;

 

preso atto che

 

i suddetti servizi risultano inutilizzabili da diversi mesi;

 

Si chiede

quale sia il motivo di questo disservizio;

cosa intenda fare l’A.C. per ripristinare la fruibilità dei suddetti bagni pubblici.

Marsciano lì 12/05/2017                 Yuri Capoccia

Interpellanza SIA

INTERPELLANZA

Su iniziativa del Consigliere Yuri Capoccia

Avente ad oggetto: “Nuovo struttura organizzativa SIA”

visto che

la S.I.A. S.p.A. (Società Igiene Ambientale) è una società mista con il 56% del capitale sociale di proprietà pubblica di cui il 53,07% di proprietà del Comune di Marsciano;

l’organigramma ancora presente nel sito, che non è stato aggiornato, presenta una struttura organizzativa come da allegato 1 (organigramma rev01);

considerato che

successivamente al pensionamento del Responsabile Igiene Urbana e Manutenzione Massimo Cinti si proponeva, in data 22 Novembre 2016, una selezione interna per l’individuazione del nuovo responsabile (qualifica indicata al singolare) con tanto di valutazione dei curricola e colloquio orale per i candidati che si fossero presentati entro il 30 Novembre 2016 come da allegato 2 (avviso selezione);

preso atto che

in data 16 Febbraio 2017 (come da allegato 3, avviso incarico) veniva approvata dal Consiglio di Amministrazione una nuova struttura organizzativa che prevedeva lo spacchettamento delle posizioni organizzative in capo al dipendente in pensione in tre diverse nuove figure, come da allegato 4 (organigramma rev02);

Si chiede

per quale motivo il sito Amministrazione trasparente di SIA risulti assolutamente inservibile per la continua e statisticamente frequentissima risposta “Non applicabile” alla stragrande maggioranza dei link alternata a “Pagina in allestimento” o a documenti di dubbia qualità vergati a mano;

come mai il medesimo sito non preveda aggiornamenti nella sezione Organizzazione a più di un mese dalla modifica della Struttura organizzativa;

quali siano i criteri che hanno orientato il Consiglio di Amministrazione alla scelta di tre soggetti in vece di uno e quali siano i criteri per l’individuazione dei nominativi presenti nell’avviso e nell’organigramma di cui sopra.

Marsciano lì 23/03/2017 Yuri Capoccia

interpellanza 2017 01 b organigramma rev 01 interpellanza 2017 01 c avviso selezione interpellanza 2017 01 d avviso incarico interpellanza 2017 01 e organigramma rev 02

Taci, il Pd ti denuncia

Pd marsciano
Il rapporto del Pd marscianese con la critica è sempre stato problematico. Fino all’avvento del web, non c’erano grossi problemi: i giornali locali erano controllati e misurati, nell’unico breve periodo in cui un giornalista sgradito, del corriere dell’umbria, ha dato voce alle opposizioni, l’allora sindaco Chiacchieroni tolse il Corriere dell’Umbria dalla rassegna stampa comunale. Non si poteva comprare, insomma. L’arrivo dei blog è stato invece mal tollerato. Pur se popolati da giovani studenti scapestrati, le ironie su cosa succedeva in comune non sono mai state tollerate. Il capo della protezione civile, nel 2008 o giù di lì, si recò dai carabinieri per denunciare un giovanissimo blogger, reo di aver postato un commento colorito, letto da 10 persone al massimo. L’ex sindaco Chiacchieroni, mandò a cercare dai vigili lo sbarbatello che su Casapiddu prendeva in giro il comune sull’operazione della Clinica Bocchini, dove il comune spese 800mila per comprare un terreno nel 2009. Quel terreno è ancora abbandonato. Poi toccò a Fegatelli: l’assessore Roberto Bertini, non del Pd ma comunque di maggioranza, delegò gli avvocati della Provincia di denunciare le scandalose pernacchie che riceveva dalla pagina satirica. In tutti i casi, le indagini di magistratura, carabinieri, polizia si sono concluse con un nulla di fatto.

Il Pd, però, non demorde. Stavolta a farne le spese è una marscianese, rea di aver commentato con un “delinquenti” l’atto di aver concesso la facoltà di aprire una discarica di vinacce a Marsciano. Tra l’altro, l’azienda in questione è già stata condannata per sversamenti illeciti. Non che ci sia un legame tra i due fatti, ma la questione è comunque calda. I consiglieri comunali di maggioranza hanno incaricato l’avvocato del comune – che per loro tanto è gratis – di presentare denuncia nei confronti della nostra concittadina. Il suo post su facebook, visibile solo ai suoi amici, ha infangato l’onore e la rispettabilità dei consiglieri comunali di maggioranza. Sono stati pure redarguiti quei pochi piddini critici che avevano pubblicamente apprezzato il post. Quindi, via alle indagini, polizia postale sulle sue tracce e, chissà, forse pure un processo.

Il gioco è proprio questo: anche se tutto si conclude con un nulla di fatto, il malcapitato denunciato dal Pd deve sostenere pesanti spese legali, anche in caso di vittoria. Mentre chi denuncia non ha spese da sostenere, anzi, se serve l’avvocato lo paga il Comune. Così facendo, qualsiasi voce critica viene sopita sul nascere. E’ un metodo funzionante da anni, in tutta Italia.

Riassumendo: mentre a Marsciano chiudono le fabbriche, il Pd passa il tempo a leggere cosa dicono di loro su Facebook.

Aggiornamento:  il Pd, con comunicato stampa, ha fatto sapere che le spese legali le sosterranno i singoli consiglieri. L’avvocato è lo stesso che da anni segue le cause per conto del Comune, da qui l’assunzione errata. 

I soliti (in)successi

Tutto il dibattito sulla riqualificazione dell’Hotel Arco è molto interessante, ma presenta elementi veramente surreali. Il Centro Commerciale L’Arco è stato il primo colpo alla vitalità del centro storico di Marsciano. Coloro che lo hanno pensato e realizzato sono stati i primi ad inaugurare la desertificazione del cuore del capoluogo di cui tutti oggi, compresi i soggetti sopracitati, si lamentano.

Per non parlare del ‘lungimirante’ acquisto dell’area Clinica Bocchini, avvenuto nel 2006 per circa 800.000 euro. L’evoluzione di quella vicenda si commenta da sola. Un investimento pubblico importante nato per la realizzazione di una struttura di 3500 mq, di cui era anche stata posata simbolicamente la prima pietra, verrà destinato alla realizzazione di un parco verde e di strutture di ausilio alla residenza dell’Arco. Una somma fuori mercato, soprattutto considerando il valore di ciò che verrà realizzato in futuro, concessa al proprietario dell’area sulla base di stime difficilmente giustificabili.

Detto questo, l’acquisto dell’Hotel Arco da parte della Fondazione con l’ausilio, a quanto sembra, di Cooperative sociali di comprovato valore, presenti da decenni nel nostro territorio, rappresenta un’operazione funzionale alla riqualificazione dell’area commerciale L’Arco, svilita dalla proliferazione di centri commerciali sul territorio del capoluogo e messa a rischio dalla contestatissima costruzione della nuova Coop ad Ammeto. L’operazione, nel complesso, ha degli elementi positivi oggettivi: l’attivazione dei servizi di Residenza Protetta, la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, la totale assenza di costi aggiuntivi per la collettività e, soprattutto, la possibilità di rivitalizzare tutto il Centro, andando a ripopolare sacche di desertificazione commerciale.

Tuttavia ci sono alcuni elementi da verificare come la compatibilità di un luogo così pesantemente cementificato con le finalità di recupero e assistenza che queste strutture dovrebbero avere e la questione che riguarda la legittimità della Fondazione Comunità Marscianese in questa vicenda. Se il primo aspetto riguarda gli addetti ai lavori, il secondo riguarda tutta la collettività in quanto la Fondazione stessa risulta sempre più sovrapponibile ad una nota lista civica locale, se non direttamente alla proprietà del Centro Commerciale L’Arco.

Insomma, come spesso avviene, quello che oggi viene dichiarato come un successo, in termini economici e sociali, a nostro avviso, rappresenta un palliativo a serie problematiche che sono state create da amministrazioni precedenti in piena continuità politica con quella attuale.

Yuri Capoccia

Capogruppo L’Altra Marsciano

 

 

 

L’Altra Marsciano sui licenziamenti Clam/Presystem

La settimana passata è stata segnata dalla chiusura della Clam e della Presystem e dal conseguente licenziamento collettivo per 77 lavoratori delle due aziende. Per quello che può contare, esprimiamo sincera solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, già messe a dura prova da anni di mensilità arretrate e di ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per Marsciano la chiusura di queste due importanti realtà produttive rappresenta l’ultimo colpo, in ordine cronologico, al tessuto sociale e produttivo, già duramente provato dalla crisi economica degli ultimi anni. Le responsabilità non possono esclusivamente imputarsi a dinamiche nazionali e internazionali, sarebbe riduttivo e semplicistico. Nella crisi che avvolge il nostro territorio le responsabilità sono dovute anche alla eccessiva propensione delle aziende marscianesi alla conduzione familiare, nonché dalla scarsa azione dell’Amministrazione che non ha saputo stimolare, seppur con i pochi strumenti disponibili, una riconversione del tessuto industriale marscianese incentrato sull’edilizia, e che oggi ne paga le conseguenze. Quella riconversione che sarebbe stata difficoltosa ma possibile in congiunture economiche favorevoli è stata rimandata per perseguire ancora un modello speculativo (una moltitudine di centri commerciali vuoti e di alloggi invenduti) che ha solo impoverito il territorio, permettendo la creazione e il rafforzamento di clientele e corporativismi.

L’ipotesi più probabile è che la Clam e la Presystem riaprano nuovamente, creando una nuova cooperativa. Possibilità auspicata per non perdere le competenze create in decenni di attività e soprattutto per riassorbire una parte dei lavoratori licenziati. Tuttavia, manifestiamo delle perplessità riguardo simile procedura, già utilizzata da altre aziende marscianesi in difficoltà. In primo luogo, i soci-lavoratori, in questo modo, perderebbero parte delle mensilità arretrate (per legge, vengono garantiti in caso di fallimento solo gli ultimi tre stipendi, peraltro modulati sulla cassa integrazione e provenienti da fondi pubblici) ed anche le loro quote associative; una beffa per chi negli ultimi anni per andare incontro alle esigenze aziendali ha deciso di trasformare parte degli arretrati in dette quote. In secondo luogo, probabilmente, i lavoratori percepirebbero il loro Tfr dall’Inps e non dall’azienda, alla fine di una lunga procedura vertenziale. Se questa ipotesi si concretizzasse riaprirà un nuova cooperativa con un reating creditizio positivo ed una linea produttiva recentemente innovata, tutto sulla pelle dei lavoratori. Un sistema reso possibile dalla legge, che danneggia non solo i lavoratori ma l’intera collettività.

La nostra azione consiliare sarà diretta a sollecitare le Istituzioni, ad ogni livello, affinché mettano in piedi tutte le iniziative possibili per garantire un ricollocamento dei licenziati. Perché crediamo che il compito di un’amministrazione non si riduca soltanto nel realizzazione delle migliori condizioni a monte del processo produttivo, ma anche nella soluzione delle problematiche legate ad esso e che interessino la comunità. Cercheremo inoltre di verificare la possibilità di dare vita ad un meccanismo di solidarietà dal basso per aiutare – in maniera anonima e rendicontata – tutte le famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro e non solo quelle protagoniste degli ultimi avvenimenti. Una soluzione che non si sostituisce l’azione politica per il diritto al lavoro, ma che verrà integrata agli ammortizzatori sociali, al fine di garantire una solidarietà concreta a quelle famiglie che si trovano in una situazione prossima all’indigenza.

Yuri Capoccia

Capogruppo L’Altra Marsciano

Omnia Sunt Communia

Oggi, 12 Gennaio 2017, ho rassegnato le dimissioni da Consigliere Comunale. Non è stato per nulla semplice nè indolore. Quando è iniziata questa Legislatura avevo un altro lavoro e tutt’altre aspettative. Oggi, per stabilizzare la mia condizione lavorativa assai precaria, devo intraprendere delle iniziative che non mi permetterebbero di svolgere questo importante compito con la serietà che ho sempre cercato di mettere in campo. Un ringraziamento alla struttura comunale, che ha sempre collaborato lealmente, e a tutti i Consiglieri Comunali e Amministratori che hanno avuto un rapporto personale e politico corretto con me e con l’esperienza politica dell’Altra Marsciano che ho avuto l’onore di rappresentare in questi 2 anni e mezzo. Chiedo scusa a coloro che, avendomi votato come Candidato a Sindaco, si sentissero traditi da questa decisione. Sono sereno nella convinzione che la mia vita e quella della mia famiglia (della quale mi devo far carico insieme a mia moglie), non mi permettono di intraprendere strade diverse da questa. Un in bocca al lupo al leggendario Yuri Capoccia che erediterà la carica di Consigliere con la serietà che lo contraddistingue e che renderebbe fiero il compianto Bruno. Omnia sunt communia.

 

Santi Federico